XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2612




        Onorevoli Colleghi! - Con il decreto legislativo 8 maggio 1988, n. 178, gli istituti superiori di educazione fisica (ISEF), sono stati trasformati in istituti universitari di scienze motorie (IUSM), ed è stata disposta l'istituzione dei corsi di laurea in scienze motorie.
        Le aspettative dei diplomati ISEF e degli studenti degli IUSM e di tutti gli altri corsi di laurea in scienze motorie, sono però sempre più disattese per l'evidente intenzione degli organi direttivi di tali istituti di predisporre l'ordinamento didattico e di conseguenza, il relativo corpo docente, non considerando assolutamente il passato altamente significativo e qualificante degli ISEF. In cinquant'anni di attività accademica, infatti, gli ISEF hanno formato insegnanti di educazione fisica capaci, grazie alla loro dedizione e preparazione, di operare in maniera del tutto positiva sia nel mondo della scuola che in quello tecnico-sportivo. D'altra parte è facile rilevare l'alta considerazione di cui lo sport italiano gode in campo internazionale e il ruolo che in questo senso hanno svolto i numerosi tecnici formati presso gli ISEF.
        I vari progetti di legge tendenti ad istituire i corsi di laurea in educazione fisica presentati negli ultimi decenni, pur provenienti da diverse parti politiche, hanno generalmente concordato nell'intento di "garantire il riconoscimento del vasto patrimonio scientifico acquisito dai docenti degli ISEF durante decenni di esperienza". Tale volontà non è riscontrabile, nemmeno lontanamente, nei programmi degli organi direttivi degli IUSM e degli altri corsi di laurea in scienze motorie. Questi, infatti, hanno già dimostrato di voler approfittare delle opportunità che i nuovi atenei offrono per reclutare con metodi spesso clientelari, docenti con relativi insegnamenti, che nessun vantaggio apportano agli obiettivi da perseguire, ma, piuttosto, introducono una serie di argomenti inutili, se non addirittura fuorvianti, e costituiscono, infine, cosa da non sottovalutare, aggravi di spesa per il bilancio degli stessi istituti.
        La costituzione del corpo docente delle nuove facoltà avrebbe dovuto prevedere in primo luogo il ruolo dei docenti delle materie caratterizzanti il corso di studio sia nell'elaborazione dell'ordinamento didattico dello stesso corso di studi che nelle specifiche attività di insegnamento. Non si può prescindere, infatti, nella predisposizione del quadro di insegnamenti e dei relativi docenti di un corso di laurea nuovo e per molti versi atipico, dalle conoscenze e dalle esperienze che i docenti delle materie caratterizzanti hanno svolto all'interno degli stessi ISEF.
        Proprio questo è il motivo che il legislatore ha considerato quando ha consentito il mantenimento in servizio dei docenti in questione ai sensi del disposto dell'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 178 del 1998.
        Gli aspetti positivi che indubbiamente tale trasformazione degli ISEF comporta, rischiano di essere totalmente annullati dalle procedure concorsuali che regolano il reclutamento dei docenti ed in particolare dei docenti delle discipline impropriamente, ma chiaramente, individuate delle aree tecnico-addestrative. Esse, infatti, prevedono la costituzione di commissioni formate da professori universitari delle stesse discipline messe a concorso. Gli insegnamenti attivati presso gli ISEF, però, non sono stati fino ad ora compresi tra quelli universitari, per cui, per formare le commissioni di valutazione, si è ricorso a "definizioni di affinità" che rappresentano delle vere forzature e potrebbero provocare risultati a dir poco fuorvianti. Questo è il motivo che sottolinea l'importanza di norme transitorie, atte a tutelare, prima ancora che gli insegnanti degli ISEF, la cultura che all'interno di questi istituti essi hanno prodotto. Non si può annullare la storia degli ISEF e dell'educazione fisica per dare vita ad una nuova facoltà universitaria: sarebbe inutile ed incomprensibile! Proprio in questa prospettiva, si sottolinea l'esigenza di fare ricorso, anche in sintonia con quanto previsto dai progetti di legge presentati nel passato, a procedure riservate, per i docenti in servizio o ai sensi del citato articolo 5 del decreto legislativo n. 178 del 1998.
        Infatti la presenza negli organi accademici delle facoltà di scienze motorie di professori di materie caratterizzanti il corso di studio garantirebbe la partecipazione all'attività di questi organi di figure professionali indispensabili per orientare correttamente le attività didattiche e di ricerca.
        Il passaggio al ruolo ad esaurimento con equiparazione al professore universitario renderebbe possibile, tramite distacco dall'ente di appartenenza, di non gravare sul bilancio dell'università e di dare parimenti possibilità del tempo pieno anche per la ricerca oltre che per la didattica.




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