XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4464




        Onorevoli Colleghi! - Da tempo sui maggiori quotidiani di informazione non facciamo altro che leggere articoli inerenti gli affari di Telecom Italia con gli altri Paesi del continente. Le principali realtà operative all'estero (società controllate e collegate) nel settore delle telecomunicazioni sono localizzate in Europa e in America latina. Alcune di queste partecipazioni sono detenute direttamente da Telecom Italia, mentre altre sono detenute attraverso le società controllate Stet International, Stet International Netherlands e Stet Mobile Holding. Con riferimento al valore dei bilanci, le partecipazioni in società collegate sono localizzate per il 66 per cento circa in Europa, per il 33 per cento circa in America latina e per la parte rimanente nel resto del mondo.
        A tale proposito è bene precisare che mentre si è parlato tanto di Telekom Serbia, Telecom Brasil, Telecom Cuba, altrettanto non può dirsi per Telecom Austria o per la spagnola Auna, eccetera. Queste ultime due, negli scorsi mesi sono state cedute. Ma a chi? A quale prezzo? Se ne parlò un paio di anni fa, quando Telecom Italia le considerò quote "non strategiche" e Tronchetti Provera, in un'intervista a margine di una audizione parlamentare, accennò a queste possibili cessioni.
        Allora c'era la quota in Bouygues, la quota del 49 per cento nella turca Aria controllata da IS Bankasi, la partecipazione in Telekom Austria e la quota del 27,5 per cento nella spagnola Auna (partecipata al 28 per cento da Endesa e al 17 per cento da Union Fenosa). Che fine hanno fatto queste partecipazioni? A quesiti come questo non siamo in grado di dare una risposta perché non siamo a conoscenza dei fatti.
        Sappiamo, anche, che Telecom Italia ha altre partecipazioni all'estero, quali ad esempio: il 32,5 per cento della holding Nortel Inversora che controlla il 60 per cento di Telecom Argentina per un valore pari a 53 miliardi delle vecchie lire; in Cile, il 19,9 per cento dell'Entel per un valore di 483 miliardi di lire; il 50 per cento dell'Entel in Bolivia, per un valore di 982 miliardi di lire; il 12 per cento di Radiomobil, nella Repubblica Ceca, per un valore pari a 38 miliardi di lire. Anche a tale riguardo la situazione è poco chiara.
        La presente proposta di legge nasce dalla necessità di fare chiarezza su quanto esposto ed è per questo preciso motivo che reca l'istituzione di un'apposita Commissione parlamentare di inchiesta che accerti i fatti in oggetto.




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