Onorevoli Colleghi! - Rabbia, delusione e stupore ha provocato in tutta l'opinione pubblica italiana il blitz con cui le Forze dell'ordine in Valle di Susa, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2005, hanno tolto con forza il presidio dei manifestanti a Venaus, in provincia di Torino, contro il progetto della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
Secondo quanto riferito da tantissimi testimoni, tra cui il presidente della comunità montana Bassa Valle, Antonio Ferrentino, con questa operazione «si è consumata un'azione indegna di qualsiasi democrazia».
Durante l'operazione sarebbero intervenuti almeno mille agenti, contro quaranta persone che dormivano al presidio. «Potevano svegliarli, trascinarli via - ha affermato alla stampa Ferrentino - ma non dovevano caricare come hanno fatto. C'erano donne, anziani e non hanno guardato in faccia nessuno. Qualcuno, il responsabile o i responsabili di tutto questo, dovrà pagare per quel che è successo».
Il blitz ha provocato il ferimento di venti persone, tra le quali una decina di manifestanti, un fotografo torinese, che ha riportato la frattura di un piede, e alcuni poliziotti e carabinieri.
«Tutto è successo all'improvviso - ha fatto sapere il sindaco di Venaus, Nilo Durbiano - la gente è stata aggredita con manganelli. Il parroco ha immediatamente suonato le campane per avvisare gli abitanti». Gli stessi filmati trasmessi dalla televisione testimoniano la gravità dell'operazione, l'uso dei manganelli e il trattamento ricevuto dai manifestanti pacifici.
La presente proposta di inchiesta parlamentare è pertanto volta all'istituzione di una Commissione parlamentare monocamerale di inchiesta che consenta di fare piena luce sui fatti, e sulle relative cause e responsabilità, a ogni livello, avvenuti quella notte. Tenuto conto dell'imminente conclusione della legislatura in corso, l'istituenda Commissione, che sarà composta da venti membri nominati dal Presidente della Camera dei deputati, sarà chiamata a completare i suoi lavori entro un mese dal suo insediamento e a presentare, entro i successivi quindici giorni, una relazione conclusiva.
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