Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 705 del 15/11/2005


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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA

La seduta comincia alle 11,35.

LALLA TRUPIA, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 10 novembre 2005.
(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del regolamento, i deputati Amoruso, Armani, Enzo Bianco, Boato, Bonaiuti, Brancher, Bricolo, Carrara, Colucci, Cusumano, D'Alia, Fiori, Gentiloni Silveri, Giordano, Giancarlo Giorgetti, Giovanardi, Martinelli, Martino, Mazzocchi, Molgora, Moroni, Mussi, Palmieri, Patria, Pecoraro Scanio, Pescante, Pisanu, Pistone, Romani, Sgobio, Stucchi, Tabacci, Tortoli, Viespoli, Violante e Volontè sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Pertanto i deputati complessivamente in missione sono novantuno, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 3596 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2005, n. 184, recante misure urgenti in materia di guida dei veicoli e patente a punti (Approvato dal Senato) (A.C. 6150) (ore 11,37).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2005, n. 184, recante misure urgenti in materia di guida dei veicoli e patente a punti.
Ricordo che nella seduta del 10 novembre 2005 si sono svolti gli interventi sul complesso degli emendamenti e sono stati espressi i pareri da parte del relatore e del Governo.
Avverto che, per un mero errore tipografico, all'emendamento De Luca 1.50, a pagina 1 del fascicolo, le parole «articolo 126» debbono leggersi «articolo 126-bis».
Avverto, altresì, che la Commissione ha presentato l'articolo aggiuntivo 1-quaterdecies.0500.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 6150)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 6150 sezione 1), nel testo recante le modificazioni apportate dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 6150 sezione 2).
Avverto che le proposte emendative presentate sono riferite agli articoli del decreto-legge, nel testo recante le modificazioni apportate dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 6150 sezione 3).
Avverto, altresì, che sono state presentate proposte emendative riferite all'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 6150 sezione 4).


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Ha chiesto di parlare il relatore, onorevole Pezzella. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, le chiedo cortesemente di sospendere la seduta per circa 15 minuti, al fine di consentire alla Commissione bilancio di esprimere il prescritto parere.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Pezzella.
Sospendo brevemente la seduta.

La seduta, sospesa alle 11,40, è ripresa alle 12,10.

PRESIDENTE. Avverto che la I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 6150 sezione 5) e che la V Commissione (Bilancio), da poco riunitasi, ha confermato il parere contrario in precedenza espresso sugli emendamenti per i quali era stato chiesto il riesame ed ha espresso il parere di «nulla osta» sui restanti emendamenti contenuti nel fascicolo n. 3 non compresi nel fascicolo n. 1 (vedi l'allegato A - A.C. 6150 sezione 6).

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, le ho chiesto la parola per fornire qualche precisazione in merito al parere della Commissione sulle proposte emendative presentate.

PRESIDENTE. Prego, onorevole relatore.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, alla luce del lavoro di approfondimento svolto nella fase istruttoria in Commissione, e tenuto altresì conto dei successivi elementi di valutazione acquisiti, si ritiene opportuno esprimere parere favorevole sull'emendamento De Luca 1.50, purché riformulato nel modo seguente: «Al comma 1, alla lettera a), premettere la seguente: 0a) al primo periodo, le parole: «entro trenta», sono sostituite dalle seguenti: «entro il termine perentorio di sessanta»; 0b) al primo periodo, sono aggiunte, in fine, le parole: «; il decorso di detto termine senza che la notizia sia stata ancora data preclude la decurtazione». Conseguentemente: dopo il comma 1, aggiungere il seguente: 1-bis. All'articolo 126-bis, comma 4, primo periodo, le parole: «e, purché il punteggio non sia esaurito», sono sostituite dalle seguenti: «, purché il punteggio non sia esaurito e, nel caso la violazione non sia impugnata, non siano trascorsi più di sei mesi dall'accertamento della stessa»; sugli identici emendamenti De Luca 1.5 e Luciano Dussin 1.13; sugli identici emendamenti Mazzarello 1.3 e Bornacin 1.7 e sull'emendamento Raffaldini 1.36.
La Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 1.500, riferito all'articolo 1, comma 2-ter (ex emendamento Meroi 1.59, riformulato).
Inoltre, la Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti Meroi 1.53, necessario per esigenze di coordinamento normativo, Meroi 1.58, purché riformulato nel senso di sostituire le cifre «100» e «400» rispettivamente con le seguenti: «75» e «300», Tidei 1-bis.9, Bornacin 1-bis.4, Meroi 1-quater.50 e 1-quater.24, nonché sugli identici emendamenti Duca 1-quater.2 e Rosato 1-quater.61.
Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Stucchi 1-quater.060, pur condividendolo nel merito, la Commissione invita i presentatori a ritirarlo ed a presentare un ordine del giorno di contenuto analogo, considerato il parere contrario espresso dalla Commissione bilancio.
Quanto all'articolo aggiuntivo Lion 1-quater.061, la Commissione invita i presentatori a ritirarlo ed a presentare un ordine del giorno, strumento che sembra più congruo per le finalità delle modifiche proposte.
La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Carbonella 1-quinquies.60 e sugli identici emendamenti Mazzarello 1-sexies.2 e Carbonella 1-sexies.62, soppressivi dell'articolo 1-sexies.


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La Commissione raccomanda, inoltre, l'approvazione del proprio emendamento 1-octies.500, sostitutivo dell'articolo 1-octies, con riformulazione, nel senso di sostituire le parole: «31 dicembre» con le seguenti: «30 giugno».
La Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Susini 1-duodecies.1 e Carbonella 1-duodecies.60.
Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Luciano Dussin 1-quaterdecies.02, si propone una nuova formulazione come emendamento 1-quaterdecies.0500, della Commissione: dopo l'articolo 1-quaterdecies, aggiungere il seguente: articolo 1-quaterdecies. 1 - 1. All'articolo 122, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni ed integrazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 3 viene aggiunto il seguente: «3-bis. È consentita la guida di autovetture su strade urbane ed è extraurbane secondarie, a soggetti di età non inferiore a 17 anni in possesso di «autorizzazione alla guida anticipata» rilasciata dagli uffici provinciali del dipartimento per i trasporti terrestri, purché accompagnati durante la circolazione da persone di età non inferiore a quarant'anni in possesso di patente di guida della categoria B o superiore da almeno dieci anni, espressamente indicata nella stessa autorizzazione. Possono ottenere il rilascio dell'autorizzazione alla guida anticipata coloro che hanno compiuto il diciassettesimo anno di età e siano già in possesso della patente di guida per la sottocategoria A1, ovvero che abbiano superato l'esame di teoria per il conseguimento della patente di guida per la medesima sottocategoria presso un ufficio provinciale del dipartimento per i trasporti terrestri. Con decreto emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a), della legge n. 400 del 1988, sono fissate modalità e procedure per il rilascio dell'autorizzazione anticipata alla guida«; b) al comma 8, dopo le parole «ai sensi del comma 2» sono aggiunte le seguenti: «o l'accompagnatore di cui al comma 3-bis».
La Commissione esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo De Laurentiis 1-quaterdecies.020.
Per quanto riguarda l'emendamento Bornacin 1-quinquiesdecies.9, la Commissione esprime parere favorevole, a condizione che esso sia riformulato come segue: «sostituire l'articolo 1-quinquiesdecies con il seguente: 1-quinquiesdecies - 1. All'articolo 116 del decreto legislativo n. 285 del 1992, al comma 1-bis è aggiunto, infine, il seguente periodo: «a decorrere dal 1o gennaio 2008, per guidare un quadriciclo leggero è necessario aver compiuto 16 anni di età».
Quanto all'articolo aggiuntivo Bornacin 1-quinquiesdecies.03, il parere della Commissione è favorevole se lo è anche quello della V Commissione.
Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Ricciotti 1-quinquiesdecies.060, la Commissione invita il presentatore a ritirarlo ed a presentare un ordine del giorno di contenuto analogo, strumento che mi sembra più congruo per le finalità delle modifiche proposte, considerato anche il parere contrario espresso dalla Commissione bilancio.
La Commissione esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Meroi 1-quinquiesdecies.06; per quanto riguarda, invece, l'articolo aggiuntivo Luciano Dussin 1-sexiesdecies.07, la Commissione si rimette all'Assemblea.
La Commissione invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo Nicotra 1-sexiesdecies.06, poiché la Commissione ha presentato l'emendamento 1-sexiesdecies.0500.
Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Rosato 1-sexiesdecies.060, la Commissione esprime parere favorevole, a condizione che esso sia riformulato in questo senso: dopo l'articolo 1-sexiesdieces, aggiungere il seguente: articolo 1-sexiesdiecies.1 - 1. All'articolo 159 del decreto legislativo n. 285 del 1992, è aggiunto, infine, il seguente comma: «5-ter. Nelle aree portuali e marittime, come definite dalla legge 28 gennaio 1994, n. 84, è autorizzata la rimozione forzata ed il conseguente fermo amministrativo per dieci giorni degli automezzi e degli autoveicoli


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in sosta vietata che ostacolano la regolare circolazione viaria e ferroviaria e l'operatività delle strutture portuali».
Sugli identici articoli aggiuntivi Meroi 1-sexiesdecies.04 e Rosato 1-sexiesdecies.061 il parere è favorevole.
Quanto all'emendamento Meroi 1-septiesdecies.4, il parere è favorevole qualora sia favorevole il parere della V Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Onorevole Pezzella, le ricordo che la V Commissione bilancio ha espresso parere contrario sull'emendamento Meroi 1-septiesdecies.4.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Allora, il parere della Commissione sull'emendamento Meroi 1-septiesdecies.4 è contrario. La Commissione esprime, inoltre, parere favorevole sull'articolo aggiunto Stradella 1-septiesdecies.1, purché riformulato nel senso già indicato nella seduta del 10 novembre scorso.
Il parere è favorevole sugli articoli aggiuntivi Meroi 1-vicies semel.02, purché riformulato sopprimendo la lettera a) del comma 3, e favorevole sull'articolo aggiuntivo Meroi 1-1-vicies semel.03. Sull'emendamento Meroi 1-vicies bis.1 si propone una nuova formulazione, come nuovo emendamento 1-vicies bis.500 della Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Pezzella, mi scusi, ma dovrebbe formulare soltanto i pareri nuovi e non quelli già espressi!

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Sta bene, Presidente. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento 1-vicies quater.600, che recepisce la condizione della Commissione bilancio.
Quanto all'emendamento Bornacin 1-vicies quater.1, pur condividendolo nel merito, si invita a presentare un ordine del giorno che ne recepisca il contenuto, visto il parere contrario della Commissione bilancio. Anche in ordine all'emendamento Bornacin 1-vicies quater.2, pur condividendolo nel merito, si invita a presentare un ordine del giorno, visto il parere contrario della Commissione bilancio.
Rispetto agli identici emendamenti Meroi 1-vicies quater.3, Muratori 1-vicies quater.34 e Panattoni 1-vicies quater.18, il parere è favorevole qualora la V Commissione (Bilancio) sia favorevole, parere che non è stato ancora acquisito.
Sull'articolo aggiuntivo Bornacin 1-vicies quater.03 la Commissione esprime parere favorevole, qualora fosse favorevole anche la V Commissione (Bilancio), altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Pezzella, la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Dunque, sull'articolo aggiuntivo Bornacin 1-vicies quater.03, pur condividendolo nel merito, si invita a presentare un ordine del giorno, visto il parere contrario della Commissione bilancio.
La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento 1-vicies quinquies.600, che recepisce la condizione della Commissione bilancio.
Quanto all'emendamento Rosato 1-vicies quinquies.1, la Commissione invita il presentatore a ritirarlo per presentare un ordine del giorno.
La Commissione esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Rosato 1.vicies quinquies.060, purché riformulato nel senso di sostituire le parole: «entro tre mesi» con le seguenti: «entro sei mesi»; è inoltre favorevole sull'articolo aggiuntivo Panattoni 1-vicies quinquies.03.
La Commissione esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo De Luca 1-vicies quinquies.05, purché riformulato nel senso di sostituire le parole: «entro il 31 dicembre 2005» con le seguenti: «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge».
La Commissione esprime parere favorevole, altresì, sugli emendamenti Duca Dis. 1.4 e Dis. 1.1 e Tidei Dis. 1.2 e sugli identici articoli aggiuntivi Mazzarello Dis. 1.03, Bornacin Dis. 1.060 e Luciano Dussin Dis.1.061.
Il parere della Commissione è contrario sulle restanti proposte emendative.


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PRESIDENTE. Il Governo...? Il Governo?

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Governo è presente ed ha ascoltato, signor Presidente.

PRESIDENTE. Pensavo intervenisse l'onorevole Cursi; prego, viceministro Tassone, ha facoltà di parlare.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. In linea di massima, signor Presidente, sarei d'accordo; dico in linea di massima perché dissento dal parere del relatore su talune proposte. Ovviamente, sull'articolo aggiuntivo De Laurentiis 1-quaterdecies.020...

PRESIDENTE. Onorevole Tassone, possiamo accelerare i tempi se lei dichiara su quali proposte il parere del Governo non è conforme: mi dica, dunque, dove il Governo esprime un parere diverso dal relatore...

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. No, Presidente, il Governo esprime parere conforme ma, come ho già dichiarato nella seduta del 10 novembre, in fase di esame delle proposte emendative il Governo potrà modificare il proprio contributo compiendo un'ulteriore valutazione. Perciò, sottolineavo tale aspetto.
Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Luciano Dussin 1-quaterdecies.02, nella nuova formulazione corrispondente all'articolo aggiuntivo 1-quaterdecies.0500 della Commissione, il Governo, per coerenza di posizione, si rimetterebbe all'Assemblea, come anche per quanto riguarda la proposta emendativa sui quadricicli e sui diciassettenni: ciò, proprio per coerenza con le posizioni tenute dal Governo nell'altro ramo del Parlamento.
Però, signor Presidente, con la sua cortesia, se mi é possibile, osserverei che ci troviamo dinanzi ad una situazione alquanto strana: la Commissione bilancio - in pochissimo tempo, ritengo, perché ero stato colà poc'anzi - ha espresso parere contrario su alcune proposte emendative che chiaramente non comportano alcuna ulteriore spesa, tant'è che il ministero aveva anche presentato una relazione, soffermandosi soprattutto su quattro proposte emendative importanti perché riguardanti proprio il funzionamento dello stesso ministero. Voglio, in particolare, fare riferimento all'articolo aggiuntivo Bornacin 1-quinquiesdecies.03, all'emendamento Meroi 1-septiesdecies.4, agli identici emendamenti Meroi 1-vicies quater.3, Muratori 1-vicies quater.34 e Panattoni 1-vicies quater.18, nonché all'articolo aggiuntivo Bornacin 1-vicies quater.02. Ebbene, queste quattro proposte emendative non comportano alcuna ulteriore spesa; lo abbiamo chiaramente dichiarato presentando anche la relazione del ministero in Commissione bilancio. Evidentemente, la Commissione bilancio, che ultimamente sta lavorando intensamente, non ha avuto il tempo di sentire anche questa parte del Governo, che avrebbe potuto chiarire come, con queste proposte emendative, non si preveda alcuna ulteriore spesa. Ad esempio, per i medici militari, non vi è alcuna ulteriore spesa; anzi, vi è un guadagno, come anche per altri settori. Quindi, ci troviamo dinanzi ad un controsenso.
Quando parliamo di servizi di monitoraggio, tutto ciò si compie nell'ambito dell'organizzazione interna del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Signor Presidente, non possiamo evidentemente accettare ciò, anche perché certamente - lo ribadisco - la Commissione bilancio avrebbe avuto bisogno di un supporto e di un ulteriore chiarimento, che saremo sempre in grado di dare; peraltro, un chiarimento lo darò in Assemblea, nel momento in cui si discuteranno le singole proposte emendative, dimostrando come, assolutamente, non vi sia alcuna ulteriore spesa. Così concludo l'espressione del parere del Governo, in modo da poter proseguire rapidamente i nostri lavori (Applausi del deputato Biondi).


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PRESIDENTE. Concludendo, lei, onorevole Tassone, esprime parere favorevole su queste proposte emendative?

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, mi sono rimesso all'Assemblea.

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Tassone, ma su quelli sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, lei...

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, non sono d'accordo con quel parere...

PRESIDENTE. Dunque, esprime parere contrario...

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. No! Sono favorevole a che vengano approvate le proposte emendative cui ho fatto riferimento, che non comportano oneri; anzi, vi è un guadagno per l'erario, per cui non comprendo perché siano stati espressi pareri contrari.

PRESIDENTE. Allora, onde evitare problemi, onorevole viceministro, mi dica su quali proposte emendative lei esprime tale parere.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, si tratta dell'articolo aggiuntivo Bornacin 1-quinquiesdecies.03...

PRESIDENTE. Sta bene.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. ... nonché dell'emendamento Meroi...

PRESIDENTE. Il relatore, invece, ha espresso parere contrario...

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. No, signor Presidente: il relatore non ha espresso parere contrario, ma ha preso atto del parere espresso dalla Commissione bilancio!

PRESIDENTE. Ma il parere espresso dalla Commissione bilancio è contrario, onorevole viceministro!

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il relatore ne ha preso atto...

PRESIDENTE. Va bene, il relatore ne ha preso atto! Su queste proposte emendative, allora, il parere è contrario, onorevole relatore?

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, non ho espresso un parere contrario, ma ho riferito l'orientamento manifestato dalla V Commissione. Noi abbiamo già sostenuto, anche nel corso della seduta precedente, che su queste proposte emendative non comprendevamo i motivi per i quali la Commissione bilancio avesse espresso un parere contrario anche se non avrebbero comportato oneri aggiuntivi. Quindi, la IX Commissione aveva espresso un parere favorevole...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole relatore, ma la Presidenza non può entrare nel merito dei pareri espressi dalla Commissione bilancio.
Allora, vorrei sapere da lei, in qualità di relatore, se la Commissione sia favorevole o contraria su queste proposte emendative, oppure se intenda rimettersi all'Assemblea. Il Governo ha espresso parere favorevole: lei cosa ritiene di dover dichiarare al riguardo?

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Su queste proposte emendative, signor Presidente, la Commissione si rimette all'Assemblea.

PRESIDENTE. Sta bene: dunque, il Governo esprime parere favorevole, mentre la IX Commissione si rimette all'Assemblea.


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MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, il Governo è favorevole alle quattro proposte emendative riguardanti il funzionamento del ministero, come già indicato in sede di espressione del parere.

PRESIDENTE. Sta bene: dunque, il Governo esprime parere favorevole anche sulle quattro proposte emendative da esso menzionate.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Perfetto: siamo a posto, signor Presidente!

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, avremmo bisogno di qualche elemento di chiarimento ulteriore. Mi scusi, signor Presidente, abbia pazienza, ma ci troviamo in una fase in cui mi sembra di capire che vi sia un po' di confusione. Infatti, non si riesce a comprendere, concretamente, quali siano i pareri espressi dal relatore e dal Governo sulle proposte emendative sulle quali la Commissione bilancio ha espresso il proprio parere.
Trovo singolare, signor Presidente, che il relatore - e, dunque, il Comitato dei nove -, anziché esprimere il proprio parere, si rimetta all'Assemblea rispetto ad una proposta emendativa. Credo che il Comitato dei nove debba discutere e pronunciarsi - ed il relatore dovrà mantenere un comportamento conseguente in Assemblea - in ordine a detta questione.
Penso, infatti, che il criterio in base al quale il Comitato dei nove esprime il proprio parere dichiarando di volersi rimettere all'Assemblea non consenta un adeguato orientamento ai fini del voto. Ritengo opportuno, pertanto, che il relatore ed il Governo forniscano alcuni elementi chiarificatori in tal senso.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, in un'ottica costruttiva, mi permetto di segnalare a lei, al presidente della Commissione competente, all'onorevole relatore e all'Assemblea l'opportunità di sospendere i nostri lavori per svolgere una riflessione.
Vede, signor Presidente, il collega Innocenti ha fatto rilevare alcune disfunzioni, e non ritengo si tratti di questioni risolvibili in brevissimo tempo. Mi sembra doveroso, da parte del presidente della Commissione e dell'onorevole relatore, ma credo anche da parte del Presidente dell'Assemblea, accogliere la posizione manifestata dal Governo. Il Governo, infatti, si è chiaramente espresso in dissenso rispetto alla valutazione pronunciata dalla Commissione bilancio, vale a dire dalla maggioranza della Commissione stessa.
Signor Presidente, vorrei rilevare che ci troviamo di fronte ad una questione che non è di poco conto e che non può essere rimessa all'Assemblea. Allora, penso di interpretare in maniera formale l'esposizione politica del viceministro Tassone, il quale chiede di rivedere il parere espresso dalla Commissione bilancio. È questa, materialmente, la richiesta formulata dal Governo: si domanda alla stessa Commissione di modificare il parere precedentemente espresso.
Se si rispetta o no l'articolo 81, comma 4, della Costituzione, ossia se vi sono o no maggiori spese o minori entrate, non è una valutazione che può essere lasciata all'Assemblea, né da parte del Governo, né da parte del presidente della Commissione, né - se mi permette - da parte del Presidente dell'Assemblea, perché non si tratta di una valutazione sul merito, bensì di una valutazione sul rispetto o meno della copertura finanziaria.
Inoltre, signor Presidente, vi è un secondo elemento: il relatore - forse non presiedeva lei in quel momento - ha già avuto modo di esprimere all'Assemblea il parere della Commissione sugli emendamenti presentati. Il parere che egli ha espresso poc'anzi è un parere - mi pare


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di poterlo affermare - radicalmente diverso, con l'introduzione di modifiche che, signor Presidente, non possono essere lasciate passare dalla Presidenza dell'Assemblea come riformulazioni. Sono veri e propri subemendamenti, per i quali è richiesta formalmente una presentazione «cartacea» nei termini previsti dal regolamento, in modo che tutti ne possano acquisire conoscenza e possano valutarli per ciò che sono, ossia - lo ripeto - veri e propri subemendamenti, presentati correttamente dal relatore. Dunque, non si tratta di riformulazioni, ma - lo ripeto ancora - di veri e propri subemendamenti. In ogni caso, sia che si tratti di subemendamenti sia che si tratti di riformulazioni, andrebbero consegnati ai colleghi prima dell'inizio dell'esame del provvedimento. Signor Presidente, ciò comporta sicuramente un momento di riflessione ed anche la necessità di un approfondimento.
In terzo luogo, signor Presidente, non si è capito se su tali riformulazioni-subemendamenti e su queste nuove formulazioni fatte dal relatore sia stato o meno espresso il parere della Commissione bilancio. Ossia, vi sono parti nuove per le quali non si capisce se il parere della Commissione bilancio sia stato o meno espresso, né la Presidenza dell'Assemblea ha certificato alla stessa Assemblea l'esistenza o meno di dubbi circa la copertura finanziaria. Infatti, non mi è parso che il Presidente dell'Assemblea abbia assunto la responsabilità di comunicare all'Assemblea l'assoluta assenza di rilievi di carattere finanziario. In mancanza di tale comunicazione, è legittimo il dubbio che vi possano essere alcuni riverberi. Pertanto, si aggiunge un altro elemento, signor Presidente, per chiedere un tempo di riflessione-sospensione.
Signor Presidente, lei potrà ben constatare che vi è uno stato confusionale nella maggioranza, e ciò si aggiunge alle altre motivazioni che ho addotto per chiedere che si proceda con trasparenza. Per procedere con trasparenza è necessario chiarire non solo gli aspetti formali, ma anche quelli sostanziali, perché il contrasto tra la maggioranza della Commissione...

