XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2637




        Onorevoli Colleghi! - L'organizzazione periferica del Ministero per i beni e le attività culturali, disposta ai sensi del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive modificazioni (recante l'istituzione del Ministero), e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000, n. 441, prevede una serie di organi, primi tra i quali le Soprintendenze di settore, che potremmo definire "organi di primo livello", le Soprintendenze dotate di autonomia (articolo 8) ed il soprintendente regionale (articolo 7), al quale sono affidati, in particolare, compiti e funzioni di programmazione, analisi e verifica dell'attività delle Soprintendenze della regione, nonché di raccordo con gli indirizzi stabiliti dal Ministero.
        La finalità di tale organizzazione è quella di garantire l'attuazione di un organico disegno di valorizzazione del multiforme patrimonio culturale vantato dal nostro Paese, in un quadro di valutazione che non può non tenere conto delle peculiarità di ciascuna area geografica, nonché della omogeneità dei beni sottoposti a tutela. La normativa introdotta nel 1998 ha sicuramente innovato in senso positivo l'assetto delle Soprintendenze rispetto alla previgente organizzazione disposta dal decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805. Pur prendendo atto di quanto è stato fatto e di quanto ancora potrà essere attuato, si osserva come, a livello di molte realtà territoriali, la tutela e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali siano ancora carenti, soprattutto per la mancata presenza delle competenti Soprintendenze. Ed è questo il caso della provincia di Grosseto, che, per l'entità del patrimonio archeologico presente nei numerosissimi centri preistorici, classici, barbarici e medievali, ha un carattere particolare ed esige una cura localizzata e non più rinviabile.
        Nel vastissimo territorio preso in considerazione dalla proposta di legge insistono infatti aree urbane classiche di eccezionale interesse come Roselle, Vetulonia, Cosa; centri minori abitati di notevole interesse quali Orbetello, Marsiliana, Magliano, Saturnia, Chiaccio Forte, Pitigliano, Poggio Buso (Statonia), Sovana, Sorano, Potentino di Seggiano, Servello di Giuncarico, Accesa di Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Isola del Giglio, Isola di Giannutri, insieme con molti altri resti abitati e complessi di necropoli noti esclusivamente agli esperti, ed in parte sottratti alle selvagge visite dei "tombaroli" solo dai vasti spesso impenetrabili boschi di cui è ricca la provincia.
        Senza contare poi gli innumerevoli centri preistorici e protostorici. Nella sola valle del fiume Fiora ne sarebbero stati individuati, tra villaggi e necropoli, oltre 37.
        Nonostante la sensibilità della Soprintendenza archeologica fiorentina rimangono enormi le difficoltà organizzative dovute alla vastità del territorio e all'intensità dei ritrovamenti, alle distanze e alla difficoltà di comunicazione con il capoluogo regionale, sicché non si è in grado di assicurare quella presenza operativa continua, con poteri decisionali, che meglio potrebbe salvaguardare, pur nella carenza di personale, il patrimonio archeologico e le testimonianze storiche che vengono distrutte o rapinate.
        Tra le zone che registrano tale carenza si segnala il territorio compreso nella provincia di Grosseto.
        Con l'istituzione della Soprintendenza per i beni archeologici della Maremma si renderebbe infine giustizia ad una provincia fino ad oggi letteralmente spogliata del patrimonio artistico e storico e potrebbe essere propedeutica all'istituzione del corso di laurea in archeologia presso la nuova sede universitaria cittadina.
        L'istituzione della Soprintendenza non comporta particolari oneri, poiché per il personale si provvederà, nei limiti della dotazione organica, con quello impiegatizio e di custodia già in servizio nell'esistente Soprintendenza archeologica per la Toscana.
        Del resto, la presente proposta di legge appare in linea con gli orientamenti emersi nel corso di attività di indagine promosse dal Parlamento nelle passate legislature e, in particolare, con l'esigenza, comunemente condivisa, di valorizzare i profili operativi delle Soprintendenze, agendo in direzione, oltre che del potenziamento delle risorse umane e finanziarie disponibili, anche della configurazione di una articolazione territoriale più congrua e funzionale alle esigenze di effettiva tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico del nostro Paese.
        In questo spirito, l'auspicio è che l'approvazione della proposta di legge intervenga in tempi brevi, così da garantire un forte impulso al rilancio e alla valorizzazione di una zona ricca di testimonianze di grande valore ambientale e culturale.




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