XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4329




        Onorevoli Colleghi! - E' a tutti nota la difficile situazione penitenziaria italiana e la conseguente necessità di intervenire sui perniciosi effetti dell'ozio cui sono costretti i detenuti sempre più inclini ad una ricaduta nel reato.
        In attesa delle necessarie riforme normative e strutturali, che comunque richiedono tempi assai lunghi, è opportuno restituire dignità civile alle carceri con progetti e iniziative in grado di invertire questa pericolosa tendenza.
        Occorre quindi, compatibilmente con le esigenze di sicurezza sociale, intervenire nel quotidiano dei detenuti per dare un senso alla permanenza in carcere e offrire loro l'opportunità di rendere un contributo concreto alla società civile.
        Il riferimento è soprattutto alla tutela dell'ambiente e del territorio, alla salvaguardia e alla cura degli animali da affezione nonché alla solidarietà nei confronti delle persone bisognose.
        La presente proposta di legge trae spunto da una recente iniziativa del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, denominata "progetto ARGO", che prevede appunto l'inserimento all'interno delle strutture di detenzione di cani sottratti al randagismo o ai canili, che spesso non sono in grado di fornire loro la necessaria assistenza.
        E' innegabile che la relazione affettiva tra la persona detenuta e l'animale domestico adottato non solo agevola lo scambio continuo di emozioni e di sensazioni positive e gratificanti, allo stato assenti nei luoghi di detenzione, ma ha anche una valenza simbolico-pedagogica utile in termini di elaborazione progressiva ai programmi di rieducazione e di reintegrazione dei condannati.
        L'obiettivo principale è quello di evitare che i penitenziari si riducano a mero luogo di espiazione per chi sconta la pena e di dare la possibilità a chi è ristretto di operare nel tessuto sociale. Il "progetto ARGO", e quelli che seguiranno, rappresentano un'importante opportunità per rilanciare, in concreto, temi come l'utilità sociale del carcere che, in sinergia con le altre istituzioni territoriali e con le organizzazioni di volontariato, può affrontare questioni attuali e di sentito interesse per la comunità civile. Ciò consentirà una maggiore apertura delle carceri all'esterno, al fine di sviluppare nei reclusi il senso di appartenenza alla società civile.
        In particolare la presente proposta di legge reca una modifica all'articolo 15 della legge 26 luglio 1975, n. 354, al fine di promuovere e assicurare lo scambio di esperienze tra popolazione detenuta e società civile. Si tratta, in definitiva, di un significativo contributo sul piano normativo che consentirà lo sviluppo di iniziative in grado di migliorare la vita in carcere e di agevolare quei processi di riforma del sistema penitenziario che vanno nella direzione indicata nella presente relazione.




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