XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2702
Onorevoli Colleghi! - Una maggiore rapidità
nell'amministrazione della giustizia è oggetto di forte
aspettativa da parte dell'opinione pubblica e costituisce un
obiettivo dichiarato da parte del Governo. Recenti modifiche
introdotte nell'ordinamento giudiziario, quali l'istituzione
del giudice unico di primo grado e l'attribuzione alla
magistratura ordinaria delle competenze in materia di rapporti
di lavoro nel pubblico impiego hanno comportato un forte
incremento della mole di lavoro di tribunali e di corti
d'appello, che dovrà essere fronteggiato con un potenziamento
delle strutture, qualora non s'intenda disattendere le
legittime attese dei cittadini.
La corte d'appello di Bologna raccoglie attualmente le
istanze di secondo grado dell'intera regione Emilia-Romagna,
che conta una popolazione di circa 4 milioni di abitanti. Tale
dato la pone ai primissimi posti per bacino di utenza.
E' da ritenere che il già ingente carico di lavoro che
grava sulla corte aumenterà ancora considerevolmente:
nell'anno 1999 le pendenze già ammontavano a 13.995 nella
materia penale, a 78.767 in quella civile, ed a 19.094 in
quella di lavoro e previdenza. Nel primo semestre del 2001
sono sopravvenuti alla corte ben 3.266 affari.
Inoltre, con i suoi 22 mila chilometri quadrati,
l'Emilia-Romagna è una delle regioni più grandi d'Italia: la
giurisdizione su un territorio così ampio rende spesso
necessari lunghi spostamenti agli utenti ed ai relativi
avvocati, facendo impropriamente lievitare per i cittadini i
costi della giustizia ed i disagi. Questi dati evidenziano
come la richiesta di istituire una nuova corte d'appello in
Emilia-Romagna rappresenti una esigenza cogente.
La scelta di Parma quale sede della corte d'appello da
istituire risponde anch'essa a dati e considerazioni di
carattere oggettivo, quando non anche di natura storica,
poiché la città fu sede di corte d'appello fino al 1923, anno
in cui la corte fu soppressa per motivi legati al contesto
politico dell'epoca.
Parma si trova in posizione centrale rispetto all'Emilia
occidentale, alle province cioè di Parma, di Piacenza e di
Reggio Emilia, su cui si propone la nuova corte d'appello
abbia giurisdizione. In complesso, si tratta di un'area di
oltre 8.300 chilometri quadrati, e quasi un milione 100 mila
abitanti, avente dimensioni territoriali e demografiche
superiori a quelle di competenza di numerose corti d'appello
già esistenti. Cifre attendibili stimano in circa 2 mila il
carico di ricorsi annui per l'istituenda corte d'appello.
La vicinanza con gli altri due capoluoghi interessati, 55
chilometri da Piacenza e 28 da Reggio Emilia, offre un
opportuno e congruo contenimento delle distanze di percorrenza
per gli utenti. Tali considerazioni, tra l'altro, furono già
valutate e ritenute decisive per la scelta di Parma per
l'ubicazione della sede distaccata del tribunale
amministrativo regionale e della sezione distaccata della
commissione tributaria regionale. Identico criterio può
risultare certamente idoneo anche per le corti d'appello.
A tali considerazioni non si può non aggiungere quella che
la città è sede di una antica e prestigiosa facoltà ed ha una
radicata tradizione forense.
Si segnala, infine, che il comune di Parma si è attivato
per l'individuazione di uno stabile di adeguato prestigio e
funzionalità ubicato nei pressi del tribunale in cui la corte
d'appello potrebbe trovare sede.
Per le ragioni esposte, si auspica la rapida approvazione
della presente proposta di legge.