XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3216




        Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge sottoposta alla Vostra attenzione trae origine dalla riforma in materia di giudice unico di primo grado, realizzata con il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, recante "Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado", ed è motivata dalla situazione del tutto particolare del comune di Sessa Aurunca.
        Infatti, il suddetto comune conta circa 25.000 abitanti; è sito in posizione centrale rispetto ai paesi limitrofi essendo attraversato dalla strada statale Appia e vantando una significativa vicinanza alla strada statale Domitiana.
        Quanto ai collegamenti ferroviari, esso è posto sulla tratta principale Napoli-Roma.
        Il comune interessato è in possesso, perché facenti parte del proprio patrimonio, di immobili da destinare alla sede della sezione distaccata del tribunale in oggetto, fatto che rende realizzabile la riforma a costo zero, come richiesto dall'articolo 1, comma 1, lettera q), della legge n. 254 del 1997, recante "Delega al Governo per l'istituzione del giudice unico di primo grado".
        Tale comune, del resto, negli atti preliminari al citato decreto legislativo n. 51 del 1998, veniva individuato come sede di sezione di tribunale essendo appunto in possesso dei requisiti previsti dalla citata legge n. 254 del 1997 e cioè: 1) numero di abitanti; 2) estensione del territorio; 3) carico di lavoro dell'ufficio giudiziario e, in particolar modo, immediata disponibilità dell'edilizia giudiziaria.
        Pertanto, il comune di Sessa Aurunca veniva definito polo aggregante rispetto agli altri comuni del circondario, compresi quelli che furono già sedi delle soppresse preture.
        Il citato decreto legislativo n. 51 del 1998, a tale fine, prevedeva invece, nella vasta zona di interesse, il solo comune di Carinola quale sede di una sezione distaccata del tribunale di S. Maria Capua Vetere.
        La sezione distaccata di Carinola rimane quindi, allo stato, unica in un vastissimo territorio che comprende ben diciotto comuni e precisamente: Carinola, Mondragone, Sessa Aurunca, Teano, Caianello, Vairano Patenora, Cellole, Conca della Campania, Falciano del Massico, Francolise, Marzano Appio, Pietramelara, Pietravairano, Riardo, Roccamonfina, Roccaromana, Tora e Piccilli e Baia e Latina.
        La vastità e l'eterogeneità del territorio ricompreso nella sezione distaccata di Carinola, unica in tutto l'ambito territoriale, già di per sé mostrano la necessità della ripartizione di esso, in maniera omogenea, tra l'attuale sezione distaccata di Carinola e l'istituenda sezione distaccata di Sessa Aurunca.
        Infatti, nel territorio di quest'ultima rientrerebbero i comuni dell'entroterra mentre si lascerebbe alla sezione di Carinola un territorio parimenti vasto ed omogeneo composto dai comuni della fascia costiera e da tutti quelli limitrofi alla sede della sezione del tribunale.
        Si ricorda che, quanto alla vastità del territorio attualmente rientrante nella sezione distaccata di Carinola, il solo territorio di Mondragone, ad altissima densità abitativa, di per sé realizza un più che significativo carico di lavoro.
        A ciò si aggiunga che, come emerge dai lavori preparatori della legge n. 254 del 1997, la riforma sul giudice unico avrebbe dovuto tenere conto del necessario contemperamento tra l'interesse all'accorpamento delle sedi e l'interesse, anch'esso primario, di salvaguardare le esigenze del territorio atteso che, per volontà dello stesso legislatore, nelle zone definite a rischio per l'operare di delinquenza soprattutto organizzata, la presenza dello Stato deve essere riaffermata e va, pertanto, potenziata anche attraverso la presenza di un sito giudiziario.
        Evidentemente il legislatore non seppe, non volle o non potè, non istituendo oltre alla sezione distaccata di Carinola anche quella di Sessa Aurunca, prendere atto di una situazione territoriale molto particolare.
        A ciò si aggiunga, altresì, la situazione paradossale in cui versano alcuni comuni al confine con le regioni Lazio e Molise e precisamente: Galluccio, Rocca d'Evandro, Presenzano, S. Pietro Infine e Mignano Monte Lungo i quali, pur facendo parte della provincia di Caserta, in base all'attuale assetto delle circoscrizioni giudiziarie, rientrano nel circondario del tribunale di Cassino, che sorge in provincia di Frosinone, nonostante, però, per i reati finanziari e per ogni altra vertenza che attenga a tributi e tasse, essi vedano radicata la competenza in capo agli uffici giudiziari di S. Maria Capua Vetere, Caserta ed anche Carinola, stante l'ubicazione di tutti gli uffici finanziari proprio nei comuni rientranti nella circoscrizione del tribunale centrale di S. Maria Capua Vetere e nelle sezioni distaccate del medesimo.
        Tali comuni, all'epoca della riforma, fecero richiesta di essere accorpati alla sezione di tribunale di Sessa Aurunca ed è giunto il momento di corrispondere alle aspettative delle popolazioni interessate.
        Ciò stante, si rende indispensabile provvedere all'istituzione di una sezione distaccata del tribunale di S. Maria Capua Vetere nel comune di Sessa Aurunca.
        Tale ufficio giudiziario accorperebbe nel proprio circondario i comuni dell'entroterra e quindi, oltre a Sessa Aurunca, i comuni di Vairano, Caianello, Marzano Appio, Tora e Piccilli, Pietravairano, Roccamonfina, Conca della Campania, Cellole, (per la maggior parte già ricompresi nel mandamento della soppressa pretura di Sessa Aurunca) oltre ai predetti comuni di Presenzano, Galluccio, San Pietro Infine, Mignano Monte Lungo e Rocca d'Evandro, i quali ultimi rientrerebbero definitivamente in una corretta circoscrizione giudiziaria.
        Tale modifica non inciderebbe sull'adeguato dimensionamento dell'ambito territoriale della sezione distaccata di Carinola la quale manterrebbe comunque un circondario, anch'esso ampio e razionalmente riordinato, che ricomprenderebbe, oltre al comune di Carinola, Mondragone, Teano, Francolise, Pietramelara, Falciano del Massico, Riardo, Baia e Latina e Roccaromana.




Frontespizio Testo articoli