XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3146
Onorevoli Colleghi! - La nutria (Myocastor
coypus), descritta per la prima volta dallo zoologo Molina
nel 1782, è un roditore originario di una vasta area
territoriale che si estende dal Brasile, alla Bolivia ed al
Paraguay fino alle zone più meridionali del Sud America
(Argentina e Cile).
A seguito di introduzioni per la produzione commerciale
delle pellicce, la specie è stata progressivamente diffusa
anche in altre aree, tanto che, attualmente, risulta
naturalizzata in diversi Paesi del Nord America, dell'Asia,
dell'Africa e dell'Europa.
In Italia non si dispone di sufficienti informazioni per
definire, neanche ad un livello di dettaglio macroscopico, la
consistenza di questa specie alloctona. La sua diffusione ha
subito comunque un notevole incremento negli ultimi anni e, da
presenze localizzate, si è passati ad una distribuzione che
interessa interi comprensori (l'intera pianura padana, la
costa alto-adriatica sino all'Abruzzo ed il versante tirrenico
sino al Lazio), con popolazioni in forte espansione laddove vi
sono condizioni ecologiche ed ambientali favorevoli. Presenze
puntiformi interessano invece l'Italia meridionale e le isole
maggiori.
Grazie alle potenzialità riproduttive ed alla particolare
adattabilità ad ambienti e condizioni climatiche diverse, la
nutria può raggiungere localmente densità anche molto elevate,
determinando situazioni di impatto sui biotopi che, in taluni
casi, possono risultare particolarmente pesanti.
I problemi determinati dalla crescente presenza delle
nutrie sono di diversa natura ed entità e vanno dal
danneggiamento di alcune importanti opere idraulico-agrarie,
alla determinazione di gravi rischi per la salute
dell'uomo.
Riguardo ai danni recati alle opere idraulico-agrarie è
necessario ricordare che, per loro natura, le nutrie sono
solite scavare cunicoli e camere sotterranee e che quando ciò
avviene - come spesso accade - nelle arginature pensili dei
canali di irrigazione si possono determinare situazioni tali
da compromettere la tenuta strutturale di tali manufatti,
soprattutto in occasione delle ondate di piena. A ciò si
aggiunga che le nutrie provocano danni economici localmente
elevati per il prelievo operato a fini alimentari sulle
coltivazioni agrarie, quali soprattutto la barbabietola da
zucchero, il riso ed il mais.
I rischi per la salute umana sono riferibili al fatto che
alcuni esemplari di nutria sono stati riscontrati positivi
alla leptospirosi, malattia di particolare gravità rispetto
alla quale le stesse nutrie sono risultate, sebbene in via
secondaria ed occasionale, diffusori ambientali
dell'infezione.
Da rilevare, infine, che oltre per i succitati problemi le
nutrie si sono rese responsabili di gravi danni ecologici,
conseguenti la loro diffusione sul territorio. Osservazioni
scientifiche compiute in aree assiduamente frequentate dalle
nutrie hanno, infatti, consentito di verificare il
determinarsi di evidenti situazioni di selezione a danno di
specie autoctone, le cui popolazioni, come nel caso di alcuni
uccelli, (il mignattino piombato nei comprensori dell'alto
Adriatico) si sono sensibilmente ridotte.
L'insieme dei problemi succitati ha determinato l'emergere
di situazioni di particolare difficoltà che, in talune aree
del Nord Italia e in specie in Lombardia, hanno assunto i
connotati di vere e proprie emergenze a causa, sia dei rischi
geologici ed ambientali, sia soprattutto dei rischi
igienico-sanitari legati al verificarsi di casi, con
conseguenze anche mortali, di trasmissione di leptospirosi
all'uomo.
Per le motivazioni suddette, la presenza della nutria sul
territorio nazionale, stando a quanto riportato in una
specifica sezione del sito INTERNET del Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio "deve considerarsi
indesiderabile ed è opportuno adottare strategie di gestione
che tendano a limitare in maniera efficace la diffusione della
specie e la consistenza delle popolazioni".
In considerazione di quanto sopra e, per quanto consentito
dalle leggi vigenti, in alcune zone del Paese sono stati
avviati, a livello provinciale, specifici programmi di
controllo delle popolazioni di nutrie presenti sul territorio,
basati sulla cattura degli animali vivi con il metodo delle
gabbia/trappola, sulla loro successiva soppressione con metodo
eutanasico e, infine, sullo smaltimento delle carcasse
mediante conferimento ad apposite ditte specializzate.
Al fine di semplificare l'attuazione di programmi come
quello ora descritto e di fare fronte a situazioni di
particolare gravità ed emergenza, come quelle attualmente
riscontrate in alcune aree della Lombardia, si rende,
tuttavia, necessario prevedere l'inclusione della nutria tra
le specie nei confronti delle quali non si applicano le
disposizioni di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157,
recante "norme per la protezione della fauna selvatica
omeoterma e per il prelievo venatorio".
Ciò è quanto si prevede di realizzare attraverso la
presente proposta di legge della quale, per i motivi prima
riscontrati, si raccomanda la sollecita approvazione.