XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2950




        Onorevoli Colleghi! - La legge quadro per l'assistenza sociale e i diritti delle persone handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104), ha dato consona dignità al problema "handicap", mirando al miglioramento globale della qualità della vita dei soggetti che si trovano in grave condizione di disagio a causa di patologie che comportano sofferenze fisiche e psichiche e difficoltà di inserimento sociale.
        Nei dieci anni trascorsi dalla data di entrata in vigore della citata legge n. 104 del 1992 molti sono stati i risultati positivi raggiunti, tanto che oggi è possibile affermare che l'assistenza ai portatori di handicap e la loro qualità di vita sono migliorate sensibilmente. Nel corso degli anni la normativa ha, però, altresì evidenziato numerose lacune che ancora, nonostante i miglioramenti apportati, permangono e riguardano principalmente l'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. La legge di riforma del collocamento obbligatorio e per il diritto al lavoro dei disabili, legge 12 marzo 1999, n. 68, nonostante le sollecitazioni da più parti ricevute, non ha ancora trovato piena applicazione, sia per l'inerzia della pubblica amministrazione che per l'opposizione dei datori di lavoro. Una larga fascia di disabili, con patologie che limitano l'uso degli arti, ma che consentono loro di assolvere a mansioni e compiti lavorativi, sono sfavoriti nell'inserimento a pieno titolo ed in condizioni di autonomia nell'ambito sociale e lavorativo.
        In un mondo dove tutto si evolve rapidamente, ecco che nuovi strumenti e nuove tecnologie legati all'informatizzazione, oltre a costituire una finestra sul mondo, rappresentano un efficace e valido strumento lavorativo. In particolare l'accesso ad INTERNET, universalmente ritenuto il principale supporto mediatico, dovrebbe essere garantito a tutti attraverso "facilitazioni di ingresso" atte a garantirne la fruizione anche da parte di soggetti disabili. INTERNET è velocità dell'informazione ma anche "accessibilità", il che significa applicare al mondo virtuale della rete parametri in grado di superare qualsiasi discriminazione. Purtroppo, però, la maggior parte delle pagine web, anche di "siti" di pubbliche amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali non prevedono questa tipologia di accesso; una lacuna che crea gravissime disuguaglianze, anche costituzionalmente rilevanti, in ordine alle possibilita lavorative in esse contemplate. Il gap è facilmente ovviabile grazie a nuove tecnologie che consentirebbero, se adottate, la normale fruizione di siti inaccessibili anche ai cittadini portatori di handicap.
        La "web accessibility initiative" (WAI), infatti, è una modalità di navigazione omologata a livello internazionale, che permette ad alcune categorie di utenti portatori di handicap di conoscere i contenuti del sito. Un'opportunità importante in considerazione delle difficoltà obiettive che le persone disabili possono incontrare nel reperire informazioni tramite gli strumenti di comunicazione tradizionali. Con il servizio WAI possono usufruire di INTERNET i disabili con problemi di lettura e i non vedenti, grazie al supporto di software specifici disponibili sul mercato.
        Coerentemente con quanto disposto dall'articolo 16 della citata legge n. 68 del 1999 in materia di partecipazione delle persone disabili a concorsi presso le pubbliche amministrazioni, la presente proposta di legge obbliga le pubbliche amministrazioni a dotare i propri siti INTERNET del sistema di navigazione WAI allo scopo di consentirne la fruizione anche ai cittadini portatori di handicap.




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