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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2579 sezione 3).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.
GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, il nostro giudizio sull'articolo 20 della legge Bassanini, che ha introdotto, nel nostro ordinamento, la cosiddetta legge di semplificazione annuale, è stato, sempre, molto negativo, perché, sostanzialmente, ha favorito, insieme a tanti altri provvedimenti, l'accentramento, nelle mani dell'esecutivo, di funzioni legislative proprie del Parlamento, comportando uno svuotamento progressivo dei compiti costituzionali del potere legislativo propri della Camera e del Senato.
L'articolo 20 - com'è a tutti noto - prevede che il Governo annualmente possa delegificare e quant'altro, relativamente ai provvedimenti in vigore. Il disegno di legge che questo Governo ci propone va ben oltre e stravolge lo stesso significato della legge Bassanini. Oggi, infatti, ci viene proposta, con l'articolo 1 (che è il vero cuore del provvedimento), una modifica sostanziale ed una riscrittura dell'articolo 20. Se passasse (purtroppo, abbiamo scarsissime speranze che ciò non avvenga) l'articolo 1 del provvedimento, questa Camera darebbe al Governo la possibilità e l'autorizzazione a governare attraverso decreti legislativi, senza rendere conto ad alcuno. Autorizzerebbe il Governo a legiferare, trincerandosi dietro la foglia di fico della semplificazione, su una miriade di questioni, non intervenendo, così come prevede la legge Bassanini, ex post ma ex ante e direttamente con provvedimenti nuovi ed inediti su materie, circostanze e aspetti di cui non esistono leggi da semplificare o settori da delegificare, senza alcun controllo democratico e con libertà di azione e di interventi illimitata.
Come se ciò non fosse sufficiente, il Governo, nel suo provvedimento, prevede, per alcune questioni, addirittura la retroattività, introducendo una mostruosità legislativa impressionante. Il rischio più che concreto è che la Camera si appresti ad abdicare ad un tratto fondante della sua funzione costituzionale attraverso un voto a maggioranza, attraverso un voto di una maggioranza parlamentare asservita sempre più ai desideri e al volere di un Governo che, talvolta, e sempre più spesso, dà l'espressione di considerare il Parlamento poco più di un impiccio.
Le materie alle quali sta per essere inferto questo ulteriore vulnus sono tante e di rilevantissima importanza: la sicurezza del lavoro, l'assicurazione, le garanzie e le tutele per i consumatori, gli incentivi alle attività produttive, gli investimenti, l'internazionalizzazione delle imprese
ed il tema delicatissimo del rapporto di alcuni corpi dello Stato con la protezione civile. Di contro, vi sono invasioni di campo sicuramente sconcertanti: una per tutte, quella relativa alla Corte dei conti, alla quale non solo si impongono scadenze iugulatorie (45 giorni per i pareri da esprimere, guarda caso, sugli schemi di atti normativi del Governo), al di là delle quali scatta il silenzio assenso (quasi che si trattasse della classica settimana di preavviso di licenziamento!), ma prefigurano addirittura si per legge il contenuto dei bandi di concorso per l'accesso alla Corte medesima e la composizione della sua struttura dirigenziale e direttiva. Francamente, crediamo sia troppo!
Questa legge va ritirata o, altrimenti, respinta, per questioni politiche e di decenza. È questo il senso, è questo l'obiettivo dei nostri emendamenti, soprattutto di quelli presentati all'articolo 1, che consideriamo, naturalmente, il centro dell'intero disegno. È per questo che di tale articolo proponiamo, in prima battuta, la soppressione e, approfittando di questa occasione, attraverso un nostro emendamento, proponiamo un intervento anche sull'articolo 20 della legge Bassanini, suggerendone l'abrogazione, in considerazione dei danni già provocati e dei pericoli gravissimi in esso insiti, come questo disegno di legge del Governo chiaramente dimostra.
Forniamo a tutto il Parlamento l'occasione per porre un argine, un freno ai propositi di questo Governo e per rivendicare ed esercitare fino in fondo, e con chiarezza, il nostro ruolo ed il nostro compito. Grazie.
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