XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4457




        Onorevoli Colleghi! - Il cammino verso la Costituzione per l'Europea si è avviato verso la sua conclusione con l'apertura a Roma, il 4 ottobre 2003, della Conferenza intergovernativa chiamata ad approvare il progetto di Trattato costituzionale messo a punto dalla Convenzione.
        In questo quadro si impone una riflessione sulle modalità più opportune per giungere da parte dell'Italia alla ratifica del Trattato costituzionale.
        Il dibattito su tale questione non è nuovo e si è in particolare concentrato sulla partecipazione popolare mediante referendum al procedimento di ratifica. Il Presidente della Convenzione Valery Giscard d'Estaing e lo stesso Presidente di turno dell'Unione europea Silvio Berlusconi, in occasione dell'avvio della Conferenza intergovernativa, si sono espressi favorevolmente ad un diretto coinvolgimento popolare dei cittadini dei singoli Stati membri nel processo di ratifica mediante una consultazione popolare.
        L'Olanda, il Lussemburgo, la Repubblica Ceca, il Portogallo e la Spagna hanno già deciso di indire un referendum per la ratifica, mentre in Irlanda e in Danimarca tale consultazione popolare è necessaria in forza di disposizioni costituzionali.
        L'importanza del Trattato costituzionale, che investe tutti i principali istituti dell'architettura ordinamentale dell'Unione europea ed incorpora la Carta dei diritti fondamentali, richiede un diretto coinvolgimento popolare che fornisca una forte legittimazione al processo di integrazione in atto.
        Una conseguenza non secondaria di questo referendum sarebbe anche quella di promuovere la conoscenza e il dibattito sui contenuti del Trattato presso un'opinione pubblica che ne è rimasta finora largamente estranea.
        Si propone quindi un procedimento di ratifica del Trattato costituzionale parzialmente derogatorio rispetto alle previsioni dell'articolo 80 della Costituzione: la legge di ratifica, dopo la sua approvazione parlamentare, dovrebbe essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale a meri fini notiziali, cioè prima della sua promulgazione, al fine di renderne conoscibili i contenuti per il successivo passaggio referendario, normalmente non previsto per la ratifica dei trattati internazionali.
        La natura di questo referendum è evidentemente di tipo confermativo, assumendo perciò l'assenso popolare il valore di elemento costitutivo del procedimento di approvazione della legge di ratifica. In tale senso si prevede che la legge di autorizzazione alla ratifica non sia promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Inoltre la portata di questo referendum ha suggerito di prevedere per la sua validità un quorum di partecipazione pari alla maggioranza degli aventi diritto.
        L'approvazione della presente proposta di legge costituzionale realizzerebbe in termini tecnico-giuridici una "rottura della Costituzione", cioè una deroga una tantum ad una disposizione costituzionale. L'articolo 80 continuerebbe perciò a regolare l'autorizzazione parlamentare alla ratifica per qualunque altro trattato internazionale. Né può dirsi derogato l'articolo 75, poiché il referendum di tipo abrogativo, ben diverso da quello che qui si propone, continuerebbe ad essere vietato sulle leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati e sullo stesso Trattato costituzionale.
        Non sembrano perciò esservi ostacoli di ordine costituzionale alla presente proposta di legge costituzionale, a sostegno della quale può invocarsi anche il precedente costituito dalla legge costituzionale 3 aprile 1989 n. 2, con la quale fu indetto un referendum di indirizzo, non previsto dalla Costituzione, sul conferimento di un mandato costituente al Parlamento europeo eletto nel 1989.
        L'approvazione popolare del Trattato costituzionale renderà effettiva e non meramente rituale l'espressione della volontà dei cittadini che costituiscono i popoli dell'Europa, così frequentemente richiamati dal Preambolo e dagli articoli programmatici del Trattato stesso.




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