XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3687
Onorevoli Colleghi! - Le direttive 82/76/CEE del
Consiglio, del 26 gennaio 1982, e 93/16/CEE del Consiglio, del
5 aprile 1993, imponevano agli Stati membri dell'Unione
europea il riconoscimento reciproco dei titoli di medico
generale e specialista. A tale scopo esse stabilivano che tale
riconoscimento fosse subordinato all'acquisizione delle stesse
conoscenze e alla frequenza del medesimo training
formativo nei rispettivi Paesi. Venivano, quindi, fissati
rigidi criteri per il conseguimento di alti standard
formativi, nonché il diritto che lo specialista in
formazione dovesse essere retribuito in cambio del lavoro
subordinato svolto nelle strutture di formazione.
Lo Stato italiano recepì solo parzialmente le citate
direttive con il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368.
Stabilì infatti che l'attività assistenziale e formativa
svolta dallo specializzando a tempo pieno nei centri sanitari
dovesse essere compensata da borse di studio oggi pari a 960
euro al mese. Tale soluzione transitoria presupponeva una
successiva determinazione che consentisse di stipulare
contratti di formazione lavoro. A distanza di quattro anni la
questione è rimasta irrisolta.
Tutto ciò comporta che 30.000 medici specializzandi sono
impegnati quotidianamente, con grandi responsabilità, con
turni di lavoro pesanti nelle corsie degli ospedali, nei
servizi sanitari, nei policlinici universitari senza che al
contempo ricevano una equa retribuzione e la necessaria tutela
previdenziale e assicurativa.
Nel corso del dibattito sulla legge finanziaria per il
2003 il Governo, nonostante i ripetuti impegni assunti con le
associazioni di rappresentanza dei medici specializzandi, ha
respinto, sia alla Camera dei deputati che al Senato della
Repubblica, diversi emendamenti che proponevano di stanziare
le risorse necessarie alla soluzione del problema.
Con la proposta di legge, che prevede il finanziamento di
200 milioni di euro come risorsa aggiuntiva al Fondo sanitario
nazionale per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, si
intendono realizzare le condizioni per la stipula di contratti
di formazione-lavoro e dare così piena attuazione alle citate
direttive europee.