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, concluda!

ANTONIO BOCCIA... il Governo e la maggioranza della Commissione bilancio è un contrasto di merito. Signor Presidente, non possiamo assistere ad un tale contrasto.
Mi pare, dunque, che sia lungimirante sospendere ora la seduta e concedere i tempi necessari per trovare un aggiustamento.

PRESIDENTE. Condivido la proposta dell'onorevole Boccia - sulla quale peraltro concorda anche il presidente della Commissione - che mi pare una soluzione di buonsenso.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 12,38).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta avranno luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del regolamento.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 6150)

PRESIDENTE. Spero che, a fronte di una sorta di disputa sulla questione che si è aperta, si giunga ad una soluzione il più possibile unitaria...

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, se lei sospende la seduta senza un chiarimento, si corre il rischio di ricominciare da capo. Le chiedo se lei rinvii la questione anche alla Commissione bilancio, oppure no.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, non posso rinviare la questione alla Commissione bilancio, perché l'esame si è già svolto in quella sede. Peraltro, lei ha rivolto un invito alla Presidenza ed io non ho grande dimestichezza con i problemi di natura costituzionale che lei ha sollevato; ma, l'Assemblea, dal suo punto di vista... Onorevole Tassone, mi scusi! Non parlate tra di voi!
L'Assemblea, comunque, è sovrana, fermo restando che la Commissione bilancio ha espresso il parere in ordine a questioni di natura economica, ossia in ordine al fatto se vi sia o meno la copertura finanziaria.
Onorevole Boccia, laddove l'Assemblea assumesse una decisione, potrebbe intervenire il Capo dello Stato, che in altre circostanze ha sollevato rilievi; non si tratta della potestà dell'Assemblea, per essere estremamente chiari. Lei non può muovere addebiti alla Presidenza se la stessa interviene o ritiene che non possa chiedere che eventualmente decida l'Assemblea. Altre volte è già accaduto: a fronte di una legge senza copertura finanziaria, eventualmente il Capo dello Stato solleverà obiezioni. Ma la sovranità dell'Assemblea rimane tale.
Il fatto che poi la sovranità dell'Assemblea si esercita tenendo conto di un parere che, forse, al Colle potranno debitamente guardare con la giusta lente di ingrandimento è altro discorso. Tuttavia, la prerogativa dell'Assemblea è tale, anche a fronte del parere della Commissione bilancio che è stato già espresso (e non mi pare debba tornare su questo).
Pertanto, sul piano del buon senso, accolgo la proposta che lei garbatamente mi ha sottoposto e su cui concorda anche il presidente della Commissione. A fronte di questo, cercando di conciliare ciò che mi appare al momento inconciliabile, per consentire il decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta.

La seduta, sospesa alle 12,40, è ripresa alle 13,10.

PRESIDENTE. Dobbiamo ora passare alla votazione dell'emendamento De Luca 1.50 per il quale la Commissione e il Governo hanno espresso parere favorevole a seguito della riformulazione proposta dal relatore.
L'onorevole Boccia, tuttavia, ha sollevato obiezioni sul fatto che il relatore abbia presentato delle riformulazioni di alcuni emendamenti anziché apposite proposte emendative. Al riguardo, osservo che il relatore si è limitato a subordinare il parere favorevole della Commissione all'accettazione da parte dei presentatori delle proposte di riformulazione, secondo una procedura che deve ritenersi ammissibile, conformemente ai numerosi precedenti in materia.
Avverto che il gruppo di Forza Italia ha ritirato la richiesta di votazione nominale mediante procedimento elettronico.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, precedentemente vi è stata una sospensione della seduta legata all'espressione di alcuni pareri da parte della Commissione bilancio, sulle quattro proposte emendative riguardanti il Ministero, che non comportavano oneri aggiuntivi.
La Commissione trasporti era entrata nel merito delle questioni e aveva espresso tecnicamente un parere favorevole. Se la Commissione bilancio ha espresso un parere contrario, non possiamo che uniformarci a tale parere. Pertanto, la Commissione esprime parere contrario su tali emendamenti.

PRESIDENTE. Il Governo?


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MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, il Governo ha già espresso il proprio parere.

PRESIDENTE. Quindi, il parere del Governo è favorevole.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Prendo atto che l'onorevole De Luca accetta la riformulazione del suo emendamento 1.50 proposta dalla Commissione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 1.50, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 325
Maggioranza 163
Hanno votato
324
Hanno votato
no 1).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Susini 1.31.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, con questo emendamento e con quelli successivi riteniamo di intervenire su una situazione complicata che deriva dal testo che stiamo esaminando, relativa al «quasi» unico articolo che il Governo aveva presentato al Senato.
Tale articolo riguardava la risposta, da un punto di vista normativo, da dare alla sentenza della Corte costituzionale, la quale ha ritenuto incostituzionale un articolo di un precedente provvedimento, recante una modifica al codice della strada. In base a quell'articolo si decurtavano i punti sulla patente del proprietario di un'auto con la quale altra persona, diversa dal proprietario, commetteva un'infrazione grave al punto tale da essere prevista, come sanzione accessoria, anche la perdita dei punti. Nel caso in cui il proprietario del veicolo non indicasse chi era alla guida del veicolo e, quindi, chi aveva commesso l'infrazione, quell'articolo prevedeva che le sanzioni accessorie, comportanti la decurtazione di punti, fossero applicate al proprietario del veicolo.
Questa norma è stata giudicata incostituzionale. Infatti, se da una parte ci sono le sanzioni pecuniarie, tuttavia, quando si parla di sottrazione dei punti su una patente, la Corte afferma che la patente è individuale, ossia relativa alla singola persona. Pertanto, non era possibile sottrarre punti a chi, teoricamente, non aveva commesso l'infrazione.
Questa obiezione, insieme ad un'altra, riguardante le procedure per i ricorsi dinanzi al giudice di pace, noi la sollevammo già in quella sede ma non fummo ascoltati. Allora, c'era una sorta di piccola furia per vedere chi alzasse di più il tono della voce; e infatti, nonostante la nostra previsione, siamo andati ad impattare in questa sentenza della Corte. Ora, il Governo ha apportato la correzione con un decreto, la cui discussione è iniziata al Senato. In quella sede, l'Assemblea del Senato, in accordo con il Governo che ha espresso parere favorevole su tutti gli emendamenti che sono stati presentati, ha colto l'occasione per redigere un testo che non si limitava a questa correzione, ma metteva mano su molti punti del codice della strada, fino ad arrivare ad un provvedimento di oltre dieci o quindici pagine, laddove quello originario riguardava un solo articolo. Non solo si sono estesi di molto gli interventi su qualsiasi situazione - un senatore, e lo stesso Governo che approvava questa ipotesi, volevano cambiare o modificare il codice della strada - ma anche il testo dell'articolo in esame, al quale abbiamo presentato una serie di proposte emendative di cui ne stiamo discutendo una, rispetto allo stesso articolo del Governo è stato modificato, allungato


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di molto, vi sono state introdotte alcune questioni non semplificatorie e sono state elevate le sanzioni.

PRESIDENTE. Onorevole Raffaldini...

FRANCO RAFFALDINI. Quanto tempo mi rimane, signor Presidente?

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato. Quindi, soltanto la mia cortesia... Prego, concluda.

FRANCO RAFFALDINI. Ho concluso, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Riprendo il filo del discorso interrotto dall'onorevole Raffaldini per evidenziare la nostra grande preoccupazione rispetto alla trattazione di questo provvedimento, così com'è stato modificato dal Senato. Dall'opposizione, affermiamo con chiarezza - lo abbiamo detto anche nel corso della discussione in sede di Commissione - che noi avremmo apprezzato e sostenuto, con molta più chiarezza, una delega al Governo per la modifica dei punti del codice della strada che si intendeva cambiare. Invece, si è costruito un provvedimento pieno di particolarità, non coniugate al loro interno da una visione logica, andando a toccare punti tra di loro anche contraddittori, e né la Commissione, prima, né il Comitato dei nove, poi, pur attenti a cercare di semplificare le cose con il loro lavoro, hanno potuto porre rimedio a tutto. Credo che sia giusto e corretto riconoscere - lo faremo discutendo dei punti specifici - al relatore, al presidente e al Comitato una attenzione volta ad eliminare almeno alcuni dei punti più controversi che potrebbero generare confusione in un settore di per sé già complicato. Però molti altri argomenti sono stati trattati con superficialità. Continuo a sostenere che materie di questo tipo sono profondamente tecniche e hanno implicazioni molto importanti in relazione non soltanto all'utenza diffusa ma anche alla validità degli strumenti utilizzati, ai veicoli ed alle loro omologazioni ed alle imprese che li costruiscono, tenendo anche conto delle lettere che ci inviano. Quindi, sarebbe stato molto più utile attribuire una delega al Governo per esaminare in sede tecnica questa materia. Mi chiedo come il Parlamento possa discutere dei 20 o 25 cavalli o di questioni attinenti ai chilometri di distanza, se debbano essere 60 o 75.
Noi abbiamo trovato anche dei funzionari molto disponibili, che hanno seguito i lavori della nostra Commissione, ma questi lavori si sono svolti troppo velocemente, sotto la pressione di un decreto, che peraltro ha un iter complicato anche dalla situazione politica generale, a causa della quale siamo costretti ad un atteggiamento duro nelle sedute d'Assemblea, per le note ragioni che non sto qui a ripetere. Siamo dunque in una situazione, nella quale si riesce con difficoltà ad entrare nel merito di questioni che attengono ad un altro ambito.
Condividiamo nella loro generalità le questioni contenute nel decreto varato dal Governo, che però è colpevolmente in ritardo, dato che la sentenza della Corte costituzionale risale all'inizio dell'anno e il decreto invece è stato emanato appena poche settimane fa. Tuttavia, sarebbe stato necessario modificare alcune questioni. Per questo abbiamo presentato delle proposte emendative, alcune delle quali sono state predisposte insieme al resto della Commissione, avendo trovato un'intesa. Riteniamo che il percorso che dovremo affrontare nelle prossime ore sarà complicato dalla mancanza di consapevolezza, da parte del Governo, della necessità di doversi assumere su queste materie una responsabilità diretta di legiferare, in base ad una delega attribuita al Governo medesimo.
L'emendamento in oggetto si inserisce dunque in questo giudizio di contrarietà al metodo di lavoro seguito. Pertanto con questo spirito noi lo valuteremo.


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PRESIDENTE. Prendo atto che gli emendamenti Susini 1.31 e Perrotta 1.11 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Albonetti 1.33.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Con questo emendamento si cerca di correggere quella parte del testo del provvedimento che doveva dare risposta alla sentenza della Corte costituzionale. Quello in esame appartiene ad una serie di proposte emendametive da noi presentate al fine di introdurre una semplificazione, nonché per ridurre alcuni aumenti di sanzioni pecuniarie che ci paiono eccessivi, oltre che per rendere facilmente operativa la normativa che approveremo.
Nella nostra consuetudine di legislatori, spesso utilizziamo frasi fatte, per esempio quando si dice «entro sessanta giorni», «entro sei mesi» e via dicendo. Però ci siamo accorti, questa mattina, che con una dizione del genere c'è una questione che è ancora ferma al 1992. Nel testo c'è scritto «entro sessanta giorni», ma questo - anche se venisse aggiunto il termine «perentorio» o simili - è solo un modo di prendere tempo, perché in sostanza vuole dire: poi ci penseranno gli uffici, in pratica, visto che da un punto di vista normativo o non siamo in grado di farlo oppure, in una logica di delegificazione, dobbiamo passare tutto agli uffici che poi dovranno approvare un regolamento. Oppure questa dizione vuole dire, come in questo caso, che sono le persone a dover produrre entro sessanta giorni un determinato atto (e cioè comunicare chi era alla guida del proprio veicolo).
Quindi, si tratta di vincoli per modo di dire, che non vengono facilmente applicati. Questa è una delle questioni che vorremmo fosse affrontata di tanto in tanto nella disciplina normativa.
A nostro avviso (è la posizione del centrosinistra), quando si parla di codici (in questo caso si tratta del codice della strada) si interviene una volta ogni tanto a fronte di questioni urgenti, come, ad esempio, quella che si è venuta a determinare a seguito della sentenza della Corte costituzionale (occorreva dare una risposta in merito); quando invece si tratta di altre questioni, come fece il centrosinista nella passata legislatura, vi dovrebbe essere una legge delega.
Il Governo dispone della competenza anche tecnica dei vari ministeri e può operare attraverso una legge delega, che precisa, fornendo indicazioni ed indirizzi ben chiari; tuttavia, tecnicamente, è il Governo che produce le norme di modifica, di aggiornamento, di correzione di un codice. Altrimenti, signor Presidente, ci troveremmo nella stessa situazione di una partita di calcio. Siamo tutti allenatori del tipo: «manda avanti Tizio, metti dentro Del Piero, tira fuori Caio, occorre marcare meglio ...»! Siamo tutti allenatori!
Per quanto riguarda il codice della strada, siamo tutti o poliziotti o vigili urbani o cittadini infuriati! Vi è confusione al riguardo e, pertanto bisognerebbe limitare un simile modo di operare.
Questo è il motivo per cui, in tale logica, ci siamo limitati a puntualizzare, correggere, rendere più facile e praticabile una serie di norme legislative che, altrimenti, accavallandosi, avrebbero rischiato di produrre un effetto contrario all'obiettivo che si intendeva raggiungere. Questo è uno dei casi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! La ringrazio, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sempre cortese, onorevole Raffaldini...!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, l'emendamento in esame si propone di intervenire su una parte del testo del Governo, anche in risposta a quanto stabilito dalla sentenza della Corte costituzionale. Riteniamo che una materia così complessa avrebbe dovuto essere affrontata in un altro modo, come sostenuto nel corso dell'esame del provvedimento in Commissione.


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Comunque, per quanto riguarda la questione in discussione, suggeriamo la previsione di termini diversi in modo che i proprietari dei veicoli abbiano la possibilità di fornire i dati del conducente, quando non sia stato possibile effettuare la contestazione al momento della violazione. Ci auguriamo, pertanto, che su tale emendamento vi sia una posizione favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Albonetti 1.33, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 356
Maggioranza 179
Hanno votato
155
Hanno votato
no 201).

Prendo atto che gli onorevoli Mantini e Rocchi non sono riusciti a votare.
Sospendo ora la seduta, che riprenderà alle 15,30.

La seduta, sospesa alle 13,30, è ripresa alle 15,35.

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del regolamento, i deputati Boato, Castagnetti, Di Virgilio, Mantovano, Pecorella, Rosso e Saponara sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta
Pertanto i deputati complessivamente in missione sono novanta, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 6150)

PRESIDENTE. Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta è stato votato, da ultimo, l'emendamento Albonetti 1.33.
Dobbiamo ora passare alla votazione degli identici emendamenti Luciano Dussin 1.12 e Tidei 1.30, sui quali il parere della Commissione e del Governo è contrario.

FRANCO RAFFALDINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, a nome del presentatore, ritiro l'emendamento Tidei. 1.30.

GUIDO DUSSIN. Signor Presidente, ritiro l'emendamento Luciano Dussin 1.12, di cui sono cofirmatario.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento Mazzarello 1.52.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzarello 1.52, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

ANTONIO LEONE. Presidente!

ALDO PERROTTA. Signor Presidente, chiedo di parlare ...

PRESIDENTE. Onorevole Perrotta, mi dispiace, ma ho già aperto la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.


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MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, il mio dispositivo di voto non ha funzionato!

PRESIDENTE. Onorevole Polledri, ne prendo atto.
Prendo atto altresì che i dispositivi di voto dei deputati Zanetta, Osvaldo Napoli, Previti e Campa non hanno funzionato.
Avverto tuttavia che la Camera non è in numero legale per deliberare.
A norma del comma 2 dell'articolo 47 del regolamento, rinvio la seduta di un'ora.

La seduta, sospesa alle 15,40, è ripresa alle 16,40.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo procedere nuovamente alla votazione dell'emendamento Mazzarello 1.52, nella quale è precedentemente mancato il numero legale.
Colleghi, vi ricordo che chi è presente in aula sarà computato ai fini del calcolo del numero legale.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzarello 1.52, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevole Taborelli, chi è seduto accanto a lei?

PIERO RUZZANTE. Voti doppi dappertutto, Presidente!

RENZO INNOCENTI. Addirittura tripli!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 237
Votanti 236
Astenuti 1
Maggioranza 119
Hanno votato
12
Hanno votato
no 224

Sono in missione 80 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Carbonella 1.61.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, con il presente emendamento e con altri successivi si cerca di intervenire su una modifica apportata dal Senato al testo originario del decreto-legge presentato dal Governo.
Ricordo che il testo cercava di fornire risposta alla sentenza della Corte costituzionale relativa alla sottrazione dei punti ai proprietari di veicoli per infrazioni commesse da terzi non identificati. In particolare, si prevedeva la sottrazione dei punti al proprietario nel caso di mancata identificazione della persona alla guida del veicolo e nel caso di mancata indicazione da parte del proprietario del conducente del veicolo al momento dell'infrazione. La Corte costituzionale ha dunque dichiarato l'illegittimità di tale previsione. Pertanto, il Governo ha presentato un decreto-legge al fine di modificare tale disposizione, adeguandosi dunque al dettato della Corte.
Tuttavia, durante il dibattito al Senato, con parere favorevole del Governo, sono state aumentate del 100 per cento le sanzioni pecuniarie che, nell'originario testo governativo, erano previste da 250 euro a mille euro e che adesso sono state individuate in somme da 500 euro a 2 mila euro.
Occorre ricordare che, già in sede di approvazione del precedente provvedimento, con il quale si introdusse la patente a punti, le sanzioni erano state raddoppiate. Dunque, un anno e mezzo fa sono state raddoppiate le sanzioni e si sono aggiunti i punti. Oggi, le sanzioni vengono ulteriormente aumentate.


