Onorevoli Colleghi! - Fa ormai parte di un macabro rituale, che si ripete ogni settimana, quella insopportabile contabilità degli incidenti stradali e dei morti che, come un implacabile bollettino di guerra, i media ci offrono a bilancio di ogni fine settimana.
I 57 morti del week-end del 17-19 gennaio 2003 non sono che l'ennesimo episodio di una sequenza allarmante di incidenti che fa registrare un trend in ascesa contraddittorio rispetto alla tendenza europea: oltre 200 mila incidenti annui, oltre 6.400 decessi, oltre 300 mila feriti. Ciò che maggiormente allarma è l'impressionante percentuale dei decessi a causa di incidenti verificatisi in aree urbane: oltre il 41 per cento, contro il 24 per cento sulle strade statali, il 17 per cento sulle provinciali e quasi il 12 per cento sulle autostrade.
Le statistiche evocate raccontano una modalità dell'incidente stradale che lascia forse intravedere una delle dimensioni del devastante problema, quella cioè maggiormente legata ad uno dei tre fattori che concorrono a definire la casistica dell'incidente stradale, quella umana, ma ancora tace sulle dinamiche collegate agli altri due fattori, quello relativo al mezzo e quello legato alla condizione delle strade.
Non è francamente accettabile una situazione che vede con sollievo l'affermarsi nel mondo occidentale di una curva discendente delle morti provocate da incidente stradale, mentre nel nostro Paese si assiste ad una impennata di segno opposto.
Occorre capire, pertanto, con tutta l'urgenza del caso, quali siano le ragioni di questa situazione, quali le responsabilità pubbliche - se esistono - e, soprattutto, quali i rimedi adottabili allo scopo di rendere più sicura la circolazione nelle nostre strade.
Per queste ragioni riteniamo necessaria l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno, volta a verificarne le dimensioni reali, le ragioni, le implicazioni sul piano sociale, economico, culturale e a prospettare un plausibile ventaglio di rimedi.
La Commissione, composta da venti deputati chiamati ad eleggere nel proprio seno, a maggioranza, il presidente e due vice presidenti, avrà i poteri tipici delle Commissioni parlamentari di inchiesta previsti dalla Costituzione (articolo 82) e dal Regolamento della Camera dei deputati (articoli 140, 141 e 142), e presenterà le sue conclusioni all'Assemblea entro sei mesi dal suo insediamento.
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