XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3201




        Onorevoli Deputati! - Il disegno di legge di approvazione del bilancio dello Stato a legislazione vigente per il 2003 e per il triennio 2003-2005, in base a quanto previsto dalla legge n. 208 del 1999, viene presentato alle Camere il 30 settembre, contestualmente alla manovra correttiva di finanza pubblica.
        In sostanza, la manovra viene incentrata su due strumenti normativi, l'uno a carattere formale, mirante alla ricognizione della legislazione in essere, costituita dal bilancio a legislazione vigente; l'altro a carattere sostanziale, recante le modifiche e le integrazioni ritenute necessarie per il raggiungimento degli obiettivi definiti nella nota di aggiornamento del Documento di programmazione economico-finanziaria, mediante la legge finanziaria.
        La contestuale ricognizione della situazione dei conti pubblici e le relative innovazioni normative ritenute necessarie comportano una complessiva razionalizzazione del disegno programmatorio; nel contempo, l'eliminazione del "collegato di sessione" e il contemporaneo ampliamento del contenuto normativo della legge finanziaria fungono da potente stimolo verso un miglioramento della strumentazione del processo di bilancio.
        Nel disegno di legge di bilancio, la ricognizione si esprime, come di consueto, nella definizione di ciascuna posta, riferita al livello decisionale individuato dal Parlamento con la riforma di cui alla legge n. 94 del 1997, lasciando alla proposta dell'esecutivo solo la parte di spesa non quantificata, direttamente o indirettamente, dalla legislazione vigente, mentre le previsioni di entrata considerano l'evoluzione del gettito sulla base del quadro di riferimento macro-economico tendenziale considerato nella citata nota di aggiornamento del Documento di programmazione economico-finanziaria, valutandone con una doverosa dose di prudenza i riflessi finanziari.
        In tale contesto, le esigenze di contenimento e di razionalizzazione della spesa sono state contemperate con quelle incomprimibili destinate ad assicurare, in ogni caso, l'operatività minima delle amministrazioni; la possibilità di compensazione diretta tra capitoli di spesa non legislativamente vincolati, nell'ambito del medesimo stato di previsione, facilita tale contemperamento e costituisce un importante elemento di elasticità nella parte discrezionale del bilancio gestionale, essenzialmente per le spese di funzionamento.

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        Un'ulteriore flessione delle spese correnti "discrezionali" rispetto alle previsioni del 2002 caratterizza la proposta del bilancio per il 2003, pur tenendo conto delle incomprimibili esigenze connesse alla operatività delle amministrazioni, particolarmente rilevanti in alcuni settori come l'ordine pubblico, la giustizia e l'istruzione.
        La previsione sconta, sia pure in misura più contenuta, la disposizione relativa alla programmata riduzione per le spese per consumi intermedi, per effetto della progressiva attuazione del nuovo sistema di acquisizione di beni e servizi introdotto dall'articolo 26 della legge finanziaria 2000. A tale riduzione farà seguito un'ulteriore riduzione generalizzata del 10 per cento connessa con la manovra correttiva.
        In sostanza, viene data attuazione al sistema delle "convenzioni quadro" definite, per conto del Ministero dell'economia e delle finanze, da un'apposita struttura dedicata individuata nella Consip Spa, la cui partecipazione azionaria è interamente posseduta dal Tesoro. Il nuovo sistema di acquisizione dovrebbe essere a regime al più presto, in guisa da esplicare i suoi positivi effetti sull'esercizio 2003.
        La complessa operazione, pur sensibile dal punto di vista quantitativo, lascia sostanzialmente inalterata la caratteristica di estrema rigidità delle previsioni di bilancio anche per il prossimo anno, risultante dall'incidenza delle spese legislativamente vincolate sul totale delle spese finali (Tabella n. 1). Sotto tale profilo, gli stanziamenti di competenza direttamente o indirettamente stabiliti dalla legge, si attestano intorno a 392.033 milioni di euro, su un totale di 415.681 milioni di euro di spesa, con una incidenza del 94,31 per cento.
        Viene confermata nelle nuove previsioni la distinzione formulata dalle amministrazioni interessate per quanto attiene alle quote di spesa vincolate; ciò anche ai fini dell'esame parlamentare, per il quale i descritti elementi informativi potranno costituire prezioso supporto per una efficace autoregolamentazione delle Assemblee legislative.
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        Sotto il profilo quantitativo, il bilancio a legislazione vigente per il 2003 recepisce le indicazioni del Documento di programmazione economico-finanziaria, approvato nel luglio scorso con specifiche risoluzioni dalle Camere e della relativa nota di aggiornamento, presentata contestualmente al presente disegno di legge lungo la via della trasparenza dei conti pubblici e dell'adeguamento delle dotazioni di bilancio alle effettive esigenze.
        Ciò premesso, il disegno di legge di bilancio a legislazione vigente per il 2003, in termini di competenza e al netto delle regolazioni contabili e debitorie, nonché dei rimborsi IVA, conclude con entrate finali per 367.276 milioni di euro e spese finali per 415.681 milioni di euro; il saldo netto da finanziare si colloca intorno ai 48.400 milioni di euro (Tabella n. 2).
        Le proposte di autorizzazione di cassa si attestano per il saldo netto da finanziare a circa 76.560 milioni di euro, comprensivo sia del fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa di 10.000 milioni di euro, sia del fisiologico "gap" tra incassi ed accertamenti di entrata, quantificabile intorno ai 7.000 milioni di euro (Tabella n. 3).
        Tenendo conto della manovra correttiva presentata all'esame del Parlamento con il disegno di legge finanziaria, le risultanze complessive per il bilancio 2003 assicurano la piena compatibilità con gli obiettivi programmati e definiti nella nota di aggiornamento del Documento di programmazione economico-finanziaria.
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1. Le previsioni 2003 a legislazione vigente: criteri adottati.

        Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2003-2006 (DPEF) - in ottemperanza a quanto disposto dall'articolo 3, commi 2, lettera e), e 3, della legge n. 468 del 1978 come modificata, da ultimo, dalla legge n. 208 del 1999 - indica le regole di variazione dell'entrata e della spesa del bilancio statale di competenza per ciascuno degli anni del quadriennio richiamato, nonché i criteri ed i parametri per la formazione delle relative previsioni.
        Conseguentemente, l'impostazione del progetto di bilancio a legislazione vigente per l'anno 2003, ha assunto come quadro di riferimento generale le ipotesi di evoluzione del bilancio statale di competenza coerenti con gli obiettivi di finanza pubblica indicati nel Documento richiamato e nella relativa nota di aggiornamento, al fine di conseguire mediante la legge finanziaria, i volumi di entrata e di spesa programmati.
        In questa sede, pertanto, si precisano le modalità con cui il criterio della legislazione vigente è stato applicato per le previsioni 2003.


1.1. Entrate.

        Per la previsione delle entrate, il criterio della legislazione vigente è stato attuato valutando l'ammontare dei proventi tributari ed extratributari con riferimento alle disposizioni che la normativa in vigore prevede direttamente operanti per il 2003.
        Con riferimento alle entrate di natura tributaria, la previsione per il 2003 a legislazione vigente è stata formulata tenendo conto dell'andamento del gettito registrato nei primi mesi del secondo semestre 2002 e del nuovo quadro macroeconomico tendenziale delineato con la nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria 2003-2006.
        Tale previsione considera gli effetti finanziari positivi derivanti dal decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, e dal decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209.
        E' opportuno sottolineare che la valutazione del gettito tributario è ispirata a criteri prudenziali, in relazione all'esito, conosciuto al momento, dei versamenti relativi all'autotassazione e dei più recenti andamenti degli accertamenti relativi.
        Per quanto riguarda le altre entrate si è tenuto conto della progressiva riduzione dei redditi di capitale conseguente ai processi di privatizzazione posti in essere negli ultimi anni.
        La struttura classificatoria delle entrate non si discosta da quella degli anni precedenti. La ripartizione delle relative poste è stata operata in ossequio a quella prevista dalla legge n. 468 del 1978, e successive modificazioni.
        La nota preliminare dello stato di previsione dell'entrata è integrata dallo schema sintetico di classificazione economica delle entrate di bilancio dello Stato informato ai criteri adottati in contabilità nazionale per i conti del settore della pubblica amministrazione (si veda, a riguardo, l'indicazione del relativo codice posta tra parentesi in prossimità di ciascun capitolo ed articolo).


1.2. Spese.

        Per le spese, si è proceduto analogamente alle entrate. Come sempre è stato utilizzato il riferimento metodologico accolto dalla legge n. 468 del 1978, e successive modificazioni, per l'individuazione e catalogazione dei fattori di variazione rispetto alle previsioni assestate dell'anno in corso.
        Prescindendo dalla voce relativa agli interessi, i fattori di variazione rispetto alle previsioni assestate 2002 si possono ricondurre a tre fattispecie:

            variazioni dovute a spese giuridicamente obbligatorie, vale a dire sia quelle predeterminate da provvedimenti legislativi preesistenti o intervenuti successivamente alla definizione del bilancio di previsione 2002, sia quelle che, sebbene non legate direttamente a specifiche disposizioni legislative, costituiscono tuttavia oneri inderogabili, essendo vincolate a particolari meccanismi che autonomamente regolano l'evoluzione di questo tipo di spese; nonché le variazioni di quei capitoli inclusi nell'elenco delle spese obbligatorie di cui all'articolo 7 della legge n. 468 del 1978;

            variazioni dovute a spese giuridicamente non obbligatorie che si rendono indispensabili per assicurare l'operatività dei vari servizi delle amministrazioni.

        In ordine alla previsione della spesa per interessi, le ipotesi assunte derivano dall'analisi delle tendenze in atto per la struttura del debito, per l'evoluzione dei tassi di interesse e per il fabbisogno, tendenze analoghe a quelle assunte nella più volte citata nota di aggiornamento del Documento di programmazione economico-finanziaria.
        Più specificatamente, si è tenuto conto:

                a) con riferimento alla struttura del debito, delle emissioni di titoli effettuate nel primo semestre 2002 e di quelle programmate per il secondo;

                b) con riferimento all'evoluzione dei tassi, delle ipotesi contenute nella nota di aggiornamento del DPEF 2003-2006;

                c) con riferimento al fabbisogno del settore statale e relative modalità di copertura, dell'ammontare individuato per l'anno 2003 nello scenario tendenziale previsto nella predetta nota di aggiornamento del DPEF.

