XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3437
Onorevoli Colleghi! - I decreti legislativi nn. 197,
198 e 199 del 1995 che equiparavano i ruoli delle Forze di
polizia a ordinamento civile e militare di fatto hanno
lasciato insolute molte problematiche, oltre a crearne di
nuove. Va subito detto che i gradi apicali degli ispettori e
dei marescialli, e quindi i più anziani, subirono una notevole
penalizzazione poiché nella soppressione di alcuni gradi e nel
conseguente accorciamento delle carriere ci furono proiezioni
verso l'alto che, di fatto, annullarono il concetto gerarchico
ponendo insieme giovani ed anziani con differenti anni di
servizio. Infatti sono migliaia i ricorsi presentati dagli
operatori delle Forze di polizia ai tribunali amministrativi
regionali per avanzamenti, carriere e retribuzioni. Se tutto
ciò si è verificato in una fase transitoria, a regime si sono
mostrate altre gravi carenze, la prima delle quali consiste
nell'abbreviazione della carriera; in quindici anni ogni
appartenente nel ruolo non direttivo raggiunge il grado
apicale, permanendovi per ulteriori trenta anni. In tal modo
vengono a svilirsi le attività e le funzioni del grado
apicale. Infatti quale motivazione potrebbe avere colui che
non ha margini di miglioramento sia di carriera che economici?
E' interesse di tutti avere uomini motivati, che esercitano le
loro funzioni in modo preciso, senza sovrapposizioni e
confusione di ruoli. Ed è da qui che nasce il nuovo concetto
di carriera che vogliamo ipotizzare. Un modello di carriera
più vicino allo standard europeo dove, anche nei ruoli
direttivi fino ad un determinato livello, si possano andare a
collocare coloro che per decine di anni hanno frequentato
quell'istituto di istruzione unico ed incomparabile nel suo
genere che è l'esperienza sul campo. La professionalità
acquisita in tanti anni di carriera non può essere paragonata
ad alcun corso formativo e dovrebbe poter essere posta anche
al servizio di coloro che della carriera dirigenziale hanno
fatto una scelta di vita. Ecco l'ulteriore peculiarità della
proposta di legge, laddove il ruolo direttivo "normale",
quello delle accademie, viene affiancato per 7 anni, 6 mesi e
un giorno dal ruolo direttivo "anziano", quello dei
sottuffuciali, con lo scopo di consentire al personale del
primo di poter attingere anche dalla esperienza maturata per
anni sul campo dai colleghi "anziani", per un più completo
sviluppo delle basi necessarie allo svolgimento di una
corretta carriera dirigenziale. E' fondamentale infatti che ci
sia una progressione di carriera nel corso della vita
professionale che dia stimoli anche dopo decenni di servizio
ed eviti l'appiattimento ingenerato dalla situazione attuale.
Considerati le leggi e i decreti che si sono succeduti, emerge
la necessità di operare un riordino complessivo di tutti i
ruoli e, quindi, di prevedere la possibilità per gli appuntati
scelti e gli assistenti capo di transitare nel grado di
vicebrigadiere previo concorso interno per esame dei titoli e
relativo corso di aggiornamento. I marescialli e gli ispettori
potranno immettersi, previo concorso interno per titoli ed
esami, nel ruolo direttivo sino al grado di capitano o di
commissario capo. Per gli ufficiali è prevista l'equiparazione
giuridica ed economica ai diplomatici e prefettizi, prevedendo
l'acquisizione del grado di capitano e di commissario capo
all'uscita dalle accademie e dal corso per funzionari. E'
importante anche prevedere la prospettiva di progressione di
carriera per i vertici: generali di divisione e di corpo
d'armata e dirigenti generali della Polizia di Stato
attraverso la nomina a prefetto. Nella fase transitoria
particolare attenzione deve essere data agli appuntati scelti
o assistenti capo per il passaggio a vicebrigadiere o a vice
sovrintendente, dei luogotenenti e sostituti commissari che
dovrebbero essere collocati, previo concorso interno per
titoli ed esami, nei direttivi, nei ruoli di capitano e di
commissario capo, e così a scendere per i gradi apicali degli
ispettori e dei marescialli. I ruoli speciali rimangono ad
esaurimento delle unità presenti. Ulteriore ed importante
aspetto è quello che riguarda l'allineamento degli attuali
capitani con i commissari e la possibilità di transitare, dopo
7 anni, 6 mesi e un giorno, nel grado di maggiore o di vice
questore.