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PRESIDENTE. L'onorevole Zanettin ha facoltà di
PIERANTONIO ZANETTIN. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questa interpellanza chi parla ha voluto portare all'attenzione del Governo e del Parlamento la vicenda dei signori Oriel De Armas Peraza e Raiza Portal Sanchez. Costoro sono esuli cubani oppositori del regime castrista ed attivisti del movimento politico Alleanza patriottica cubana. I membri di detta associazione, che operano in modo pacifico e non violento, risultano comunque esposti a forme di ritorsione politica e sociale, oltre che a forme di persecuzione personale, con pericolo per la vita, ad opera delle autorità cubane. Per dette specifiche ragioni, i signori De Armas e Portal hanno dovuto lasciare l'isola di Cuba, avendo da tempo perduto il loro posto di lavoro. Pertanto, a buon diritto, essi hanno richiesto alla Repubblica italiana il riconoscimento dello status di rifugiati politici; tuttavia, e davvero del
tutto inspiegabilmente, la Commissione preposta ha negato il riconoscimento del citato status di rifugiati politici con provvedimento datato 9 gennaio scorso e in pari data la questura di Vicenza ha disposto anche la revoca del permesso di soggiorno; contro questo provvedimento gli interessati hanno proposto tempestivi ricorsi giurisdizionali ed amministrativi.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Balocchi, ha facoltà di
MAURIZIO BALOCCHI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interpellanza presentata dall'onorevole Zanettin ed altri riguarda il diniego della richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato presentata nel nostro paese dal signor Oriel de Armas Peraza e dalla signora Raiza Portal Sanchez, entrambi cittadini cubani, e la conseguente revoca del permesso di soggiorno loro rilasciato per gli stessi motivi.
PRESIDENTE. L'onorevole Zanettin ha facoltà di
PIERANTONIO ZANETTIN. Ringrazio l'onorevole sottosegretario per la sua risposta. È evidente che la sentenza che è stata pronunciata dal TAR, per le motivazioni che lo stesso sottosegretario ha citato, non è certamente decisiva per la questione. Confidiamo, peraltro, che l'interessamento del Governo consenta un riesame più ponderato della richiesta del riconoscimento dello status di rifugiato politico per i ricorrenti e questo consenta loro di ottenere un permesso di soggiorno non a tempo determinato (fino al 31 luglio) ma a tempo indeterminato, come lo status di rifugiato politico consente.
da parte del Governo. Grazie ancora per l'attenzione.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
Appare tuttavia evidente a chi parla che l'espulsione dei dissidenti verso il paese di origine li esporrebbe a gravi ritorsioni da parte del regime, la cui brutalità nel reprimere gli oppositori è risaputa. Tra l'altro, proprio la scorsa settimana, questo ramo del Parlamento ha approvato una mozione che condannava la repressione dei dissidenti ed anche le esecuzioni sommarie che il regime castrista opera nei confronti dei propri oppositori.
Sotto tale profilo, la richiesta che il sottoscritto e gli altri interpellanti che hanno rivolto al ministro dell'interno è proprio quella di comprendere quali iniziative intenda assumere il Governo per tutelare l'incolumità fisica e la libertà personale dei citati oppositori rispetto al pericolo che essi vengano espulsi verso il paese di origine.
Desidero informare immediatamente che il provvedimento di revoca del permesso di soggiorno, adottato dal questore di Vicenza il 29 gennaio scorso, è statoannullato dal tribunale amministrativo regionale del Veneto con sentenza del 27 febbraio successivo per violazione dell'articolo 7 della legge 241 del 1990, in quanto era stata omessa la comunicazione dell'avvio del procedimento.
Inoltre, attraverso il loro legale gli interessati hanno presentato, successivamente, richiesta di riesame del provvedimento di diniego del riconoscimento dello status di rifugiato alla questura di Vicenza che, da un lato, ha provveduto a trasmetterla alla competente Commissione centrale e, dall'altro, ha rilasciato, il 30 aprile scorso un nuovo permesso di soggiorno per richiesta di asilo con scadenza 30 luglio 2003.
Assicuro quindi che fino a quella data e nelle more degli esiti della richiesta di riesame, il signor De Armas Peraza e la signora Portal Sanchez non corrono alcun rischio di essere espulsi dal nostro paese, come paventato dagli onorevoli interpellanti, e possono attendere eventuali sviluppi più favorevoli.
Seguiremo con attenzione la vicenda perché sicuramente lo merita, dal momento che essa ha risvolti certamente umani, ma anche e soprattutto politici e, in questo senso, confidiamo anche nell'appoggio