        Circa i redditi da lavoro dipendente si fa presente che lo stanziamento della contribuzione aggiuntiva per il 2003 è stato calcolato tenendo conto dell'aliquota del 16 per cento fissata con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale emanato di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, del 12 luglio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 180 del 3 agosto 2000.
        Relativamente ai trasferimenti agli enti previdenziali iscritti in bilancio, gli stanziamenti tengono conto delle autorizzazioni di spesa disposte con i nuovi provvedimenti legislativi approvati dal Parlamento in tale comparto, nonché delle disposizioni previste dal decreto-legge 6 settembre 2002, n. 194, non ancora convertito dalle Camere.
        In particolare, si fa presente che:

            per i trasferimenti all'INPS, lo stanziamento del capitolo relativo alle "anticipazioni di bilancio" è stato determinato in funzione del fabbisogno previsto per l'anno 2003 (che tiene conto delle ipotesi indicate nella nota di aggiornamento del DPEF circa l'evoluzione della spesa pensionistica e dei contributi sociali), nonché delle disponibilità finanziarie giacenti sui conti di Tesoreria;

            l'apporto dello Stato all'INPDAP per garantire il pagamento dei trattamenti pensionistici è stabilito in via residuale (differenziale tra contributi previsti ed erogazioni pensionistiche).

        Relativamente alla spesa sanitaria per l'anno 2003 e seguenti per la sua costruzione a legislazione vigente si è tenuto conto del livello di spesa sanitaria, delle diverse componenti del suo finanziamento (IRAP, concorso regioni a statuto speciale, entrate proprie, addizionale IRPEF) nonché delle modalità di finanziamento stabilite con decreto legislativo n. 56 del 2000, recante disposizioni in materia di federalismo fiscale.
        I trasferimenti alle regioni sono stati ulteriormente integrati con le risorse finanziarie necessarie per consentire lo svolgimento delle funzioni loro attribuite con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri nell'ambito del federalismo amministrativo (articolo 7, legge 15 marzo 1997, n. 59). Per tali funzioni sono stati appositamente istituiti, negli anni passati, due capitoli (uno di parte corrente e uno di conto capitale), con contestuale riduzione degli stanziamenti iscritti negli stati di previsione della spesa dei vari Ministeri interessati.
        Analogamente si è proceduto per i trasferimenti ai comuni e alle province in attuazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che hanno stabilito il trasferimento di funzioni a loro favore.
        Si è data attenzione inoltre a quanto previsto nel decreto-legge n. 138 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 178 del 2002, in relazione alla trasformazione dell'ANAS in Spa.
        Si è proceduto infatti alla "trasformazione" di tutti i trasferimenti all'Ente in apporto al capitale sociale, lasciando in distinta evidenza la quota destinata all'ammortamento di mutui.


Quadro di sintesi.

        Prima di procedere al confronto delle previsioni iniziali 2003 con quelle assestate 2002 - comprensive degli effetti degli emendamenti approvati dal Parlamento - si ritiene utile ricordare che tutte le tabelle di analisi sono al netto delle regolazioni contabili e debitorie riportate nella Tabella n. 5.
        Il quadro di sintesi, per competenza e cassa, delle proposte di previsione del 2003 a legislazione vigente quali risultano dall'applicazione dei criteri appena precisati, trova esposizione nella Tabella n. 6 a raffronto con le previsioni iniziali ed assestate per l'anno in corso. In particolare si evidenzia:

            per le entrate finali un decremento in termini di competenza (- milioni di euro 2.203 pari a -0,6 per cento), e un aumento in termini di cassa (+ milioni di euro 1.385 pari a +0,4 per cento);

            per le spese finali, un aumento in termini di competenza (+ milioni di euro 10.047 pari a +2,5 per cento), dovuto per milioni di euro 11.026 all'incremento delle spese correnti e per milioni di euro 979 alla riduzione di quelle in conto capitale; un aumento in termini di cassa (+ milioni di euro 15.361) risultante da un incremento sia delle spese correnti (+ milioni di euro 15.344) che di quelle in conto capitale (+ milioni di euro 18);

            per le spese correnti al netto degli interessi, l'aumento ha riguardato per milioni di euro 8.897 la competenza (+ 3,2 per cento) e per milioni di euro 15.036 la cassa (+ 5,2 per cento).

        In conseguenza dei rilevati andamenti, il saldo netto da finanziare passa da 36.155 milioni di euro a 48.405 milioni di euro in termini di competenza e da 62.587 milioni di euro a 76.563 milioni di euro in termini di cassa.
        Qui di seguito, con riferimento ai dati prima precisati, vengono ora brevemente illustrate le previsioni concernenti:

            il bilancio di competenza 2003;

            il bilancio di cassa 2003;

            il bilancio pluriennale 2003-2005;

            il bilancio programmatico 2003-2005.
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2. Il bilancio di competenza dello Stato per il 2003.