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Mi pare che manchi il senso della misura nei confronti dei cittadini, quando si arriva a sanzioni di 2 mila euro (e non per incidenti stradali): si tratta di 4 milioni di vecchie lire! Credo occorra molto buonsenso.
L'emendamento in esame è il primo di una serie che intervengono sull'aumento spropositato delle sanzioni di cui all'articolo 1, un aumento peraltro previsto anche in articoli successivi. In un caso si stabilisce addirittura l'aumento della sanzione pecuniaria prevista dalla legislazione vigente, pari a 30 euro, fino a mille-1200 euro: non sta né in cielo né in terra.
È dunque necessario il senso della misura. Va ribadito che non è semplicemente facendo la voce grossa e raddoppiando e decuplicando le sanzioni che si affrontano i problemi della sicurezza. Tali problemi, infatti, si affrontano se ci sono i controlli, vale a dire se ci sono le pattuglie della polizia, dei carabinieri, dei vigili urbani, in modo che il cittadino abbia davanti a sé una norma, una sanzione ma anche un controllo affinché la norma venga rispettata. Se non si adottano tali misure, ci salviamo l'anima urlando alla luna, alzando la voce, aumentando le sanzioni pecuniarie. Facciamo la voce grossa, ma in realtà non incidiamo sull'aspetto essenziale per conseguire l'obiettivo della sicurezza, vale a dire l'efficacia dell'insieme della nostra organizzazione, a partire dai sistemi di controllo. Tutti noi, transitando sulle autostrade o sulle strade extraurbane principali, quante pattuglie troviamo, di tanto in tanto? Si aumentano le sanzioni e non si organizza invece la desistenza vera, quella del controllo.
Non voglio ricordare, quanto al tema del controllo, che la legge finanziaria prevede alcuni tagli alla polizia stradale, ai carabinieri e alla guardia di finanza, le cui risorse vanno addirittura al di sotto delle necessità della sussistenza quotidiana e dell'ordinaria attività, vale a dire della possibilità di svolgere i compiti assegnati, quali il controllo, la prevenzione e la sanzione, ove necessario. La sanzione, tuttavia, non ha bisogno di essere quadruplicata o decuplicata, ma ha bisogno di essere effettivamente irrogata. Ritengo questo sia il primo aspetto da cogliere immediatamente nel provvedimento in esame, che nasce, lo ricordo, per iniziativa del Governo, un Governo che ha previsto una certa entità per le sanzioni e che poi accetta addirittura che queste vengano raddoppiate.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento in esame è il primo di una serie di emendamenti a scalare, anzi «ad aumentare», fino agli identici emendamenti De Luca 1.5 e Luciano Dussin 1.13, sui quali la Commissione ha espresso parere favorevole, al fine di ridurre l'entità della sanzione introdotta dal Senato. Per effetto del testo approvato da quest'ultimo, infatti, la sanzione va da 500 euro a 2 mila euro, mentre con l'approvazione di tali emendamenti si tornerebbe all'importo compreso tra i 250 e i mille euro, come previsto nel testo del decreto-legge adottato dal Governo.
A questo punto dobbiamo intenderci se si vuole trovare una soluzione per risolvere il problema o se si vuol fare soltanto ostruzionismo, altrimenti al collega Raffaldini dovrei dire che l'ultimo di questa serie di emendamenti aumenta le sanzioni nella stessa misura prevista dall'emendamento approvato dalla Commissione; mi riferisco all'emendamento De Luca 1. 28, che parla di 400 e di 1.600 euro. Su questo argomento la Commissione ha trovato un'intesa e mi pare poco consono ai lavori parlamentari discutere singolarmente su una serie di emendamenti quando abbiamo già deciso quali approvare. Questo emendamento da approvare fa riferimento a quanto dovrebbe pagare il proprietario del veicolo nel caso in cui non comunichi alle autorità di pubblica sicurezza il nome del trasgressore a cui dovrebbero essere addebitati i punti. Con l'approvazione di questi due emendamenti noi ritorneremmo


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al testo originario del decreto, abbassando del cinquanta per cento l'entità delle sanzioni approvate dal Senato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Presidente, credo che il relatore abbia detto delle cose importanti rispetto ai percorsi che il Comitato dei nove ha cercato di seguire, ma egli sa anche che stiamo soffrendo insieme su questo decreto-legge per una questione di carattere più generale, che va al di là dell'importo delle singole sanzioni, che noi riteniamo comunque di grande rilievo.
La necessità di rivedere queste sanzioni e la necessità di impostare in maniera diversa il dibattito intorno a quali siano le strategie per intervenire in merito alle questioni della sicurezza e, in particolare, se le sanzioni rappresentino uno strumento effettivo a disposizione del Governo per ottenere una diminuzione degli incidenti che si verificano sulle nostre strade, costituisce a mio parere un tema di grande rilevanza.
Riteniamo che l'aspetto pecuniario - intervenire con sanzioni disincentivanti, mettendo in luce come alcune infrazioni abbiano conseguenze particolarmente gravi - rappresenti uno strumento che possa essere ragionevolmente utilizzato, ma che tutto questo debba trovare un suo equilibrio. Probabilmente il testo predisposto dal Governo raggiungeva l'equilibrio migliore e le modifiche apportate in questo senso dal Senato sono da considerarsi eccessive nei confronti del problema su cui stiamo ragionando. In questo senso richiamerei anche il Governo a valutare gli importi di cui stiamo discutendo. Quando si applica una sanzione di 2 mila euro a carico di una famiglia, seppure a causa di una violazione importante, credo che si incida in maniera eccessiva sul bilancio familiare in rapporto alle questioni di cui stiamo trattando. Mi rivolgo al Governo perché esso ha espresso parere favorevole su queste misure quando sono state approvate al Senato. Se, quindi, vi sarà una riflessione complessiva, che terrà conto delle esigenze di maggior sicurezza e di quelle tese a non intervenire in maniera eccessiva sulle sanzioni, il giusto equilibrio fra questi due elementi aiuterà il Parlamento a rapportarsi sui temi della sicurezza in maniera ponderata. Ritengo che queste debbano essere le nostre priorità: fare una campagna di prevenzione; lavorare sulle persone in termini informativi; cercare di intervenire sulla sicurezza e, quindi, sugli accorgimenti che debbono essere tenuti sulle nostre strade.
È necessario lavorare anche tenendo conto della situazione economica complessiva del paese, dove, ad esempio, un padre di famiglia costretto a pagare una sanzione di questo tipo a seguito di un'infrazione commessa dal figlio vede assottigliarsi notevolmente il proprio bilancio familiare.
Ritengo, pertanto, che l'accoglimento o meno degli emendamenti da parte dell'Assemblea sia importante anche per capire quale sarà l'atteggiamento complessivo che terrà il Parlamento su alcune tematiche. Noi ci riserviamo, comunque, di valutare i nostri emendamenti anche alla luce delle osservazioni formulate dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carbonella 1.61, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 421
Votanti 419
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
193
Hanno votato
no 226).

Onorevoli colleghi, abbiamo l'onore di avere presente nelle tribune del pubblico, essendo in visita di Stato in Italia, il Presidente dello Stato di Israele, Moshe


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Katzav. Vogliamo salutarlo esprimendo, ancora una volta, i sentimenti di amicizia tra Italia e Israele. Grazie, Presidente Katzav (Applausi generali). L'unanimità di questi applausi rappresenta bene - ciò desidero esprimerlo al Presidente Katzav - lo stato d'animo degli italiani nei confronti dello Stato di Israele.
Passiamo ora all'emendamento Carbonella 1.67.

ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo per annunciare, a nome del presentatore, il ritiro degli emendamenti Carbonella 1.67, 1.68, 1.69, 1.62, 1.70 e 1.66. Il ritiro di tali emendamenti è dovuto a motivi tecnici.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Meta 1.49.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, prima di entrare nel merito dell'emendamento in esame, preannuncio, a nome del presentatore, il ritiro dell'emendamento De Luca 1.51. Desidero, inoltre, precisare - purtroppo non mi è stato possibile farlo presente prima - che nel testo dell'emendamento Mazzarello 1.52, già votato, la parola «25» deve intendersi come «125». Si è trattato di un semplice errore tipografico.
Vorrei ora far presente al relatore e all'Assemblea che i nostri interventi non mirano a far decadere il provvedimento in esame, anche perché su di esso è stato svolto un lavoro collegiale da parte di tutti i componenti della IX Commissione che ha consentito di migliorare il testo. Tuttavia, sarebbe opportuno che i colleghi, che mi rendo conto sono un po' disturbati da quello che in apparenza può sembrare ostruzionismo, valutassero il contenuto delle osservazioni che abbiamo fatto e che continuiamo a fare su alcune questioni. Tra tali questioni, la prima, quella relativa alla sentenza della Corte costituzionale, è stata già ampiamente illustrata dai colleghi Raffaldini e Rosato e da altri colleghi intervenuti nel corso della discussione sulle linee generali.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA (ore 17,02)

EUGENIO DUCA. Il problema è che noi ci troviamo di fronte ad un testo che, composto inizialmente da un articolo con due commi, ora è giunto a comprendere 26 articoli, per cui si è passati da un testo di due pagine ad uno di 30 pagine. Vi è, ad esempio, un articolo del provvedimento - l'1-vicies quinquies - che, a mio avviso, merita di essere letto e che, giustamente, la Commissione proporrà di sopprimere. Tale articolo 1-vicies quinquies recita: «Al fine di garantire migliori condizioni di sicurezza e fluidità della circolazione, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'ANAS Spa provvede alla revisione organica dei limiti di velocità localizzati sull'intera rete stradale di competenza; la revisione è ispirata a criteri di omogeneità, uniformità ed efficienza nel rispetto delle norme comunitarie ed internazionali in materia». È un classico ordine del giorno! Non si tratta di una norma, precettiva o sanzionatoria, ma di un ordine del giorno che viene inserito nel testo in esame.
Tuttavia, poiché la Camera non è la fotocopia dell'altro ramo del Parlamento, credo sia giusto che i colleghi possano intervenire nel merito, per proporre, come in questo caso ha fatto la Commissione, di sopprimere contenuti che nulla hanno a che vedere con il provvedimento in esame.
Cari colleghi, i temi della patente a punti e del codice della strada riguardano centinaia di migliaia di cittadini e, in qualche caso, milioni di cittadini, ma anche decine e decine di imprese, che possono essere favorite o sfavorite dall'introduzione dei cosiddetti emendamenti tecnici.


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Quindi, è necessario che si proceda ad un attento esame, perché le ricadute possono essere molto pesanti non soltanto per i cittadini (come vedremo in seguito), ma anche per alcune imprese.
I temi indicati vanno affrontati con grande attenzione e ponderazione, cercando di respingere le comprensibili e legittime spinte che possono venire da questo o da quel settore, da questo o da quel gruppo di imprese. È bene che il Parlamento, nel suo complesso, cerchi di fare anche da argine rispetto a pressioni un po' troppo spinte: quelle che stiamo esaminando sono norme attraverso le quali si realizza un'intrusione nella vita quotidiana delle famiglie e dei cittadini. Ad esempio ...

PRESIDENTE. Onorevole Duca...

EUGENIO DUCA. Ho già esaurito il tempo a mia disposizione, signor Presidente?

PRESIDENTE. Quasi, onorevole Duca.

EUGENIO DUCA. In tal caso, signor Presidente, concludo e mi riservo di intervenire successivamente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, l'emendamento Meta 1.49, avendone noi ritirati alcuni che proponevano importi diversi, rappresenta un giusto punto di equilibrio rispetto agli importi delle sanzioni in discussione.
Al riguardo, invito i colleghi a valutare la situazione tenendo conto dell'esigenza di punire con una sanzione equilibrata l'illecito che viene in considerazione. Una sanzione equilibrata è a nostro avviso necessaria non soltanto per trovare una modalità di approccio diversa nei confronti dei conducenti e dei proprietari dei veicoli su un tema così delicato come quello posto dal provvedimento in esame, ma anche per comunicare ai cittadini, dal punto di vista del loro rapporto con lo Stato, come siano rilevanti, per noi, i temi della prevenzione e dell'informazione.
Pertanto, richiamo nuovamente l'attenzione dei colleghi sulla proposta del collega Meta di passare da una sanzione massima di 2000 euro, effettivamente sovradimensionata, ad una più equilibrata qual è quella di 320 euro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mazzarello. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, con gli emendamenti in esame, alcuni dei quali sono stati da noi ritirati, possiamo dire di aver portato un contributo abbastanza importante alla discussione in corso. Infatti, se avessimo accettato la vostra impostazione, l'impostazione del Governo, che era nel senso di esaminare il provvedimento in maniera affrettata, avremmo provocato - anzi, avreste provocato - dei disastri. Ad esempio, ci siamo trovati di fronte ad una serie di proposte di innalzamento dell'importo delle sanzioni da applicare ad alcune infrazioni che sono assolutamente insostenibili.
Spero che i colleghi della maggioranza - in parte, la Commissione è già pervenuta a questa conclusione -, di fronte alla nostra insistenza, possano apportare alle norme in esame una correzione molto incisiva. Immagino che tutti siamo d'accordo ...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mazzarello.

GRAZIANO MAZZARELLO. ... sul fatto che non si può affrontare il problema ...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Mazzarello.

GRAZIANO MAZZARELLO. ... soltanto con le sanzioni.

PRESIDENTE. Grazie.


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Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Meta 1.49, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 422
Maggioranza 212
Hanno votato
201
Hanno votato
no 221).

Avverto che sono stati ritirati gli emendamenti da Carbonella 1.63 a Tuccillo 1.74.
Dobbiamo ora passare agli identici emendamenti De Luca 1.5 e Luciano Dussin 1.13, sui quali la Commissione e il Governo hanno espresso parere favorevole. Avverto che dall'eventuale approvazione degli identici emendamenti De Luca 1.5 e Luciano Dussin 1.13 risulteranno preclusi gli emendamenti da Tuccillo 1.75 a De Luca 1.28. Si passerà poi alla votazione dell'emendamento Lion 1.102.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti De Luca 1.5 e Luciano Dussin 1.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, intervengo per ampliare le argomentazioni che avevo sviluppato precedentemente.
Ci sono norme che incidono sulla vita delle famiglie italiane. Vorrei, al riguardo, richiamare l'esempio dell'articolo 1-quinquiesdecies del provvedimento che stabilisce che per guidare un quadriciclo leggero il minore deve aver compiuto il sedicesimo anno di età (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana)...

PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per cortesia...

EUGENIO DUCA. Se qualche scioccherello di troppo desidera che io intervenga su tutte le proposte emendative, lo dica e lo farò! Di sciocchi ce ne sono diversi (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana)...!

PRESIDENTE. Prego i colleghi di essere più sereni.
Vada avanti, onorevole Duca.

EUGENIO DUCA. Si stabilisce che il quadriciclo leggero può essere guidato all'età di 16 anni.
L'espressione «quadriciclo leggero» non esiste nel codice della strada. In tal modo, non considerando tutte le contraddizioni e le contrapposizioni che potranno nascere tra i cittadini e l'amministrazione, si colpiscono le persone che hanno acquistato un mezzo che non costa 500 lire, ma migliaia di euro. Improvvisamente, si stabilisce che dal 7 dicembre alcune persone non possono più guidare tale mezzo. Questo aspetto, che ha provocato una sensibile discussione tra i colleghi in Commissione trasporti, indurrà la Camera dei deputati a modificare il provvedimento al nostro esame. Credo che la Commissione abbia svolto un buon lavoro ed è stato necessario molto tempo per arrivare a tale conclusione.
Un altro dei motivi di dissenso riguarda il forte e generalizzato aumento delle sanzioni amministrative, delle multe, ed il tipo di copertura prevista all'articolo 1-vicies quater, che prevede un altro consistente aumento delle tariffe della Motorizzazione.
Il problema del finanziamento del Centro elaborazione dati (CED), sicuramente, va risolto. Tuttavia, il testo prevede l'aumento delle tariffe per lo svolgimento delle pratiche (si tratta di oltre 20 milioni di pratiche l'anno; lo ripeto: oltre 20 milioni di pratiche, riguardanti la metà degli automobilisti). Il 1o giugno scorso abbiamo assistito all'entrata in vigore dell'aumento delle tariffe della Motorizzazione, previste dalla legge finanziaria per il 2005, per un importo annuo di 24 milioni di euro (5


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mila lire in più, due euro e mezzo per immatricolare o per ottenere, ad esempio, la patente di guida).
Oggi, si continua a ricorrere all'aumento delle tariffe quale unico strumento per finanziare il CED della Motorizzazione che, lo ripeto, è un obiettivo doveroso, giusto (da tempo, infatti, stiamo denunciando l'esigenza di finanziare il CED della Motorizzazione). Tuttavia, è stupefacente che il Governo, che, ogni anno, attraverso le attività svolte dalla Motorizzazione, incassa ben 300 miliardi delle vecchie lire, non usi tali risorse anche per il CED.
Di nuovo si torna ad imporre ulteriori aumenti alle tasche dei cittadini; altroché slogan «Non mettiamo mano alle tasche dei cittadini»: vi si è fatto ricorso cinquanta giorni fa e vi si ricorre di nuovo oggi!
Il problema è che gli introiti previsti nella legge finanziaria per il 2005, riguardanti l'aumento consistente delle tasse della Motorizzazione, anziché andare alla Motorizzazione sono stati assorbiti dall'economia e dal tesoro. Quindi, prima vengono aumentate le tariffe e si tolgono i soldi ai cittadini per finanziare il tesoro, poi si dice che, siccome occorre - e questo è vero - finanziare il CED, è necessario di nuovo togliere i soldi dalle tasche dei cittadini (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!
Come vedete, cari colleghi...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia...

EUGENIO DUCA. ... vi sono motivi molto seri per opporsi al provvedimento in esame !

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Meroi. Ne ha facoltà.

MARCELLO MEROI. Signor Presidente, intervengo soltanto per svolgere una considerazione, apprezzando infatti ciò che ha detto il collega Rosato poco fa e cioè che, certamente, non vi è alcuna intenzione di far decadere il decreto-legge.
Al fine di svolgere una breve ricostruzione dell'iter compiuto in Commissione, ricordo ai colleghi che il presente decreto-legge è scaturito dalla necessità di introdurre una normativa che recepisse la sentenza della Corte costituzionale.
Ci siamo trovati tutti d'accordo nel constatare che, effettivamente, il Senato aveva inserito nel testo del provvedimento una serie di altri articoli che potevano e dovevano necessariamente essere modificati e - almeno così si era capito, visto che ne parlavamo ormai da più di una settimana (incontrandoci e discutendone presso la Commissione, la Conferenza dei capigruppo, il Comitato ristretto con i tecnici del Ministero dell'interno e di quello dei trasporti) - e che vi fossero comunque tre necessità fondamentali: ridurre il corpo del provvedimento, modificare alcune norme introdotte del senato che non avevano il favore della Commissione, e comunque della maggioranza dell'Assemblea, nonché esprimere il parere favorevole su alcuni argomenti che si riteneva in buona sostanza di poter inserire nel testo del provvedimento.
Tuttavia, se dobbiamo svolgere un ragionamento corretto, occorre dire che, anche dal punto di vista dei rapporti parlamentari, è assolutamente inutile intervenire (per carità, senza criticare nessuno!). Infatti, su una serie di emendamenti, che se non sbaglio sono quarantatré, già da una settimana avevamo trovato un accordo con l'ultima votazione e con la riduzione della sanzione!
Ricordo a qualche collega che è intervenuto, ma che evidentemente non conosce bene il provvedimento, che la norma al nostro esame, sulla quale vi è un parere unanime, di fatto diminuisce della metà la sanzione introdotta dal Senato, modificando anche la normativa attualmente in vigore, che prevede una sanzione più alta: affermare, perciò, che abbiamo inserito sanzioni più elevate significa quantomeno non conoscere il provvedimento in esame.
Concludendo, chiederei ai colleghi, con la correttezza che ha comunque contraddistinto i lavori in Commissione e in Comitato ristretto, anche per una migliore


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economia dei lavori parlamentari, di verificare, valutare e dibattere sui punti sui quali non vi era l'accordo in Commissione e di soprassedere su quelli in ralazione ai quali si era trovato l'accordo (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mazzarello. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, mi dispiace che il collega Meroi non apprezzi l'atteggiamento dell'opposizione che, invece, cerca di far approvare nei tempi giusti il decreto-legge in esame, purché esso però non faccia confusione e finalmente recepisca soltanto la sentenza della Corte costituzionale relativa alla previsione della sottrazione dei punti per infrazione non compiuta dal proprietario del veicolo e alla questione della confisca dei motorini, cosa assolutamente esagerata, da voi introdotta.
La nostra insistenza - insisto! - ci permetterebbe forse di eliminare quelle sanzioni stratosferiche introdotte non per la sicurezza ma per fare cassa (sembrava qui chiara la presenza del ministro Tremonti) e per semplificare questo decreto-legge che, invece di porsi il problema della sicurezza, si pone l'obiettivo di confondere le idee alle forze dell'ordine e agli utenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo dopo aver ascoltato il collega Meroi, al quale voglio chiarire con grande franchezza che, se insistiamo sulle nostre proposte emendative (pur sapendo che, in Commissione di merito, per alcune abbiamo trovato un punto di caduta cui abbiamo detto di sì), lo facciamo nella convinzione che esse siano per l'appunto migliori di detto punto di caduta trovato in quella sede. Quindi, questo dibattito per noi ha una grande valenza rispetto a tali richieste; dopodiché, se siamo riusciti ad ottenere, con la condivisione dei colleghi, di tornare al testo originale presentato dal Governo è perché abbiamo insistito, giacché, al Senato, le modifiche apportate sono state approvate con il consenso del Governo. Quindi, siamo riusciti a trovare un punto di equilibrio, anche grazie alla grande collaborazione offerta dal viceministro Tassone durante tutti i nostri lavori, in sede di Comitato dei nove e di Commissione; ritengo peraltro che vi sia un lavoro ancora aperto in questa Assemblea. Siamo convinti che su alcune questioni, sulle quali non si è riusciti a raggiungere una convergenza in sede di Comitato dei nove, una riflessione più ampia svolta in Assemblea potrà consentire di raggiungere alcuni risultati.
In particolare, sull'aspetto specifico di questo tipo di sanzioni, riteniamo sia una misura equilibrata tornare a quanto prevedeva il testo originale del decreto-legge presentato dal Governo. Perciò, alla fine, seppure noi abbiamo presentato emendamenti che vanno in una direzione diversa, il ragionamento fin qui svolto porta a ritenere che, forse, questo è l'unico risultato raggiungibile.
Ritengo vi siano aspetti molto importanti che, esamineremo certamente nelle prossime ore; spero non nelle prossime giornate; aspetti sui quali ancora confido che si possa trovare la condivisione da parte della maggioranza.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti De Luca 1.5 e Luciano Dussin 1.13, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 436
Votanti 434
Astenuti 2
Maggioranza 218
Hanno votato
433
Hanno votato
no 1).


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Indìco, dunque, la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1.102, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 438
Votanti 392
Astenuti 46
Maggioranza 197
Hanno votato
161
Hanno votato
no 231).

Prendo atto che l'onorevole Arrighi ha espresso erroneamente un voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimerne uno contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzarello 1.34, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 435
Maggioranza 218
Hanno votato
204
Hanno votato
no 231).

