XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4228




        Onorevoli Colleghi! - Le azioni di contenimento della spesa pubblica, sul finire degli anni 1990, e gli strumenti di manovra adottati a seguito del disavanzo di bilancio, particolarmente oneroso in quel periodo, hanno costretto ad una rivisitazione degli interventi di politica economica.
        I piani di rientro, successivamente attuati, hanno ridotto l'entità del deficit ma non il timore che questo possa ripresentarsi in dimensioni pericolose per la stabilità economica, politica e sociale del Paese.
        Le riforme istituzionali ed amministrative, correlate al federalismo, ci vedono impegnati ad un rigoroso controllo di gestione economica e finanziaria delle autonomie locali.
        Negli Stati federati il processo di armonizzazione e di coordinamento delle politiche fiscali, degli investimenti nelle infrastrutture, dei trasferimenti dei centri di spesa assurge a ruolo principale per il raggiungimento degli obiettivi comuni.
        Il dispositivo normativo itinerante, in materia di semplificazione dell'azione amministrativa, a tutela d'interessi primari, costituzionalmente rilevanti, per la realizzazione della solidarietà sociale mette in primo piano il conferimento delle funzioni e delle attribuzioni amministrative agli enti locali.
        Al fine di assicurarne l'esercizio unitario in base ai princìpi di sussidiarietà occorre definire i criteri di adeguamento dell'organizzazione amministrativa alle modalità di esercizio delle funzioni economico-finanziarie.
        In questo rinnovato quadro politico-istituzionale, che va a mutare la geografia economica del Paese, si fa pressante l'esigenza di trovare soluzioni efficaci ed efficienti nell'ambito dell'organizzazione del lavoro.
        Il progetto di legge di istituzione e ordinamento di un'area economico-finanziaria, costituita da personale di elevata professionalità, viene in soccorso dello Stato unitario.
        Il decentramento in senso federale delle istituzioni, vuoi politiche vuoi economiche, va preceduto da una robusta riforma dell'organizzazione del lavoro nell'ambito dello staff dirigenziale, del Ministero dell'interno, che si trova ad operare in prima linea nell'opera di cambiamento.
        In questa ristrutturazione necessita un'area tecnica, dotata di un notevole bagaglio culturale corredato da un patrimonio specifico di esperienze maturate sul campo, tale che metta a disposizione, congiuntamente all'area di governo, la propria formazione professionale al servizio del Paese per rispondere, con identica adeguatezza, alle esigenze della nuova realtà.
        Con quest'ultima dobbiamo confrontarci, nel prossimo futuro, predisponendo idonee misure organizzative non soltanto sul piano politico ma anche sul versante economico per non vedere replicati gli errori del passato.
        Per questi motivi la gestione dei processi, economici e finanziari, dei quali è destinataria la dirigenza del Ministero dell'interno, ha implicazioni, dunque, nel riassetto organizzativo del predetto personale.
        Nello specifico il dipartimento di ingegneria gestionale, dell'università di Tor Vergata a Roma, ha già svolto un lavoro accurato d'analisi delle funzioni per processi.
        Il nuovo modello organizzativo si ispira ad una struttura degli uffici, articolata sui "posti-funzione" (articolo 10 del decreto legislativo n. 139 del 2000) e delle "aree funzionali" (articolo 14 del decreto legislativo n. 139 del 2000), preposte alla gestione d'aree omogenee di procedimenti lavorativi.
        Il nuovo meccanismo è stato studiato e predisposto per conseguire risultati commisurati alle aspettative dell'utenza: ne consegue che il grado di responsabilità, per effetto dei nuovi incarichi assegnati alle risorse umane, è più elevato.
        La qualità dei servizi è, infatti, variabile dipendente della professionalità delle risorse umane: la capacità di innovare e di ridurre costi e tempi di risposta, nell'ottica di un netto incremento di efficacia e di recupero di efficienza, dipende non più solo dagli investimenti materiali, finanziari e tecnologici, ma anche da quelli immateriali.
        La grande sfida è pertanto quella di valorizzare e di sviluppare al massimo le risorse umane dell'amministrazione, realizzarne appieno le potenzialità, accrescerne l'impegno, le motivazioni, la professionalità, la creatività, la partecipazione e, soprattutto, suscitare tra loro una cooperazione efficace.
        A questo proposito è stato allestito il progetto di legge, che va a modulare l'assetto organizzativo sui nuovi criteri di gestione, analogamente a quanto già previsto in materia dal decreto legislativo n. 139 del 2000 ed attuato efficacemente, ponendo in risalto sia la formazione professionale delle nuove leve, sia la valorizzazione delle risorse umane già iperqualificate esistenti: su entrambe fa perno l'impianto normativo.
        Pertanto, al fine di garantire un adeguato svolgimento dei compiti di rappresentanza generale del Governo sul territorio e di amministrazione, affidati alla carriera prefettizia, nonché di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, gestiti sul piano operativo dalla dirigenza delle Forze di polizia, le funzioni della carriera economico-finanziaria sono essenzialmente suppletive ed infungibili, così come previsto dal legislatore all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e dall'articolo 36 della legge 1^ aprile 1981, n. 121, per i compiti istituzionali che le due predette carriere dirigenziali sono chiamate a svolgere.
        A quel clima di cooperazione, cui si è accennato, contribuisce la complementarità dei ruoli tecnici di alto profilo che ben si amalgama con le altre due carriere formando, con queste, una dirigenza di elevato valore, perseguendo al meglio, ciascuno secondo le proprie specificità, gli obiettivi di efficienza ed efficacia dell'amministrazione pubblica.
        Dobbiamo guardare, quindi, con maggiore interesse ed attenzione a quell'area economico-finanziaria che previene qualsiasi replica del dissesto finanziario del passato, fornendo alla nuova forma di governo del territorio migliori garanzie di gestione del bene pubblico segnalando, per tempo, le eventuali distorsioni ovvero disfunzioni del patrimonio che potrebbero essere insidiate dalla nuova esperienza, ancora tutta da verificare, federalista.
        Queste sono le funzioni che la nuova carriera economico-finanziaria del Ministero dell'interno, è chiamata a svolgere a protezione degli interessi generali del Paese.




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