2.1. Saldi.

        Le previsioni di competenza per l'anno 2003 sono riepilogate nelle Tabelle n. 7 e n. 8 e poste a raffronto con le previsioni assestate per il 2002.
        In particolare, la Tabella n. 7 pone in evidenza, nell'ambito delle operazioni di natura finale, una flessione complessiva delle entrate di milioni di euro 2.203, dovuto soprattutto al decremento delle entrate extratributarie per milioni di euro 1.086.
        Le spese finali evidenziano un aumento di 10.047 milioni di euro, frutto sia di una attenta applicazione del criterio della legislazione vigente, sia delle regole di evoluzione della spesa statale indicate nella più volte citata nota di aggiornamento del DPEF, nonché degli stanziamenti destinati alle regolazioni contabili.
        Il descritto andamento delle nuove previsioni di entrata e di spesa finali si è ovviamente riflesso sui correlativi saldi di bilancio, e più precisamente:

            sul risparmio pubblico, il cui livello è risultato, in base alle nuove previsioni, negativo, di milioni di euro 3.909; mentre nelle previsioni assestate 2002 si è attestato sul livello di 8.194 milioni di euro;

            sul saldo netto da finanziare, attestatosi sul livello di -48.405 milioni di Euro contro i -36.155 milioni di euro delle previsioni assestate 2002;

            sull'avanzo primario, passato da 40.314 milioni di euro ai previsti 30.193 milioni di euro.

        Nei successivi paragrafi si analizzano, distintamente per l'entrata e per la spesa, le previsioni 2003 a legislazione vigente.
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2.2. Entrate.

        Le nuove previsioni per entrate finali poste a raffronto con quelle assestate 2002 sono analizzate per titoli e categorie nelle Tabelle n. 9 e n. 10.
        Nel complesso emerge una variazione negativa pari a 2.203 milioni di euro derivante soprattutto da un decremento delle entrate extratributarie per 1.086 milioni di euro. Come si evince dalla successiva Tabella n. 11, concernente l'analisi per principali cause d'evoluzione delle entrate finali 2003, sulla dinamica del gettito hanno principalmente inciso:

                a) per le entrate tributarie:

                i fattori legislativi (milioni di euro 1.081);

                la variazione connessa all'evoluzione tendenziale del gettito (+ 1.090 milioni di euro);

                b) per le entrate diverse da quelle tributarie:

                i proventi relativi agli utili di gestione (- 614 milioni di euro);

                i recuperi, rimborsi e contributi (-1.294 milioni di euro);

                i proventi dei servizi pubblici minori (+ 329 milioni di euro).

        Ulteriori analitici ragguagli sulla complessiva evoluzione delle entrate finali sono contenuti nella Nota preliminare allo stato di previsione dell'entrata per l'anno 2003.
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2.3. Spese.

        Per la spesa, le nuove previsioni di competenza per operazioni finali sono analizzate per categorie economiche nella Tabella n. 12, a raffronto con le previsioni iniziali assestate 2002.

2.3.1. Parte corrente.

        Le spese correnti presentano un incremento rispetto all'assestato di 11.026 milioni di euro, le principali variazioni riguardano i seguenti comparti:

            redditi da lavoro dipendente (+ 1.481 milioni di euro). Tale aumento è dovuto soprattutto ai maggiori stanziamenti previsti per contributi alle Forze armate e di Polizia nonché per gli incentivi per l'offerta formativa del comparto scuola;

            trasferimenti a enti di previdenza (+532 milioni di euro) il cui aumento è imputabile a maggiori trasferimenti all'INPDAP, compensati da minori trasferimenti all'INPS;

            trasferimenti alle amministrazioni locali aumentati di 2.756 milioni di euro, di cui 3.606 milioni sono relative alle regioni (tale aumento è imputabile al fondo sanitario nazionale, al fondo per l'attuazione dell'ordinamento regionale delle regioni a statuto speciale, all'attuazione del federalismo amministrativo e alla compartecipazione IVA da attribuire alle regioni per l'attuazione del federalismo fiscale, compensati in parte dal decremento relativo alle devoluzioni di quote delle entrate erariali per le regioni a statuto speciale), compensati da minori trasferimenti al fondo ordinario per la finanza locale;

            trasferimenti ad imprese (-398 milioni di euro) il cui decremento è dovuto in parte a minori contributi in conto interessi ed a minori trasferimenti all'Ente poste;

            poste correttive e compensative delle entrate (+ 1.104 milioni di euro) per maggiori rimborsi di imposte dirette ed indirette;

            finanziamento al bilancio dell'Unione europea (+ 629 milioni di euro) dovuti all'incremento dei trasferimenti concernenti le risorse IVA e il contributo calcolato sul prodotto nazionale lordo (PNL);

            interessi (+ 2.129 milioni di euro) dovuti all'andamento dei tassi;

            altre spese correnti (+ 3.439 milioni di euro) dovuto alla ricostituzione dei fondi di riserva (+ 2.210 milioni di euro), a maggiori assegnazioni al fondo da ripartire per le politiche sociali.


