Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 519 dell'1/10/2004
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(Iniziative per garantire ai cittadini italiani residenti in Canada il libero accesso al servizio pubblico radiotelevisivo italiano diffuso da RAI International - n. 2-01309)

PRESIDENTE. L'onorevole Ruta ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01309 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).

ROBERTO RUTA. Signor Presidente, signora sottosegretario, il tema da me trattato nell'interpellanza è assai semplice.
Il Canada è uno dei pochi paesi al mondo in cui non è possibile ricevere il canale di RAI International (servizio pubblico italiano che diffonde il suo segnale per 24 ore al giorno), nonostante la presenza di una rilevante comunità italiana, che vanta ben oltre un milione di persone.
Le norme per l'emissione di segnali radiotelevisivi vigenti in Canada sono particolarmente restrittive in materia di ricezione dei canali esteri e consentono di concedere la licenza di trasmissione solo ai canali che non siano in concorrenza con quelli canadesi. Tale sistema, tuttavia, non ha impedito a 47 canali internazionali, di ben 13 lingue diverse, di ottenere la licenza di trasmissione, consentendo, dunque, alle diverse comunità presenti in Canada di vedere la TV di casa propria.
La RAI, al fine di promuovere una maggiore diffusione della cultura italiana all'estero e al fine di adempiere all'obbligo di informare gli italiani residenti in Canada, anche in seguito all'approvazione della legge per il voto degli italiani all'estero - sottolineata con grande enfasi da tutte le forze politiche - ha richiesto la concessione della licenza per RAI International alla commissione canadese per le telecomunicazioni.
Tuttavia, nonostante gli interventi di cui siamo a conoscenza, effettuati dalla nostra ambasciata in Ottawa presso le autorità canadesi, allo scopo di rappresentare la necessità dell'ottenimento della suddetta licenza, la commissione canadese, in data 15 luglio 2004, ha negato la licenza di accesso al canale RAI International.
Gli italiani residenti in Canada attraverso le loro rappresentanze - consiglio generale degli italiani all'estero e comitati degli italiani all'estero - più volte hanno sottolineato e protestato, anche attraverso documenti ufficiali e anche con una petizione che ha raccolto migliaia di adesioni, contro la discriminazione in atto nei confronti della comunità italiana, alla quale viene negato il diritto al libero accesso nel paese di accoglienza della televisione pubblica italiana. La comunità italiana in Canada ritiene diritto irrinunciabile l'accesso a questo servizio; il suo mancato riconoscimento da parte dell'authority canadese significa impedire la libera circolazione delle idee e dell'informazione.
Del resto, mi si consenta una chiosa: vengono organizzate numerose iniziative, viaggi ed incontri, promossi con notevole sforzo, proprio al fine di rendere più forte il legame con gli italiani all'estero. Si pensi a quanto potrebbe essere utile un canale radiotelevisivo, peraltro pubblico, quale RAI International, per i cittadini italiani o di origine italiana residenti all'estero e per la nostra cultura. Tale importanza e rilevanza


