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B)
risultano essersi verificate gravi irregolarità nella presentazione e sottoscrizione di alcune liste di candidati alle elezioni regionali della regione Lombardia;
in particolare, in varie circoscrizioni risultano presentate liste aventi simbolo e nome «Lega Padana Lombardia», del tutto simili a quelli utilizzati dalla formazione politica Lega Nord-Lega Lombarda, accompagnate da firme di dubbia provenienza;
come già in occasione di precedenti consultazioni elettorali, si ripropone ancora una volta da parte di altri gruppi politici la presentazione di un simbolo che utilizza dicitura e segni distintivi tradizionalmente appartenenti alla Lega Nord;
il gruppo Lega Nord alla Camera dei deputati, in considerazione dell'utilizzo indebito e fraudolento del proprio simbolo a danno dell'elettorato, ha presentato una propria proposta di legge, atto Camera n. 5225, diretta ad introdurre una disciplina più rigorosa sui contrassegni elettorali confondibili e sulla sottoscrizione delle liste delle candidature;
sono pervenute molte segnalazioni, tradottesi poi in ricorsi giurisdizionali e atti di denuncia, circa la commissione di gravi irregolarità da parte dei rappresentanti delle suddette liste, menzionate «Lega Padana Lombardia», in ordine alla raccolta delle sottoscrizioni, per apposizione di firme duplici, firme di persone che hanno poi smentito di aver firmato, di persone da anni residenti all'estero e, addirittura, per inserimento del nominativo di alcuni esponenti della Lega Nord a loro insaputa in liste mai sottoscritte: si segnalano casi in provincia di Brescia, Mantova, Pavia, Sondrio e Varese;
per questi motivi, nei giorni 7 e 8 marzo 2005 la Lega Nord, tramite i propri legali, ha provveduto a depositare presso i competenti uffici elettorali vari ricorsi per la verifica della legittimità e regolarità delle suddette liste, con richiesta di controllo del simbolo utilizzato e delle sottoscrizioni raccolte;
nonostante ci si trovi ancora una volta di fronte ad un palese e strumentale utilizzo di un simbolo volto ad ingannare l'elettorato, alcuni tribunali avrebbero manifestato la volontà di procedere comunque ai sorteggi elettorali, ammettendo tali liste ingannevoli e rifiutando l'accesso agli atti al fine di verifica delle sottoscrizioni;
secondo gli interpellanti, dovrebbe essere effettuata una verifica sostanziale in ordine alla veridicità delle sottoscrizioni, oggi, anche alla luce dei citati episodi, limitata al mero controllo numerico -:
se il Ministro interpellato non ritenga di dover impartire direttive idonee ad assicurare un rispetto più rigoroso delle norme sull'ammissione dei contrassegni;
di quali informazioni il Governo disponga in merito alle irregolarità segnalate nella raccolta delle sottoscrizioni.
(2-01497) «Gibelli, Cè».
(8 marzo 2005)