2.3.2. Conto capitale.

        Le spese in conto capitale presentano una riduzione di 979 milioni di euro che è la risultante delle seguenti variazioni:

            minori contributi agli investimenti ad amministrazioni pubbliche centrali, diminuiti di 1.560 milioni di euro, di cui 2.299 sono riferiti all'ANAS per la trasformazione dell'ente in Spa, compensati in parte da maggiori trasferimenti di somme da versare al fondo per l'attuazione delle politiche comunitarie per finanziamenti nazionali;

            minori contributi agli investimenti ad amministrazioni locali (- 1.451 milioni di euro), la cui riduzione è imputabile in particolar modo a minori somme destinate alla tutela ambientale e al federalismo amministrativo;

            minori contributi agli investimenti alle imprese (-1.694 milioni di euro) dovuti principalmente a minori trasferimenti a favore del fondo per gli interventi agevolativi alle imprese e per minori somme destinate alla terziarizzazione dei servizi presso le istituzioni scolastiche;

            maggiori acquisizioni di attività finanziarie aumentate di 2.004 milioni di euro di cui quasi 1.900 sono riferiti al capitale sociale dell'ANAS per la già citata trasformazione dell'ente in Spa.
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3. Bilancio di cassa per l'anno 2003.

        3.1. Il bilancio di cassa per l'anno 2003, riportato in sintesi nella Tabella n. 13, conclude, per le operazioni di natura finale, con previsioni di incassi e pagamenti, rispettivamente, pari a milioni di euro 360.114, e 436.677 a fronte di una massa acquisibile di 504.951 e di una massa spendibile di 500.576 milioni di euro (vedi Tabelle nn. 13, 14 e 15).
        I coefficienti di realizzazione espressi dal raffronto dei flussi di cassa previsti con i corrispondenti potenziali risultano pari al 71,3 per cento per le entrate finali ed all'87,23 per cento per le spese finali.
        Ai fini di una esatta valutazione dei menzionati coefficienti va peraltro ricordato che in sede di impostazione del bilancio previsionale di cassa, la determinazione del potenziale di entrata e di spesa presenta necessariamente notevoli margini di incertezza per ciò che attiene alla componente residui.
        In sede di elaborazione del bilancio 2003, la linea direttiva seguita è stata quella di porre in essere ogni possibile iniziativa per avvicinare la consistenza presunta dei residui passivi all'inizio del nuovo esercizio a quella che dovrebbe definitivamente essere accertata in sede di rendiconto dell'anno 2002, tenuto conto di quanto previsto dal decreto-legge n. 194 del 2002.
        Ulteriori condizionamenti sono inoltre connessi con i fenomeni delle "economie" e delle "eccedenze" con riferimento alla gestione di competenza, e delle "perenzioni" e "prescrizioni" per la gestione dei residui, fenomeni che - com'è noto - possono quantificarsi solo dopo alcuni mesi dalla chiusura dell'esercizio, rappresentando essi l'ultima fase precedente la definitiva parifica del consuntivo da parte della Corte dei conti.
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        Va peraltro avvertito che i risultati differenziali espressi dal bilancio, soprattutto per la sua caratterizzazione di bilancio di "trasferimenti", costituiscono parametri idonei solo in parte a valutare la compatibilità dell'evoluzione degli aggregati reali dell'economia, in specie consumi ed investimenti (risparmio pubblico, indebitamento netto), nonché dei flussi finanziari ed in particolare del credito totale interno (saldo netto da finanziare e ricorso al mercato).
        A tali fini i medesimi risultati differenziali rispondono infatti pienamente solo se riferiti all'intero settore pubblico e nel suo ambito al settore statale, inteso quest'ultimo come consolidato delle gestioni di cassa del bilancio statale e della tesoreria.
        La gestione di tesoreria, infatti, quale intermediaria tra bilancio e destinatari delle somme dallo stesso trasferite, consente a questi ultimi per un verso di utilizzarle in relazione alle esigenze e, dall'altro, di far fronte anche ad occorrenze non considerate nel bilancio dell'anno.
        La trattazione analitica delle principali componenti delle previsioni degli incassi e dei pagamenti statali per il 2003, ivi compresa la manovra di finanza pubblica da realizzare, nonché della loro integrazione con le operazioni di tesoreria e della stima del complessivo fabbisogno "del bilancio e della tesoreria", verrà effettuata nella Relazione previsionale e programmatica per l'anno 2003.
        In questa sede si ritiene utile presentare le tabelle di analisi, nelle quali si espongono le disaggregazioni per categorie delle previsioni 2003 delle somme acquisibili e dei relativi incassi, nonché quelle delle somme spendibili e dei corrispondenti pagamenti per categorie economiche.