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sono immediatamente comprensibili, e ritengo si tratti di un'opinione condivisa.
Pertanto, chiediamo di sapere in che modo e in quali tempi il Governo italiano intenda attivarsi nei confronti del Governo canadese al fine di garantire alle migliaia di italiani residenti in Canada il diritto al libero accesso al servizio pubblico italiano diffuso 24 ore al giorno da RAI International.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà di rispondere.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, è noto che RAI International costituisce un importante strumento di diffusione della cultura italiana all'estero e un prezioso canale attraverso il quale la comunità italiana nel mondo può mantenere un profondo legame con il proprio paese di origine, ed è conseguenziale che i suggerimenti e le considerazioni del Ministero degli affari esteri in materia - trasmesse al Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio - scaturiscano da un'attenta opera di monitoraggio che la rete diplomatico-consolare è chiamata a svolgere ogni anno in adempimento della convenzione tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la RAI per i programmi radiotelevisivi destinati a stazioni estere.
In particolare, la rete diplomatico-consolare è chiamata ad illustrare le realtà esistenti in merito alla ricezione ed alla diffusione delle emissioni RAI e RAI International nei paesi di accreditamento, al fine di mettere in evidenza le eventuali specifiche situazioni di «criticità», e in tale esercizio valutativo le nostre rappresentanze diplomatiche sono chiamate a coinvolgere, ove possibile, i rappresentanti istituzionali della comunità italiana - il Comitato degli italiani all'estero (Comites) e il Consiglio generale degli italiani all'estero - e, più in generale, l'intero mondo associativo delle collettività italiane presenti nelle rispettive circoscrizioni.
In relazione al «caso Canada», il Ministero degli affari esteri, il Ministero per gli italiani nel mondo e l'intera rete in Canada hanno sempre assicurato la massima attenzione per le prese di posizione della comunità italiana in questo paese in favore della RAI ed hanno sempre sostenuto gli sforzi della RAI per la soluzione delle problematiche esistenti.
In particolare, è stata svolta una forte azione di sensibilizzazione delle autorità canadesi, che hanno tuttavia dichiarato in più occasioni di non poter formalmente esercitare alcuna pressione sulla Canadian Radiotelevision and Telecomunication Commission (CRTC), l'equivalente canadese dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni italiana. Fra i più significativi passi intrapresi possono essere citati: una lettera del 20 febbraio 2004, seguita da un'altra del 9 aprile 2004, del ministro Frattini al suo omologo canadese, nella quale veniva espressa preoccupazione per i crescenti malumori registrati in seno alla collettività italiana in Canada a seguito delle insistenti voci su un possibile diniego opposto alle istanze della RAI; una lettera, datata 13 maggio 2004, del ministro Frattini rivolta al presidente del Comites di Montreal, nella quale si esprimeva il sostegno alla comunità italiana; i ripetuti interventi del ministro per gli italiani nel mondo, onorevole Tremaglia, a forte sostegno della comunità italiana in Canada e delle sue aspettative di diffusione dei programmi RAI nel paese; un incontro, il 26 aprile 2004, fra il segretario generale della Farnesina e l'ambasciatore canadese in Italia Fowler.
Inoltre, rappresentanti della nostra rete diplomatico-consolare in Canada hanno partecipato, il 23 maggio scorso, ad una puntata speciale della popolare trasmissione La domenica italiana, mandata in onda da RAI International e dedicata alla vicenda.
Infine, a seguito della decisione della CRTC di respingere la richiesta di RAI International tesa ad ottenere una licenza per un canale su cui trasmettere la propria programmazione completa, la Farnesina ha emesso un comunicato stampa con


