XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3180




        Onorevoli Colleghi! - Nella prospettiva di veder attuato il federalismo anche nel campo dei beni ambientali e architettonici, la presente proposta di legge intende disciplinare il passaggio di proprietà del castello di Vigevano dal demanio statale a quello comunale.
        Lo scopo è consentire al comune di Vigevano di provvedere inizialmente, attingendo a risorse finanziarie proprie e di altri enti pubblici o privati, ai lavori di consolidamento, restauro e valorizzazione e, successivamente alla conservazione del bene, attingendo alle risorse finanziarie che potranno essere generate dalle varie forme di gestione delle attività che saranno svolte negli ambienti appositamente adattati.
        A questo fine si dovrà prevedere una destinazione urbanistica che consenta una utilizzazione di interesse pubblico naturalmente compatibile con i vincoli a tutela di interessi ambientali, paesaggistici, storici e artistici gravanti sul bene stesso. Il comune predisporrà un progetto di massima per la valorizzazione del bene e indicherà le modalità di realizzazione delle opere e le forme di gestione delle attività da svolgere. Raccolti i pareri favorevoli del Ministero per i beni e le attività culturali in merito al rispetto dei vincoli e dal Ministero dell'economia e delle finanze, quale proprietario del bene demaniale, il Presidente del Consiglio dei ministri con proprio decreto, disporrà la cessione gratuita del bene al comune di Vigevano.
        Per impedire che dopo gli impegni assunti dal comune, previsti nell'articolo 2, si rimanga inutilmente in attesa di risposta da parte del Governo, all'articolo 3 si prevede che, trascorsi 120 giorni dalla presentazione del progetto, si produrranno gli effetti dei contratti menzionati al numero 1) del primo comma dell'articolo 2643 del codice civile (trasferimento di proprietà e diritti su beni immobili).
        Non si può, infatti, privare di interventi di manutenzione un bene di così alto valore storico e architettonico solo perché lo Stato non ha più risorse finanziarie e, contestualmente, non accoglie la richiesta di passaggio di proprietà di chi, come il comune di Vigevano, si impegnerebbe al risanamento conservativo attingendo anche a risorse finanziarie generate attraverso un piano di valorizzazione.
        Il castello sorge nella parte più alta della città e si innesta sull'impianto planimetrico e sulla struttura del preesistente castello-ricetto di età comunale. La sua costruzione è caratterizzata da due fasi determinanti successive: una viscontea e una sforzesca. La prima iniziò per volere di Luchino Visconti, podestà di Vigevano, che nel 1341 fece costruire la "Rocca vecchia", una fortezza a guardia della strada per Milano, e nel 1345 il castello vero e proprio, l'attuale "Maschio" a forma quadrilatera con quattro torri angolari a merlatura ghibellina.
        Due anni più tardi, i due fortilizi furono collegati dalla "Strada coperta", un grande ponte fortificato che scavalca il borgo, permettendo rapidi passaggi dal Castello alla campagna, un'opera veramente sorprendente, lunga 164 metri e larga 7 metri. La fase sforzesca, importantissima per il contributo artistico di Donate Bramante, diede al Castello i caratteri di grandiosa residenza principesca e lo splendore di una fra le più ricche corti rinascimentali d'Europa.
        In due anni, dal 1492 al 1494, per volere del Duca Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, fu completata la costruzione delle scuderie (già intrapresa da Galeazzo Maria) capaci di contenere quasi mille cavalli, della torre a volumi sovrapposti, degli agili colonnati della "falconiera", così chiamati per il fatto che i falconi venivano qui allevati ed addestrati per la caccia.
        Il Maschio fu completamente trasformato in zona residenziale, arricchito da lussuose sale interamente decorate e dipinte.
        Nella parte posteriore del Maschio fu aggiunta un'ala residenziale riservata alla duchessa Beatrice d'Este e fu costruita l'elegante "Loggia delle dame" affacciata sul giardino pensile.
        Con la fine della dinastia sforzesca (1535), il Castello passò agli spagnoli iniziando così un lento declino che lo vide ospitare eserciti e caserme per più di tre secoli. Sul lato dell'attuale ingresso, dalla famosa Piazza Ducale, una delle più belle piazze d'Italia (non demaniale), domina la torre del Bramante a volumi sovrapposti. Eretta nel punto più alto della città, fu costruita a più riprese a partire dal 1198 sino alla fine del '400, quando venne ultimata dal Bramante.




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