        3.2. In sede di impostazione delle previsioni in termini di cassa per l'anno 2003, si è tenuto conto, per i capitoli interessati, delle disponibilità esistenti sui conti di tesoreria, operando una riconsiderazione in senso riduttivo delle correlative appostazioni di bilancio in funzione dell'effettivo presumibile fabbisogno di pagamento e in coerenza anche con gli obiettivi dei flussi di cassa.
        Tutto ciò è correlato all'esigenza sia di continuare lo "svuotamento" dei conti di tesoreria, al fine di ricondurre sotto controllo i flussi di cassa diretti verso soggetti esterni, sia di consentire una maggiore efficacia delle manovre correttive che dovranno adottarsi per consentire il rispetto dei parametri fissati per far parte dell'Unione europea.
        In questo senso le autorizzazioni di cassa iscritte in bilancio non possono essere considerate delle poste puramente contabili, ovvero il bilancio di cassa un semplice "derivato" di quello di competenza, bensì le stesse devono ritenersi uno strumento indispensabile per il "mantenimento" in bilancio, sotto forma di residui, delle somme che si prevede non verranno utilizzate e, in tal modo, porre le basi per un serio monitoraggio dell'evoluzione dei flussi di spesa.
        In altre parole, il bilancio di cassa non è più costruito applicando determinati coefficienti di realizzazione alla massa acquisibile e a quella spendibile; da ciò deriva che lo stesso diviene anche un valido strumento per lo svolgimento di una funzione regolatoria dei flussi di spesa, che si realizza mediante la previsione di "autorizzazioni di cassa" che costituiscono un limite alla facoltà delle amministrazioni di effettuare pagamenti.
        Pertanto, alle citate autorizzazioni - pur nei limiti derivanti dalla tecnica di valutazione dei residui presunti che unitamente alla competenza concorrono a formare la massa spendibile - è attribuibile, non solo una funzione giuridico- amministrativa e quindi di informativa sul volume dei pagamenti previsti dal bilancio statale, ma di fatto le stesse hanno acquisito una tale rilevanza da essere funzionali al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.
        La più volte citata legge n. 94 del 1997, ha ratificato questa "nuova funzione" delle richiamate autorizzazioni, attraverso l'istituzione del Fondo di riserva per l'integrazione delle autorizzazioni di cassa, che costituisce un vero e proprio strumento di controllo dei pagamenti. La stessa legge n. 94, peraltro, nel prevedere l'invio dei decreti di prelevamento dal predetto fondo alle competenti Commissioni parlamentari sancisce la volontà di monitorare anche a livello politico la dinamica dei flussi di spesa e conferma il ruolo di primaria importanza del bilancio di cassa.


4. Bilancio triennale 2003-2005.

        4.1. In relazione a quanto dispone l'articolo 4 della legge n. 468 del 1978, e successive modificazioni, le previsioni di competenza per l'anno 2003 sono accompagnate dal bilancio pluriennale 2003-2005.
        La normativa in proposito recata dalla citata legge n. 468 prevede l'articolazione del bilancio pluriennale in due distinte sezioni - l'una "a legislazione vigente" , l'altra "programmatica" - precisando peraltro che:

            la sezione "a legislazione vigente", senza gli effetti della legge finanziaria, deve essere presentata al Parlamento, insieme al progetto annuale di bilancio, entro il 30 settembre, ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 1, lettera b), della legge n. 468 del 1978, modificato dall'articolo 2, comma 2, della legge n. 208 del 1999;

            la sezione "programmatica" - in coerenza anche con il disposto dell'articolo 3, commi 1 e 3, della legge n. 468 del 1978, e successive modificazioni - si concreta nella traduzione in termini finanziari della manovra e degli obiettivi di finanza pubblica posti a base del Documento di programmazione economico-finanziaria e pertanto, deve essere presentata dal Governo alle Camere entro il mese di settembre dell'anno precedente quello cui si riferisce unitamente al disegno di legge finanziaria, e alla Relazione previsionale e programmatica (articolo 1-bis della legge n. 468 del 1978, introdotto dall'articolo 1, della legge n. 362 del 1988);

            entrambe le sezioni ("vigente" e "programmatica"), da aggiornare annualmente, devono essere redatte - ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della citata legge n. 468 del 1978, - per unità previsionali di entrata e di spesa (con ulteriore specificazione, nell'ambito di queste ultime, dei trasferimenti correnti e di conto capitale verso i principali settori di spesa decentrata) e devono essere approvate con apposito articolo della legge di bilancio, il che - comunque - non comporta autorizzazione a riscuotere le entrate e ad eseguire le spese in esso contemplate (articolo 4, commi 2 e 4, della legge n. 468 del 1978, come sostituito dall'articolo 4 della legge n. 362 del 1988).

