XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 58
Onorevoli Colleghi! - L'istituzione di un Parco
nazionale della memoria e della pace in località Fosse del
Frigido nel comune di Massa, nella provincia di Massa Carrara,
nel luogo di una delle più feroci stragi naziste, ha un
particolare valore simbolico.
La zona in cui dovrebbe essere istituito il Parco,
originariamente attraversata da un'importante via romana e poi
dal percorso della via Francigena, che metteva in
comunicazione la Roma dei Papi con il mondo d'oltralpe, è
sempre stata, nei secoli, luogo di sosta e di ristoro di
viandanti e pellegrini di ogni Paese, ospitati prima nella
Taberna frigida ricordata nella cartografia romana e poi
nell'Ospedale medioevale di San Leonardo. A poche decine di
metri dalla chiesetta romanica dedicata a questo santo,
protettore dei prigionieri, il 16 settembre del 1944 furono
trucidati e sepolti nelle buche prodotte da un bombardamento
aereo 146 uomini prelevati dalle prigioni del Castello
Malaspina. Essi facevano parte del contingente di ostaggi che
Walter Reder aveva dato ordine in quelle settimane di
costituire per avere sempre a disposizione un numero adeguato
di vittime per le sue rappresaglie. Duemila persone erano
state rastrellate fra i massesi che avevano tardato a
sottomettersi all'ordine di evacuazione della città dell'8
settembre; ma nel Castello era finito anche il piccolo
esercito di oppositori al regime che aveva ruotato intorno
alla Certosa di Farneta, giovani renitenti, ebrei o soldati
sbandati, insieme ai frati che li avevano ospitati.
Quando l'attacco sferrato sulla Linea gotica, liberando
Viareggio, Forte e Pietrasanta, diede ai tedeschi
l'impressione che il fronte stesse per cedere, i tedeschi, in
difficoltà per il trasferimento dei prigionieri, decisero di
eliminarne un buon numero; prima, il 10 settembre, dividendo
una trentina di loro in piccoli drappelli, massacrati in
diverse parti della città; poi, il 16, approfittando dei
crateri formatisi dopo un bombardamento alleato, per
risparmiarsi anche la fatica di scavare fosse.
Centoquarantasei prigionieri di città diverse, fra le macerie
e le masserizie abbandonate di una Massa svuotata, furono
condotti in fretta sull'argine del fiume e falciati da una
mitragliatrice, vicino al ponte che era stato l'obiettivo
degli alleati. Gettati alla rinfusa nelle buche, i loro corpi
furono ricoperti alla meglio e lì abbandonati. Essi
provenivano da ogni parte d'Italia, essendo in prevalenza
soldati, e morivano senza saperlo sui resti di una strada
millenaria, che a suo modo aveva voluto unire i popoli
d'Europa prima ancora che questa parola avesse un senso.
In quel luogo di eterno passaggio, in loro memoria, oggi è
giusto fermarsi. Sul percorso di quei pellegrini che andavano
in cerca di una pace interiore, la coscienza e la memoria
possono ripercorrere gli orrori della guerra, per preparare la
pace tra gli uomini.
Da tempo la provincia di Massa Carrara, Medaglia d'oro al
valor militare e l'Associazione nazionale partigiani d'Italia
di Massa Carrara lavorano a questo progetto. Sono partite
dall'esigenza di realizzare nel sito nel quale fu perpetrato
l'eccidio nazista una adeguata struttura monumentale, ma
coinvolgendo l'associazionismo locale, il comune ed i
parlamentari locali, hanno saputo darsi un più ambizioso
obiettivo: il Parco dovrà unire al suo interno uno spazio
dedicato alla memoria delle vittime di quella strage, la
valorizzazione dei reperti archeologici che testimoniano la
millenaria importanza del sito ed una moderna struttura
aperta, in grado di ospitare iniziative di diversa natura che
traggano da quel luogo e dagli eventi che vi si sono prodotti
ispirazione, significato e monito.
Ne è sorto un progetto, largamente condiviso dalla
comunità locale, che prevede la realizzazione nell'area delle
cosiddette "Fosse del Frigido", dove oggi solo un piccolo
cippo ricorda l'eccidio, di uno spazio attrezzato ed
impreziosito da un complesso monumentale e da una stele che
oggi insiste isolata su una strada adiacente, collegato alla
chiesetta romanica di San Leonardo (Sacrario della Resistenza)
mediante un vasto labirinto, scelto dalla regione Toscana come
simbolo dei pellegrinaggi sulla via Francigena. Accanto alla
chiesa, sorgerà un giardino medieovale protetto da un antico
muro di pietra, che ospiterà in copia i reperti archeologici
rinvenuti nel sito. In fine, in una vasta area vicina, è
prevista la realizzazione della struttura aperta destinata
alle iniziative pubbliche.