XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3925
Onorevoli Colleghi! - L'Istituto per la ricerca, la
formazione e la riabilitazione (IRIFOR), organizzazione non
lucrativa di utilità sociale, è nato nel 1991 da un'iniziativa
dell'Unione italiana ciechi, al fine di combattere la
ghettizzazione lavorativa dei non vedenti, attraverso il
potenziamento dell'attività di riabilitazione dei minorati
della vista e la formulazione di progetti innovativi. Il
principale problema dei non vedenti, l'integrazione nella
comunità sociale, dipende, infatti, in larga misura, dalla
situazione lavorativa del minorato, e richiede una serie di
interventi programmati, tra cui, in primo luogo, quelli volti
a promuovere l'integrazione scolastica del non vedente.
Dati questi scopi generali, l'attività dell'Istituto è
mirata, in primo luogo, alla riabilitazione, che attiene
soprattutto ad una attività formativa diretta all'autonomia
dei minorati della vista, quale premessa necessaria per
l'inserimento nel contesto sociale. Tra le iniziative più
significative, si ricordano in particolare i cosiddetti corsi
di "autonomia personale", mirati a dotare il minorato della
vista di una autonomia di base nel movimento e nella
scrittura, sia in braille che in nero, oltre che all'uso
dei principali ausili personali. Tali corsi formativi di base
sono propedeutici a qualsiasi successivo intervento di
riabilitazione, essendo rivolti alla rimozione degli
impedimenti e al recupero dell'autonomia personale. Una
successiva tappa del percorso riabilitativo è poi
rappresentata dai corsi di orientamento e mobilità per non
vedenti e ipovedenti. Con i corsi di orientamento e mobilità
(OeM), si ampliano l'indipendenza e l'autonomia del minorato
della vista, migliorando la sua disposizione, capacità e
abilità a muoversi da solo, con sicurezza e con naturalezza,
nell'ambiente sconosciuto. Tali corsi sono essenziali per
promuovere una maggiore autonomia e libertà di movimento nei
non vedenti: non bisogna infatti dimenticare che la
minorazione della vista costituisce una grave menomazione
delle capacità di natura psico-fisica personali, causando,
nella maggior parte dei casi, una totale dipendenza dagli
altri e un penetrante condizionamento della vita sociale e
professionale del non vedente.
Grazie a questo attivo intervento a sostegno dell'attività
di riabilitazione dei minorati della vista, l'Istituto, pur di
recente costituzione, ha ottenuto il riconoscimento quale ente
di ricerca (alla cui anagrafe è iscritto con il codice
118913F5), svolgendo la prima fondamentale ricerca effettuata
nel nostro Paese sugli aspetti statistico-medico-sociali della
cecità (ricerca finanziata e riconosciuta dall'allora
Ministero della sanità). L'Istituto ha anche ottenuto il
riconoscimento dell'Unione europea, con l'inserimento nella
rete degli istituti di riabilitazione compresi nell'iniziativa
comunitaria Helios.
Nel 1998, l'IRIFOR ha conseguito la qualifica di
organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
Per consentire all'IRIFOR di svolgere tutte queste
importanti attività, la legge 23 settembre 1993, n. 379, ha
previsto l'erogazione all'Unione italiana ciechi - con vincolo
di destinazione all'IRIFOR e all'Istituto europeo di ricerca,
formazione orientamento professionale (IERPOF, attivo e
operante nella sola Sardegna) - di un contributo annuo di
2.500 milioni di lire. Grazie a tale stanziamento, nei suoi
primi dieci anni di vita l'IRIFOR ha attivato oltre 1.100
corsi di formazione e iniziative riabilitative, conseguendo
importanti risultati nell'integrazione sociale di migliaia di
giovani minorati della vista.
I contributi già attualmente erogati si rivelano tuttavia
insufficienti a finanziare i programmi di intervento
dell'IRIFOR. Per questo motivo, la presente proposta di legge
intende riconoscere all'IRIFOR un contributo aggiuntivo di 1
milione di euro annui, a supporto dell'indispensabile attività
svolta dall'organizzazione, che è l'unica struttura operante
sull'intero territorio nazionale nel settore della
riabilitazione dei minorati della vista.
Nella convinzione che la crisi del Welfare State
richieda necessariamente la ricerca di nuovi modelli di
solidarietà, riteniamo fondamentale sostenere il cosiddetto
"terzo settore", che si prefigge di completare i vuoti rimasti
fra l'impegno dello Stato e le aree di mercato attraverso
azioni culturali, politiche e operative a sostegno delle fasce
sociali maggiormente emarginate. In questo senso, siamo
convinti che il presente contributo a favore dell'IRIFOR
rappresenti un atto di responsabilità, una presa di coscienza
del nostro inderogabile onere sociale e morale di sostenere un
organismo che si prende cura di una fascia fortemente menomata
della nostra popolazione, quella dei minorati della vista.