Onorevoli Colleghi! - Dopo vari giorni dalla conclusione del G 8 di Genova non solo non accennano a placarsi le polemiche a livello nazionale e internazionale sui fatti verificatisi che hanno recato discredito al nostro Paese, ma cresce l'esigenza di fare piena luce sulle responsabilità politiche e amministrative.
Numerosissime testimonianze riportate dalla stampa di tutto il mondo, così come le stesse posizioni assunte dall'Unione delle camere penali, dimostrano che in quei giorni a Genova si è assistito a episodi inauditi caratterizzati da pesanti violazioni dei diritti civili dei manifestanti e della cittadinanza. Tali episodi, frutto dell'azione di alcuni elementi largamente minoritari delle Forze dell'ordine, che peraltro nella loro stragrande maggioranza hanno tenuto un comportamento indubbiamente corretto, c'è il rischio che possano essere il frutto di un chiaro indirizzo politico il cui effetto potrebbe essere quello di generare una pericolosa separazione tra le Forze di polizia e la società italiana nel suo complesso.
Risulta pertanto irrinunciabile l'esigenza di una iniziativa volta ad una serena ed esauriente ricostruzione dei fatti anche al fine di addivenire ad una puntuale individuazione delle responsabilità degli organi dì Governo che hanno emanato le direttive e le disposizioni operative per la gestione dell'ordine pubblico, a fronte dell'oggettivo fallimento registratosi e documentato.
Di fronte alla gravità dei fatti accaduti e alla accuse secondo le quali il nostro Paese non sarebbe in grado al suo interno di fare piena luce su eventi e responsabilità, l'attuale maggioranza ha respinto la soluzione più semplice e rapida che sarebbe stata costituita da una indagine conoscitiva affidata alle attuali commissioni Affari costituzionali di entrambi i rami del Parlamento, peraltro presiedute da suoi autorevoli esponenti.
Di conseguenza, l'unico strumento attivabile, anche per evitare che si producano o si amplino lacerazioni tra il sistema politico e le giovani generazioni, appare essere a questo punto quello di una Commissione monocamerale di inchiesta, strumento che è tradizionalmente considerato come costitutivo dello statuto dell'opposizione parlamentare e che pertanto non può ragionevolmente essere negato, a meno di non voler perpetrare un'indebita prevaricazione di maggioranza che non potrebbe non avere gravi conseguenze nei rapporti istituzionali nel prosieguo della legislatura.
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