XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 68
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge è
dettata dall'esigenza di tutelare le minoranze etniche e
linguistiche fortemente penalizzate dalle disposizioni vigenti
per l'elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo.
Nemmeno le minoranze numericamente più forti riescono infatti
a raggiungere il quoziente per poter eleggere un proprio
rappresentante a Strasburgo. Il quoziente è di circa 400.000
voti, mentre la popolazione tedesco-ladina a Bolzano conta
circa 300.000 persone e la popolazione francofona nella Valle
d'Aosta conta circa 90.000 elettori.
Anche se l'articolo 12, nono comma, della legge n. 18 del
1979 prevede la possibilità di collegamento con altri partiti
che si presentano a livello nazionale, tale possibilità non
garantisce l'eguaglianza sostanziale richiesta dall'articolo 3
della Costituzione e tanto meno corrisponde al dettato
dell'articolo 6 della stessa Carta, secondo il quale la
Repubblica italiana deve tutelare le minoranze linguistiche
con norme specifiche.
La presente proposta di legge mira proprio
all'introduzione di un meccanismo di tutela del genere,
volendo evitare cioè che il collegio elettorale di una piccola
regione venga allargato con la conseguente messa in minoranza
della popolazione francofona e, rispettivamente, di quella
ladino-tedesca.
Da qui la necessità di istituire un proprio collegio
elettorale a tutela delle specificità linguistiche delle zone
interessate.
In Belgio, nel 1996, è stata creata una circoscrizione a
se stante per il territorio, ove risiede la minoranza
germanofona, alfine di favorire l'elezione di un
rappresentante al Parlamento europeo.
In forza della decisione 93/81/Euratom/CECA/CEE del
Consiglio, del 9 febbraio 1993, il numero degli
europarlamentari italiani è stato elevato da 81 a 87. Sarebbe
un segnale molto positivo, anche per l'immagine dell'Italia
all'estero, se il Parlamento cogliesse l'occasione per
assegnare due di questi nuovi seggi alle minoranze etniche,
seguendo così l'esempio del Belgio.