XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3373
Onorevoli Colleghi! - L'importanza del problema legato
alla tutela dell'ambiente ha fatto sì che tutti gli
schieramenti politici assumessero, durante la campagna
elettorale, precisi impegni. Oggi, il problema
dell'inquinamento atmosferico non può essere affrontato senza
prendere in considerazione il largo uso dei trasporti
stradali, per lo più privati, che contribuisce in misura
rilevante alle emissioni totali di agenti inquinanti. Nel 1997
si stima che provenivano da tale macrosettore il 72 per cento
del monossido di carbonio, il 46 per cento dei composti
organici volatili, il 53 per cento degli ossidi di azoto, il
24 per cento dell'anidride carbonica emessi nel corso
dell'anno. Nelle aree densamente abitate, dove il traffico è
elevato e le emissioni industriali sono ridotte, le
percentuali sono in ulteriore aumento. Nel 1996, ad esempio,
il 30 per cento dei composti organici volatili non metanici
(COVNM) attribuibili al settore trasporti stradali era emesso
dalle auto nei percorsi urbani, il 27 per cento era il
contributo evaporativo (che è da ritenere emesso in larga
misura nelle aree urbane dove i veicoli sostano), il 20 per
cento proveniva dai motoveicoli circolanti su percorsi
urbani.
Nel Paese la prevalenza del trasporto stradale rispetto ad
altre modalità rimane strutturale a causa dello squilibrio:
nelle infrastrutture (330.000 chilometri di rete complessiva,
di cui 310.000 chilometri di strada); nella spesa per
investimenti nei consumi delle famiglie. I veicoli circolanti
sono più di 41 milioni, il ritmo di crescita nel numero di
automobili è stato del 45 per cento nell'ultimo decennio ed ha
portato ad una densità pari a 1,9 abitanti contro 1,8 abitanti
per automobile degli USA, a fronte di una superficie 31 volte
superiore a quella dell'Italia.
Lo scenario è reso più inquietante da una caduta della
domanda del trasporto locale su gomma, per il quale il numero
di passeggeri è diminuito di 1 miliardo e 500 mila unità negli
ultimi quindici anni (-36 per cento) a fronte di una
potenzialità di 300.000 milioni di viaggiatori per chilometro
per anno, attualmente coperti all'85 per cento dal modo
privato: auto e moto (Piano nazionale trasporti. Lo
scenario nazionale 1998).
Stando ai dati forniti dall'ultimo report
dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), "Italia
in cifre 2001", nel 1999, "per 100 persone che escono di
casa per lavoro solo il 12,2 per cento si è servito di mezzi
di trasporto pubblico" così suddivise: 2,4 per cento treno;
5,5 per cento tram, autobus; 1,9 per cento metropolitana; 2,4
per cento pullman. Il numero di persone che, nel
quinquennio 1994-1999, ha abbandonato i mezzi di trasporto
privati a favore di quelli pubblici è stato minimo, appena lo
0,8 per cento. L'automobile privata, con il 72 per cento,
resta il mezzo preferito e maggiormente utilizzato dagli
italiani per recarsi al lavoro.
L'adozione di soluzioni valide al problema
dell'inquinamento e del traffico congestionato, oltre agli
ambientalisti, ha sempre interessato gli studiosi di economia,
riportiamo così alcuni passi dell'editoriale dell'economista
Lester C. Thurow, pubblicato dal Boston Globe il 28
febbraio 1995 "Partiamo da una semplice osservazione: nessuna
città del mondo è riuscita a risolvere il problema del
traffico congestionato e dell'inquinamento limitandosi a
costruire nuove strade (...). Gli economisti hanno da sempre
una risposta tecnica al problema del traffico e
dell'inquinamento: il pedaggio. Fare pagare un prezzo a chi
usa la strada ...". Se l'adozione di un'imposta "Pigoviana" di
tale portata: imporre un pedaggio a chiunque con un proprio
veicolo utilizzi una strada non è, nei fatti, praticamente
perseguibile, è, invece, possibile fare l'inverso, ovvero
incentivare l'utilizzo di mezzi di trasporto pubblici.
La presente proposta di legge vuole incentivare l'utilizzo
dei mezzi di trasporto pubblici per recarsi ai luoghi di
lavoro o studio, permettendo ai cittadini di detrarre
dall'imposta lorda un importo pari al 19 per cento delle spese
sostenute per l'acquisto di abbonamenti di viaggio. Con
l'articolo 2 il beneficio è esteso anche al coniuge e a
ciascun figlio.
Per rendere ancora più chiara la portata della presente
proposta di legge e dei benefìci che apporterà ai bilanci
familiari, con il conseguente incentivo all'utilizzo di mezzi
di trasporto pubblici, sarà utile citare, sempre dall'ultimo
report dell'ISTAT, "Italia in cifre 2001", la
spesa media mensile effettiva, sostenuta dalle famiglie, per i
servizi per l'istruzione, nei quali, per la voce "trasporto
scolastico" si impegnano 42,16 euro che, per i nove mesi
dell'anno scolastico, porterebbero ad una detrazione annua per
ciascun figlio di oltre 60 euro.