XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2627
Onorevoli Colleghi! - E' giunto il momento di rivedere
la vigente normativa applicata in modo esoso a tutti quegli
enti ecclesiastici ed ordini religiosi che si trovano oggi a
dover corrispondere allo Stato una serie di pesanti tributi
per il solo fatto di avere ricevuto in concessione o in
locazione beni demaniali e patrimoniali di indiscusso valore
storico-artistico.
Si tratta, il più delle volte, di musei, di biblioteche,
di archivi di Stato, o meglio di complessi monumentali le cui
spese di gestione sono completamente a carico delle comunità
monastiche e religiose che li occupano. Spetta a queste
ultime, infatti, garantire la manutenzione giornaliera, la
pulizia, le visite guidate, le attività culturali, oltre che
la continua vigilanza delle relative strutture.
Tutte spese, queste, che richiedono sforzi economici di
entità tale da costituire un problema molto serio per ciascuna
comunità religiosa che, fin troppo spesso, riesce a fatica a
sostenersi grazie alla beneficenza ed agli introiti derivanti
dalle proprie attività di artigianato. E' facile calcolare che
se tali impegni dovessero essere assunti dallo Stato, essi
comporterebbero esborsi ben superiori rispetto ai tributi
richiesti.
A queste considerazioni, si aggiunga anche la
constatazione che, negli ultimi decenni, si è verificato un
evidente calo delle vocazioni religiose, il che rende queste
comunità sempre meno numerose con conseguenti difficoltà nella
gestione dei luoghi e delle strutture annesse, come i musei e
le biblioteche, che necessitano di personale specializzato ed
appositamente formato.
A tale fine, quindi, è primario obiettivo rimuovere gli
ostacoli di natura economica che ingiustamente gravano su tali
enti ecclesiastici ed ordini religiosi, favorendo, invece, la
cura dei luoghi ad essi affidati in uno spirito di reciproca
collaborazione con lo Stato, legittimo detentore dei beni
oggetto della presente proposta di legge.