XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3091




        Onorevoli Colleghi! - Gli elenchi dei comuni costituenti i circondari dei tribunali di Ascoli Piceno e di Fermo devono essere rettificati per superare le attuali gravi anomalie e portare a razionalità la distribuzione nel territorio dell'esercizio dell'attività giudiziaria.
        Il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, istitutivo del giudice unico di primo grado, ha proceduto alla soppressione delle preture e ha previsto l'istituzione di sezioni distaccate di tribunale secondo criteri oggettivi e omogenei che tengono conto della estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei sistemi di mobilità e della complessità e articolazione delle attività economiche e sociali che si svolgono nel territorio medesimo.
        Vista la puntuale ed incontestabile presenza di tutti quei requisiti, è stata istituita dal medesimo decreto legislativo, mediante la modifica alla Tabella B annessa all'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, per il tribunale di Ascoli Piceno, la sezione distaccata di San Benedetto del Tronto.
        I territori della ex-pretura di Offida erano stati in un primo momento accorpati alla sezione di San Benedetto del Tronto, poi, su sollecitazione dell'Ordine degli avvocati - il cui intervento, peraltro, era diretto ad una razionalizzazione territorialmente più vasta - sono stati riportati nell'ambito della sede centrale del tribunale di Ascoli Piceno.
        Ora non è più differibile l'intervento per completare la razionalizzazione dell'attività giudiziaria nel territorio inserendo nel circondario del tribunale di Ascoli Piceno, e quindi nella competenza della sezione distacca di San Benedetto del Tronto, i territori dei comuni compresi nella ex-pretura di Ripatransone.
        L'esigenza è fortemente avvertita dall'utenza che trova assolutamente dannoso ed illogico andare a chiedere "giustizia" a quaranta chilometri di distanza - tanti, ad esempio, sono quelli che separano Grottammare da Fermo - anziché ricorrere al presidio di San Benedetto del Tronto, che dista solo quattro chilometri ed è perfettamente servito da mezzi pubblici di trasporto e da rete viaria adeguata.
        La stessa esigenza è avvertita, altresì, dalla classe forense che a più riprese ha sollecitato l'intervento legislativo che ponesse fine a tali anomalie.
        In particolare l'assemblea degli avvocati di Ascoli Piceno con deliberazione, approvata all'unanimità, in data 27 febbraio 1998 ha sollecitato tale intervento; sollecitazione reiterata con le delibere del consiglio dell'Ordine degli avvocati in data 27 marzo 2000 e 18 luglio 2002.
        Analoga posizione è stata assunta dal consiglio del collegio dei ragionieri e dei periti commerciali di Ascoli Piceno (delibera del 25 gennaio 2002).
        Inoltre, non possono essere trascurate, ma anzi meritano prioritaria attenzione e condivisione, le delibere dei comuni di Grottammare, di Massignano, di Cossignano e di Cupra Marittima - territori che per urbanizzazione e attività economico-sociali si inseriscono in perfetta cerniera con quello di San Benedetto del Tronto -; quei comuni con le rispettive delibere del 28 novembre 2001, del 27 febbraio 2002, del 28 febbraio 2002 e del 7 maggio 2002 hanno chiesto l'intervento legislativo di cui alla presente proposta di legge.
        Lo stesso comune di San Benedetto del Tronto con delibera del 28 febbraio 2000 ha approvato all'unanimità un ordine del giorno riguardante "iniziative per la centralità del tribunale di San Benedetto del Tronto nel territorio di competenza".
        Da ultimo, va segnalata la capacità del palazzo di giustizia di San Benedetto del Tronto di assorbire, data l'ampiezza e la modernità della struttura, in quanto a sistemazione edilizia, la maggiore quantità di lavoro che l'assorbimento dei nuovi territori comporterà; si tratterà, a livello operativo-amministrativo, di apportare gli aggiustamenti, nella distribuzione del personale, che consentano di assicurare l'espletamento della attività giudiziaria in modo, oltre che più agevole, anche più spedito e più corrispondente alle esigenze della comunità.




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