XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4006
Onorevoli Colleghi! - Lo statuto speciale per il
Trentino-Alto Adige (emanato con legge costituzionale n. 5 del
1948 e successivamente modificato ed emendato con decreto del
Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, di seguito
denominato "testo unico", e con la legge costituzionale n. 2
del 2001) conferisce alla regione e alle due province di
Trento e di Bolzano, in armonia con la Costituzione e con i
princìpi dell'ordinamento giuridico, la potestà di emanare
norme legislative su determinate materie, espressamente
indicate all'articolo 4 del testo unico.
Fra le materie ivi elencate, è ricompresa anche quella
inerente le circoscrizioni comunali. L'articolo 7, a sua
volta, contempla espressamente la competenza regionale di
istituire nuovi comuni e di modificare le circoscrizioni
comunali esistenti.
La disciplina di cui al citato articolo 7 appare, a tutti
gli effetti, come la trasposizione diretta, a livello di
statuto regionale, del secondo comma dell'articolo 133 della
Costituzione, che prevede la modifica delle circoscrizioni
comunali all'interno di una stessa regione e che conferisce
alla stessa il potere di provvedervi con apposita legge.
Tali disposizioni sono integrate e attuate dal testo unico
delle leggi regionali sull'ordinamento dei comuni (che
riunisce le leggi regionali 4 gennaio 1993, n. 1, 30 agosto
1979, n. 4, e 21 ottobre 1963, n 29), di cui al decreto del
presidente della giunta regionale 27 febbraio 1995, n.4/L, e
in particolare dagli articoli 44 e 46.
Il caso in esame comporta un mutamento della
circoscrizione provinciale.
La relativa disciplina è regolata dal primo comma
dell'articolo 133 della Costituzione, che richiede in questo
caso, come fonte normativa, una legge della Repubblica. Il
testo unico non ricomprende, qui, nessun principio speciale
che si discosti dai princìpi costituzionali generali; anzi,
non prevede una competenza a riguardo per l'ente regionale.
L'articolo 7 del testo unico non appare applicabile in questa
circostanza, dal momento che non prevede esplicitamente il
caso di modifica di circoscrizione provinciale.
L'articolo 3 del testo unico, con il dispositivo di cui al
secondo comma, assegna alla provincia di Bolzano alcuni comuni
che fino al 1948 erano ricompresi nel territorio della
provincia di Trento. Ciò comproverebbe la necessità di
pervenire a un mutamento di circoscrizione provinciale
mediante un'apposita modifica allo stesso testo unico, ovvero
mediante legge costituzionale.
Tutto ciò premesso in relazione alla natura della fonte
normativa richiesta per addivenire allo scopo perseguito con
la presente proposta di legge costituzionale, è necessario ora
volgere lo sguardo alle motivazioni che hanno portato al
sorgere dell'esigenza di un mutamento di circoscrizione
comunale e provinciale.
Le cause del malessere, che hanno determinato il
malcontento degli abitanti la frazione Passo Mendola nei
confronti dell'amministrazione comunale di Ruffrè, tanto da
spingerli a richiedere con una sottoscrizione pubblica il
cambio di circoscrizione, si possono brevemente riassumere in
quattro categorie: motivazioni di carattere turistico,
urbanistico, politico-amministrativo ed etnico.
Per quanto concerne l'aspetto turistico, v'è da premettere
che Ruffrè è un piccolo paese di 350-400 abitanti, di cui il
70 per cento composto da pensionati, da anziani e da giovani
in età scolare; il restante 30 per cento si reca ogni giorno
per lavoro nel vicino Alto Adige-Sùdtirol, eccezione fatta per
alcuni artigiani e agricoltori.
Per contro, l'economia della frazione Passo Mendola, che
pur dista dal capoluogo comunale appena 2 chilometri, verte
completamente sul turismo: i residenti sono, infatti,
proprietari di otto attività imprenditoriali ad esso connesse,
quali alberghi, negozi e pubblici esercizi.
Ciò evidenzia come il Passo sia un'isola, in quanto
presenta bisogni, esigenze e finalità del tutto diversi
rispetto al restante territorio comunale.
A ciò va ad aggiungersi il fatto che i residenti del Passo
sono solamente 35, una minoranza numericamente insufficiente
per poter incidere in qualche modo sulle scelte
politico-amministrative del capoluogo.
