XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4951
Onorevoli Colleghi! - Fin dagli anni venti l'idroscalo
di Como ha rappresentato una pietra miliare per il volo
idrovolantistico in Italia. Negli anni trenta, nell'idroscalo
venne fondato l'Aeroclub di Como e, proprio in quella sede,
cominciarono a svolgersi attività di addestramento civile,
militare e di lavoro aereo. L'Aeroclub diviene a tale punto un
riferimento per l'Aeronautica del Paese che successivamente
alle distruzioni subite nel corso del secondo conflitto
mondiale, nel 1949 viene interamente ricostruito e destinato
alla gestione dell'idroscalo per conto dell'Aeronautica
militare e, successivamente, in rappresentanza della
competente direzione della circoscrizione aeroportuale. E
ancora oggi esso continua, per attribuzioni statutarie, a
controllare e a coordinare l'attività aeronautica in sede
provinciale. Inoltre, attualmente, nonostante in ambito
europeo sia in continua crescita l'interesse per questo tipo
di volo, l'idroscalo di Como è l'unico idroscalo civile in
Italia aperto al traffico nazionale e internazionale.
Oltretutto, esso non comporta alcun onere per la pubblica
amministrazione dal momento che tutti gli oneri per il
mantenimento delle strutture aeroportuali sono a carico
dell'Aeroclub di Como. Anzi, lo stesso Aeroclub funge da
esattore, per conto del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, attraverso la competente direzione della
circoscrizione aeroportuale, delle tasse di atterraggio,
svolgendo un ulteriore ruolo di servizio pubblico. Per queste
ragioni, quindi, si presenta la proposta di legge, che mira a
far dichiarare l'idroscalo di Como "aeroporto di interesse
nazionale". Solo un simile riconoscimento, infatti, può
servire da stimolo per l'incremento, nel nostro Paese, del
volo idrovolantistico rispetto al quale, ancora una volta,
dobbiamo registrare una situazione di estrema confusione e
disfavore nel panorama normativo italiano. Si auspica,
pertanto, che la presente proposta di legge sia presto accolta
da tutte le forze politiche e riceva in tempi brevi
l'approvazione delle Camere, soprattutto perché possa
costituire un punto di partenza per la sensibilizzazione del
Paese nei confronti di una politica di conservazione e di
gestione degli aeroporti minori, enorme patrimonio nazionale,
anche per le potenzialità economiche che essi possono
comportare.