Passiamo alla votazione dell'emendamento De Luca 1.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne a facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, con questa proposta emendativa - riguardante una parte del decreto-legge presentato dal Governo modificata dal Senato per recepire la sentenza della Corte costituzionale - si tiene conto di un'ulteriore complicazione, nel senso che, nel giro di poco tempo, abbiamo avuto la famosa normativa di riforma del codice della strada, una normativa contestata dalla Corte costituzionale, una nuova normativa recata col decreto-legge del Governo, una nuova normativa - sempre sullo stesso oggetto! - risultante dalle modificazioni del Senato e, oggi, la normativa che probabilmente risulterà da ulteriori modificazioni. Dunque, non riesco a comprendere bene: quando presenta un provvedimento (un provvedimento, a questo punto, semplice), il Governo, con i propri uffici legislativi e a seguito della propria valutazione politica, studia bene le questioni? Oppure, ogni provvedimento deve per forza diventare una specie di montagna russa, per cui parte in un modo, con un articolo, e si conclude con 30 articoli? Parte con due commi, e poi, nel testo del secondo comma, si aggiungono trenta o quaranta righe? È una questione di ordine generale che pongo perché in talune disposizioni è evidente che sono contenuti elementi che si possono più o meno apprezzare.
Tuttavia, si tratta di un problema che fa sì che il legislatore diventi soprattutto un soggetto che, con grande facilità, mette mano ad una serie di norme - o peggio, le manomette! - che dovrebbero essere semplici, efficaci e facilmente comprensibili. Vorrei invitare veramente qualche collega a leggersi questo «volumettino» per comprendere esattamente cosa occorra fare, in concreto, qualora si verifichino gli eventi considerati.
Mi sembra che la legislazione, oltre che ordinare razionalmente la realtà, debba essere semplice e facilmente applicabile da parte sia del semplice cittadino, sia degli organi di controllo. Insomma, deve trattarsi di una legge che non sia solamente un «giogo», ma che possa anche aiutare nella soluzione dei problemi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 1.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 426
Maggioranza 214
Hanno votato
199
Hanno votato
no 227).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Duca 1.35 e Rosato 1.76.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, da questo momento in poi esamineremo tre emendamenti che affrontano un aspetto particolarmente delicato. Il nostro intento è semplificare la vita al cittadino in un ambito su cui mi sembra si sia trovato, in sede di Commissione, un ragionevole accordo. Nell'articolato del provvedimento, infatti, è prevista la riattribuzione dei punti della patente, sulla base degli effetti della sentenza n. 27 del 2005 della Corte costituzionale.
La nostra tesi è quella per cui occorra evitare che si determini una grande mole di lavoro per la burocrazia, costringendo i cittadini a presentare domanda agli uffici competenti per vedersi riattribuiti i punti. Riteniamo che, su questo aspetto, una dimostrazione di serietà da parte dell'amministrazione sia l'individuazione di un meccanismo automatico per la riassegnazione dei punti decurtati.
Vorrei evidenziare che le diverse tipologie degli emendamenti in esame - mi rivolgo, in particolare, all'onorevole relatore - sottendono una diversa problematica. Da una parte, infatti, si prevede un meccanismo che contempla la riattribuzione d'ufficio dei punti (si tratta dell'emendamento Raffaldini 1.36, sul quale la Commissione ha espresso parere favorevole); dall'altra, ritengo vada sottolineato - e mi fa piacere lasciarlo agli atti - che, comunque, deve essere previsto l'intervento dell'organo di polizia nell'ambito della procedura in oggetto. Vorrei ricordare che ciò è stato sottolineato anche nel corso del ragionamento svolto con gli uffici del Ministero interessato, e personalmente lo ritengo utile.
Credo si tratti di una dimostrazione del lavoro che abbiamo compiuto, incontrando anche la disponibilità dei colleghi. Infatti, abbiamo insistito per modificare un provvedimento che recava, al suo interno, errori o incongruenze che gravavano inutilmente sui cittadini: mi riferisco, ad esempio, al tema delle sanzioni.
Pertanto, la soluzione di sopprimere il periodo considerato dalle proposte emendative ci sembrava la più utile per risolvere la questione: era evidente, infatti, che la riattribuzione dei punti dovesse avvenire in maniera automatica. Noi intendiamo proporre una soluzione diversa, anche se il risultato sarà analogo: ciò perché tenevo a segnalare la portata di un problema che riguarda, comunque, migliaia di persone.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, vorrei ricordare che, se c'è una normativa che ha un impatto immediato su milioni di cittadini, qualsiasi riga, punto o cifra si modifichi, è proprio il codice della strada. Infatti, qualsiasi norma ha immediatamente un riflesso sui comportamenti di 50, 60 o 70 milioni di cittadini e degli organi di controllo e sanzionatori.
Quindi, bisogna stare molto attenti a non scrivere dei romanzi o delle appendici ed a non allungare il brodo, prevedendo procedure complicate. Bisogna prestare molta attenzione e facilitare la vita ai cittadini.
Con gli emendamenti in esame - che aprono la strada al prossimo emendamento, sul quale mi sembra vi possa essere la concordia di tutti - sostanzialmente si prevede che la riattribuzione dei punti della patente di guida (qualora sia possibile e non vi siano questioni tecniche che lo impediscano) avvenga d'ufficio. In altri termini, non occorre che milioni di cittadini presentino la domanda, che le domande vengano esaminate e che, poi, vengano riattribuiti i punteggi erroneamente sottratti. Lo si faccia d'ufficio e la


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cosa finisca lì! Quindi, non scriviamo romanzi e facilitiamo i cittadini.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Duca 1.35 e Rosato 1.76, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 440
Maggioranza 221
Hanno votato
207
Hanno votato
no 233).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Raffaldini 1.36.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzarello. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, questo emendamento è la dimostrazione del contributo offerto dall'opposizione - e che speriamo venga accolto - per evitare che un decreto-legge così costruito possa arrivare sulla testa dei cittadini con sanzioni decuplicate, senza prevedere alcun intervento vero per quanto riguarda la sicurezza e con ulteriori complicazioni per la vita dei cittadini.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 17,30)

GRAZIANO MAZZARELLO. In questo caso, si doveva rispondere alla sentenza della Corte costituzionale sulla riattribuzione dei punti eventualmente sottratti per violazioni non commesse dal proprietario dell'auto.
Ebbene, il testo del decreto-legge prevede che il cittadino colpito dalla sanzione possa riottenere i punti sottratti; ma tale riattribuzione è effettuata «su domanda dell'interessato rivolto al suddetto organo di polizia». In altri termini, il testo del decreto-legge che avete presentato in Assemblea comporta un'ulteriore complicazione per il cittadino colpito da questa sanzione; complicazione che dobbiamo eliminare, così come stabilito anche dalla Corte costituzionale.
Noi abbiamo proposto un emendamento molto semplice in cui si prevede che tale procedura avvenga d'ufficio, come è naturale che sia, se vogliamo davvero semplificare le procedure e non scaricare sui cittadini la pesantezza di provvedimenti come quello in esame.
Ecco perché abbiamo portato avanti, e continuiamo a farlo in Assemblea - vorrei rivolgermi al relatore, che ha inteso i nostri emendamenti come ostruzionistici -, il tentativo di correggere profondamente questo decreto-legge, che rimarrebbe un provvedimento piuttosto negativo per i cittadini.
Siamo riusciti, forse, a modificare le pesantissime sanzioni contenute nel testo in esame. A tal proposito, gli amici della maggioranza affermano che avrebbero comunque rivisto tali questioni. Tuttavia, se non si fossero svolti interventi in Commissione e se non fossero state proposte decine di emendamenti in Assemblea, queste norme non sarebbero state modificate. Sarebbe arrivata sulla testa dei cittadini una misura assolutamente iniqua, che non prevede un intervento per la sicurezza, ma che si pone solamente il problema di fare cassa, come il provvedimento contenuto nella legge finanziaria sulle slot machine. In quel caso, si vuole estendere questo gioco d'azzardo nella società italiana per fare cassa. Poi, magari, si fanno dei discorsi sulla famiglia!
In questo caso, è la stessa cosa: si tratta di un provvedimento che, invece di occuparsi della sicurezza, si preoccupa di fare cassa, anziché intervenire solamente sulle questioni sulle quali era necessario farlo, ossia la correzione relativa alla riattribuzione dei punti, a fronte della sentenza della Corte costituzionale, e la correzione della norma, sbagliata, sulla confisca dei motorini. Qui si è esteso tutto!


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Il nostro intervento emendativo è volto a correggere e a semplificare la normativa, in modo che la riattribuzione dei punti avvenga con procedura d'ufficio e non attraverso un'altra procedura, che i cittadini sono costretti ad avviare per ottenere la riattribuzione sulla patente dei punti che, nel frattempo, erano stati sottratti loro applicando una misura che è stata corretta dalla Corte costituzionale.
È evidente l'importanza del contributo che abbiamo voluto dare. Spero che, da ora in avanti, i colleghi della maggioranza ascolteranno con maggiore interesse i nostri interventi, perché il nostro intendimento è correggere in modo positivo il provvedimento riguardo a due aspetti necessari. Mi riferisco all'adeguamento alla sentenza della Corte costituzionale sulla riattribuzione dei punti e alla correzione della norma sulla confisca dei motorini.
Sulle restanti parti del provvedimento e sulle altre correzioni, che creano confusione, eventualmente, se ci sono problemi su aspetti più generali che riguardano l'applicazione della patente a punti, occorre riflettere attentamente e non in maniera affrettata, come avete cercato di fare voi, nel tentativo di approvare velocemente questo provvedimento che - lo ripeto -, se non fosse stato corretto, come in parte abbiamo fatto, avrebbe scaricato sui cittadini oneri molto pesanti (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Saluto gli studenti e gli insegnanti dell'istituto professionale di Stato di Castrovillari e Lungro, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tuccillo. Ne ha facoltà.

DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, riprendo le argomentazioni che sono state svolte dal collega Mazzarello, perché mi sembra che questo sia un aspetto particolarmente importante e qualificante del provvedimento in esame.
Tale provvedimento - come è stato sottolineato in numerosi interventi - era nato come risposta ad una sentenza della Corte costituzionale e serviva a rimuovere un errore che era stato compiuto e che, a suo tempo, era stato avvertito e segnalato dall'opposizione. Infatti, al proprietario di un autoveicolo, ai sensi della legge precedente, venivano inflitte delle sanzioni anche qualora le infrazioni fossero state commesse da un terzo che era alla guida dell'autoveicolo stesso.
In sostanza, con questo intervento legislativo, promosso dal Governo e che è stato esaminato prima al Senato, da un parte, si trattava di ripristinare una condizione relativa al diritto della persona, che non può essere gravata di responsabilità che non sono sue personali ed individuali. Dall'altra parte, come ha ben illustrato il collega Mazzarello, si trattava anche di introdurre procedure di semplificazione che rendessero più spedita e più semplice la vita del cittadino.
Questi erano i due argomenti sostanziali che potevano costituire la motivazione corretta per la presentazione di un decreto-legge, finalizzato a riparare un vulnus, un errore che era stato inserito nel testo legislativo. Abbiamo appreso e registrato nel corso del dibattito - oltre che dal testo che stiamo esaminando - che questo decreto, il quale avrebbe dovuto essere estremamente semplice ed asciutto, è diventato pletorico. Ad esso, infatti, nella fase di conversione in legge presso il Senato, è stata aggiunta - accrescendolo enormemente - una congerie di aspetti normativi che non pertengono al tema, al problema specifico e particolare che presentava i requisiti di necessità e urgenza, ma riguardano un gran numero di aspetti e profili normativi e situazioni specifiche che molto poco hanno a che vedere con il suddetto problema e con i criteri di necessità e urgenza che un decreto-legge dovrebbe presupporre.
Allora, l'intervento dell'opposizione è stato volto a cercare di rendere il decreto-legge in esame il più possibile «pulito», di riportarlo ad una sua razionalità, dal punto di vista sia formale sia sostanziale, e di recuperare il principio e la motivazione originaria, cioè una ridefinizione del


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diritto della persona, da una parte, e la semplificazione delle procedure, dall'altra. Con l'indicazione di una procedura d'ufficio e non attivabile su iniziativa del soggetto (il quale, per ottenere il riconoscimento di un proprio diritto, è costretto ad inoltrare una pratica), come suggerito dal collega Raffaldini e dall'opposizione, si ripristina una condizione di semplicità e di semplificazione della procedura e della norma e, nello stesso tempo, di garanzia del diritto che il provvedimento in esame, nel testo approvato, purtroppo dal Senato, non garantiva e che invece adesso, grazie al nostro contributo, sicuramente garantisce (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dare testimonianza del lavoro svolto dalla Commissione su questo provvedimento.
Non voglio entrare nel merito della distinzione tra maggioranza e opposizione: con il lavoro che abbiamo svolto, abbiamo cercato di eliminare tutte le discrasie che possono essere emerse dal decreto, come licenziato dal Senato, e di dare attuazione pratica ad una riduzione drastica e sostanziale di tutti gli oneri a carico del cittadino. Non abbiamo guardato né alla maggioranza né all'opposizione, tant'è che oltre 25 degli emendamenti approvati sono stati presentati dall'opposizione.
Quindi, si è cercato di svolgere un lavoro asettico, che non avesse alcun rapporto con la politica ma riguardasse le cose da fare per cercare di ottenere il massimo dal provvedimento approvato dall'altro ramo del Parlamento, tentando nel contempo di migliorarlo. Questo è il lavoro che abbiamo svolto, cercando di farlo nel migliore dei modi e, naturalmente, di andare incontro al cittadino.
Ora, se l'emendamento Raffaldini 1.36 è un emendamento giusto, sul quale è stato espresso parere favorevole, altri emendamenti presentati da colleghi della maggioranza sono stati approvati proprio perché abbiamo cercato di tutelare quei cittadini, che, a torto o a ragione, si sentivano vessati da certe norme che li colpivano.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, desidero dire al relatore che riconosciamo il percorso che è stato fatto, ma siamo altresì ben consapevoli che purtroppo esistono ancora nodi importanti da risolvere in relazione a questo provvedimento.
Per esempio, l'aumento degli oneri relativi alla Motorizzazione, posti a carico dei cittadini per finanziare il CED, è un intervento non rispondente alle nostre indicazioni. Alcune delle questioni ancora aperte, che abbiamo inserito nelle nostre proposte emendative, mirano proprio ad eliminare dal testo alcune norme introdotte dal Senato, perché esse sono ridondanti rispetto ad un codice della strada, che probabilmente diventerà un'enciclopedia della strada! Su tali questioni, una delega al Governo avrebbe semplificato di gran lunga i nostri problemi.
Dunque, sono queste le questioni che noi poniamo. Ve ne sono moltissime poste anche dalla maggioranza, alcune delle quali troveranno il nostro accoglimento perché sono questioni di qualità rispetto ai problemi esistenti. Pertanto, il nostro approccio al provvedimento in esame è del tutto collaborativo, ma ovviamente e legittimamente ciascuno sottolinea gli aspetti che più gli stanno a cuore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.36, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 437
Votanti 435
Astenuti 2
Maggioranza 218
Hanno votato
431
Hanno votato
no 4).

Avverto che il successivo emendamento Rosato 1.77 è precluso, in quanto assorbito a seguito dell'approvazione dell'emendamento precedente.
Prendo atto che l'emendamento Ricciotti 1.56 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Mazzarello 1.3 e Bornacin 1.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Si tratta di emendamenti sui quali si è trovato l'accordo di tutta la Commissione. Essi riguardano una modifica introdotta dal Senato, che concerne la famosa tabella dei punteggi. Anticipo ora, per una questione di ordine generale, che su una serie di emendamenti voteremo contro oppure ci asterremo (a seconda degli emendamenti) perché riteniamo che non sia utile rivedere le tabelle dei punteggi, in quanto ciò creerebbe confusione. In questo caso, con l'emendamento in esame, abbiamo risolto il problema proponendo di sopprimere questa modifica introdotta dal Senato. Ciò in quanto venivano decurtati tre punti a quell'automobilista, alla cui macchina era bruciata una lampadina - sto leggendo il codice della strada -, si era bloccato il clacson oppure si era rotto uno specchietto retrovisore.
Credo che il senso della proporzione, sul cui valore tutti siamo stati d'accordo, debba essere tenuto sempre presente nello svolgimento dell'attività legislativa. Per questo motivo, molte delle nostre riflessioni critiche non sono state strumentali, bensì si sono concentrate proprio sulle modifiche introdotte dal Senato, che non avevano la misura del buonsenso e della proporzionalità.
Auspico quindi l'approvazione dell'emendamento in esame, sul quale la Commissione ha espresso parere favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Mazzarello 1.3 e Bornacin 1.7, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 438
Votanti 437
Astenuti 1
Maggioranza 219
Hanno votato
436
Hanno votato
no 1).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Bornacin 1.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, vorrei rappresentare la nostra preoccupazione in ordine alla questione sollevata dal collega Bornacin, su cui si possono esprimere alcune riflessioni, come su tante altre questioni relative ai punti.
In particolare, si tratta di una modifica della tabella dei punti della patente a spot che ci preoccupa e che solleva un problema di informazione nei confronti dei cittadini. È accaduto anche in ordine alle confische dei motorini (non si può pensare di intervenire tramite decreto su questa materia in maniera estemporanea!) e temiamo che succeda la stessa cosa per quanto riguarda i punti della patente.
Si sta seguendo un certo percorso; la sperimentazione è terminata e si dispone di dati relativi alle sanzioni da comminare e ai punti da togliere.


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Se si ha intenzione di intervenire sui punti della patente, occorre che il Ministero disponga un'analisi del percorso seguito fino ad oggi, svolgendo un ragionamento complessivo; in particolare, il Governo dovrebbe presentare un piano di ridefinizione della questione (se risulta necessario).
Altre questioni non dovrebbero essere sollevate. Ciò giustifica anche il nostro orientamento nei confronti dell'emendamento precedente, peraltro giustificato dall'inconsistenza delle sanzioni (e mi riferisco alla sottrazione di tre punti). Riteniamo, quindi, che questo emendamento debba essere respinto per tali motivazioni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, anch'io condivido le osservazioni svolte dal collega Rosato e, pertanto, auspico la reiezione di tale emendamento (anche la Commissione ha espresso un parere contrario sul medesimo). Due sono le questioni che possono essere sollevate in merito. Per quanto riguarda un profilo di carattere generale, a mio avviso non bisognerebbe mettere mano alla tabella dei punti, perché, una volta fatto, comincerebbe la baraonda! Per questo motivo, preannunzio l'espressione del voto contrario.
Inoltre, si palesa anche una sorta di sproporzione nella tabella dei punti; si passerebbe a dieci punti e, pertanto, con due infrazioni di quel genere si perderebbe la patente!
Manteniamo la mente fredda e cerchiamo di garantire la sicurezza ai cittadini, senza però fare unicamente la voce grossa!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bornacin. Ne ha facoltà.

GIORGIO BORNACIN. Signor Presidente, potrei anche ritirare l'emendamento in esame, ma lo mantengo. Posso anche condividere l'esigenza di un ragionamento complessivo per quanto riguarda la modifica della patente a punti; tuttavia, l'emendamento in esame riguarda esattamente l'aumento dei punti per l'uso del telefonino senza auricolare.
La patente a punti è stata introdotta per proteggere la sicurezza di chi viaggia, di chi usa il mezzo proprio e di chi utilizza la strada. Ormai, è invalso l'uso del telefonino durante la guida, nonostante vi siano strumenti, come l'auricolare, che costano pochissimi euro ma che non vengono assolutamente adoperati.
Ho incrociato, girando per le strade italiane, autisti che guidavano i loro TIR con il telefonino attaccato all'orecchio; ho visto auto guidate da persone che sorpassavano altre vetture nella nebbia con il telefonino attaccato all'orecchio; vedo gente che magari invia SMS mentre guida, zigzagando in mezzo all'autostrada...
Credo che questo emendamento sia di buon senso e protegga la vita dei cittadini, di quelli che usano l'automobile e anche di coloro che, purtroppo, continuano a telefonare mentre guidano, non avvalendosi dell'ausilio di un piccolissimo strumento - l'auricolare - che costa pochissimi euro o, addirittura, che viene fornito gratuitamente all'atto dell'acquisto di nuovi apparecchi telefonici.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tuccillo. Ne ha facoltà.

DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, intervengo per ribadire un aspetto che considero fondamentale. C'è un problema di impostazione rispetto al testo normativo: non possiamo intervenire in modo così parziale, in sede di conversione del decreto-legge, rispetto a un testo legislativo frutto di un lavoro preparatorio svolto nel tempo in modo molto accurato, quando è stato varato il provvedimento relativo alla patente a punti.
Capisco le motivazioni addotte dal collega Bornacin; tuttavia, si tratta di interventi rispetto ai quali ogni indicazione potrebbe avere una sua motivazione più o


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meno sensata o fondata. Il problema è che intervenire su una materia del genere, su aspetti che poi necessitano di una naturale sedimentazione anche nella loro ricezione da parte del cittadino e dell'utente, mi sembra un metodo che alla fine può produrre qualche controindicazione piuttosto forte.
Per questa ragione, annuncio il nostro voto contrario su questo emendamento.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, precedentemente abbiamo approvato gli identici emendamenti Mazzarello 1.3 e Bornacin 1.7 che sopprimono il comma 2-bis il quale, in effetti, prevedeva la decurtazione di tre punti per una serie di casi, quali la mancanza o il funzionamento difettoso di un segnale di stop, le gomme lisce e tutta una serie di ipotesi.
Ora mi rendo conto che, sotto il profilo della ratio sottesa al provvedimento, concordiamo sull'esigenza di lavorare al massimo per garantire una guida sicura; ricordo ai colleghi che, quando fu approvato il provvedimento sulla patente a punti, la Commissione elevò da tre a cinque i punti da decurtare nelle ipotesi di utilizzo del telefonino alla guida. A questo punto, nell'ambito del lavoro svolto, abbiamo deciso che non avremmo toccato la tabella dei punti; naturalmente, dare ora la stura solamente su un argomento - passando da cinque a dieci punti - significa riaprire tutto, con il rischio di trasformare il testo in un decreto-omnibus.
In conclusione, ribadendo l'intento della Commissione di creare le condizioni affinchè sia garantita la massima sicurezza al cittadino, ritengo che l'emendamento Bornacin 1.9 debba essere respinto dall'Assemblea.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bornacin 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 423
Votanti 419
Astenuti 4
Maggioranza 210
Hanno votato
17
Hanno votato
no 402).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Pasetto 1.55.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pasetto. Ne ha facoltà.

GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, sul provvedimento in esame l'opposizione ha assunto un atteggiamento costruttivo, nonostante questo decreto - come sottolineato da diversi colleghi - sia sostanzialmente un pasticcio. Il relatore Pezzella ha avuto l'onestà culturale e politica di affermare che abbiamo lavorato insieme; del resto, la patente a punti - che, ricordiamo, è stata una scelta del centrosinistra - è stata costruita attraverso un confronto all'interno della Commissione e del Parlamento.
Voglio partire da questa permessa per sottolineare che la procedura prevista dal decreto-legge in esame è sbagliata. Si tratta di una materia che riguarda la sicurezza dei cittadini. Nonostante la previsione della patente a punti, si registrano 5.800 morti l'anno (pari alla popolazione di un comune di media grandezza) e siamo in presenza di una ripresa del numero delle vittime e degli incidenti che si verificano sulle strade italiane.
Proprio per tali ragioni, il nostro è un atteggiamento di responsabilità, volto a costruire, insieme alla maggioranza, una linea che tuteli i cittadini, in particolar modo i giovani. Partendo da una serie di


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provvedimenti non coerenti, attraverso i nostri emendamenti stiamo tentando di migliorare il testo in esame.
Sappiamo che il maggior numero degli incidenti stradali avviene soprattutto sulle strade urbane ed extraurbane, investendo in modo particolare il ruolo e la funzione dei comuni sulle strade comunali e delle amministrazioni provinciali.
Si fa un gran parlare del rispetto dell'autonomia, della devolution e del ruolo degli enti locali e delle regioni. Ebbene, la proposta in esame procede proprio in tale direzione.
Proprio oggi il Governo è stato di fatto «condannato» per l'azione portata avanti in ordine alla limitazione del ruolo e della funzione delle regioni e degli enti locali. A fronte di una situazione che vede la smobilitazione del corpo della polizia stradale - vi sono organici ridotti, mezzi insufficienti -, occorre un intervento e un'azione forte dei vigili urbani e delle guardie delle amministrazioni provinciali sulle strade di competenza.
L'emendamento in esame prevede il concorso, con riferimento ai problemi della sicurezza, dei vigili urbani e dei vigili delle amministrazioni provinciali. Ma ciò non lo si vuole realizzare, in quanto si ritiene che l'unica risposta possibile sia quella dell'aumento delle sanzioni, che in realtà è stato previsto solo per fare cassa.
Questo emendamento non comporta oneri, e reclama la collaborazione di comuni e province attraverso il concorso dell'Associazione nazionale dei comuni e dell'Unione delle province italiane.
Mi auguro quindi, trattandosi peraltro di associazioni unitarie rappresentative di tutti i comuni e di tutte le province, che l'emendamento in esame sia approvato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, l'emendamento in esame, la cui formulazione è particolarmente lunga, affronta un tema importantissimo per la sicurezza, dal momento che la stragrande maggioranza degli incidenti dovuti alla mancanza di sicurezza stradale avviene nelle aree urbane. Nello spirito della Costituzione, che individua i comuni, le province, le aree metropolitane, lo Stato quali soggetti della Repubblica e della democrazia, l'emendamento si propone di associare tutti gli enti che concorrono sul grande tema della sicurezza stradale.
L'emendamento richiama tutte le azioni positive che accompagnano le norme del codice della strada e che i comuni possono o debbono intraprendere. Penso a quanto incida nella circolazione in una grande città e in un'area urbana il problema delle aree di sosta e dell'adeguata individuazione dei parcheggi attrezzati e l'esigenza di riservare strade o tratti di esse o corsie alla circolazione dei veicoli adibiti ai servizi pubblici di trasporto. Penso al piano urbano del traffico, ai programmi di intervento per la sicurezza stradale, adottati per le strade o per i tratti di esse che entrano nell'area urbana, all'individuazione dei punti in cui installare i sistemi di controllo, alle modalità di collaborazione tra sindaco e prefetto per individuare le zone in cui distribuire gli agenti e i mezzi di controllo. Penso agli orari e alle aree riservate per il transito, ai dissuasori per l'accesso, alla regolazione della distribuzione e del carico e scarico delle merci nelle aree urbane. La distribuzione delle merci nelle aree urbane è un grande tema, che incide notevolmente nel congestionamento e quindi nella faticosità della circolazione, che nelle città è sempre più difficile, determinando non soltanto congestione e perdita di tempo, ma inquinamento, incidenti stradali, insicurezza. Penso inoltre alla regolazione ulteriore dei servizi dei soggetti ausiliari delle forze dell'ordine, come gli ausiliari del traffico. Si tratta di un campo nel quale l'azione precisa e coordinata dei comuni e dei sindaci, sulla base delle direttive e delle norme previste dal codice della strada e dalla legge, costituisce una elemento essenziale.
Comprendo alcune difficoltà, ma non dal punto di vista della Commissione bilancio. Non mi sembra vi siano molti oneri


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a carico dello Stato. Se eventualmente si vogliono espungere i commi su cui ha espresso parere contrario la Commissione affari costituzionali, ben venga, ma tralasciare le possibilità offerte dall'emendamento in esame a mio avviso sarebbe sbagliato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto 1.55, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 425
Maggioranza 213
Hanno votato
207
Hanno votato
no 218).

Passiamo all'emendamento Lion 1.103.
Ricordo che su tale emendamento la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario, mentre la I Commissione (Affari Costituzionali) ha espresso parere contrario limitatamente ai commi 8 e 12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. L'emendamento in esame è molto simile a quello precedente. Nel merito, credo sia corretto recepire le indicazioni della Commissione affari costituzionali; tuttavia, mi sembra profondamente sbagliato ragionare sui temi oggi all'ordine del giorno in quanto proposti all'interno del decreto, senza valutare in maniera attenta i contenuti di questi emendamenti, che sono rivolti a valorizzare le competenze dei sindaci, proponendo politiche finalizzate a ridurre il livello dei sinistri sulle nostre strade e individuando spazi e metodologie di approccio diverse rispetto alle problematiche che riguardano le nostre città (il traffico e le annesse complicazioni che si registrano, in particolare, nelle grandi città).
Sulle proposte configurate nell'emendamento in esame hanno lavorato molti sindaci; rispetto ad esse si è registrata peraltro un'attenzione complessiva. Teniamo conto che nel corso di questi anni di governo del centrodestra le norme riguardanti i PUM, i piani urbani di mobilità, sono state completamente sottofinanziate. Il percorso iniziato in maniera positiva con il Governo precedente, che aveva previsto risorse per consentire una progettazione equilibrata, nel cui ambito piani regolatori e piani del traffico trovavano un punto di equilibrio e le politiche infrastrutturali al servizio del territorio e al servizio delle città, per risolvere i problemi delle congestioni, avevano un luogo di elaborazione, è stato abbandonato.
So che il viceministro Tassone non è responsabile del dipartimento che si occupa delle infrastrutture; purtroppo però i piani urbani della mobilità raramente prevedono grandi gallerie e ciò ha portato ad una scarsa attenzione da parte del ministro su di essi. Tuttavia, noi riteniamo che la qualità della vita delle nostre città dipenda in maniera molto forte dall'approccio che si ha nei confronti del traffico e della mobilità complessiva nonché da come si risolvono i problemi del trasporto delle merci all'interno delle grandi città. Su questi punti l'attenzione del Governo, che ci ha promesso una legge sulle grandi città, interventi strutturali e attenzione particolare per queste problematiche, alla fine non ha prodotto alcun risultato se non il taglio dei finanziamenti previsti per i PUM, il definanziamento del trasporto pubblico locale, la carenza di risorse per il rinnovo dei parchi mezzi nelle aziende di trasporto pubblico locale, una scarsa sensibilità per tutte le problematiche del trasporto pubblico locale.
Abbiamo ritenuto quindi di proporre una norma a costo zero che andasse ad irrobustire il nostro codice ed il rapporto indispensabile e necessario tra Governo e città, nell'approccio con problematiche molto complesse. Per questi motivi, confermo


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la nostra valutazione positiva su questi emendamenti, appellandomi alla volontà del relatore e della Commissione per le valutazioni del caso. So bene che in questo caso abbiamo introdotto un tema nuovo, mentre abbiamo sostenuto che in questa sede non ne dovevano essere introdotti; tuttavia, tale tema rappresenta una questione di reale rilevanza rispetto alle necessità delle nostre città. Questo avrebbe dovuto essere il contenuto primo dell'intervento legislativo, sul quale attendiamo da anni che questo Governo provveda.
Abbiamo utilizzato tale strumento per sollecitare il Governo a svolgere, nell'ambito delle proprie competenze, il suo ruolo in questa materia, con riferimento alla quale - desidero sottolinearlo - i sindaci sono stati lasciati soli.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1.103, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 432
Maggioranza 217
Hanno votato
207
Hanno votato
no 225).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 1.54.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, non riesco a comprendere per quale motivo il relatore, onorevole Pezzella, ed il viceministro, onorevole Tassone, abbiano espresso la loro contrarietà su questo semplicissimo emendamento. Un atteggiamento di questo tipo lo comprenderei, eventualmente, nel caso in cui non avessimo già approvato altri emendamenti ma, poiché ciò è già avvenuto, mi permetto di far presente nuovamente al rappresentante del Governo ed al relatore la semplicità del mio emendamento e la possibilità, una volta accolto, di un suo inserimento nel testo che andremo ad approvare.
Signor viceministro, il mio emendamento propone una lieve modifica all'articolo 7 del nuovo codice della strada. Tale proposta scaturisce dalla necessità, più volte manifestata dalle piccole imprese che operano nel settore della manutenzione degli impianti tecnologici degli edifici (si tratta, per la maggior parte, di attività artigianali), di poter accedere, particolarmente nelle grandi città, nelle aree centrali delle città stesse, al fine di espletare i servizi ai quali sono chiamate. La mia proposta prevede, infatti, di permettere l'utilizzo delle aree di parcheggio riservate ai residenti anche agli operatori di queste piccole imprese di manutenzione, per il tempo essenzialmente necessario all'erogazione del servizio di manutenzione. In questo modo, si metterebbero gli operatori nella condizione di poter eseguire i lavori - che, ricordo, rivestono utilità pubblica perché richiamati più volte da leggi che riguardano anche la verifica dell'efficienza degli impianti - ottimizzando così tempi e costi degli interventi, anche a vantaggio degli utenti e non solo delle aziende, le quali sono spesso costrette a dover rivedere i propri bilanci a causa del loro assoggettamento a numerose sanzioni.
La mia proposta emendativa apporterebbe, come dicevo, una modifica minima alla norma vigente, ma sarebbe particolarmente utile perché in grado di accrescere la potenzialità e l'efficienza degli interventi, nonché di produrre un risparmio di ore lavorate che, evidentemente, incidono sui costi sostenuti dagli utenti. I comuni, peraltro, potrebbero provvedere con una propria deliberazione ad attuare tale previsione normativa in base alle specifiche esigenze che il territorio manifesta, anche in relazione alle competenze


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proprie degli enti comunali (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione ha espresso parere contrario sull'emendamento Quartiani 1.54 perché oggi non vi è alcuna norma che vieta al sindaco di fare ciò che viene chiesto con questo emendamento. Conseguentemente, non si comprende perché dovremmo regolamentare con legge ciò che già il sindaco può fare.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 1.54, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 431
Maggioranza 216
Hanno votato
202
Hanno votato
no 229).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.500 della Commissione.
Ricordo che, a seguito dell'eventuale approvazione di tale emendamento, risulterebbero preclusi gli emendamenti da Tuccillo 1.78 fino agli identici Susini 1.1 e Tuccillo 1.100.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, esprimo apprezzamento per questo emendamento unitario della Commissione che propone di modificare l'articolo 2-ter, che non figurava nel testo originario. Esso interviene su due aspetti relativamente ai quali abbiamo sottolineato che bisognava fare ricorso a molto buonsenso.
Stiamo parlando di transito nelle corsie riservate ai mezzi pubblici e di accessi ai centri abitati durante i periodi di sospensione o divieto. Bene, in relazione a queste due infrazioni venivano previste sanzioni che arrivavano ai mille euro e, contemporaneamente, la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
Con l'emendamento in esame, il cui contenuto apprezzo, vengono ridotte le sanzioni (come, d'altra parte, è previsto dall'attuale codice) e, nel contempo, viene «cassata» la parte relativa alla sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ormai, c'è un «gemellaggio» che veramente deve essere sottolineato con soddisfazione...

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, ci siamo allenati in occasione del provvedimento sul trasporto pubblico locale...

PRESIDENTE. Ho notato, ho notato!
Ha facoltà di parlare, onorevole Rosato.

ETTORE ROSATO. Credo che la Commissione abbia trovato - in particolare, va dato atto al relatore ed al presidente di aver lavorato molto al riguardo - un punto di mediazione.
Tuttavia, desidero sottolineare che quando, al Senato, sono stati proposti gli aumenti delle sanzioni, in particolare di queste (sulle specifiche modalità è intervenuto il collega Raffaldini), vi è stata una preoccupazione di fondo che va rammentata e tenuta ben presente. Le nostre città sono rese sempre più complesse e complicate dal traffico. Quando, ad esempio, si bloccano le corsie di emergenza, bisogna trovare degli strumenti per intervenire: o le sanzioni punitive, come la sospensione della patente, oppure altri di cui dobbiamo dotare i sindaci.


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È per questo che, in precedenza, ho insistito con tanta enfasi sugli strumenti di programmazione, di progettazione, di supporto, di tipo programmatico e di tipo urbanistico, che oggi non sono attivati per una scelta ben precisa del Governo, che ha sottofinanziato tutti i relativi capitoli di spesa. I nostri sindaci non possono essere lasciati soli ad affrontare le situazioni drammatiche che oggi vivono le nostre città sotto il profilo del governo della mobilità!
Credo che l'emendamento in esame rappresenti un punto di equilibrio. Credo, altresì, che il Governo debba o, meglio, avrebbe dovuto - perché, ormai, mi pare che siamo arrivati alla fine dell'avventura (Commenti del viceministro Tassone) ... - dedicarsi a quella che costituisce una vera emergenza per i cittadini. Gli amministratori locali di centrosinistra e di centrodestra hanno invocato a gran voce: «Occupatevi del traffico e del trasporto pubblico locale!». Non vi siete occupati né dell'uno né dell'altro!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.500 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 438
Maggioranza 220
Hanno votato
433
Hanno votato
no 5).

Poiché, come avevo preannunciato, gli emendamenti da Tuccillo 1.78 agli identici Susini 1.1 e Tuccillo 1.100 sono preclusi a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.500 della Commissione, dobbiamo passare alla votazione dell'emendamento Meroi 1.53.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Il mio intervento sarà brevissimo, signor Presidente.
Concordo pienamente con il collega che ha presentato l'emendamento in esame, che è ben fatto, anche se qualcuno lo riteneva non necessario. L'emendamento, ripeto, è ben fatto perché risponde, guarda caso in tempo reale, a gravissimi fatti che si sono verificati proprio nei giorni scorsi. Mi riferisco alle gare non autorizzate con le automobili che hanno portato alcuni ragazzi a schiantarsi tragicamente contro un muro.
Termino qui e, per non farla lunga e affinché la mia non sembri «politica», ribadisco che mi trovo pienamente d'accordo con l'emendamento Meroi 1.53.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Meroi 1.53, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 434
Votanti 433
Astenuti 1
Maggioranza 217
Hanno votato
432
Hanno votato
no 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Meroi 1.57, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 439
Votanti 438
Astenuti 1
Maggioranza 220
Hanno votato
2
Hanno votato
no 436).


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Passiamo all'emendamento Meroi 1.58.
Chiedo all'onorevole presentatore se accetti la riformulazione proposta dal relatore.

MARCELLO MEROI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento Meroi 1.58.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, se non sbaglio, la riformulazione riguarda le sanzioni ed ha individuato un punto di equilibrio. Concordo, quindi, con l'emendamento che va nella logica che fin dall'inizio ci siamo dati, ossia quella di garantire una proporzione tra la sanzione e l'infrazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Meroi 1.58, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 441
Votanti 440
Astenuti 1
Maggioranza 221
Hanno votato
437
Hanno votato
no 3).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Duca 1.6 e Carbonella 1.101.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tuccillo. Ne ha facoltà.

DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, con gli identici emendamenti in esame si cerca di dare un contributo al miglioramento delle condizioni di sicurezza del trasporto su strada.
Gli identici emendamenti stabiliscono che, con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, siano individuati ed omologati i dispositivi di rilevamento a distanza di situazioni di rischio o di emergenza di cui possono essere dotati gli autoveicoli. Si prevede, in sostanza, il finanziamento di attrezzature, strumenti e tecnologie che possano garantire condizioni di sicurezza su autoveicoli all'origine sprovvisti di suddetti dispositivi.
Tale logica va nella direzione opposta rispetto all'impianto del provvedimento che, come è stato ricordato in diversi interventi, è di natura assolutamente prescrittiva e sanzionatoria. Infatti, nell'ambito della sicurezza e del trasporto su strada, la filosofia dell'intervento è ispirata a criteri sanzionatori in termini sia amministrativi sia pecuniari, con l'aumento dell'importo delle sanzioni. Poco fa, abbiamo approvato una proposta emendativa che riduce notevolmente l'esenzione dal punto di vista pecuniario; infatti, gli importi originari, molto più elevati, avrebbero gravato pesantemente sul bilancio delle famiglie e dei cittadini.
Da una parte, è stato conseguito questo obiettivo importante; dall'altra, è necessario, però, se si vogliono garantire condizioni di maggiore sicurezza nell'uso degli autoveicoli e dei mezzi di trasporto, approntare tutti gli strumenti e le soluzioni tecnologiche a ciò finalizzate.
In un intervento precedente è stato ricordato che, a fronte dell'aumento delle sanzioni, viene attivata una notevole riduzione dei servizi di controllo su strada (in particolare, della polizia stradale), degli organici, degli strumenti e delle attrezzature a disposizione della Polizia, dei vigili urbani e di tutte quelle istituzioni e forze dell'ordine che hanno il compito di garantire una maggiore sicurezza stradale. Dunque, da una parte, vi è una riduzione nel senso sopra indicato; dall'altra vi è il tentativo di aumentare in modo esorbitante le sanzioni e, dall'altra ancora, vi è l'assenza più totale di quelle forme di


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incentivazione economica che devono essere garantite dallo Stato per migliorare le tecnologie e le strumentazioni sugli autoveicoli in modo da rendere più sicuri gli stessi e, in generale, il trasporto su strada.
Con l'emendamento in esame, si cerca di porre rimedio a tale carenza e per questo, dal punto di vista della logica del provvedimento, vi sarebbero tutte le ragioni per approvarlo e sostenerlo (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, con l'emendamento al nostro esame viene introdotto un tema affrontato anche nella legge delega votata da tutti in materia di riforma del codice della strada.
Come tutti sanno, l'intervento sulla sicurezza viene realizzato seguendo tre profili: il primo è quello delle infrastrutture, quindi delle strade, con l'obiettivo che esse siano ben mantenute, abbiano curve sicure e ben segnalate, e altro ancora; il secondo profilo riguarda i veicoli ed il terzo la persona.
Il secondo profilo - dicevo - riguarda i veicoli e tutti gli interventi consentiti dal progresso della tecnologia con riferimento ad essi, incorporando una gran parte del ciclo tecnologico della nostra storia.
L'emendamento in esame propone di individuare, senza limiti temporali, una serie di dispositivi che avrebbero la caratteristica di segnalare in anticipo, a distanza, eventuali situazioni di pericolo improvviso (ingorghi, incidenti, forti banchi di nebbia), prevedendone l'esistenza. Tali dispositivi avrebbero anche la capacità, in caso di incidente in situazione di nebbia e di una persona caduta in un fosso, di indicare, segnalandola, la presenza dell'autoveicolo ai vigili del fuoco, alle ambulanze, ai mezzi di soccorso.
Concludo ricordando che, proprio due settimane fa, a Verona, nell'ambito di un incontro informale di tutti i ministri dei trasporti dell'Unione europea allargata, con la presenza anche della Russia, degli Stati Uniti d'America e di una grande società internazionale di aziende costruttrici (denominate con l'acronimo CARS), è stata proposta una serie di interventi che tali aziende svolgeranno come attività volontaria, non imposta, sulle dotazioni di sicurezza dei nostri autoveicoli.
Il campo - mi creda, Presidente -, non sostengo sia infinito ma è molto ampio e, con l'andar del tempo, diventerà una produzione di massa, anche a bassissimi costi, con grandi benefici per la sicurezza.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, quanto agli identici emendamenti Duca 1.6 e Carbonella 1.101, la Commissione, pur condividendo il principio ivi contenuto, ha tuttavia espresso parere contrario in quanto viene previsto, per ognuno degli anni 2005 e 2006, un onere pari a 125 milioni di euro. Dal momento che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario addirittura su proposte emendative che non comportavano nuovi oneri, potete a maggior ragione immaginare come sia contraria all'approvazione delle proposte emendative in esame. Dunque, il principio è corretto ma, purtroppo, l'impegno di spesa non può essere accettato.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pezzella, e prendo atto con piacere che il relatore interviene sulle questioni illustrando le motivazioni, il che non sempre accade in questa Assemblea (Applausi).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Duca 1.6 e Carbonella 1.101, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 432
Maggioranza 217
Hanno votato
210
Hanno votato
no 222).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Caparini 1.60.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Presidente, intervengo su questo emendamento solo per segnalarne la valenza; si tratta, infatti, di una proposta emendativa che introduce un condono per tutte le importanti sanzioni amministrative irrogate in base agli articoli 157 e 158 del codice della strada.
La nostra posizione sui condoni è nota, come pure quella della maggioranza. Richiamo, peraltro, l'attenzione dei colleghi non solo sul condono che - legittimamente o non legittimamente, e in maniera più o meno convinta - il Parlamento può prevedere con riferimento alle entrate dello Stato; a differenza di tale ipotesi, infatti, il provvedimento introduce un condono che incide su risorse proprie dei comuni.
Con questa norma, si sottraggono ai comuni risorse già iscritte nei loro bilanci e, addirittura, gli importi relativi sono contabilizzati al 31 dicembre del 2004. Ritengo, pertanto, che su tale questione si debba avviare una riflessione.
Potrei capire le motivazioni, senza condividerle, se si trattasse di decisioni incidenti solo sul bilancio dello Stato; ma non posso assolutamente approvare un'operazione che sottragga risorse contabilizzate dai comuni, secondo una logica di ristrettezza che l'odierno disegno di legge finanziaria e la precedente legge finanziaria, nonché quelle ancora precedenti, hanno applicato ai bilanci dei comuni.
Quindi, invito i colleghi della Lega a svolgere una riflessione sulle loro intenzioni, chiarendo se intendano limitarsi alle questioni relative al bilancio dello Stato o se vogliano effettuare un'operazione di grave lesione dei bilanci delle amministrazioni comunali. Tali bilanci, a mio avviso, non devono reggersi sulle entrate derivanti da sanzioni e multe, che purtuttavia oggi sono previste dal codice e sulle quali siamo anche intervenuti.
Vorrei peraltro capire quale logica si segua: interveniamo aumentando alcuni tipi di sanzioni sul presupposto che ciò possa costituire un elemento dissuasivo rispetto ad alcune violazioni del codice della strada particolarmente gravi, e poi, invece, proponiamo con un emendamento un'operazione di condono così generalizzata da riguardare addirittura i versamenti per le sanzioni verbalizzate sino al 31 dicembre 2004.
Mi sembra che le due scelte siano assolutamente incompatibili tra loro, innanzitutto per le ripercussioni sui bilanci dei comuni, ed in secondo luogo perché, alla fine, si tratta di una decisione che risulta in contraddizione con quanto abbiamo finora affermato.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, vorrei ricordare che abbiamo tentato di regolamentare l'intero sistema delle contravvenzioni cercando di stare dalla parte dei cittadini. In questo caso, tuttavia, sussiste un problema.
Gli articoli 157 e 158 del decreto legislativo n. 285 del 1992, infatti, si riferiscono a violazioni del divieto di sosta e riguardano problemi esistenti all'interno delle amministrazioni comunali. Vorrei rilevare che incidere in tale ambito, attraverso un emendamento, significa compromettere i bilanci dei comuni soprattutto rispetto ad alcune questioni inerenti a tale argomento.
Al riguardo, vorrei ricordare, a titolo di esempio, che, nella regione Campania, verranno emessi un milione e 200 mila decreti di ingiunzione concernenti mancati pagamenti di tasse di circolazione ed altre


