XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4051
Onorevoli Colleghi! - Migliaia di imprese piccole e
medie sono in gravi difficoltà in seguito ad una non
equilibrata gestione del meccanismo di acquisti centralizzati
di beni e servizi per le pubbliche amministrazioni tramite la
CONSIP Spa.
Queste imprese, che riuscivano a permanere sul mercato
grazie alla fornitura di beni e servizi resi ad
amministrazioni locali ed alle regioni, si trovano ora escluse
da convenzioni che hanno l'effetto di privilegiare poche
grandi imprese in danno di una struttura produttiva, come
quella italiana, costituita da numerose aziende di dimensioni
medio-piccole, ottenendo il risultato opposto rispetto a
quello dichiarato di agevolare la trasparenza e la
concorrenza.
L'importo degli acquisti di beni e servizi da parte delle
pubbliche amministrazioni che potenzialmente sarà gestito da
CONSIP Spa, dopo le modifiche introdotte con le due ultime
leggi finanziarie, si aggirerà intorno ai 40-50 miliardi di
euro sui 97 miliardi di euro di spesa delle pubbliche
amministrazioni per beni e servizi.
La creazione della CONSIP Spa (Concessionaria servizi
informatici pubblici), quattro anni fa, da parte del Governo
di centrosinistra, rispondeva all'esigenza di razionalizzare
le politiche degli acquisti delle pubbliche amministrazioni,
sopprimendo il Provveditorato generale e facendo del nuovo
ente il perno di un sistema equilibrato per il governo della
domanda pubblica di beni e servizi. Il mandato della CONSIP
Spa si fondava sui seguenti presupposti:
1) aggregare la domanda di beni e servizi omogenei, nei
grandi volumi di spesa comune, per sfruttare le economie di
scala e spuntare prezzi competitivi;
2) semplificare il processo di acquisto interno alle
pubbliche amministrazioni, supportandone le capacità operative
con l'assistenza di una struttura di elevata
professionalità;
3) garantire l'autonomia dei centri di ordinazione della
spesa, limitando i vincoli giuridici e stimolando l'adesione
al sistema per ragioni di funzionalità, convenienza ed
efficienza;
4) assicurare la trasparenza del mercato delle pubbliche
forniture e stimolare l'ordinato sviluppo delle capacità
concorrenziali;
5) introdurre e diffondere sistemi telematici di
negoziazione.
In tale contesto, il ricorso alle convenzioni-quadro era
obbligatorio solo per le amministrazioni dello Stato e aperto,
ma facoltativo, per tutte le altre pubbliche amministrazioni
che potevano ricorrere a tali convenzioni quando ne
ravvisavano significativi benefìci in termini economici di
prezzo e di semplicità. Inoltre tali convenzioni affrontavano
solo le voci di spesa per beni e servizi standard di
interesse comune a qualsiasi pubblica amministrazione
(telefonia, energia elettrica, fotocopiatrici, PC).
Per di più, al fine di bilanciare un sistema che avrebbe
altrimenti finito per favorire solo le grandi imprese a totale
discapito delle piccole e medie imprese (PMI), veniva
parallelamente avviato un progetto finalizzato alla
predisposizione di strumenti più flessibili di negoziazione
(aste on line e market piace). Ciò avrebbe consentito
alle imprese più piccole, ma non per questo meno competitive,
di partecipare a pieno titolo alle pubbliche forniture,
soprattutto se riferite a segmenti di domanda con
caratteristiche specifiche o di più stretto collegamento alle
realtà locali. Il market place, in particolare, avrebbe
avuto la funzione di creare un mercato dinamico per tutti gli
acquisti di beni e servizi di valore inferiore alla soglia
comunitaria di circa 164 mila euro.
Il Governo Berlusconi, dopo avere cambiato tutto lo
staff dirigenziale della CONSIP Spa, ha introdotto delle
modifiche, in particolare con le due finanziarie del 2002 e
del 2003, che hanno stravolto e squilibrato il meccanismo
penalizzando le PMI anche a scapito della trasparenza e di una
reale concorrenza tra le imprese.
