XIV LEGISLATURA
RELAZIONE - N. 3168-A
Onorevoli Colleghi! - La Commissione Affari esteri e
comunitari ha approvato il disegno di legge n. 3168 con
l'applicazione dell'articolo 79, comma 15, del regolamento,
adottando la relazione al disegno di legge presentato al
Senato, che viene allegata.
AMORUSO, Relatore.
ALLEGATO
Nel corso dei lavori della 4^ sessione della Conferenza
internazionale dei Paesi membri dell'Office international
de la vigne et du vin (O.I.V.), tenutasi a Parigi il 3
aprile 2001, è stato adottato il testo finale dell'Accordo
concernente la creazione della "Organizzazione internazionale
della vigna e del vino" sulla base dell'adattamento al nuovo
contesto internazionale delle missioni, dei mezzi umani,
materiali, di bilancio, delle procedure e regole di
funzionamento dell'Office international de la vigne et du
vin (O.I.V.) istituito con l'Arrangement in data 29
novembre 1924.
La necessità di adattamento è derivata essenzialmente dal
diverso assetto interno che l'Organismo intergovernativo ha
assunto negli ultimi anni. Nel 1924 l'Italia è stata uno degli
8 membri fondatori insieme alla Francia ed ad altri Paesi
produttori europei. Attualmente ne fanno parte 45 Paesi.
Il nuovo contesto nella cooperazione internazionale, a
seguito degli accordi in sede OMC (Organizzazione mondiale del
commercio), ha determinato, inoltre, l'esigenza di rivedere il
ruolo che questo Organismo intergovernativo deve svolgere
nell'affrontare i problemi scientifici tecnici ed economici
del settore vitivinicolo, sia in rapporto ai Paesi che ne sono
membri che in relazione alle altre Organizzazioni
internazionali con le quali si raffronta.
L'Accordo rappresenta, in concreto, il compendio di
realtà produttive e commerciali diverse di Paesi produttori
vitivinicoli tradizionali (Francia, Spagna e Portogallo) e di
Paesi tradizionalmente consumatori, da poco tempo anche
produttori. Si è raggiunto un comune intento di rinnovamento
finalizzato a valorizzare il ruolo scientifico e tecnico
dell'O.I.V. affinché venga riconosciuta una competenza
specifica di settore nell'ambito di altre Organizzazioni
internazionali quali la Commissione Codex alimentarius
della FAO, l'OMC (Organizzazione mondiale del commercio) e
l'OMPI (Organizzazione mondiale per la proprietà
intellettuale).
Gli aspetti sostanzialmente innovativi del nuovo Accordo
sono evidenziati nei seguenti articoli:
a) Articoli 1 e 2 - Obiettivi ed attribuzioni
L'"Organizzazione internazionale della vigna e del vino"
si sostituisce all'Office international de la vigne et du
vin proseguendone l'attività definita nell'Accordo
istitutivo del 1924 ma rinnovandola sulla base del nuovo ruolo
assunto di Organismo intergovernativo di carattere scientifico
e tecnico di competenza riconosciuta per i settori della vite,
del vino, delle bevande a base di vino, delle uve da tavola,
uve secche e degli altri prodotti ottenuti dalla vigna.
Tale attività dovrà essere svolta nell'interesse dei
produttori e dei consumatori assistendo le altre
Organizzazioni internazionali per questioni attinenti alla
viticoltura ed enologia, nell'ambito degli Accordi
Trips, in materia di indicazioni geografiche e
denominazioni di origine, pratiche enologiche ed aspetti
nutrizionali e di salute.
b) Articolo 3 - Organi dell'O.I.V.
Gli organi interni ricalcano quelli già previsti nel
precedente Arrangement fatta eccezione per il Comitato
di coordinamento del quale ne è stata ampliata la composizione
e precisate le competenze. L'Assemblea generale è l'organo
supremo che può delegare talune funzioni al Comitato esecutivo
ed al Comitato di coordinamento.
E' stato introdotto un "Piano strategico" delle attività
dei diversi organi scientifici (Gruppi esperti,
Sottocommissioni, Commissioni e Comitato tecnico-scientifico)
che periodicamente deve essere approvato dall'Assemblea
generale.
c) Articoli 4 e 5 - Diritto di voto e Processo
decisionale
La base decisionale delle risoluzioni scientifiche nella
Assemblea generale è, in primis, il "consenso". Ciò
affinché le risoluzioni che scaturiscono dal lavoro degli
esperti scientifici dell'O.I.V. rappresentino effettivamente
l'espressione di decisioni consensualmente accettate sia dai
Paesi produttori tradizionali che dai nuovi produttori
emergenti e dai Paesi consumatori. L'obiettivo del consenso
viene ricercato, qualora necessario, anche attraverso una
procedura di rinvio di un anno, da parte del presidente
dell'O.I.V., alla successiva Assemblea generale per le
risoluzioni sulle quali è necessario svolgere una ulteriore
attività di riavvicinamento di posizioni contrapposte. Nel
caso in cui non si riesca a raggiungere il consenso neppure in
questa seconda fase, si procede ad un voto a maggioranza
qualificata dei due terzi più uno dei membri presenti o
rappresentati, fatta salva la possibilità di ricorrere al veto
motivato da interessi nazionali essenziali, avallato
successivamente da una autorità politica del proprio Paese.