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violazioni. Vengono inviati tali decreti, e non le raccomandate, perché, in tal modo, i comuni possono contabilizzarli nei propri bilanci.
Si tratta di un argomento sul quale non mi trovo d'accordo, ma, purtroppo, occorre ricordare che un'amministrazione comunale vive anche delle sanzioni amministrative che infligge; pertanto, disporre un condono significa dissestare ulteriormente i bilanci comunali. È questo il motivo per cui la Commissione ha espresso parere contrario sull'emendamento in esame.

GUIDO DUSSIN. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUIDO DUSSIN. Signor Presidente, intervengo per ritirare l'emendamento Caparini 1.60, di cui sono cofirmatario.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione gli identici emendamenti Nicotra 1-bis.5, Guido Dussin 1-bis.8 e Tidei 1-bis.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, chiedo all'Assemblea di prestare un momento di attenzione agli identici emendamenti in esame. Infatti, non solo non si comprende francamente la ratio dell'articolo 1-bis del decreto-legge in esame, cui si riferiscono dette proposte emendative, ma si apprezza il fatto che esso è considerato negativo sotto qualsiasi punto di vista lo si affronti.
Vorrei ricordare che l'articolo in oggetto introduce il vincolo dei 50 chilometri per i trasporti speciali. A cosa obbedisce tale nuova restrizione? Essa non obbedisce all'esigenza di avere una minore occupazione delle strade, perché, superati i 50 chilometri, si è costretti a suddividere il carico su più veicoli; non obbedisce all'esigenza di conseguire un minore inquinamento, poiché, evidentemente, vi sono più mezzi in circolazione, e dunque si inquina maggiormente; essa non obbedisce, altresì, alla soluzione del problema dei tempi di consegna, poiché i mezzi di trasporto normali, essendo di più ed essendo più lenti, impiegano un tempo maggiore per giungere a destinazione.
Essa, inoltre, non obbedisce ad un criterio di riduzione dei costi, perché, dovendo ripartire il carico, si registrerà un aumento dei costi stessi; e non obbedisce neanche all'esigenza di una maggiore competitività del sistema, poiché, in tal modo, viene punita una serie di produttori. Vorrei far presente all'onorevole relatore, che forse non lo sa, che il 90 per cento della produzione nazionale siderurgica viene trasportato su gomma, e che tale quota di produzione è dislocata in luoghi molto lontani dalle sedi di lavorazione secondaria, come sanno molto bene tutti coloro che hanno in mente la geografia economica e produttiva del paese.
Vorrei rilevare che è stato introdotto un articolo che prevede tale restrizione poiché esso obbedisce alla richiesta avanzata da una lobby di trasportatori. Tale lobby ha fatto pressioni in tal senso perché, in questo modo, può incrementare il proprio business a scapito della competitività del sistema produttivo italiano. In tal modo, infatti, viene inflitto un colpo ferale all'industria metallurgica nazionale, che sappiamo benissimo vivere una notevole crisi di competitività, soprattutto nei confronti di alcuni produttori europei (e, ovviamente, non menziono neanche quelli extraeuropei).
Quando il relatore afferma di aver risolto il problema portando il limite di 50 chilometri a 75, dice qualcosa che non sta né in cielo né in terra. Non si tratta di stabilire se vanno bene 50, 70, 90 o 120 chilometri; il problema è che questa restrizione è priva di senso. Non si capisce perché si vuole punire una categoria produttiva. Poi, parliamo di declino italiano, di crisi di valore aggiunto del paese, del costo dell'energia, del costo dei trasporti e della carenza logistica! E noi legislatori introduciamo una serie di vincoli tesi a peggiorare la situazione! Qual è la ratio di questo tipo di provvedimento? Perché si


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interviene punendo una categoria produttiva e facilitando una categoria di trasportatori che non esiste sotto questo profilo?
Pensiamo ai problemi della sicurezza. È evidente che un trasporto speciale è enormemente più sicuro di un trasporto normale; ma, soprattutto, un trasporto speciale è molto più sicuro rispetto a tre trasporti normali, quando si è costretti a dividere il carico in questo modo.
Allora, mi rivolgo a questo relatore bello e bravo, che naturalmente stimo: qualcuno ci può spiegare perché diavolo è stato espresso un parere contrario su un emendamento di questa natura? Qual è la motivazione profonda per la quale si introduce un vincolo che, francamente, è contrario a tutti i criteri di misura della produttività e della competitività del paese?
Francamente, non capisco questo atteggiamento ed invito l'Assemblea a reagire nei confronti di iniziative che sono giuste, ma che non si capisce perché diavolo (sotto la pressione di chissà chi!) non si riescono ad introdurre! Mi sembrerebbe un atto di riparazione quanto mai doveroso. In tal senso, quantomeno si salverebbe (anche se non del tutto, ma almeno in ordine a questo specifico argomento) un minimo di dignità, predisponendo norme che non puniscono un pezzo di paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, il collega Panattoni ha rappresentato bene la problematica di un settore particolarmente sensibile della nostra economia; un settore, peraltro, con un basso valore aggiunto. Credo che, quando si approvano delle norme, occorre sempre prevedere i loro effetti.
In particolare, per quanto riguarda la norma in esame, bisogna pensare che comunque è necessaria la movimentazione di queste merci, in particolare dei coils. Pertanto, occorre trovare modalità diverse, se si vuole restringere la possibilità di movimentazione o renderla più onerosa, come avviene.
Il collega Raffaldini in un suo intervento (invito gli interessati ed il Governo a rileggere gli atti, anche se quest'ultimo conosce bene la materia) ha documentato come, soprattutto con la prossima legge finanziaria (ma anche con quelle precedenti) il Governo abbia previsto un taglio di 8 miliardi e 600 milioni di euro per le Ferrovie.
Allora, signor viceministro, ci troviamo in una situazione in cui la movimentazione di queste merci indispensabili per la nostra economia (non sto a spiegare cose banali) viene resa più onerosa e complessa, qualora effettuata su strada. Dall'altra parte, non vi è alcuna alternativa alla normale strategia di movimentazione di queste merci (si tratta comunque di trasporti complicati ed eccezionali, che rallentano la viabilità e che invadono le infrastrutture), perché non vi è alcuna possibilità di potenziamento del nostro sistema ferroviario.
Cito un altro collega di maggioranza, per portare dati che siano più convincenti. L'onorevole De Laurentiis ha recentemente presentato un'interrogazione in cui chiede conto al Governo dei circa 500 milioni di euro di passivo accumulato oggi dalla divisione cargo delle Ferrovie. Rispetto a ciò, quali sono gli strumenti che il Governo mette in campo per offrire alternative al trasporto su strada?
Quali sono gli strumenti che il Governo mette in moto e i meccanismi che vuole proporci? Noi andiamo a penalizzare un settore strategico per l'economia italiana senza fornire un'alternativa ragionevole.
Colleghi, riprendo semplicemente i contenuti dell'intervento del collega Panattoni e mi rimetto al relatore esprimendo una valutazione: stralciamo questo articolo! Stralciamo questo articolo e lasciamo tale questione ad un'analisi più approfondita, compiuta anche dal Ministero, su questa materia. Cerchiamo di capire quali sono gli strumenti che possiamo adottare per


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riuscire a normare con attenzione un settore così delicato: è un appello alla ragionevolezza!
Il relatore prima ha invitato a lasciare fuori dal dibattito alcune valutazioni politiche e a cercare di ragionare sugli aspetti tecnici. Io richiamo il relatore e il Governo a compiere una valutazione sotto questo profilo e a stralciare questo articolo dal testo in esame.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, questo articolo sta facendo emergere una complessità estrema della questione e sta toccando un po' tutti gli aspetti dell'autotrasporto italiano. C'è una larga parte di autotrasportatori che su questo argomento è d'accordo, tant'è che noi, perché c'è stata una serie di lamentele...

GIORGIO PANATTONI. È evidente! Non fanno trasporto speciale! È ovvio!

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Tutto ciò di cui oggi parliamo è previsto dal codice della strada. Ci dobbiamo intendere: se dobbiamo fare concorrenza corretta o concorrenza sleale. Non voglio entrare in questo argomento.
Pertanto, chiedo alla Presidenza l'accantonamento delle proposte emendative riferite all'articolo 1-bis del decreto-legge, in modo da poterle discutere nell'ambito del Comitato dei nove a fine serata e svolgere un ragionamento più approfondito, ma sereno.

PRESIDENTE. Avverto che, non essendovi obiezioni, l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 1-bis del decreto-legge deve intendersi accantonato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Meroi 1-ter.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 421
Votanti 419
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
17
Hanno votato
no 402).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carbonella 1-quater.63, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 431
Maggioranza 216
Hanno votato
208
Hanno votato
no 223).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Meroi 1-quater.50.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Meroi. Ne ha facoltà.

MARCELLO MEROI. Signor Presidente, vorrei illustrare lo scopo di questo emendamento. L'articolo 12 del codice della strada in materia di espletamento dei servizi di polizia stradale elenca le categorie che possono esercitare il controllo sulle nostre strade. Esse sono, in via principale, la Polizia stradale, la Polizia di Stato, l'Arma dei carabinieri, il Corpo della guardia di finanza, i funzionari del Ministero dell'interno addetti al servizio di polizia stradale, il Corpo di polizia penitenziaria, il Corpo forestale dello Stato e, come ipotesi residuale e nell'ambito del territorio di competenza, le polizie che oggi si definiscono locali, ossia la Polizia municipale e la Polizia provinciale.


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Il Senato, introducendo una modifica all'attuale codice della strada, in sede di prima lettura del disegno di legge di conversione di questo decreto-legge, all'articolo 1-ter ha previsto altresì che il prefetto competente per territorio coordini lo svolgimento del servizio di accertamento delle violazioni ai limiti massimi di velocità, svolto dai corpi e dai servizi di polizia provinciale e municipale, anche con riguardo all'utilizzo di sistemi automatici di rilevamento. Perché svolgo questa premessa? Perché l'emendamento da me presentato tende a limitare, anzi, ad evitare che i corpi di polizia locale, in particolar modo di polizia municipale, possano esercitare i controlli con il rilevatore automatico di velocità, meglio conosciuto come autovelox, sulle strade extraurbane. Di fatto, ciò non comporta alcuna politica di prevenzione, di controllo e di educazione del cittadino ma, obiettivamente, per le amministrazioni questo è un modo per fare cassa. Ci sono moltissimi piccoli comuni, con poche centinaia di abitanti, che hanno bilanci «gonfiatissimi» a fronte di emolumenti derivanti da sanzioni amministrative elevate su strade e superstrade a quattro corsie, con corsia di emergenza e spartitraffico centrale - praticamente, strade extraurbane di carattere principale, secondo la definizione del codice della strada - che sono controllate dalla polizia municipale. Addirittura, talvolta sono controllate con auto civetta che portano, al loro interno, il rilevatore elettronico di velocità appaltato a imprese private, quando sappiamo che il codice della strada, all'articolo 12, prevede chiaramente che la sanzione sia comunque controllata e irrogata dai corpi di polizia autorizzati.
Tutto questo non è assolutamente possibile perché alla polizia municipale compete la valutazione e la gestione del traffico all'interno del territorio comunale; credo che essa sia necessariamente destinata a compiti di prevenzione in materia di viabilità e, come giustamente rilevato da altri colleghi dell'opposizione, non possa essere utilizzata semplicemente per fare cassa.
In conclusione, sottolineo che l'approvazione di questo emendamento certamente non limita le possibilità di controllo che, ovviamente, rimangono attribuite comunque ai corpi di polizia stradale e agli altri corpi di polizia cui facevo riferimento in precedenza, ma possono esser demandate, eventualmente, alla polizia locale solo previa autorizzazione del prefetto, in coordinamento con gli altri corpi di polizia. Inoltre, è necessario fare in modo che la sanzione sia destinata non integralmente alle casse delle singole amministrazioni ma, per una quota percentuale molto elevata, ad un fondo gestito direttamente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la realizzazione di infrastrutture.
La gente si attende prevenzione, educazione e controlli e non certo un prelievo forzoso. I comuni, al di là della TOSAP, dell'IRAP e dell'ICI, non credo abbiano necessità di istituire una nuova tassa sull'autovelox (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Albonetti. Ne ha facoltà.

GABRIELE ALBONETTI. Intervengo soltanto per interloquire in modo costruttivo con il collega Meroi che ha opportunamente illustrato le ragioni per le quali ha presentato un emendamento che, peraltro, riconosco essere molto popolare, per le stesse ragioni da lui illustrate. Infatti, c'è una opinione pubblica molto sensibile a queste argomentazioni. Mi chiedo, però, se, oltre ad essere un argomento popolare, alla fine, sia anche una soluzione davvero utile ed efficace. Noi siamo qui non solo e non tanto per corrispondere ad un largo sentimento popolare in questa materia, altrimenti, torneremmo all'argomentazione che abbiamo usato anche nel dibattito iniziale: rifare il codice della strada e legiferare in questo campo comporta, a volte, anche la necessità di starsene distanti e lontani dal luogo comune della discussione. È davvero utile ed efficace questo tipo di soluzione per far


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fronte a ciò che, in alcuni casi, io riconosco come una specie di federalismo fiscale corsaro di alcuni comuni? Certamente, ci sono alcune esagerazioni. Credo, però, che ci siano anche situazioni diverse.
Provengo da un'esperienza di amministratore provinciale: spesso, con il prefetto, si è dovuto fare fronte a esigenze di coordinamento.
Vi sono situazioni nelle quali, talvolta, la polizia municipale supplisce alla carenza e all'impossibilità dei controlli sulle strade extraurbane da parte delle altre polizie a ciò deputate. Vi sono molti casi di questo tipo. Quindi, forse sarebbe opportuno rinviare ad una responsabilità di reale coordinamento da parte del prefetto, rispetto alla collocazione di punti di controllo con sistemi elettronici, perché prevedere un divieto valido su tutto il territorio rende probabilmente difficile garantire la sicurezza su queste strade in tutto il paese.
Vorrei altresì sottolineare che si crea una disparità di trattamento tra le polizie locali, perché si impedisce alla polizia municipale di svolgere attività di controllo sulle strade extraurbane, mentre altre polizie locali, per esempio quelle provinciali, effettuano liberamente le attività di controllo sulle strade extraurbane e non solo su quelle di cui è titolare la provincia. Non vorrei che vi fosse un approccio diverso, che potrebbe rendere questa norma non equilibrata.
Pertanto, se il proponente mantiene l'attuale formulazione dell'emendamento in esame, noi non possiamo che votare sommessamente contro. Se invece vi fosse una disponibilità a rivedere la forma, per andare allo stesso tempo incontro alla sostanza, allora possiamo discuterne (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, questo è un tema che esiste (il collega Meroi lo ha sottolineato); non stiamo quindi parlando di problematiche inesistenti. Alcune amministrazioni comunali utilizzano gli strumenti a loro disposizione non solo con l'obiettivo della sicurezza, ma anche per rimpinguare le proprie casse (si potrebbero fare alcuni esempi al riguardo). Questi sono però dati marginali rispetto al problema che stiamo affrontando.
Qui si pone un problema di esclusione su una materia delicatissima, quella della sicurezza e, in particolare, quella dell'eccesso di velocità, che sappiamo essere una delle cause maggiori di mortalità sulle nostre strade. Stiamo ponendo questo tema, e lo stiamo semplificando rispetto ad una questione che riguarda alcune amministrazioni comunali.
Mi ricollego quindi al saggio intervento del collega Albonetti, il quale propone di utilizzare dei meccanismi che realizzino un coordinamento su queste materie: occorre un coordinamento perché, quando si parla della circonvallazione delle grandi città - pensate a Roma, ma anche a tante altre -, come possiamo pensare che i sindaci non possano intervenire per regolamentare l'eccesso di velocità su queste strade, che sono parte integrante del sistema di viabilità e di accesso alle città? Come pensiamo di poterli escludere dal governo di questi fenomeni?
Credo che, se le esigenze del collega Meroi sono quelle di evitare...

MARCELLO MEROI. Non è una mia esigenza!

ETTORE ROSATO. Parlavo di esigenze del collega Meroi, in quanto segnalate - appunto - dal collega Meroi.
Se, dunque, tali esigenze sono quelle di regolamentare alcuni aspetti - e non di regolamentare la sua strada, perché penso che di strade non ne abbia! -, allora cerchiamo di trovare una modalità che tenga conto delle due esigenze, altrimenti questo si traduce in un attacco alla possibilità dei comuni di esercitare una funzione a loro attribuita. Visto che nell'ambito comunale esiste una responsabilità del sindaco in tema di viabilità, circolazione e


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pianificazione, non gli si può togliere uno strumento come quello del controllo sulla sicurezza!
In quest'aula, ogni tanto ci riempiamo la bocca di parole che riguardano la sicurezza. Ne abbiamo sentite tante, oggi, in relazione al provvedimento in esame, e non possiamo dimenticare la sicurezza solo con riferimento al codice della strada. Ci troveremmo di fronte alla situazione per cui una pattuglia dei vigili urbani, della polizia municipale, non può utilizzare uno strumento in sua dotazione, l'autovelox, per il controllo di una strada extraurbana. Non credo che ciò sia utile alla salvaguardia della sicurezza. È, pertanto, utile attribuire al prefetto la possibilità di regolamentare gli eventuali interventi in merito, senza prevedere degli impedimenti per legge.
Bisognerebbe soffermarsi sulle considerazioni svolte dai sindacati della polizia rispetto al disegno di legge finanziaria. I sindacati della polizia ci dicono con chiarezza che non dispongono di risorse (vi sono, ad esempio, macchine ferme perché non possono essere riparate). Noi, quindi, da una parte, togliamo le risorse anche alla polizia stradale e, dall'altra, impediamo alla polizia municipale di svolgere il compito sostitutivo (a volte) rispetto a ciò che la polizia stradale non riesce a fare.
Il territorio italiano è molto complesso, e questo non lo devo insegnare a nessuno. Non cerchiamo di risolvere un problema specifico di un'area del paese, impedendo l'esercizio normale delle funzioni della polizia municipale su tutto il territorio nazionale (Commenti)...! Sento che il mio intervento suscita delle acclamazioni nei banchi dietro di me e, pertanto, ne proporrò i contenuti anche successivamente.

PRESIDENTE. Sì, però, non si esalti!

ETTORE ROSATO. Non mi esalto!

PRESIDENTE. La Camera è molto strana su queste cose...!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Arrighi. Ne ha facoltà.