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cui si esprimeva il vivo rammarico per tale sfavorevole esito e il ministro Frattini ha dato indicazioni all'ambasciatore ad Ottawa di manifestare a quelle autorità identico rammarico per una decisione che delude gravemente le aspettative dei connazionali residenti in Canada, auspicando al tempo stesso che le autorità canadesi rivedano le linee politiche fin qui seguite in materia.
Lei sa che il Canada è un paese amico, quindi questo «batti e ribatti» di natura diplomatica può far sorridere, però la diplomazia agisce attraverso questi canali e con questi tempi. Successivamente, da parte canadese si è confermata la volontà di dare concreto seguito all'impegno assunto nel corso della campagna elettorale. In un comunicato del 15 luglio scorso dell'ufficio del Primo ministro ed in una intervista rilasciata dal nuovo ministro della cultura, Liza Frulla (un'italo-canadese), è stata ribadita la volontà di proporre in tempi brevi opzioni che consentano una nuova decisione che venga incontro all'aspirazione della nostra comunità di ricevere i programmi di RAI International.
Tali anticipazioni hanno trovato una prima concreta attuazione proprio su impulso del ministro Frulla, con l'istituzione, il 17 agosto scorso, di un comitato che dovrà formulare raccomandazioni volte a facilitare l'accesso dei canadesi ai servizi pubblici in una terza lingua, procedendo quindi al riesame proprio di quei criteri alla base della sfavorevole decisione adottata della CRTC in relazione all'istanza di RAI International.
Si tratta di un primo traguardo incoraggiante che premia gli sforzi profusi congiuntamente da Farnesina, da RAI International e dalla collettività italo-canadese, anche attraverso le sue istanze rappresentative (dei Comites e dei CGIE).
Il passo successivo alla verifica avviata sarà quello, per il Governo canadese, di far pervenire alla CRTC, entro la data del prossimo 13 ottobre - quindi fra pochi giorni -, le opportune indicazioni basate sul parere fornito dal comitato dei tre esperti. Infine, occorrerà attendere la fine del corrente anno (o, al massimo, i primi mesi del 2005) perché la CRTC recepisca tali indicazioni e proceda nella sua opera di revisione dei criteri di concessione delle licenze alla third language public television services, premessa indispensabile perché la RAI International possa ripresentare una nuova istanza per diffondere integralmente le sue trasmissioni di 24 ore in Canada.
Sebbene il concreto avvio di un processo propedeutico alla revisione della regolamentazione della CRTC abbia alimentato una certa fiducia, rafforzata da recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate anche da altri ministri e parlamentari canadesi di origine italiana, si impone tuttavia una doverosa prudenza per la complessità giuridica e politica della materia. La Farnesina e il Ministero degli italiani nel mondo, riservandosi nel caso di intervenire tempestivamente, vigileranno con la massima attenzione sulla effettiva realizzazione di quanto il Governo canadese si propone di fare.

PRESIDENTE. L'onorevole Ruta ha facoltà di replicare.

ROBERTO RUTA. Signor Presidente, per essere soddisfatto avrei dovuto ascoltare una risposta che non vi è stata, e cioè: il problema è risolto. Quello sarebbe stato il momento della soddisfazione, non soltanto per me, ma anche - ne sono convinto - per il rappresentante del Governo. Credo, infatti, che il sottosegretario Ventucci - ma anche tutti noi impegnati qui e tutti gli italiani - non possa che accogliere con piacere una decisione, se mai vi sarà, in questa direzione. Non posso quindi dichiararmi soddisfatto per questa oggettiva ragione.
Certo, prendo atto dell'impegno dichiarato, che già conoscevo. Questa, infatti, non era una interpellanza polemica, tutt'altro. Era una interpellanza volta a capire insieme quali strumenti si possano ancora porre in essere per risolvere questo problema. Si tratta di una questione che sta a cuore a questo Parlamento, ne sono convinto, e credo che la Camera dei deputati,


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ma anche il Senato, possano svolgere un'attività in più attraverso non so quale atto - un ordine del giorno oppure, una mozione congiunta di tutta la Camera - per mandare un messaggio preciso: noi vogliamo che la nostra cultura venga diffusa anche attraverso il nostro canale pubblico, RAI International, perché vogliamo un'attenzione che solo in questo modo potrà mostrarsi concretamente ai nostri concittadini che risiedono in Canada e che sono tanti.
Ritengo che questo problema non riguardi solo il Canada.
Il Canada rappresenta un problema che ancora non si riesce a risolvere in maniera piena; il Governo dovrebbe mantenere un livello altissimo di attenzione. Però, ritengo si possa raccogliere l'idea di proporre un'iniziativa parlamentare della Camera dei deputati affinché si dia forza all'impegno del Governo e si faccia sapere attraverso tutti i canali che si tratta di un'opportunità e di una necessità. Una necessità che si pone anche dopo il varo della legge sul voto degli italiani all'estero; però, questi ultimi devono avere anche la possibilità di conoscere e seguire costantemente, anziché una volta tanto, le nostre vicende. Ciò, non solo ai fini del loro voto, ma proprio in vista di un legame che resista e voglia resistere.
Il Governo si è impegnato in tal senso; ne prendiamo volentieri atto. Dica anche il Governo quale atto ulteriore possa adottare l'intero Parlamento per assisterlo nell'opera tesa ad ottenere questo risultato nel quale tutti siamo impegnati.

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