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Seduta del 16/6/2004


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PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
ENZO TRANTINO

La seduta comincia alle 14.20.

(La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).

Comunicazioni del presidente.

PRESIDENTE. Comunico che la Commissione ha acquisito i seguenti atti segreti:
copia documenti acquisiti dalla procura della Repubblica di Torino a L'Aja presso il tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, con nota esplicativa del consulente tecnico della procura, trasmessi dal dottor Marcello Maddalena, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torino, con lettera dell'8 giugno 2004 e acquisiti agli atti in data 16 giugno 2004.

Comunico che la Commissione ha altresì acquisito il seguente atto riservato:
una lettera del signor Igor Marini, acquisita agli atti in data 3 giugno 2004.

Comunico che la Commissione ha altresì acquisito i seguenti atti liberi:
una lettera dell'ingegner Alessandro Ovi del 20 maggio 2004, pervenuta in pari dati, in cui lo stesso, nel rappresentare la sua piena disponibilità ad aderire alla richiesta di testimonianza in Commissione, ha chiesto il rinvio ad altra data della sua testimonianza, inizialmente prevista per il 26 maggio, a causa di impegni già assunti all'estero dal 25 al 27 maggio;
una lettera del professor Mario Draghi del 21 maggio 2004, pervenuta in pari data, in cui lo stesso ha comunicato la sua impossibilità ad intervenire al confronto con Biagio Agnes, già previsto per il 26 maggio, «a causa di precedenti impegni di carattere istituzionale», essendo prevista per il 26 maggio a Washington DC (USA) la riunione del Brooking Institution, del cui consiglio di amministrazione egli è membro;
una lettera della dottoressa Augusta Iannini, direttore della direzione generale della giustizia penale del Ministero della giustizia, del 9 giugno 2994, in cui si comunica che la richiesta formulata verso il tribunale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia è stata inoltrata a quell'autorità.

Comunico che nella giornata di venerdì 21 maggio 2004, a seguito di contatti tra il sottoscritto e i gruppi di maggioranza, si è deciso - in luogo della programmata missione presso il domicilio privato di Gianfrancesco Vitali per ascoltarlo come testimone nella serata di martedì 25 maggio - di disporre un accertamento fiscale sulle condizioni di salute di Vitali (nel frattempo dimesso dall'ospedale), che, su mio incarico, il dottor Antonio Luongo, specialista in cardiologia, ha effettuato nel pomeriggio di lunedì 24 maggio. Al termine della visita medica, il dottor Luongo ha predisposto un referto nelle cui conclusioni si sottolinea che, alla luce dell'esame obiettivo eseguito e dei dati desumibili dalla relazione del ricovero del 18 maggio 2004 e dagli esami diagnostici esibiti, «si concorda pienamente con la diagnosi stilata dai medici curanti» e «sulla prescrizione di riposo assoluto».
Informo che, in data 26 maggio 2004, ho inviato una lettera di Presidenti delle


