XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4601
Onorevoli Colleghi! - In un'epoca in cui si tende alla
più alta specializzazione per ogni tipo di attività anche
pratica, appare inammissibile mantenere la possibilità di
svolgere ruoli diversi (per "luoghi" e competenze) in attività
che richiedono impegno intellettuale costante come quelle, ad
esempio, di sindaco e parlamentare europeo.
Il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti
locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
nel prevedere, tra l'altro, varie ipotesi di incompatibilità,
tralascia di disciplinarne alcune, a nostro avviso
significative:
a) le cariche di sindaco, di presidente della
provincia, di parlamentare nazionale, con la carica di
parlamentare europeo (già incompatibile con quelle di
parlamentare regionale e di componente della giunta di governo
nazionale e regionale);
b) le cariche di consigliere comunale, di
consigliere provinciale, di consigliere circoscrizionale, con
le cariche di parlamentare nazionale, di parlamentare europeo
e di consigliere regionale;
c) le cariche di assessore comunale e provinciale
con le cariche di parlamentare nazionale, di parlamentare
europeo e di consigliere regionale.
Tali lacune comportano la possibilità formale che la
stessa persona ricopra contemporaneamente due ruoli diversi,
anche in luoghi molto distanti tra loro, con ciò rendendo
difficile e particolarmente gravoso il corretto assolvimento
degli impegni e dei compiti inerenti a ciascuno di questi, di
fatto non svolti compiutamente. Al proposito sarebbe
sufficiente verificare la presenza in attività di commissione
e di aula, o nei palazzi dei governi locali, per chi ricopre
le duplice (a volte triplice) veste.
Pertanto, considerata anche la difficoltà non solo
logistica di svolgere il doppio mandato, sarebbe opportuno
intervenire nel senso di cui alla presente proposta di legge
al fine di conseguire un risultato che preveda lo svolgimento
esclusivo di una soltanto delle suddette cariche, senza la
possibilità di duplicazione.
Ciò, peraltro, consentirebbe all'Italia di uniformarsi
alle direttive dell'Unione europea e a quanto già previsto
negli altri Stati dell'Unione.
D'altra parte l'indirizzo dell'attuale Governo è di
un'individuazione più ampia delle ipotesi di incompatibilità
anche alla luce dei disguidi che tale mancata previsione può
determinare.