Il voto a maggioranza qualificata ponderata, che tiene
conto della maggiore o minore importanza dei Paesi
contribuenti, è utilizzato per tutte le elezioni di:
Presidente dell'O.I.V.;
Presidente di Commissioni e Sottocommissioni;
Direttore generale;
e votazioni relative al budget e alle
contribuzioni finanziarie dei membri.
L'Italia e la Francia, in quanto Paesi leader, in
seno all'O.I.V., per volumi di produzione e di esportazione,
sono i maggiori Paesi contribuenti al bilancio della
Organizzazione di cui ne consegue il più elevato peso
ponderale nelle votazioni per numero di voti esprimibili (2
voti di base + 9 voti addizionali).
Tutti i membri hanno un numero di voti di base uguali a
2, ai quali si sommano voti aggiuntivi determinati sulla base
di criteri obiettivi di produzione, superficie, consumo
apparente (Produzione - Esportazione - Importazione), che
attribuiscono un posto relativo a ciascuno Stato membro nel
settore vitivinicolo, tenuto conto delle modalità previste
negli Allegati I e II che costituiscono parte integrante
dell'Accordo.
Rilevante novità è l'inserimento della lingua italiana
insieme a francese, inglese e spagnolo con le medesime
modalità di finanziamento che graveranno al 100 per cento sul
bilancio dell'O.I.V..
La previsione della lingua italiana consentirà una più
ampia diffusione delle decisioni adottate agli operatori della
filiera ed agevolerà l'interscambio di informazioni con il
mondo scientifico.
d) Articolo 8 - Partecipazione di organizzazioni
internazionali e intergovernative
E' stato introdotto il principio in base al quale una
organizzazione internazionale come l'Unione europea, ora
osservatore, può diventare membro dell'O.I.V. a tutti gli
effetti, sulla base di condizioni che dovranno essere fissate
in seguito sia per quanto riguarda la rappresentatività dei
suoi membri che la determinazione della contribuzione.
e) Articolo 11 - Capacità giuridica della
Organizzazione
Viene riconosciuta all'Organizzazione, così come previsto
nell'Accordo istitutivo dell'O.M.C., una capacità giuridica
limitata allo svolgimento delle proprie funzioni, esercitabile
relativamente ai suoi membri solo se accordata dagli
stessi.
Dati statistici
La superficie viticola mondiale (dato O.I.V. provvisorio
1999) si attesta su 7.864.000 di ettari di cui 4.312.000 sono
coltivati nell'Unione europea che rappresenta il bacino
viticolo prevalente a livello mondiale (- il 54 per cento di
quella mondiale).
In Italia, la superficie viticola complessiva delle
superfici destinate ad uve da mensa, rappresenta l'11 per
cento di quella mondiale ed oltre il 20 per cento di quella
dell'Unione europea.
Su percentuali simili si collocano le superfici vitate di
Francia e Spagna con le quali l'Italia condivide una posizione
leader nel settore.
La produzione mondiale di vino (dato O.I.V. provvisorio
1999) è stata di 283,5 milioni di ettolitri e nell'Unione
europea di circa 184,7 milioni di ettolitri (il 65 per cento
di quella mondiale).
La produzione italiana nel 1998 ha rappresentato il 20
per cento di quella mondiale ed oltre il 30 per cento di
quella della Comunità europea. La Francia nel 1999 si è
attestata su percentuali simili a quelle italiane.
Il volume delle esportazioni a livello mondiale vede tra
i cinque Paesi leader nelle esportazioni (Italia,
Francia, Germania, Spagna e Portogallo) un 28 per cento
dell'Italia sul totale mondiale nel 1999 alla pari con la
media degli anni 1991-1995, leggermente superiore alla media
degli anni 1986-1990. La Francia mantiene percentuali di
esportazione in volume di qualche punto inferiore.
Questi brevi note statistiche dimostrano il ruolo
preminente che svolge l'Italia nel settore vitivinicolo
europeo e mondiale.