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Camere, in prossimità del termine di conclusione dei lavori (lettera che è a vostra disposizione e che vi chiedo di leggere) per riepilogare le molte attività non ancora svolte dalla Commissione, con particolare riferimento alle rogatorie in attesa di esecuzione e alle audizioni rinviate o ancora da svolgere, evidenziando come quanto rassegnato comporti scelte delle Camere e ribadendo - quale che sarà la decisione - i nostri sentimenti di rispetto istituzionale per l'alta vigilanza dei Presidenti delle Camere, che hanno sempre difeso la nostra autonomia. Il Presidente del Senato, con lettera del 3 giugno, ha risposto osservando che il problema da me sollevato «appartiene all'esclusiva competenza delle Camere». Il Presidente della Camera, con lettera del 9 giugno, mi ha informato di aver trasmesso ai presidenti dei gruppi parlamentari la mia lettera del 26 maggio.
Comunico che, con nota del 20 maggio 2004, il Consiglio superiore della magistratura ha comunicato di avere deliberato il richiamo nel ruolo giudiziario del dottor Pasquale Principato, magistrato consulente a tempi pieno della Commissione, e la destinazione del medesimo, a sua domanda, alla procura della Repubblica presso il tribunale di Spoleto con funzioni di sostituto. Devo dare atto che il dottor Principato ha inviato una lettera, molto sentita e dal contenuto apprezzabile, con cui ha comunicato alla Commissione la sua gratitudine per quello che essa, sul piano dello stile, ha saputo svolgere e il suo apprezzamento per i lavori della stessa.
Comunico, inoltre, che, con nota del 15 giugno 2004, il Consiglio superiore della magistratura ha comunicato di avere deliberato la conferma della destinazione a funzioni non giudiziarie della dottoressa Bernadette Nicotra, magistrato attualmente in servizio presso questa Commissione, e la destinazione, con il suo consenso, all'ufficio per il contrasto delle discriminazioni-dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
Comunico che nell'odierna riunione l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha deciso, per ragioni di omogeneità nella classificazione degli atti e dei documenti acquisiti dalla Commissione, di declassificare ad atti riservati i documenti inviati alla Commissione dal signor Gianfrancesco Vitali in data 7 luglio 2003 e acquisiti agli atti in pari data come documenti segreti, e ciò analogamente a quanto disposto per gli identici documenti inviati da Vitali alla Commissione in data 19 maggio 2004.
Informo che il ministro plenipotenziario Laura Mirachian e l'avvocato Domenico Porpora hanno formulato, ai sensi dell'articolo 15, comma 3, del regolamento interno della Commissione, talune richieste di rettifica al testo dei resoconti stenografici delle loro deposizioni testimoniali, svoltesi rispettivamente nelle sedute del 5 maggio e del 12 maggio 2004. Di tali richieste di rettifica è data menzione in calce ai resoconti stenografici delle predette sedute.
Comunico, inoltre, che l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nell'odierna riunione ha convenuto sul seguente calendario dei lavori per il periodo 23-30 giugno 2004:
mercoledì 23 giugno, audizione degli avvocati Luciano Randazzo e Paolo Paglia, difensori di Igor Marini; audizione dell'ingegner Massimiliano Leoni; esame testimoniale del signor Gianfrancesco Vitali (presso il suo domicilio privato, a partire dalle ore 19.30).
Mercoledì 30 giugno 2004: audizione del dottor Giuseppe Scanni; audizione del dottor Antonio Argentino; audizione del dottor Pietro Adonnino; confronto tra il professor Mario Draghi e il dottor Biagio Agnes.

Desidero far presente ai colleghi che l'ingegner Massimiliano Leoni assume un ruolo centrale nella vicenda in quanto i nostri consulenti, avendo svolto l'esame della documentazione inviata dalla procura della Repubblica di Torino relativa all'interrogatorio dell'ingegner Gerarduzzi - atteso che lo stesso, avvalendosi delle sue prerogative, non viene qui in Commissione


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- hanno ricavato che il Leoni accompagna l'ingresso di Vitali nell'operazione ed è partecipe di tutte le iniziative assunte, sino al consolidamento di un piano che porta poi a Telekom-Serbia
Per quanto riguarda l'esame testimoniale del signor Vitali, preso atto delle designazioni dei rappresentanti dei gruppi, avverto che della delegazione della Commissione che si recherà presso il domicilio del signor Vitali nella serata di mercoledì 23 giugno, per ascoltarlo come testimone, faranno parte, oltre a me stesso, i deputati Taormina e Vito per il gruppo di Forza Italia, il senatore Bobbio o il senatore Bongiorno per il gruppo di Alleanza nazionale e il senatore Eufemi per il gruppo UDC.

ALFREDO VITO. Poiché il conte Vitali ha inviato alla Commissione due o tre lettere che ho avuto modo di esaminare questa mattina in archivio e che credo gli altri commissari non abbiano ancora visionato, vorrei sottolineare che in esse il conte Vitali parla a lungo della questione Finbroker, lamentando che tale questione venga trattata, dal punto di vista penale, in questo momento, dalla procura della Repubblica di Forlì. Egli è piuttosto sarcastico nei confronti dei magistrati che se ne occupano, perché attende risultati che evidentemente non arrivano.
Ritenendo la questione di grande interesse, desidero proporre alla Commissione di calendarizzare l'audizione dei magistrati della procura di Forlì che stanno indagando sulla vicenda, che credo sia la chiave del rebus che stiamo cercando di risolvere.

PRESIDENTE. Onorevole Vito, abbiamo davanti due sole sedute e gli argomenti da trattare sono ancora molti, al punto che abbiamo dovuto «forzare» il calendario del giorno 30. Quello da lei indicato può essere un argomento per sottolineare l'importanza della nuova istituzione della Commissione.
Prego, onorevole Taormina.

