XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4508
Onorevoli Colleghi! - Sulla rupe del castello di San
Gimignano fu edificato, nel 1353, il convento di San Domenico
che fu poi trasformato in carcere alla fine del Settecento.
Il carcere è stato dismesso nel maggio 1992 con la
costruzione di un nuovo stabilimento a Ranza sempre nel comune
di San Gimignano. Il complesso di San Domenico occupa una
superficie di 12.587 mq. (circa l'8 per cento dell'intero
centro storico) e l'immobile ha una cubatura di 46.000 mc.
L'ex carcere di San Domenico è un edificio notificato ai
sensi della legge n. 1089 del 1939, in seguito confluita nel
testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni
culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29
ottobre 1999, n. 490, con decreto del Ministero dei beni
culturali e ambientali 23 giugno 1982.
L'immobile si trova all'interno della prima cinta muraria
medievale di San Gimignano e costituisce il nucleo primigenio
della città (prima dell'edificazione del convento è stato
nucleo etrusco e poi castello altomedievale). E' circondato
per tre lati da una rupe "intoccabile" da un punto di vista
ambientale, non compromessa nei secoli più recenti e parte
integrante dell'immagine di San Gimignano.
L'intero centro storico di San Gimignano è considerato
patrimonio culturale mondiale dell'UNESCO.
L'ex carcere di San Domenico non può dunque, essere
considerato alla stregua di un bene demaniale "normale". La
sua tutela assume caratteri di particolarità e
straordinarietà.
Le linee preliminari al nuovo Piano strutturale hanno
introdotto ulteriori elementi di salvaguardia del centro
storico e previsto la destinazione urbanistica dell'ex
carcere.
L'ex convento di San Domenico e la zona del castello di
San Gimignano sono da considerarsi come un bene culturale che
deve essere tutelato non solo per il suo valore intrinseco, ma
anche perché facenti parte di un centro storico, quello di San
Gimignano, che costituisce parte non insignificante del
patrimonio artistico, storico, architettonico, urbanistico
italiano e dell'immagine italiana nel mondo.
Il consiglio comunale di San Gimignano ha ribadito
unanimemente per ben tre volte, dal 1999, la volontà di dare
all'immobile in questione una destinazione mista, pubblica e
privata, che configuri gli spazi aperti e gli immobili del
complesso di San Domenico come un "allargamento del centro
storico di San Gimignano". Ne consegue l'indisponibilità
dell'amministrazione comunale a qualunque ipotesi, pubblica o
privata, che tenda a richiudere quegli spazi per usi esclusivi
o ad utilizzarli per scopi incompatibili con il delicato
equilibrio del sistema urbano.
L'amministrazione comunale di San Gimignano si è detto più
volte disponibile ad intervenire direttamente (o attraverso
altri enti) sulle parti dell'immobile destinate ad uso
pubblico nell'ottica di un progetto unitario ed integrato
pubblico-privato.
L'amministrazione comunale di San Gimignano si è
dichiarata interessata nell'ordine:
a) alla proprietà del complesso di San
Domenico;
b) alla presentazione di un piano di
valorizzazione e alla conseguente costituzione di una società
mista pubblico-privata che realizzi il recupero dell'edificio
ai sensi della legge 2 aprile 2001, n. 136;
c) alla valorizzazione, attraverso un progetto
di recupero-riuso.
Anche l'ultima ipotesi che rappresenta per
l'amministrazione comunale un onorevole compromesso (e anche
un limite invalicabile), non è stata fino ad oggi accettata,
incomprensibilmente, dall'Agenzia del demanio, che sembra
insistere per un riuso quasi esclusivamente alberghiero
dell'immobile. Ma quest'ultima appare una scelta sbagliata da
un punto di vista dello sviluppo urbanistico, dannosa per la
conservazione del centro storico, incoerente con l'obiettivo,
perseguito dal 1977, di allontanamento del traffico del centro
storico.
Ne deriva una situazione di stallo che sta provocando non
pochi danni: il progressivo stato di fatiscenza dell' ex
convento, ormai inutilizzato da dieci anni; l'impossibilità di
accedere ai finanziamenti dell'obiettivo n. 2 di cui al
regolamento (CE) 1260/1999, da parte del comune di San
Gimignano; il pregiudizio che ne potrebbe derivare in vista
del monitoraggio del 2006 dei siti da parte dell'UNESCO.
L'Agenzia del demanio ha fino ad oggi risposto
negativamente all'amministrazione comunale per tutte le
ipotesi presentate.
L'amministrazione comunale ha inoltre redatto un appello e
promosso un comitato per il complesso di San Domenico che già
vanta l'adesione di molte personalità del mondo della cultura
e della politica.
Il progressivo stato di fatiscenza dell'ex convento, ormai
inutilizzato da dieci anni, non consente di rinviare
ulteriormente la soluzione di questo problema. Per questa
ragione la presente proposta di legge, pur nella
consapevolezza della eccezionalità di un intervento
legislativo riguardante uno specifico bene demaniale, intende
consentire il trasferimento del convento di San Domenico dal
demanio statale al demanio comunale, al fine di garantire
l'attuazione di un piano di recupero e di riuso, funzionale
alla tutela del patrimonio storico ed architettonico della
città di San Gimignano.