XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2739
Onorevoli Colleghi! - Già dal lontano 1866, come si
legge dalla delibera della seduta del consiglio comunale di
Melfi n. 11 del 1^ febbraio 1866 conservata presso l'archivio
degli uffici comunali, Melfi ed il suo circondario avanzarono
richiesta per l'istituzione della provincia di Melfi,
necessità avvertita da tutta la popolazione dell'intera area
del vulture-melfese, che ha da sempre cercato di svilupparsi
in ogni settore, puntando ad una crescita costante nel tempo,
diventando una zona fra le più importanti e prosperose della
Basilicata.
Nel corso degli anni l'esigenza territoriale di
aggregazione dei diversi comuni per rafforzare la loro
crescita e cogliere l'opportunità di sviluppo anche mediante
una propulsione di tipo istituzionale, diventa sempre più
forte e sentita da tutti i comuni dell'area. Questo porterà
alla richiesta della istituzione della provincia di Melfi, che
si esplicherà nei diversi percorsi burocratici previsti dalla
nostra Costituzione.
La proposta di legge rappresenta la fase terminale
dell'iter burocratico, con la quale si chiede di dare
legittima attuazione all'iniziativa delle popolazioni
dell'area interessata, che hanno già visto riconoscere
favorevolmente, ai sensi dell'articolo 133 della Costituzione,
la loro aspirazione dal consiglio regionale della Basilicata
con apposita delibera n. 529 del 1992.
La presente proposta di legge vuole essere, tra le altre
cose, un giusto riconoscimento alla volontà dei comuni
interessati i quali, soprattutto in questi ultimi anni, hanno
cercato di dare forte impulso alle loro risorse, cercando di
utilizzare e sfruttare al meglio le proprie caratteristiche
endogene.
Melfi e tutta l'area hanno da sempre testimoniato una
vocazione non solo di tipo economico, ma anche di carattere
culturale. Qui sono presenti notevoli testimonianze
storico-artistiche che confermano non solo la presenza di
antichi popoli, come i romani ed i bizantini, ma anche la
valorizzazione della ricchezza di questa zona che ha indotto
antiche popolazioni ad insediarvisi.
I castelli federiciani di Castel-Lagopesole e di Melfi ne
sono una testimonianza, oltre alla città di Venosa, ove ebbe i
natali il filosofo latino Orazio. Poi, ancora, altri illustri
personaggi della cultura italiana ebbero i natali in questa
zona, come, ad esempio, Giustino Fortunato, Francesco Saverio
Nitti e Floriano del Zio.
Tale patrimonio, che abbonda in tutti i comuni dell'area,
necessita di un riferimento istituzionale forte e che la
istituenda provincia potrebbe assicurare con effetti positivi
sulla ricettività turistica.
E proprio per incentivare e stimolare l'economia nell'area
che si punta sulla valorizzazione della risorsa turismo,
ricordando che in queste zone sono ancora radicate e sentite
numerose tradizioni popolari, folkloristiche ed eventi
culturali di grande rilevanza.
Anche l'artigianato, l'agricoltura, nonché la produzione
di moltissimi prodotti tipici che in questa zona sono
concentrati e che fanno conoscere la Basilicata in tutto il
mondo con la loro commercializzazione, hanno una loro vivacità
in grado di tradursi nella realizzazione di piccole e medie
industrie che contribuiscono allo sviluppo e alla crescita
dell'area ma soprattutto dell'intera regione Basilicata.
Va poi ricordato che il processo di sviluppo economico si
concretizza anche con gli insediamenti industriali che in
questa area hanno visto la collocazione di diverse aziende
produttive nazionali, come la Barilla, la Parmalat ed il
megastabilimento della FIAT, oltre a tutta una serie di
aziende manifatturiere, industrie conserviere, attività di
trasformazione di prodotti agricoli e di produzione di vino,
olio, ortofrutta, eccetera.
Inoltre, tale territorio riveste una importanza geografica
strategica per la comunicazione viaria, difatti esso è
interessato da ben tre direttrici interregionali fondamentali
per la propulsione e la propagazione dello sviluppo: la
Foggia-Potenza-Maratea, la Bradaniga-salentina e la
Ofantina.
A seguito di questa continua evoluzione socio-economica
del territorio del vulture-melfese, diviene fondamentale
l'istituzione di un ente autonomo ma soprattutto forte, che
abbia competenze e funzioni specifiche, mirate all'esercizio
di ruoli complessi per governare processi in atto come quelli
dello sviluppo e dell'assetto territoriali.
L'autonomia amministrativa diviene sempre più una esigenza
oggettiva dell'area per potere meglio regolamentare e
controllare le opportunità di crescita e fare sì che tale
crescita si concretizzi in occupazione, ricchezza, riduzione
del fenomeno della deantropizzazione, nonché integrazione del
territorio con tutti i processi di sviluppo.
Ritengo che queste siano condizioni sufficienti per
condurre ad una attenta valutazione della proposta di legge e
che, sebbene oggi siano richiesti parametri e criteri
restrittivi (ad esempio, 200.000 abitanti) in base ai quali
probabilmente sorgerebbero pregiudizi nell'accogliere la
proposta di legge, tuttavia le circostanze particolari
costituiscono validi elementi di deroga.
Quindi, l'istituzione di una terza provincia lucana, come
quella proposta di Melfi, atteso anche il nuovo quadro
costituzionale determinato con la riforma federale dello
Stato, rappresenta una necessità finalizzata al mantenimento
della unità regionale della Basilicata per ancorare un
territorio ad una valida esigenza istituzionale, sociale,
territoriale ed economica, che, diversamente, vedrebbe
spostare i suoi centri di interesse.