CARLO TAORMINA. Dopo aver sottolineato quanto ha detto il collega Vito, vorrei informare i colleghi che, a proposito degli accertamenti istruttori presso l'Alitalia, la fonte che mi ha conferito le notizie che ho riversato alla Commissione sarà nella condizione di darci l'indicazione precisa del giorno in cui si verificò la circostanza di cui ci siamo occupati. Mi preoccuperò anche di far sapere se la nostra fonte sia disponibile a venire in Commissione a dare tutte le delucidazioni del caso.
L'ulteriore richiesta avanzata, insieme alla questione Vitali, potrebbe riaprire squarci importanti sui fatti di cui ci stiamo interessando, per cui occorre mettere in atto tutte le iniziative affinché non si compia lo scempio di una conclusione dei lavori di questa Commissione. D'altro canto, abbiamo acquisito risultati importanti da nessuno contestati (durante la campagna elettorale abbiamo avuto la possibilità di discutere di questi problemi in pubblico e nessuno ha mai fatto un rilievo ai contenuti delle conclusioni che la Commissione ha rassegnato), però ci sono ulteriori interrogativi e, senza prevenzione ma con la fermezza che deve caratterizzare il nostro operato, dobbiamo fare in modo di essere messi in condizione di operare, per evitare di interrompere in maniera poco ortodossa l'assolvimento dei compiti che la legge istitutiva ci ha assegnato. Sarebbe il caso di individuare un percorso diverso da quello ordinario, che, tra l'altro, non mi risulta sia stato già avviato in Commissione.

PRESIDENTE. C'è un motivo: si può procedere solo dopo la scadenza della Commissione. Per questo ho chiesto di leggere la lettera che tempestivamente ho inviato ai Presidenti di Camera e Senato: non potendomi assumere la responsabilità di chiedere l'istituzione della nuova Commissione, non avendo avuto mandato né dalla Commissione stessa né dall'ufficio di presidenza, ho rappresentato, tra le righe, l'esigenza che tanto lavoro non andasse in fumo, elencando le cose da fare, tutte importanti e prioritarie e non dipendenti


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da nostre iniziative, in quanto, evidentemente, non possiamo scavalcare il muro delle rogatorie.
Le iniziative che lei suggerisce e che io considero assolutamente rilevanti, affinché non si vanifichi il lavoro svolto, devono passare attraverso un'operazione di lobbying che voi dovete portare avanti con i vostri presidenti di gruppo per fare in modo che subito dopo il 10 luglio venga calendarizzata l'istituzione di una nuova Commissione, così come è stato fatto per la Commissione Mitrokhin che potrà proseguire i suoi lavori per l'intera legislatura. Si tratta quindi di un fatto non anomalo. Tra l'altro, mentre la Commissione Mitrokhin ha in corso una serie di audizioni, noi abbiamo l'ostacolo delle rogatorie, rispetto al quale le Camera dovrebbero venirci incontro con la protrazione temporale dei nostri lavori.

CARLO TAORMINA. Rivolgiamo al nostro capogruppo senatore Cantoni l'esigenza da lei prospettata.
Con riferimento alle attività investigative in itinere, ci sono mezzi attraverso i quali, in via eccezionale, nel periodo indicato per la formazione della relazione definitiva, la Commissione, per il pericolo di dispersione di prove o di elementi, possa procedere alla prosecuzione dei suoi lavori?

PRESIDENTE. Non ci sono precedenti. La Commissione resta attiva fino al 10 settembre per ricevere documenti che possiamo incamerare ma non dibattere. Naturalmente si tratta di materiale richiesto prima del 10 luglio, perché dopo quella data non abbiamo più attività istruttoria.

CARLO TAORMINA. Richiamo la logica delle procedure penali per dire che, scaduto il termine per il compimento delle indagini, gli atti non sono vietati ma sono attinti da un'eventuale inutilizzabilità, che potrebbe essere sanata dal consenso delle parti. Allora, chiedo se sia il caso di sottoporre ai magistrati consulenti la possibilità di un'applicazione analogica di questa normativa che fa parte del normale costume giudiziario.

PRESIDENTE. La soluzione ideale potrebbe essere quella di chiedere agli uffici dei Presidenti delle Camere se esista un precedente o se si possa innovare con un precedente, nel senso di procedere agli atti urgenti, anche non utilizzabili, sino a possibile sanatoria futura.

CARLO TAORMINA. Questo sarebbe un modo per dimostrare che realmente abbiamo delle cose da fare.

PRESIDENTE. Concordo con lei.

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