        Pertanto, nel Quadro generale riassuntivo del progetto di bilancio 2003 si presenta la proiezione per gli anni 2004 e 2005 della previsione annuale di competenza 2003 a legislazione vigente (Sezione C).
        L'evoluzione a legislazione vigente delle previsioni di competenza per l'anno 2003, che si riflette negli anni 2004 e 2005, analiticamente rappresentata nella sezione C del Quadro generale riassuntivo, è riassunta nella Tabella n. 16.
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        4.2. Va ricordato che, come già operato negli ultimi anni, la proiezione al successivo biennio della nuova previsione di competenza è stata realizzata, per l'entrata come per la spesa, a livello di singola unità previsionale: tale elaborazione analitica, da un lato, è resa possibile dalla realizzata piena operatività del sistema informativo della Ragioneria generale dello Stato, e dall'altro, ha consentito di tenere nel dovuto conto le variabili rilevanti ed i meccanismi specifici che incidono sull'evoluzione di ciascuna unità previsionale del bilancio.
        In particolare, per ciò che concerne le entrate, la proiezione della previsione formulata per il 2003 è stata elaborata sulla scorta delle variabili ritenute di volta in volta più appropriate: per quelle tributarie si è tenuto conto essenzialmente dell'evoluzione del gettito con riferimento ai profili delle principali grandezze macroeconomiche, mentre per le altre entrate, ove necessario, le valutazioni sono state integrate con la considerazione della prospettica evoluzione di correlate voci di spesa.
        In particolare, nei comparti impositivi diretto ed indiretto, la proiezione è stata effettuata avendo riguardo alle caratteristiche proprie dei singoli tributi, atteso che la specifica natura della materia imponibile ed i diversi meccanismi di applicazione dei singoli tributi influenzano in maniera determinante le ipotesi di evoluzione del gettito.
        Per le entrate extratributarie, il carattere anelastico e la eterogeneità degli introiti hanno reso necessaria una specifica valutazione riferita alle caratteristiche di ciascun cespite, risultando estremamente aleatoria l'adozione di un criterio che ne collegasse l'andamento al solo quadro economico globale.
        Con riferimento alle entrate per alienazione ed ammortamento di beni patrimoniali e rimborso di crediti, va sottolineato che nessuna previsione di introiti è stata formulata per le dismissioni patrimoniali.
        La proiezione delle singole unità previsionali di spesa ha richiesto una elaborazione più complessa essendo i singoli stanziamenti caratterizzati da una evoluzione molto più varia e sovente, da un lato, completamente sganciata da ogni riferimento al quadro economico generale, dall'altro, condizionata da obblighi più squisitamente giuridici.
        La proiezione peraltro si è sviluppata ancora una volta con riferimento alle già menzionate fattispecie che condizionano l'evoluzione delle spese nel tempo.


Oneri giuridicamente obbligatori.

        Per questo tipo di oneri, si è tenuto conto, per gli anni 2004 e 2005, sia delle cadenze degli oneri quali risultano stabilite nella legge finanziaria 2003 e nelle rispettive norme autorizzative, sia delle specifiche variabili macroeconomiche che influenzano la previsione, giusta quanto previsto nelle norme sostanziali di autorizzazione.
        Tuttavia, per talune spese, specie di trasferimento, per le quali non risultano ancora determinate precise regole di evoluzione, si è tenuto soprattutto conto del tasso di adeguamento monetario connesso con l'ipotizzata evoluzione dei prezzi impliciti nel prodotto interno lordo.


Oneri giuridicamente non obbligatori.

        Per tali spese di carattere discrezionale si è operato considerando per gli anni 2004 e 2005 le ipotesi assunte nella nota di aggiornamento del DPEF per l'evoluzione dei prezzi.

        4.3. Per ciò che concerne invece gli accantonamenti dei fondi speciali per provvedimenti legislativi in corso , se ne è stimata l'evoluzione valutando per ciascuna voce il prevedibile sviluppo, secondo quanto esposto nella proiezione per il triennio 2003-2005 di cui Allegato C/3 del Quadro generale riassuntivo.
        Per quanto, infine, riguarda il rimborso dei prestiti, si precisa che il volume di spesa previsto per gli anni 2004 e 2005 non può avere, al momento, che carattere provvisorio.
        Esso, infatti, verrà ad essere modificato dalle ulteriori scadenze dei debiti che saranno contratti sia in questo scorcio d'anno 2002 (titoli biennali o triennali con effetti sul 2004 e 2005), sia nel corso del 2003 (titoli biennali con scadenza 2005).


5. Bilancio programmatico 2003-2005.

        5.1. In relazione alla presentazione al Parlamento del disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per l'anno 2002, si allega la tabella aggiornata con i dati relativi al predetto provvedimento, relativa al bilancio programmatico dello Stato per gli anni 2003-2005.

        Gli stati di previsione della spesa dei Ministeri, in sintonia con le disposizioni della legge di riforma n. 94 del 1997, sono corredate dell'allegato tecnico per capitoli e da una serie di allegati specifici concernenti:

            le quote giuridicamente obbligatorie;

            il nomenclatore degli atti;

            le risorse destinate alla ricerca scientifica e tecnologica;

            il raggruppamento dei capitoli secondo il codice economico;

            il raggruppamento dei capitoli secondo le funzioni obiettivo;

            le risorse destinate alle regioni per le spese in conto capitale;

            le risorse destinate alle aree depresse;

            da altri specifici allegati previsti da particolari disposizioni.

        Lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze - che si presenta ristrutturato in base al decreto legislativo n. 430 del 1997, e ai regolamenti di cui ai decreti del Presidente della Repubblica nn. 38 e 154 del 1998 - reca inoltre i quadri contabili di classificazione della spesa secondo l'analisi economica, per funzioni obiettivo di primo e secondo livello e gli incroci per i diversi criteri di classificazione (articolo 6 della legge n. 468 del 1978).


