XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2753




        Onorevoli Colleghi! - In un momento come quello attuale, in cui il panorama internazionale suscita valutazioni sempre più preoccupanti, l'Europa deve rafforzare la sua capacità di costituire, nello spazio politico mondiale, una voce determinante e un centro propulsore di pace, di sicurezza, di sviluppo condiviso.
        La presente proposta di legge è tesa a riconoscere il 4 ottobre, la festa di San Francesco, come giornata europea per la pace, ed assume un aspetto non solo simbolico, ma anche e soprattutto valoriale.
        Se gran parte del nostro sforzo si concentra a raccogliere e definire aspetti e linee di crescita legati alla vita sociale, economica e politica della comunità di cui siamo parte, nello stesso tempo sappiamo che il nostro sguardo deve guardare oltre. Esiste un patrimonio culturale, spirituale ed artistico, unitario e multiforme insieme, da cui emerge più pienamente la specificità del nostro continente. Ad esso è possibile e doveroso attingere, per tracciare nuovi punti di riferimento e innestarvi la concretezza delle iniziative che assumiamo.
        Le conseguenze sono consistenti: ci pare che la stessa definizione di cultura come ricerca di conoscenza e valori comuni sottolinei, dentro l'orizzonte della storia europea, l'esigenza di ritrovare e porre al centro delle dinamiche del mutamento sociale e politico un tessuto di significati e obiettivi essenziali e condivisi, sintesi e dono insostituibile che l'Europa è chiamata ad offrire oggi all'umanità.
        La complessità dello sviluppo di tale disegno non deve scoraggiare, ma, al contrario, spronare, in particolare, a partire dalle radici su cui si fonda il progetto politico della modernità, ragionando senza timori sui suoi fondamenti.
        E' stato detto che dei tre ideali della rivoluzione francese "Liberté, Egalité, Fraternité", l'Europa abbia mosso alcuni passi significativi solamente per l'attuazione dei primi due: la libertà dei popoli e l'uguaglianza, infatti, anche se in modo parziale e incompleto, sono obiettivi strategici di lungo percorso che hanno conosciuto concretizzazioni significative con le politiche di coesione economica e sociale, con la libertà di circolazione, con la parità di trattamento e con il riconoscimento dei diritti fondamentali al di là delle frontiere. Ma la fraternità dei popoli è lontana dall'essere una realtà.
        Non mancano le ricerche tese a fondare proprio su di essa un programma politico: si intravede come la messa in opera della fraternità porrebbe i termini-chiave della modernità politica al servizio l'uno dell'altro. La fraternità renderebbe compatibili la libertà e l'uguaglianza; la libertà renderebbe compatibili uguaglianza e fraternità; l'uguaglianza renderebbe compatibili fraternità e libertà.
        Realizzare la fraternità in Europa compirebbe il passaggio dall'Unione europea all'unità europea, dentro un progetto dialogico in cui strutture, funzioni, identità e culture devono arrivare a comporsi ed arricchirsi in una relazione reciproca di riconoscimento e di valorizzazione, di affinamento e di sviluppo, collaborando al compimento del disegno più vasto dell'intera convivenza umana.
        In questa direzione, può essere utile moltiplicare i punti di incontro dentro la società civile e rendere sempre più concreto e visibile il dialogo che si avverte tanto necessario, offrendo momenti specifici in cui si esprima in modo significativo ed efficace la tensione universale alla fraternità.
        Perché non va dimenticato che il dialogo, l'incontro tra culture e civiltà diverse fondato su basi etiche, deve cominciare all'interno delle nostre città, dove più spesso si cede alla paura della diversità e al rifiuto.
        Alcuni fondamentali punti di riferimento che hanno strutturato e tuttora sorreggono l'impianto della civiltà occidentale, la nostra visione del mondo e dell'umanità, derivano certamente dal patrimonio di vita e di dottrina che ci viene dalle più luminose figure che segnano il cammino della cultura cristiana nei venti secoli della sua storia.
        Il graduale processo di unificazione in atto in Europa è "l'unico esperimento felice di gestione democratica e di integrazione fra culture diverse", è difficile negarlo.
        Ma di fronte alle dolorose situazioni di scontro culturale che ci colpiscono quotidianamente e ci impegnano a reagire lungo le più diverse direttrici di impegno, non sono solo le risorse politiche ed economiche quelle che è necessario chiamare in causa, ma esistono anche e soprattutto risorse culturali nel senso più ampio, ricche di significato simbolico per amplissimi gruppi sociali di ogni nazionalità, cariche di valore ideale per ripensare il modello stesso di convivenza, a livello locale come nazionale e internazionale.
        Proprio dalla terra di San Francesco può partire un messaggio a tutta l'Europa proponendo la giornata del 4 ottobre - ricorrenza che, tradizionalmente nel nostro Paese, celebra la figura di Francesco d'Assisi, simbolo universale di pace e di fraternità tra uomini e popoli - come celebrazione annuale a livello europeo per la pace. Questa stessa proposta sarà estesa alle sedi istituzionali degli altri Stati dell'Unione europea.




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