XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3380
Onorevoli Colleghi! - Le cronache giudiziarie ci
rappresentano sovente gli esiti distorti e terribili della
lentezza e della incertezza del nostro sistema giudiziario.
Tra questi vi sono i casi, non infrequenti, di persone la cui
colpevolezza viene accertata a molti anni dal fatto commesso,
in condizioni di vita e in contesti sociali e relazionali
affatto diversi da quelli in cui maturarono le circostanze del
reato, e che di conseguenza sono costretti a subire
l'esecuzione di una pena che li fa precipitare in un passato
che ormai è alle loro spalle. In questi casi la pena
detentiva, invece di tendere alla rieducazione del condannato,
come vorrebbe la Costituzione, tende a riportarlo in un
contesto di sofferenza e di emarginazione, quale è
indubbiamente quello penitenziario, vanificando anni di
sacrificio e di impegno tesi appunto ad un autonomo e
soddisfacente inserimento sociale, alla costruzione di una
intensa vita di relazione, a una piena soddisfazione di sé.
Di casi di questo genere abbiamo sentito spesso negli
ultimi anni: da quello clamoroso e paradossale di Adriano
Sofri (e Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani), che dalle
colonne di alcuni dei più diffusi giornali quotidiani e
settimanali contribuisce a formare l'opinione pubblica sulle
scelte tragiche che attraversano il nostro tempo, a quello
della signora che una volta comparve in televisione a
raccontare dei suoi figli quasi adolescenti, abbandonati a
casa dopo il suo arresto per un reato commesso quando loro non
erano ancora nati. Si tratta di casi in cui il burocratico
esercizio del potere di punire confligge con il comune senso
di giustizia e per i quali l'ordinamento dovrebbe avere una
possibilità di autocorrezione, senza che di volta in volta sia
chiamato in causa il potere di grazia del Capo dello Stato.
Alla previsione di questa possibilità è volta la presente
proposta di legge elaborata sulla base di una analoga proposta
presentata al Senato nella scorsa legislatura da parlamentari
di gruppi e di schieramenti diversi, con il contributo
dell'associazione Antigone.