XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3025




        Onorevoli Colleghi! - Nel nostro Paese la ricerca clinica relativa alla cura e alla prevenzione del cancro è lasciata di fatto solo all'industria farmaceutica.
        La lotta al male del secolo conta in Italia 270.000 casi ogni anno con oltre 160.000 decessi. Numeri enormi, ma che i progressi scientifici ci consentono oggi di guardare con meno terrore rispetto al passato. La messa a punto di nuove e più efficaci terapie permette già adesso di avere sia una guarigione nel 50 per cento dei casi, sia un allungamento nonché un miglioramento della qualità della vita.
        A fare da contraltare a questi risultati c'è però il "dramma" della cronica mancanza di finanziamenti pubblici destinati alle sperimentazioni. Il nostro Paese investe in ricerca solo l'1,3 per cento del suo prodotto interno lordo, contro una media del 2,6 per cento degli altri Paesi industrializzati. Circa il 90 per cento degli studi clinici è finanziato dall'industria privata.
        Malgrado tutto ciò, paradossalmente, l'oncologia italiana rimane ai vertici mondiali. Tra i Paesi industrializzati siamo secondi soli agli USA per numero di studi di chemioterapia di fase 1, 2 e 3 pubblicati su riviste scientifiche.
        La difficoltà a reperire fondi ha determinato di fatto un monopolio di un settore tanto fondamentale, con il rischio sempre latente che gli interessi economici possano prevalere su quelli sicentifici.
        Occorre, quindi, un impegno straordinario dello Stato per invertire questa tendenza potenziando in maniera decisiva i finanziamenti pubblici sia per elaborare progetti di ricerca da svolgere presso laboratori universitari, ospedali e istituti scientifici di ricerca sul cancro, che per perfezionare le conoscenze di giovani ricercatori in Italia e all'estero attraverso l'assegnazione di borse di studio.
        Ecco perché la presente proposta di legge, in maniera molto concreta ed essenziale, ovvero in un solo articolo, chiede di destinare una quota dell'otto per mille del gettito IRPEF gestito dallo Stato espressamente alla ricerca sul cancro.




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