ALBERTO ARRIGHI. Signor Presidente, ho ascoltato con molto interesse l'intervento dell'onorevole Rosato, ma credo che della capacità di supplenza delle polizie locali in ordine alle carenze della polizia stradale se ne sia accorto solo l'onorevole Rosato.
In realtà, in Italia, milioni di automobilisti vengono taglieggiati tutti i santi giorni da corpi di polizia locale che espletano compiti fuoriuscendo dalla competenza loro riservata dall'articolo 12 del codice della strada. Tanto i corpi di polizia locale quanto i corpi di polizia provinciale, oltreché municipale, devono agire nel loro ambito di competenza, e le strade extraurbane non vi rientrano. Quegli interventi servono esclusivamente a fare cassa.
Mi stupisce che il centrosinistra oggi lanci l'idea di una repressione ai danni delle tasche dei cittadini per far fare cassa ai comuni. Mi stupisce sinceramente, dopo una serie di interventi che avrebbero dovuto porsi contro l'idea di fare cassa sotto il profilo dell'aumento di alcune sanzioni e contro la politica repressiva del centrodestra! Mi stupisce che, quando vengono toccati interessi molto particolari, il centrosinistra sia pronto ad alzare la bandiera della repressione (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, vorrei rivolgermi all'onorevole Vascon, della Lega, visto che mi sta disturbando...
Con un emendamento del genere - mi riferisco a chi ha sostenuto e sostiene la devolution - la polizia locale (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)...

ALBERTO ARRIGHI. Voi!

FRANCO RAFFALDINI. Mi riferisco a chi ha sostenuto l'importanza e la centralità di un ruolo essenziale del proprio


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territorio, per rilevare come i sindaci vengano espropriati di una funzione. Questa è la prima questione che sollevo!
La seconda questione è la seguente: in quest'aula, a partire da giovedì pomeriggio, ma da sempre, il viceministro Tassone ha usato, quasi con ossessione, la parola «sicurezza». Noi siamo per la sicurezza! Se, ad esempio, si verifica un incidente nell'area del grande raccordo anulare di Roma, il raccordo in questione si blocca e, con esso, l'accesso ad una grande area metropolitana. Quindi, noi siamo per la sicurezza, per un coordinamento delle forze di sicurezza (polizia, carabinieri e vigili urbani). Tuttavia, nel caso specifico, i vigili urbani devono avere una propria competenza; altrimenti, si fanno chiacchiere e si sventolano le bandiere, mentre si esautorano le polizie locali di certi compiti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, sono dell'opinione che, quando si realizzano interventi estemporanei di questo tipo, si combinano dei guai; provo ad elencarne qualcuno.
Vorrei svolgere alcune considerazioni relativamente alla definizione di strada extraurbana.
Quando una strada extraurbana attraversa un paese, come viene classificata? Il tratto che è compreso tra la fine dell'abitato e il cartello del comune come viene considerato? È extraurbano oppure è una strada urbana perché all'interno dei limiti dei comuni? Quante volte sulle nostre strade abbiamo visto una serie di cartelli uno dopo l'altro senza case che accompagnano una strada extraurbana e la fanno diventare urbana perché all'interno del perimetro del territorio comunale?
In altre parole, c'è un problema per cui, quando si fanno norme di questa natura, bisogna farle complete. Sono abbastanza d'accordo sullo spirito della disposizione, ma la trovo inapplicabile sotto questo profilo e quindi suggerisco al relatore di chiedere l'accantonamento di questo emendamento per cercare di dare una definizione, se si vuole perseguire questo scopo, che sia almeno chiara e interpretabile dal punto di vista di chi poi deve applicare la legge, perché in caso contrario si fa una gran confusione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Garagnani. Ne ha facoltà.

FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, intervengo perché non posso sottrarmi anch'io ad una valutazione critica delle proposte presentate dalla sinistra in questa sede a proposito del compito sostitutivo della polizia municipale. Credo che molti di noi siano stati consiglieri comunali o perlomeno abbiano conosciuto le problematiche degli enti locali. Ora il vero scandalo, la vera norma immorale è che molti, troppi comuni - non faccio distinzione tra centrodestra e centrosinistra -, in realtà, vincolano determinate scelte del bilancio alle sanzioni amministrative.
Il problema di fondo è che la legge deve definire con equilibrio la funzione di prevenzione e quella di repressione. Noi ci troviamo invece di fronte ad un atteggiamento puramente repressivo che è intollerabile. Molti enti locali, a cominciare dal mio, privilegiano l'aspetto della repressione, delle sanzioni amministrative nei confronti di violazioni dei regolamenti sulla circolazione stradale rispetto ad altri compiti altrettanto rilevanti - lo dico senza polemica ai colleghi del centrosinistra - che sono anche quelli di aiuto alle forze dell'ordine per la tutela dell'ordine pubblico in zone particolarmente degradate.
Allora, non nascondiamoci dietro questo falso problema del coordinamento tra tutte le polizie presenti sul territorio quando sappiamo molto bene che i comuni ormai hanno individuato una fonte di introito particolare nell'adottare determinate sanzioni e nel predisporre una


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politica che, ripeto, non è preventiva (e anche su questo ci sarebbe molto da dire). Per certi aspetti il provvedimento in esame, a mio modo di vedere, privilegia troppo l'aspetto della repressione pura e semplice, ma deve essere anche una funzione di prevenzione e di informazione e non di intolleranza brutale nei confronti anche di ogni minima distrazione di colui che guida la vettura o che in genere si trova a circolare sulla strada.
Questa è la ragione per cui credo che il provvedimento, pur con alcune ambiguità di fondo, mantenga un'armonia che a mio modo di vedere è indispensabile perché cerca di conciliare i due aspetti che ho prima citato e tenta di mantenere anche una distinzione di competenze che oggi è pericolosamente travisata perché, veramente - e qui chiudo, signor Presidente -, i comuni come primo compito oggi individuano quello della tutela del traffico urbano; anche alla luce della devolution e della legge che voi avete approvato alla fine della precedente legislatura. La figura dell'ente locale, del comune, è profondamente diversa da questa: non è solo questa, non è solo controllore del traffico o aiuto a regolamentare il traffico. È qualcosa di profondamente e qualitativamente diverso, migliorativo rispetto alla situazione precedente.
Per cui vi prego, veramente, di riflettere su ciò che state proponendo, perché noi individuiamo un moloch ossessivo il cui futuro è quello di perseguitare i cittadini, vincolandoli in ogni loro libertà. Con questo non invoco la libertà assoluta di circolazione a velocità sfrenata, tuttavia ci vuole un limite, un margine di intervento all'interno del quale ognuno di noi deve poter vivere e convivere e deve concepire determinare priorità (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, se dovessi seguire la tesi sostenuta dal collega Arrighi, secondo il quale la polizia municipale e la polizia provinciale non hanno competenze (Dai banchi del gruppo di Alleanza Nazionale si grida: Tempo!)...

PRESIDENTE. L'onorevole Duca ha ancora tempo a disposizione!

EUGENIO DUCA. ... sulle strade extraurbane, allora questo emendamento è inutile, in quanto con esso si preclude alla polizia municipale di svolgere un solo tipo di accertamento (Commenti dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)...
Signor Presidente, mi appello a lei!

PRESIDENTE. Onorevole Duca, le concedo i «tempi supplementari» per il fastidio che le recano.

EUGENIO DUCA. La ringrazio, Presidente.
Dicevo che questo emendamento si propone di precludere alla polizia municipale un solo tipo di sanzione, vale a dire quello dell'autovelox; poi sulle strade extraurbane la polizia municipale non ha altre limitazioni. Tra l'altro, con la presente proposta emendativa la preclusione vale solo per la polizia municipale e non per quella provinciale (Dai banchi del gruppo di Alleanza Nazionale si grida: Tempo!).
Dico questo anche al rappresentante del Governo e al relatore visto che, essendo stata avanzata una proposta di accantonamento, sarebbe opportuno convocare il Comitato dei nove per cercare di risolvere la questione.
Ciò dimostra che non si può intervenire a colpi di decreto-legge su una materia così delicata. Nell'attuale formulazione l'emendamento in esame non solo non risolve i problemi, ma anzi in qualche caso crea ulteriori contraddizioni, ad esempio limitando il suo disposto alla sola polizia municipale. Stiamo legiferando in modo non serio!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.


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GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, ritengo che quanto affermato poco fa dal collega di Forza Italia non sia del tutto irragionevole. Tuttavia, ritengo che l'emendamento in esame non proceda in quella direzione; infatti, è vero che l'utilizzo delle forze di polizia municipale spesso sconfina e che vi sono molti comuni che fanno cassa con le multe per superamento dei limiti di velocità, ma non mi pare che il testo dell'emendamento risolva tale questione. Occorrerebbe distinguere tra chi è chiamato a controllare e chi è chiamato ad incassare se vogliamo che alla polizia municipale torni ad essere affidato il ruolo della prevenzione.
Inoltre, intendo sottolineare la contraddizione esistente tra l'impianto generale che avete votato attraverso l'approvazione della devolution, che prevede il riconoscimento di un ulteriore ruolo alle forze di polizia locale, e questo testo che invece toglie una competenza alla stessa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mazzarello. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, insisto affinché il relatore accolga la nostra proposta di accantonamento; infatti, occorre verificare i contenuti di questo emendamento al fine di evitare pasticci.
Poiché l'emendamento in esame si presta ad una complessità piuttosto seria, ritengo che la nostra proposta sia accettabile. Altrimenti, visto anche l'atteggiamento arrogante della maggioranza, quel processo di collaborazione positiva e di accelerazione dei tempi potrebbe anche modificarsi. La maggioranza ci dice addirittura che il nostro intento sarebbe quello di aumentare le sanzioni, mentre il nostro fine è stato proprio quello di diminuirle.
Dunque, invito il relatore a riflettere sulla nostra proposta, che potrebbe essere utile per completare l'iter del decreto-legge in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Raisi. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI. Signor Presidente, trovo poco serio accusare la maggioranza di colpi di mano o di voler accelerare alcuni provvedimenti. Debbo rilevare l'inconsistenza delle argomentazioni di coloro che sono contrari all'emendamento in esame. Quanto alla classificazione delle strade, queste sono già classificate e non capisco quale possa essere l'elemento di confusione. È invece gravissimo sostenere che vada lasciata alla discrezionalità della prefettura la competenza ad individuare chi deve intervenire e su che cosa. Si tratta di un male tipico della nostra legislazione, e chi, come me, ha avuto esperienze di amministrazione locale sa che è una delle maggiori fonti di equivoci e di inattività sul territorio. È importante che la legge sia chiara nella definizione dei ruoli, anche perché i componenti della polizia municipale che si spostano su una strada di interesse nazionale a quattro corsie non controllano il proprio territorio. È noto, infatti, che abbiamo scarse risorse sul territorio, e quando ci si allontana dalle proprie aree di competenza il comune non dà un servizio comunale al cittadino, e ciò per fare cassa. Infatti, tutti lo hanno detto e tutti sanno che sta accadendo proprio questo: spesso i comuni usano questo strumento per fare cassa. Occorre essere seri, e fare in modo che la polizia municipale torni a controllare il territorio dei comuni, invece di andare a fare cassa per il comune. L'emendamento in esame chiarisce le competenze, e non vedo dunque alcuna politica arrogante da parte di chi vuole proseguire su questa strada. Auspico pertanto che il relatore non acceda alla proposta di accantonamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Susini. Ne ha facoltà.

MARCO SUSINI. Signor Presidente, credo che di tutto la maggioranza ci possa accusare, fuorché di essere noi a voler spremere le tasche degli italiani, correggendo questo provvedimento. Mi limito a


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sottolineare che abbiamo contribuito in modo costruttivo a modificare il provvedimento stesso e a semplificare il sistema delle sanzioni, che in alcuni casi nel testo originario venivano addirittura decuplicate. Siamo dunque impegnati non in un ostruzionismo senza senso, ma nel tentativo di migliorare un provvedimento che poteva essere semplice, snello e quindi efficace e che voi invece, per una serie di motivi non ancora del tutto comprensibili, avete trasformato in una Babele di norme che certamente aumenterà il contenzioso. Siamo assolutamente contrari a togliere tout court un ruolo alle autonomie locali, che, con l'emendamento che proponete, rappresentate in una veste di gabellieri che è assolutamente ingiusta e incomprensibile, anche da parte di forze politiche che inneggiano ogni giorno all'autonomia e al federalismo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.

PIETRO TIDEI. Signor Presidente, l'emendamento in esame è, a mio avviso, francamente incomprensibile, anche alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale, nella quale si afferma chiaramente che lo Stato centrale non può intervenire sulla qualità della spesa, nel caso specifico, dei comuni. Ad appena un giorno di distanza, intervenite ancora una volta dicendo ai comuni, in riferimento alla polizia municipale, che cosa possono fare e che cosa non debbono fare. Dopo questa sentenza, un minimo atto di resipiscenza questa Assemblea e il Governo avrebbero dovuto compierlo. La contraddizione è rappresentata dal fatto che la polizia provinciale può elevare le multe e installare l'autovelox, mentre l'amministrazione comunale, tramite la polizia municipale, sul proprio territorio non può assolutamente fare ciò che in genere avrebbe dovuto e potuto fare.
Concludo con un'ulteriore breve considerazione relativa alle risorse. Con la legge finanziaria, togliete il 13 per cento ai comuni (sono sindaco di un comune), e i comuni oggi sono veramente in condizioni disperate.
Adesso, ancora una volta, voi fate sì che i comuni subiscano l'ennesima umiliazione, perché nel panorama delle istituzioni vengono compressi e la loro dignità viene negata da uno Stato centralista che si vanta del federalismo, ma tutto è fuorché federalista e regionalista.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Non voglio entrare nel merito di quanto detto dal collega Tidei in riferimento alla sentenza della Corte costituzionale. Lo spirito dell'emendamento riguardava tutte quelle strade che, così come stabiliscono le disposizioni generali del codice della strada all'articolo 1, sono poste al di fuori del centro abitato e collegano il capoluogo con aeroporti, porti o frazioni, dove - purtroppo la casistica è ormai rilevante - i cittadini lamentano continue vessazioni. I vigili urbani sono impegnati esclusivamente con gli autovelox all'esterno dell'abitato e non si curano affatto dell'interno della città.
A prescindere da questi rilievi, poiché la discussione al riguardo si sta animando, ritengo che a questo punto si possa accantonare l'emendamento Meroi 1-quater, al fine di effettuare un sereno ragionamento. La mia volontà di esprimere parere favorevole all'emendamento rimane, fermo restando che, se il Comitato dei nove deciderà in senso contrario, mi uniformerò alla decisione.

PRESIDENTE. Avverto che, non essendovi obiezioni, l'esame dell'emendamento Meroi 1-quater.50 deve intendersi accantonato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Meroi 1-quater. 24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duca. Ne ha facoltà (Commenti dei deputati


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del gruppo di Alleanza Nazionale). Onorevoli colleghi, non dovete fare così! Il collega ha diritto di parlare...

EUGENIO DUCA. Qui può parlare soltanto chi ha un capo di imputazione!

PRESIDENTE. Onorevole Duca, sia signorile come il suo nome le impone...

EUGENIO DUCA. La ringrazio Presidente. Visto che questo provvedimento non è affatto condiviso, voglio ricordare ai colleghi che il decreto-legge prevede l'aumento delle tariffe per lo svolgimento delle pratiche. Si tratta di oltre 20 milioni di pratiche all'anno (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi! Non tollero questo comportamento. Una visione goliardica del proprio ruolo non si addice ad una sede parlamentare.
Continui, onorevole Duca.

EUGENIO DUCA. Solo cinquanta giorni fa abbiamo assistito all'entrata in vigore dell'aumento delle tariffe della Motorizzazione, prevista dalla legge finanziaria per il 2005 approvata da questa maggioranza, per un importo annuo di 24 milioni di euro, che sono stati tolti dalle tasche dei cittadini italiani. Ora, a distanza di cinquanta giorni, si continua a ricorrere all'aumento delle tariffe quale unico strumento per finanziare il CED e si vogliono togliere dalle tasche degli italiani altri milioni di euro. Capisco che non fa piacere che ciò venga conosciuto dai cittadini italiani, ma questo è un Governo che mette le mani nelle tasche dei cittadini in tutti i modi, persino per le pratiche automobilistiche, per oltre 20 milioni all'anno (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale - Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo). Ora, per la Motorizzazione lo Stato percepisce oltre 300 miliardi delle vecchie lire, che vengono incamerate dal tesoro e non si dà una lira per il funzionamento del CED.
Con questo decreto si cerca di fornire delle risorse al CED, ma si ricorre nuovamente ad un prelievo forzoso dalle tasche di milioni di automobilisti, di camionisti, di motociclisti italiani, di tutti coloro che percorrono le nostre strade, siano esse urbane o extraurbane. Il relativo prelievo viene realizzato da voi del centrodestra, per milioni e milioni di euro. Non solo: nel momento in cui si decide di prelevare risorse dalle tasche dei cittadini, si fa anche in modo che tali entrate siano incamerate dal Ministero dell'economia e delle finanze. In pratica, si interviene come si è fatto con la famosa addizionale comunale imposta ai passeggeri negli aeroporti. In sintesi, voi avete inventato un'addizionale che si definisce comunale, ma l'introito - due euro a passeggero - finisce, ancora una volta, nelle casse del Ministero dell'economia e delle finanze. Il cittadino, leggendo il prezzo del biglietto, vede scritto due euro a titolo di addizionale comunale e, conseguentemente, pensa che si tratti di un'addizionale prevista, ad esempio, dal sindaco Albertini. Invece, no, questa addizionale l'ha prevista il ministro Tremonti, il quale ha fatto il «furbetto» perché, pur avendo imposto, lui tale addizionale alla fine, la scarica sul sindaco Albertini, su Cofferati, su Veltroni o su altri sindaci italiani. Questo è il modo in cui si fanno prelievi forzosi dalle tasche dei cittadini!
Tornando al merito della questione, desidero chiedere al relatore se, una volta accantonato l'emendamento Meroi 1-quater.50, si possano accantonare anche altri emendamenti. Questa era la «modesta» domanda che avevo intenzione di rivolgere al relatore prima di passare alla votazione dell'emendamento Meroi 1-quater. 24. Se invece si vuole continuare in questo modo, preannuncio fin d'ora che interverrò per dichiarazione di voto su tutti gli emendamenti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.


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ETTORE ROSATO. Signor Presidente, approfitto di questa occasione per ribadire, con grande rispetto per tutti i colleghi, che noi stiamo cercando di collaborare sul provvedimento al nostro esame. Conseguentemente, se si vuole collaborare, noi siamo disponibili a fornire il nostro contributo nel merito delle questioni. Se, invece, diventa difficile gestire i rapporti e non c'è neanche la volontà da parte della maggioranza di andare avanti nell'esame del provvedimento, faccio presente fin d'ora che di cose da dire in questa materia ne abbiamo ancora tantissime, anche perché in questo provvedimento c'è lo scibile umano in materia di trasporti!

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Ma stiamo già accantonando gli emendamenti!

PRESIDENTE. Onorevole Rosato, il clima in quest'Assemblea, salvo qualche intemperanza giocosa, non ritengo sia cattivo.

ETTORE ROSATO. Interloquisco con il viceministro Tassone...

PRESIDENTE. Non me la prenderei più di tanto...

ETTORE ROSATO. No, Presidente, volevo semplicemente rappresentare la nostra volontà di andare avanti nell'esame del provvedimento. Mi auguro che questa sia anche la volontà del resto dell'Assemblea (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, desidero ricordare ai colleghi che, con spirito bipartisan, è stata approvata, in sede di IX Commissione, una risoluzione, a firma mia e del collega Raffaldini, con la quale si prevede il finanziamento del CED, che versa in condizioni che definirei poco consone ad un organismo che deve gestire, oltre all'attività istituzionale, anche quella relativa alla patente a punti.
In precedenza è stato approvato un emendamento che stabilisce che si debbono restituire d'ufficio i punti della patente. Conseguentemente, dobbiamo porre il Centro elaborazione dati nella condizione di funzionare ed assegnargli le risorse finanziarie necessarie a tale scopo (l'aumento previsto a questo fine è pari soltanto a 0,50 centesimi di euro). Dico ciò perché siamo di fronte ad una situazione in cui un organismo dello Stato non è posto nelle condizioni di poter funzionare e, quindi, di ottemperare al suo compito istituzionale, soprattutto in materia di gestione della patente a punti.
Mi pare, pertanto, pleonastico, da parte dei colleghi, addentrarsi su un argomento che dovrebbe riguardare non soltanto la IX Commissione, ma l'intero Parlamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Meroi 1-quater. 24, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 393
Votanti 392
Astenuti 1
Maggioranza197

Hanno votato 391
Hanno votato
no1).

Prendo atto che i presentatori dell'emendamento Guido Dussin 1-quater.1 lo ritirano.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Albonetti 1-quater.4 e Carbonella 1-quater.60.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.


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FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, gli identici emendamenti in esame intervengono (come altri successivi) sull'articolo 1-quater, ai sensi del quale «Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno».
Negli emendamenti indicati viene specificato il termine - come si fa normalmente, affinché esso non rimanga indefinito - entro il quale il decreto deve essere adottato (entro 30 giorni, entro 60 giorni, entro 90 giorni), proprio perché esso riguarda la sicurezza. Era previsto un termine di 60 giorni, eppure si è andati avanti senza decreto dal 1992 fino ad oggi; figuratevi cosa avverrebbe se, come nel nostro caso, il termine entro il quale il decreto deve essere adottato non fosse nemmeno specificato!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Albonetti 1-quater.4 e Carbonella 1-quater.60, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, ci sono doppi e tripli voti!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 402
Votanti 401
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato
191
Hanno votato
no 210).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzarello 1-quater.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 413
Votanti 411
Astenuti 2
Maggioranza 206
Hanno votato
192
Hanno votato
no 219).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Duca 1-quater.2 e Rosato 1-quater.61.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà (Commenti).
Colleghi, guardate che non è così che si fa! Mi mettete in imbarazzo! Fatelo, se non altro, per il buon andamento dei lavori, che io dovrei, naturalmente, assicurare!
Prego, onorevole Duca.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, vorrei rivolgere un appello al rappresentante del Governo, perché mi sembra che il mio emendamento 1-quater.2 e l'identico emendamento Rosato 1-quater.61 siano ispirati a buonsenso.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Il parere è favorevole!