BILANCIO AMBIENTALE

        Nel corso degli ultimi anni l'attenzione politica verso le tematiche ambientali - manifestatasi più volte anche in sede parlamentare in occasione dell'esame dei documenti economico-finanziari e di bilancio - è andata costantemente crescendo.
        La sempre maggiore rilevanza che la materia riveste nella pubblica opinione - rappresentata da numerose associazioni ambientaliste - e, soprattutto, lo scenario internazionale sempre più rivolto alle problematiche del perseguimento del cosiddetto "sviluppo sostenibile", stanno determinando, nel nostro come in altri Paesi, la crescente presa di coscienza della delicatezza delle questioni poste sull'argomento.
        Ciò che ne consegue è il maggior interesse rivolto alla valorizzazione delle politiche ambientali da cui promana, pertanto, la necessità di avere a disposizione maggiori e migliori informazioni in materia.
        In tale contesto, il Ministro dell'economia e delle finanze, in occasione della predisposizione del bilancio di previsione per l'anno 2003, propone una versione sperimentale di bilancio ambientale (o ecobilancio), che si pone come approccio alla rappresentazione dei dati quantitativi delle politiche statali in tema di ambiente svolte sia in via diretta che mediata, e quindi del quadro organico posto in essere, attraverso il bilancio dello Stato, dalle diverse componenti interessate (Stato, imprese, enti pubblici e privati e ambiente naturale).
        In questa fase di crescente sensibilità politica e civile verso le tematiche ambientali, si è ritenuto, inoltre, opportuno offrire un maggior contributo anche sul versante della rappresentazione contabile dei dati di bilancio relativi alle risorse pubbliche destinate all'ambiente. Essi sono esposti, infatti, per l'anno 2003, secondo la classificazione funzionale COFOG - SEC 95 (Divisione 5: Protezione dell'ambiente) scendendo nel dettaglio delle "missioni istituzionali" svolte da parte delle amministrazioni centrali dello Stato e dagli altri soggetti coinvolti nello svolgimento di tali politiche pubbliche.
        E' opportuno ricordare che le missioni istituzionali identificano le politiche pubbliche di settore che lo Stato nel suo complesso persegue ai fini, come nel caso di specie, della protezione dell'ambiente, che possono essere svolte tanto in maniera esclusiva da parte di una amministrazione centrale dello Stato, quanto in maniera condivisa da più amministrazioni centrali o da esse e altri soggetti pubblici e privati.


La struttura documentale
e le cifre dell'ecobilancio

            Le spese

        Per l'anno 2003, le spese per la protezione dell'ambiente sono così esposte:

            1^ livello. DIVISIONE "Protezione dell'ambiente";

            2^ livello. GRUPPO "Trattamento dei rifiuti";

            3^ livello. CLASSE "Trattamento dei rifiuti".

        Il terzo livello, come detto, è quindi ulteriormente disaggregato secondo l'elenco delle missioni istituzionali previste per ciascuna classe:

            4^ livello. MISSIONI ISTITUZIONALI:

                "Rifiuti solidi urbani";

                "Rifiuti speciali, eccetera";

                "Oneri indivisibili e non altrimenti classificabili".

        La tabella, che espone gli stanziamenti di competenza per la protezione dell'ambiente per l'anno 2003, è divisa in due parti relative: la prima, alle spese per la protezione dell'ambiente perseguita direttamente dalle amministrazioni centrali dello Stato; la seconda alle spese per trasferimenti, aventi sempre quale destinazione finale la protezione dell'ambiente, ma non utilizzate direttamente dall'amministrazione centrale, bensì trasferite a favore di soggetti pubblici e privati (finanziamenti, contributi, sussidi, eccetera, assegnati con vincolo di destinazione).
        Le spese per l'esecuzione di attività dirette di tutela ambientale da parte delle amministrazioni centrali dello Stato comprendono i capitoli del bilancio dello Stato funzionalmente destinati alla protezione dell'ambiente appartenenti ai macroaggregati "funzionamento", "oneri comuni" e "investimenti". I capitoli del bilancio dello Stato funzionalmente destinati alla protezione dell'ambiente, appartenenti agli altri macroaggregati, confluiscono, invece, nelle spese per trasferimenti a fini di protezione ambientale a favore di soggetti privati ed altri soggetti pubblici.
        Questa doppia possibilità di lettura delle cifre del bilancio ambientale consente di cogliere e valutare le interrelazioni tra la pubblica amministrazione centrale e tutti gli altri soggetti, pubblici e privati, che svolgono funzioni volte alla protezione dell'ambiente, permettendo, tra l'altro, una più accurata analisi ed una più attenta programmazione degli interventi.


Le entrate

        Per quanto riguarda le entrate, solo il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio presenta un capitolo di entrata, la cui consistenza può variare mediante riassegnazioni in corso d'esercizio, mentre i fondi comunitari eventualmente accordati, rimarrebbero comunque da assegnare.
        La composizione della descritta tabella viene ad assumere la configurazione esposta nell'allegato.
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