L'amministrazione comunale è, pertanto, espressione quasi
esclusiva del paese, contando 13-14 consiglieri rispetto agli
1-2 della frazione. Questo fatto determina l'atteggiamento di
noncuranza delle istituzioni comunali verso i bisogni e le
necessità dei residenti del Passo, e addirittura, talvolta,
una politica contraria alla vocazione turistica della Mendola,
indifferente nei confronti dei problemi, e persino della
chiusura, di diverse aziende alberghiere e commerciali (10
alberghi e 5 negozi).
Dal canto suo, al contrario, il comune di Caldaro e la
provincia di Bolzano hanno mostrato molto interesse e hanno
agevolato il transito sulla strada che sale alla Mendola,
continuando ad apportare migliorie e ripristinando anche con
notevole sforzo finanziario la funicolare Caldaro-Mendola.
La provincia di Trento è, al contrario, latitante e come
inesistente sul versante di sua competenza. Anche l'aspetto
urbanistico della controversia è da ricondurre al predetto
atteggiamento di indifferenza, se non di ostilità, che il
comune di Ruffrè riserva al Passo Mendola, ed è in
quest'ottica che vanno inquadrate tutte le decisioni comunali
e provinciali in proposito.
Se qualche residente della frazione si azzarda a chiedere
l'autorizzazione per implementare e migliorare la propria
azienda, e per adeguarla alle nuove e mutevoli esigenze del
turismo moderno, sa già in partenza che si troverà davanti ad
un diniego o quanto meno ad un ritardo della propria
iniziativa.
Tale situazione è determinata dalla voce, ormai diffusa da
anni tra i ruffredani che contano, che "quelli della Mendola
devono andarsene (...) è necessario un ricambio
imprenditoriale" (vedi anche quanto affermato dal sindaco
durante il consiglio comunale dell'8 agosto 2002). Non da
ultimo il presidente della giunta provinciale analogamente
affermando che "se gli abitanti della Mendola non si trovano
bene in Trentino possono fare le valigie ed andarsene via"
("Trentino", 25 luglio 2002).
Va da sè che gli amministratori, trovandosi davanti ad una
legge da interpretare e da applicare, sono inevitabilmente
influenzati da tali affermazioni, e cercano ogni cavillo per
ostacolare, anziché trovare, secondo il buon senso, le
possibili soluzioni favorevoli.
Per quel che concerne la giurisdizione amministrativa il
Passo Mendola è suddiviso catastalmente tra tre distinti
comuni: Ruffrè e Cavareno, in provincia di Trento, e Caldaro,
in provincia di Bolzano. La competenza amministrativa
appartiene, pertanto, a tre distinti comuni, ognuno con norme
e con regolamenti propri, e di conseguenza con interventi
pratici sul territorio che avvengono in totale discrasia tra
loro.
Un piccolo fazzoletto di terra suddiviso in tre porzioni,
su ognuna delle quali si trovano aziende turistiche e
abitazioni private che si vedono applicare norme diverse a
seconda dell'ubicazione. Si possono conseguentemente
verificare delle diversità di trattamento delle aziende, che
come risvolto pratico comportano una diversa funzionalità e
una diversa efficienza delle aziende stesse. A parità di
esigenze e di conseguenti richieste, corrispondono difformità
di trattamento ingiustificate per i singoli operatori o per i
privati interessati.
A titolo di esempio delle iniquità che si possono
verificare, si portano i casi di due imprenditori residenti
nella frazione Passo Mendola nel comune di Ruffrè che si
vedono accusati di abusivismo edilizio, senza possibilità di
sanatoria, per delle tende da sole e delle portine frangivento
(mobili). A distanza di 40 metri dalle loro aziende, sul
territorio catastale di Cavareno e di Caldaro, altre aziende
analoghe e concorrenti possono approntare attrezzature simili,
fisse e regolari. Si tratta, evidentemente, di un'iniquità di
trattamento non concepibile in uno spazio di terra compreso in
50 metri.
Da ultimo, è da registrare anche una questione etnica nel
quadro sinora delineato. La popolazione di Ruffrè, piccolo
paese di montagna, è molto unita, chiusa e restia ad accettare
delle persone estranee che vengono da fuori paese. E' in
quest'ottica che vengono visti gli abitanti del Passo: come
degli intrusi, non facenti parte del paese. Ciò è determinato
dal fatto che le persone residenti nella frazione hanno quasi
tutte origini esterne, la gran parte provenendo dal vicino
Alto Adige.
Ed è proprio questa finalità che viene perseguita con la
presentazione della presente proposta di legge costituzionale,
con la quale si chiede che la frazione del Passo Mendola sia
distaccata dal territorio comunale di Ruffré (Trento) per
essere aggregata alla circoscrizione comunale di
Caldaro-Kaltern (Bolzano).