XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3364
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge è
motivata dalla nuova organizzazione didattica operante in
Italia e dall'esigenza di un adeguamento all'organizzazione
didattica prevalente negli altri Stati membri dell'Unione
europea.
Con la nuova organizzazione didattica universitaria quasi
tutti i corsi di laurea e di laurea specialistica hanno ormai
adottato la suddivisione dell'anno in due semestri, con gli
esami del primo semestre a febbraio e con la conseguente
necessità d'iniziare le attività didattiche nei primi giorni
del mese di ottobre (talvolta già alla fine del mese di
settembre).
Secondo la normativa attuale, nomine in ruolo,
affidamenti, incarichi, supplenze ed ogni altra forma di
copertura degli insegnamenti, hanno inizio dal 1^ novembre (a
semestre già ampiamente avviato) e terminano il 31 ottobre
successivo; ne consegue che molti corsi vengono iniziati da un
professore (fino al 31 ottobre) e proseguono con altro (dopo
il 1^ novembre).
Gli enti per il diritto allo studio procedono alle
assegnazioni degli alloggi agli studenti a decorrere dal mese
di novembre, ossia quando l'anno accademico è già iniziato, e,
pertanto, gli studenti immatricolati e residenti fuori dalla
sede universitaria sono di fatto impediti a frequentare le
lezioni per l'intero mese di ottobre.
In base poi all'organizzazione didattica prevalente negli
altri Stati membri dell'Unione europea occorre evidenziare che
nella maggioranza degli stessi l'anno accademico ha inizio il
1^ ottobre, con qualche situazione diversificata nei Paesi
scandinavi.
La differenza che esiste tra la maggior parte dei Paesi
europei e l'Italia di fatto costituisce una remora alla
mobilità europea degli studenti universitari, soprattutto
nell'ambito del programma comunitario SOCRATES/ERASMUS.
Infatti, gli studenti provenienti da altri Paesi dell'Unione
europea, raggiungendo le nostre sedi universitarie all'inizio
di ottobre, formalmente vengono ad essere iscritti a due anni
accademici successivi: ciò determina difficoltà amministrative
nei rapporti con le università e soprattutto con gli enti per
il diritto allo studio, in relazione agli alloggi. Per
converso, gli studenti italiani che iniziano la loro frequenza
all'estero nel mese di ottobre, finiscono per ricadere, ai
fini della loro iscrizione in Italia, in due diversi anni
accademici e ciò crea spesso problemi anche di natura
amministrativa.