XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2796
Onorevoli Colleghi! - Con la legge 14 agosto 1982, n.
615, il legislatore nazionale ha dato apposita
regolamentazione al compendio demaniale denominato "nuovo
piano regolatore di Acquedolci". In particolare, con la
predetta legge si è disposta la vendita dell'intero compendio
al comune, a condizione che il comune medesimo provvedesse
alla regolarizzazione dei rapporti con gli occupanti mediante
il trasferimento in loro favore della proprietà delle aree da
ciascuno occupate. Il trasferimento dei singoli lotti agli
occupanti era condizionato all'avvenuto assolvimento degli
obblighi erariali relativi alla pregressa occupazione.
Successivamente alla data di entrata in vigore della
predetta legge n. 615 del 1982 molti degli occupanti hanno
fatto richiesta per il trasferimento definitivo del terreno
demaniale, dichiarandosi pronti alla corresponsione
dell'indennità di occupazione pregressa, nonché di quella
successiva alla data di entrata in vigore della legge
rapportata al prezzo di vendita fissato dal legislatore. I
trasferimenti ai singoli occupanti non si sono potuti
perfezionare per motivi attinenti la stipula, l'approvazione e
la registrazione del contratto di vendita tra il demanio dello
Stato ed il comune di Acquedolci, sicché il disposto normativo
ha avuto effettiva attuazione solo il 27 maggio 1997, quando
la Corte dei conti ha ammesso a visto e registrazione il
contratto del 23 novembre 1994 con il quale il compendio
demaniale in questione è stato trasferito al comune in
attuazione della predetta norma. L'occupazione del bene
relativamente al periodo dal 1982 al 1994 è avvenuta solo a
causa della mancata attuazione della legge da parte
dell'amministrazione finanziaria che aveva l'obbligo di
trasferire le aree occupate al comune affinché quest'ultimo le
trasferisse agli occupanti. Pertanto, non essendo il predetto
ritardo nell'attuazione della legge imputabile agli occupanti,
questi ultimi non possono essere chiamati a sopportare gli
oneri connessi, consistenti nel canone di occupazione del bene
demaniale protrattasi per fatti di cui non sono
responsabili.
Anche dopo l'attuazione della legge con il trasferimento
del bene demaniale dall'amministrazione finanziaria al comune
di Acquedolci, l'amministrazione dello Stato non ha consentito
di fatto il definitivo acquisto del bene demaniale occupato,
richiedendo, anche per l'occupazione relativa al periodo
1982-1994, ingentissimi canoni non rapportati alle previsioni
della legge n. 615 del 1982.
Non vi è dubbio che le indennità da corrispondere al
demanio per l'occupazione, per il periodo successivo alla data
di entrata in vigore della legge n. 615 del 1982, devono
essere calcolate con riferimento al prezzo di vendita dei
beni, fissato sulla base di criteri indicati dalla legge
medesima in lire 2.800 al metro quadrato, importo soggetto a
rivalutazione.
Alla luce del suddetto criterio ogni occupante deve
corrispondere per il periodo dal 1982 al 1994, una somma
(oltre interessi e rivalutazione) calcolata con riferimento al
valore attribuito al bene sulla base dei criteri stabiliti
dalla legge n. 615 del 1982; in aggiunta ai canoni da
corrispondere per il periodo di occupazione precedente
(1979-1981), da calcolare secondo il valore venale del bene
stante che, nel predetto periodo, non vi era alcuna
regolamentazione normativa che riconoscesse agli occupanti il
diritto all'acquisto dei terreni ad un prezzo "politico".
L'occupazione può cioè ritenersi illegittima fino all'anno
1982, mentre dalla data di entrata in vigore della legge n.
615 del 1982 la stessa occupazione non può essere considerata
abusiva in quanto espressamente prevista da una legge dello
Stato.
Le somme che i privati cittadini interessati ad acquisire
la proprietà delle aree da loro stessi occupate dovranno
corrispondere relativamente al periodo successivo alla data di
entrata in vigore della legge anzidetta a titolo di canoni di
affitto devono essere stabilite con i medesimi criteri fissati
per calcolare il prezzo d'acquisto delle aree in questione, e
cioè sulla base dei parametri all'uopo previsti per l'edilizia
economica e popolare.
Molti occupanti hanno promosso giudizio tendente
all'accertamento del diritto al trasferimento del bene dietro
un corrispettivo parametrato sulla base della previsione della
legge n. 615 del 1982 nonché alla determinazione del canone di
affitto con i medesimi criteri. I giudizi sono pendenti e
l'esito incerto.
La presente proposta di legge mira a prevedere una
disciplina legislativa che definisca la situazione in modo
chiaro e conforme alla normativa vigente.