Le modifiche più significative introdotte dal centrodestra
sono le seguenti:
a) l'opportunità per le pubbliche amministrazioni
non statali di ricorrere alle convenzioni della CONSIP Spa è
diventata un obbligo;
b) è stata ridotta a 50.000 euro la sog1ia per gli
acquisti che si possono effettuare senza ricorrere alle
convenzioni della CONSIP Spa;
c) ma anche sotto la soglia dei 50.000, è stata
imposta una "stretta" alle trattative private obbligando le
amministrazioni pubbliche a farvi ricorso solo in casi
eccezionali e motivati, previo esperimento di una documentata
indagine di mercato e dandone comunicazione alla sezione
regionale della Corte dei conti.
Il risultato è che i funzionari fanno ricorso alla CONSIP
Spa anche per spese minime. Spesso non acquistano dalle PMI
anche quando il prezzo è inferiore a quello delle
convenzioni-quadro. Tutto è diventato più farraginoso ed i
tempi si sono allungati. Migliaia di imprese e decine di
migliaia di lavoratori sono a rischio.
Occorrono interventi urgenti: il Governo deve dare
immediate disposizioni ai dirigenti della CONSIP Spa al fine
di riservare spazi concreti alle PMI nelle gare, le qua1i non
devono essere artificiosamente accorpate ed estese fino a
pretendere di ricoprire potenzialmente tutti i fabbisogni,
anche minuti, della pubblica amministrazione. Occorre attivare
rapidamente le aste elettroniche e il market place per
affiancare il sistema delle convenzioni-quadro. Sul piano
legislativo, occorre ritornare alla situazione normativa
iniziale abrogando le norme introdotte con le due ultime leggi
finanziarie che hanno fatto degenerare, insieme ad una
gestione centralizzatrice e burocratica della CONSIP Spa, gli
intenti originari per i quali è stata creata la
concessionaria. Il Governo potrebbe intervenire con un
decreto-legge.
Riteniamo comunque doveroso presentare, in attesa di
predisporre una proposta di riforma organica delle procedure
di acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche
amministrazioni alla quale il nostro Gruppo parlamentare sta
lavorando, un'apposita proposta di legge che ripristini la
situazione originaria abrogando i commi 6 e 7 de1l'articolo 24
della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e l'articolo 24 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289, in materia di convenzioni
della CONSIP Spa.
Il comma 6 dell'articolo 24 della legge n. 448 del
2001(finanziaria 2002), stabilisce che per l'acquisto di beni
e servizi le province, i comuni, le comunità montane e i
consorzi di enti locali possono aderire alle
convenzioni-quadro della CONSIP Spa. In ogni caso, per
procedere ad acquisti in maniera autonoma, i citati enti
devono adottare i prezzi delle convenzioni come base d'asta al
ribasso. Al comma 7 si prevede che gli enti locali emanino
direttive affinché gli amministratori da loro designati negli
enti e nelle aziende promuovano l'adesione alle stesse
convenzioni o l'attuazione delle procedure di cui al comma
6.
Inoltre, il comma 1 dell'articolo 32 della medesima legge
n. 448 del 2001, stabilisce che gli enti pubblici diversi da
quelli di cui al comma 6 dell'articolo 24 (cioè diversi dagli
enti locali), nonché gli enti privati partecipati, devono
aderire alle convenzioni della CONSIP Spa.
L'articolo 24 della legge 27 dicembre 2002, n. 289
(finanziaria 2003), mette in essere il seguente meccanismo:
a) riduzione a 50.000 euro della soglia oltre la
quale le pubbliche amministrazioni sono tenute al rispetto
delle modalità di gara (qualunque ne sia la tipologia),
stabilite in sede comunitaria e recepite nel nostro Paese;
b) eccezionalità della trattativa privata, la
quale, pur entro la soglia dei 50.000 euro, diventa di
difficile percorribilità: il ricorso alla trattativa privata,
anche quando astrattamente possibile, viene limitato a "casi
eccezionali e motivati, previo esperimento di una documentata
indagine di mercato, dandone comunicazione alla sezione
regionale della Corte dei conti" (articolo 24, comma 5). In
caso di violazione di queste disposizioni è prevista la
nullità dei contratti stipulati con la responsabilità
personale di chi li ha sottoscritti.