EUGENIO DUCA. Non ho capito, scusa...

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Il parere è favorevole!

EUGENIO DUCA. Abbiamo chiesto soltanto che entro 60 giorni intervenga il decreto interministeriale. Perché lo chiediamo? Anche sulla base delle esperienze maturate in precedenza - proprio sul piano dell'attuazione del codice della strada -, abbiamo constatato che il Ministero


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delle infrastrutture e dei trasporti incontra numerose difficoltà nell'adozione dei decreti attuativi.
Non c'è alcuna sanzione - è chiaro - se il decreto non viene adottato entro 60 giorni, ma una manifestazione di volontà del Parlamento rafforzerebbe anche la possibilità per i ministeri di ottenere i pareri sui propri decreti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, gli identici emendamenti in esame dimostrano che, su alcune questioni, il Senato ha lavorato molto male. Essi costituiscono, quindi, un rimedio a norme che sono state introdotte senza comprendere, senza esaminare o, forse, senza avere il tempo di lavorare più approfonditamente, come richiedeva la complessità del compito da svolgere.
Colgo l'occasione per dichiarare, a nome del presentatore, che il successivo emendamento Pasetto 1-quater.62 è ritirato.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Duca 1-quater.2 e Rosato 1-quater.61, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 415
Maggioranza 208
Hanno votato
411
Hanno votato
no 4).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Lion 1-quater. 062, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 418
Votanti 241
Astenuti 177
Maggioranza 121
Hanno votato
21
Hanno votato
no 220).

Passiamo all'articolo aggiuntivo Stucchi 1-quater.060. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

GUIDO DUSSIN. Signor Presidente, credo che l'emendamento in oggetto abbia una valenza positiva. Quindi, sarei disponibile a ritirare l'emendamento in esame e a presentare, fin da subito, un ordine del giorno di contenuto analogo.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, poiché il Governo è il destinatario dell'atto di indirizzo parlamentare, sono d'accordo. Dunque, con questa volontà, invito i presentatori a ritirare l'articolo aggiuntivo in oggetto.

PRESIDENTE. I presentatori ritirano, dunque, l'articolo aggiuntivo?

GUIDO DUSSIN. Sì, signor, Presidente, lo ritiriamo e ci riserviamo di presentare un ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Lion 1-quater.061. Prendo atto che i presentatori non accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, la questione riguardante i servizi ed i soggetti ausiliari di polizia stradale, dunque il governo delle città, che faceva parte di una proposta emendativa più ampia, precedentemente respinta dalla maggioranza, è di grande rilievo: è uno strumento essenziale nell'ambito delle forme di controllo e di un adeguato utilizzo del personale.
Del resto, quella degli ausiliari del traffico non è una figura che inventiamo, che va regolamentata o ulteriormente perfezionata. È una figura già introdotta nel codice della strada. Quindi, su questioni di tal genere, che intervengono sulla disciplina della circolazione sulle strade, sul controllo degli accessi, sulla mobilità nelle aree urbane, non possiamo essere così insensibili. Sempre, quando si parla delle città, la maggioranza e il Governo, voltano la faccia da un'altra parte. A mio avviso, ciò è inaccettabile.
Mi avvio alla conclusione, Presidente, ricordando che il precedente articolo aggiuntivo, ritirato dai presentatori e trasformato, legittimamente dal collega della Lega, in un ordine del giorno, era una proposta emendativa ben fatta, perché interveniva a favore degli «utenti deboli» e, in particolare, dei portatori di handicap: si interveniva sui semafori. In moltissime città europee è normale che il semaforo sia dotato di un segnale acustico o tattile. In Italia non è così. Sebbene le persone diversamente abili possano trovarsi in difficoltà e in pericolo, si risponde di «no» ad una proposta emendativa di simile contenuto e al suo posto si presenta un ordine del giorno. Credo sia stata una scelta sbagliata.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Lion 1-quater.061, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 405
Votanti 403
Astenuti 2
Maggioranza 202
Hanno votato
187
Hanno votato
no 216).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carbonella 1-quinquies.60, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 415
Maggioranza 208
Hanno votato
413
Hanno votato
no 2).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Mazzarello 1-sexies.2 e Carbonella 1-sexies.62.
Avverto che, a seguito della eventuale approvazione degli identici emendamenti Mazzarello 1-sexies.2 e Carbonella 1-sexies.62, risulteranno preclusi gli emendamenti dagli identici Albonetti 1-sexies.3 e Carbonella 1-sexies.60 agli identici De Luca 1-sexies.4 e Tuccillo 1-sexies.61.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, esprimo apprezzamento per il parere favorevole espresso sugli emendamenti che verranno posti in votazione, che, lo ricordo al Presidente, sopprimono una figura inesistente in natura. Come sapete, era stato introdotto un meccanismo da agganciare ai camion o ai semirimorchi, il carrello dolly, che non esiste in Italia,


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neppure concettualmente, né negli altri Stati europei. È stata fatta una veloce ricerca in tutto il mondo: non esiste! Qualcuno ha detto che potrebbe essere una cosa clonata...! Il carrello dolly comunque non esiste!
Dico questo per dare l'idea di come, molte volte, nel mettere mano o «manomettere» argomenti delicati, come quello del codice della strada, occorra usare grande prudenza.
Vorrei anche ricordare un emendamento, per fortuna ritirato, nel quale si sosteneva la possibilità, per recuperare i punti sottratti a seguito di gravi infrazioni, di partecipare a corsi di guida pericolosa condotta in condizioni estreme (cioè a dire: «se fai quelle cose, recuperi i punti»; io immagino andare su per le montagne, giù per le carreggiate...): eppure tutto questo era stato non solo pensato ma anche configurato in un emendamento inserito nel fascicolo!

PRESIDENTE. La libertà ha i suoi costi..!

FRANCO RAFFALDINI. In conclusione, ritengo che si debba essere particolarmente attenti quando si promuovono iniziative che non stanno né in cielo né in terra e neppure in mare!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Mazzarello 1-sexies.2 e Carbonella 1-sexies.62, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 410
Votanti 408
Astenuti 2
Maggioranza 205
Hanno votato
405
Hanno votato
no 3).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Dell'Anna 1-sexies.060, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 405
Votanti 404
Astenuti 1
Maggioranza 203
Hanno votato
184
Hanno votato
no 220).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1-octies.500 della Commissione, nel testo riformulato.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, vorrei precisare che l'emendamento 1-octies.500 della Commissione deve intendersi riformulato nel senso di sostituire, alla lettera a), le parole: «31 dicembre 2006» con le seguenti: «30 giugno 2006».

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Pezzella.
Prendo atto che il rappresentante del Governo concorda.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1-octies.500 della Commissione, nel testo riformulato...
Scusate, colleghi, revoco l'indizione della votazione, giacchè l'onorevole Duca aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Una voce: Tempo!


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PRESIDENTE. Vi prego di rispettare il diritto del collega, come il diritto di tutti. Prego, onorevole Duca.

EUGENIO DUCA. Vi sono molti che la vorrebbero sostituire, signor Presidente; vorrebbero regolare loro i tempi!

PRESIDENTE. Direi che è un'espressione di simpatia; solo con gli amici ci si prende qualche libertà. Parli pure, onorevole Duca.

EUGENIO DUCA. Noi, Presidente, esprimeremo un voto contrario su questa proposta emendativa, pur apprezzando il tentativo fatto dal collega relatore; ci troviamo dinanzi, ancora una volta, all'ennesimo rinvio disposto rispetto a misure riguardanti la sicurezza, almeno nella parte relativa ai mezzi di circolazione (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)...

PRESIDENTE. Colleghi! Prego, onorevole Duca, prosegua.

EUGENIO DUCA. È proprio vero che le mamme dei deficienti sono sempre incinte...

PRESIDENTE. No, questo non è vero...

EUGENIO DUCA. È proprio vero, eh!

PRESIDENTE. Lei non deve offendere le mamme!

EUGENIO DUCA. No, no, le nonne, mai... Figuriamoci!
Alla lettera a), ora, con la mediazione del relatore, si è giunti a prevedere un rinvio di sei mesi di una misura che riguarda gli impianti rifrangenti di segnalazione dei mezzi pesanti; stando almeno al parere dei tecnici, costituisce uno dei dispositivi che consentono un elevato livello di visibilità degli automezzi pesanti sulle strade, soprattutto sulle nostre, dove la nebbia è un fenomeno abbastanza frequente.
Tale misura sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2004; con successivo decreto, è stata prorogata a tutto il 2005. Ora, con tale proposta emendativa, verrebbe prorogata a tutto il 2006.
La lettera b), invece, stabilisce che «Gli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, adibiti al trasporto di cose, di massa complessiva a pieno carico superiore a 7, 5 t, devono essere equipaggiati con dispositivi, di tipo omologato, atti a ridurre la nebulizzazione dell'acqua in caso di precipitazioni». Anche in tal caso, si tratta di una misura di sicurezza del mezzo volta ad evitare che in caso di pioggia gli autoveicoli che seguono il mezzo vengano coperti da forti schizzi d'acqua; però, ci si riferisce ai veicoli nuovi, immatricolati a decorrere dal 1o gennaio 2007.
Si procede dunque sempre a proroghe e rinvii di tutte le norme riguardanti la sicurezza. Noi pensiamo che ciò sia sbagliato; ribadisco che il tentativo del relatore di dimezzare da un anno a sei mesi l'ennesima proroga a colto. Tuttavia riteniamo che bisognerebbe smetterla con i rinvii che riguardano le misure di sicurezza; nelle nostre strade, come dimostra purtroppo l'alto numero di morti e di feriti, tale numero è ancora troppo elevato, il che dovrebbe imporre da parte nostra, di tutti noi, un atteggiamento coerente, anziché quello di rinviare di anno in anno l'attuazione delle norme che insieme abbiamo ritenuto condivise.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, comprendo la logica di questi rinvii; si vuole tener conto delle aspettative di una parte del mondo dell'autotrasporto che non si è ancora adeguato. Ma non si è adeguato soprattutto perché ritiene che i costi non siano compatibili con le situazioni del mercato - con una difficoltà complessiva del settore dell'autotrasporto rispetto a tutta una serie di questioni che sono almeno all'attenzione (nel senso che sono inserite nell'elenco delle richieste


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fatte al Governo) - e perché vi è una concorrenza dettata dall'apertura dei confini, e quindi dal cabotaggio consentito anche ai vettori di altri paesi.
Ho sempre ricordato, in particolare, il problema del cabotaggio proveniente dalla Slovenia, paese nel quale la liberalizzazione del settore è entrata in vigore qualche mese fa; pertanto, reputo necessario effettuare un maggior controllo dei mezzi su strada.
Vorrei rilevare che tali proroghe riducono i livelli di sicurezza che, come ha precedentemente ricordato l'onorevole Duca, si sono voluti introdurre attraverso una norma concertata, la cui entrata in vigore era stata calibrata valutando anche gli effetti economici che essa avrebbe comportato.
Riteniamo, pertanto, che dette proroghe non siano né giustificabili, né giustificate e che, per essere vicini al mondo dell'autotrasporto, sia necessario adottare altre misure. Tali interventi dovrebbero venire incontro alle richieste presentate dagli operatori, in maniera forte, al Governo: mi riferisco alla questione del gasolio, alle diverse aspettative sulle circolazione, e via dicendo.
Ribadisco che riteniamo necessario effettuare un controllo più forte e pregnante rispetto al cabotaggio esercitato oggi da vettori stranieri. Infatti, essi spesso non rispettano tutti gli standard di sicurezza, di tonnellaggio consentito e di dotazioni a bordo, e ciò consente di praticare una concorrenza sleale!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, vorrei chiedere al Governo cosa pensi rispetto a questo rinvio di norme fondamentali per la sicurezza sulle strade; in altri termini, vorrei sapere quale sia la sua opinione in ordine al fatto che questa maggioranza continua a cedere alle pressioni esercitate dalle categorie economiche, sacrificando la sicurezza dei cittadini.
Questo esecutivo ritiene davvero che si tratti di un modo corretto di gestire il codice della strada ed il valore della sicurezza dei cittadini? Non sarebbe forse il caso di rispondere che, rispetto ad interventi che costano poco, come questi, che risultano assolutamente fondamentali e che toccano la sicurezza di tutti gli utenti della strada rispetto al traffico pesante, l'ennesimo rinvio rappresenta un sacrificio inaccettabile per i cittadini italiani? È possibile che qualcuno, in quest'Assemblea, batta un colpo per dire che forse, dopo aver tanto sbandierato il concetto di sicurezza, qualche volta bisognerebbe anche tentare di applicarlo?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mazzarello. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, mi permetto di intervenire poiché spero che i colleghi della maggioranza, che hanno compreso come alcune delle nostre proposte emendative, sulla cui approvazione abbiamo tanto insistito (dalla riduzione delle ammende così alte alla semplificazione di diversi passaggi burocratici), fossero veramente utili e positive, svolgano almeno una riflessione sulle questioni che ora solleviamo.
Nel caso di specie, infatti, emerge la grave crisi del settore dell'autotrasporto italiano, che dobbiamo ben tenere presente, poiché forse in queste aule ne parliamo poco. Vorrei evidenziare che tale crisi deriva, in modo particolare, dall'aumento del costo del petrolio, nonché da un regime di concorrenza non troppo controllato. Sono questi gli ambiti sui quali, a mio avviso, occorrerebbe intervenire per affrontare seriamente la crisi del comparto, anche se ciò non avviene, poiché si tratta di una questione seria e rilevante.
Non si dovrebbero concedere «scorciatoie», invece, per quanto riguarda gli interventi sulla sicurezza...

PRESIDENTE. Onorevole Mazzarello...

GRAZIANO MAZZARELLO. ... che mettono in discussione la vita dei cittadini sulle nostre strade e consentono a camion non adeguati di circolare su di esse.


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È questo il punto sul quale insistiamo, onorevoli colleghi. Dobbiamo mantenere un atteggiamento fermo...

PRESIDENTE. Onorevole Mazzarello, si avvii a concludere!

GRAZIANO MAZZARELLO. ... sulle questioni della sicurezza stradale. Dobbiamo stare vicini ai cittadini e risolvere le questioni di fondo che caratterizzano il settore dell'autotrasporto italiano, a partire dalla grave crisi derivante dall'aumento del costo del carburante...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Mazzarello: è stato molto chiaro!

GRAZIANO MAZZARELLO. ... sulla quale il Governo non interviene!

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente (Commenti)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il relatore ha diritto di intervenire per fornire chiarimenti!

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, c'è una parola magica: Europa. Questa parola non deve riguardare soltanto i doveri, ma anche i diritti. In questo caso, con la legislazione italiana sull'autotrasporto, siamo più avanti dell'Europa.
Il problema è questo: allo stato, si sta portando avanti un ragionamento con il Governo da parte di tutte le organizzazioni di categoria dell'autotrasporto, che chiedono di spostare i termini al 31 dicembre.
Questa mattina, nel Comitato dei nove, abbiamo svolto la seguente considerazione: siamo il Parlamento, ci riappropriamo di un nostro diritto e chiediamo che, finalmente, si arrivi a fissare una data certa. Quindi, abbiamo stabilito che le strisce catarifrangenti di cui sono dotati gli autocarri di nuova immatricolazione vengano applicate ai vecchi autocarri: quelli italiani dovranno dotarsi di tali dispositivi obbligatoriamente entro il 30 giugno, mentre quelli europei potranno circolare in Italia senza le strisce catarifrangenti.
In questo caso, portare il termine al 30 giugno significa fissare una data certa per giungere alla soluzione del problema.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, intervengo poiché sono stato chiamato in causa. Onorevoli colleghi, il problema della sicurezza è un dato che non ci porta ad avere una scienza esatta.
Secondo taluni, l'aumento delle sanzioni pecuniarie è un giusto deterrente, che limita l'incidentistica stradale; invece, in questa sede, al riguardo abbiamo ascoltato pareri discordanti.
Per quanto riguarda la vicenda delle proroghe, personalmente - i colleghi lo sanno - non sono amante delle proroghe. Lo dico anche in questa sede e con riferimento all'emendamento in esame; non lo sono stato nemmeno con riferimento alla data di entrata in vigore della normativa sul patentino per i minorenni alla guida dei motocicli, quando da più settori si chiedeva una proroga.
L'emendamento in esame è frutto di una mediazione cui si è giunti questa mattina nel Comitato dei nove. Potrà essere una giusta o una cattiva mediazione: non si fa riferimento al 31 dicembre 2006, bensì al 30 giugno 2006. Qualcuno pensava di prorogare il termine al 2007; ma credo che questa sia una giusta mediazione.
Non sono entusiasta di questa norma, ma l'accetto come momento di interlocuzione fra i presentatori degli emendamenti e gli altri colleghi parlamentari.

GIORGIO PANATTONI. Chiedo di parlare.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, ho ascoltato due affermazioni curiose. La prima l'ha pronunciata il relatore, quando ha affermato che con la sicurezza siamo troppo avanti. Non si è mai troppo avanti sulla sicurezza!

PRESIDENTE. Rispetto all'Europa...

GIORGIO PANATTONI. Non si è mai troppo avanti nei confronti della vita dell'uomo, mettiamocelo in testa!
Dopodiché, il Governo ha affermato che tale proroga è una giusta mediazione. Ma è il terzo rinvio! È la terza volta che cediamo agli interessi delle categorie. Ma quale mediazione! È il terzo cedimento rispetto ai problemi della sicurezza. Qui non si tratta di trovare una mediazione rispetto ai problemi della sicurezza, ma rispetto agli interessi! E, al riguardo, questo Governo è maestro!

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Posso fare populismo come volete...

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1-octies.500 della Commissione, nel testo riformulato, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 385
Votanti 384
Astenuti 1
Maggioranza 193
Hanno votato
215
Hanno votato
no 169).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cusumano 1-decies.60, nella parte ammissibile non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

RENZO INNOCENTI. Ci sono voti doppi!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 387
Votanti 386
Astenuti 1
Maggioranza 194
Hanno votato
168
Hanno votato
no 218).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Susini 1-duodecies.1 e Carbonella 1-duodecies.60.
Avverto che, a seguito dell'eventuale approvazione degli identici emendamenti Susini 1-duodecies.1 e Carbonella 1-duodecies.60, soppressivi dell'articolo 1-duodecies, risulteranno precluse tutte le restanti proposte emendative riferite a tale articolo e si passerà alla votazione degli identici emendamenti Antonio Pepe 1-quaterdecies.1 e Ricciotti 1 quaterdecies.2.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Susini 1-duodecies.1 e Carbonella 1-duodecies.60, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 388
Maggioranza 195
Hanno votato
386
Hanno votato
no 2).


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Prendo atto che l'onorevole Finocchiaro non è riuscita ad esprimere il proprio voto.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

Ordine del giorno della seduta di domani.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della seduta di domani.

Mercoledì 16 novembre 2005, alle 10:

(ore 10 e ore 16)

1. - Seguito della discussione del disegno di legge:
S. 3596 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2005, n. 184, recante misure urgenti in materia di guida dei veicoli e patente a punti (Approvato dal Senato) (6150).
- Relatore: Pezzella.

2. - Seguito della discussione del disegno di legge:
S. 3616 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1o ottobre 2005, n. 202, recante misure urgenti per la prevenzione dell'influenza aviaria (Approvato dal Senato) (6144).
- Relatore: Castellani.

3. - Seguito della discussione del progetto di legge:
ARMANI ed altri; BENVENUTO ed altri; LETTIERI e BENVENUTO; LA MALFA ed altri; DILIBERTO ed altri; FASSINO ed altri; D'INIZIATIVA DEL GOVERNO; ANTONIO PEPE ed altri; LETTA ed altri; LETTIERI ed altri; COSSA ed altri; D'INIZIATIVA DEL GOVERNO; GRANDI ed altri: Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari (Approvato, in un testo unificato, dalla Camera e modificato dal Senato) (2436-4543-4551-4586-4622-4639-4705-4746-4747-4785-4971-5179-ter-5294-B).

e dell'abbinata proposta di legge: PERROTTA (6103).
- Relatori: Romoli (per la VI Commissione) e Saglia (per la X Commissione).

4. - Seguito della discussione del disegno di legge:
Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni sequestrati o confiscati ad organizzazioni criminali (5362-A).
e delle abbinate proposte di legge: ASCIERTO ed altri; LUMIA ed altri; PISAPIA (3470-3578-5623).
- Relatore: Ghedini.

5. - Seguito della discussione delle mozioni Bielli ed altri n. 1-00464, Violante ed altri n. 1-00481 e Biondi ed Antonio Leone 1-00496 sulle questioni applicative concernenti la normativa in favore delle vittime del terrorismo.

6. - Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge (previ esame e votazione della questione pregiudiziale di merito e della questione sospensiva presentate):
PISAPIA ed altri; MAZZONI; FINOCCHIARO ed altri: Istituzione del garante


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dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale (411-3229-3344-A).
- Relatore: Palma.

7. - Seguito della discussione della mozione Lucidi ed altri n. 1-00486 concernente misure a sostegno del personale addetto agli istituti penitenziari.

8. - Seguito della discussione del disegno di legge:
S. 3008 - Riordino del Consiglio universitario nazionale (Approvato dal Senato) (5835-A).
e dell'abbinata proposta di legge: PERROTTA (5746).
- Relatore: Maggi.

(ore 15)

9. - Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

La seduta termina alle 20,05.