XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2891




        Onorevoli Colleghi! - Il fabbisogno di fondi da parte della ricerca è a tutti noto. Si rende necessario evitare le questue, specialmente quelle non sempre legali, le altre, ad esempio Teleton, devono essere solo un mezzo non più "quasi" unico per finanziare la ricerca, ma un supporto sociale ed anche economico.
        Non bastano l'ingegno, l'esperienza e la dedizione dei singoli ricercatori, ma è necessario garantire la possibilità concreta di lavorare a livelli sempre più alti e competitivi.
        I costi della ricerca sono rilevanti. Basti pensare che, per esempio, occorrono 15.000 euro per una borsa di studio di un anno a un giovane ricercatore, 30.000 euro per un cromatografo in fase liquida, da 250.000 a 500.000 euro per sofisticate apparecchiature di diagnostica per analisi cinetiche.
        Per non parlare poi dei costi connessi alla più importante conquista della ricerca biologica negli ultimi trent'anni: la capacità di isolare e sequenziare, cioè clonare, i geni e di studiare la loro funzione a livello molecolare.
        E' evidente che la biologia molecolare e la biologia cellulare hanno completamente rivoluzionato la ricerca sul cancro e consentiranno non solo di chiarire le patologie della società moderna ma anche di fornire nuovi strumenti terapeutici.
        La ricerca scientifica per la cura delle neoplasie ha quindi assoluto bisogno di un forte rilancio che veda lo Stato in prima fila nell'assunzione di impegni a tutela della collettività.
        Fino a pochi anni fa, in Italia la percentuale del prodotto interno lordo destinata alla ricerca era circa la metà di quella mediamente investita negli altri Paesi.
        Qualcosa, comunque, è cambiato e ci fa ben sperare per il futuro. Da una parte sono state assicurate nuove sinergie fra ricerca pubblica e ricerca privata e tra ricerca nazionale e ricerca europea ed extraeuropea, dall'altra si è avuto un aumento dei finanziamenti: basti solo pensare che si è destinato il 10 per cento dei proventi derivanti dalla vendita delle licenze UMTS allo sviluppo della dotazione tecnologica nazionale e alle connesse attività di formazione e di ricerca.
        Occorre ora un ulteriore sforzo che testimoni la volontà politica di impostare una vera e propria politica di ricerca e sviluppo.
        Per questi motivi la presente proposta di legge, di cui ci si augura una veloce approvazione, in un unico articolo, propone che una quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a diretta gestione statale sia destinata anche alla ricerca scientifica relativa alle cure delle neoplasie.
        I suoi alti costi non permettono un lineare progredire dei successi nonostante l'impegno dei ricercatori e nonostante la dedizione di associazioni di volontariato attraverso raccolte di fondi finalizzate.
        Non è più tempo di questue o solo di esse in quanto livelli sempre più alti e competitivi richiedono un impegno economico non più assolvibile attraverso interventi intermittenti e non organici.
        Le recenti conquiste legate alla ricerca in materia di biologia molecolare ci lasciano sperare in rivoluzionarie ulteriori conoscenze in tema di patologie tumorali e virali dischiudendo il cammino verso la possibilità di diagnosi precoci e di terapie efficaci.
        Non possiamo, quindi, lasciare tali speranze, che diventano sempre più vicine certezze nelle mani di interventi limitati e limitanti.
        L'investimento da parte del nostro Paese di fondi destinati alla ricerca rappresenta mediamente la metà di ciò che viene investito negli altri Paesi europei.
        Ciò ci induce ad una rapida riflessione e ad un cambiamento di indirizzo con nuove sinergie tra ricerca pubblica e privata, nazionale ed internazionale, ma soprattutto con uno sforzo ideologico e politico di attenzione al problema. La presente proposta di legge va appunto in questa direzione proponendo che una quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a diretta gestione statale sia destinata alla ricerca scientifica e si avvale di un unico articolo per una auspicabile e rapida approvazione.




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