XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2595
Onorevoli Colleghi! - Il recente incontro
interconfessionale di Assisi (il terzo negli ultimi 20 anni)
ha posto all'attenzione del mondo il tema della
riconciliazione tra fedi, culture, etnie diverse.
L'incontro interconfessionale, fortemente voluto da
Giovanni Paolo II, ha visto rinvenuti nella città di Assisi
rappresentanti delle più diverse confessioni, unite dalla
volontà di far prevalere, sempre e in ogni modo, le ragioni
del dialogo, della pace, della giustizia sociale su quelle
dell'odio, della xenofobia, dell'aumento delle disuguaglianze
tra il nord ed il sud del mondo.
Non a caso quest'incontro si è svolto ad Assisi, in
Umbria, dove la tradizione del dialogo ha radici antiche e
profondissime che partono da San Francesco sino ad arrivare a
quello straordinario filone laico e non violento,
rappresentato dal padre della marcia Perugia-Assisi, Aldo
Capitini.
Lo spirito degli incontri di Assisi e della marcia della
pace parlano, in modo diverso, a tutte le donne e a tutti gli
uomini, credenti e non credenti. La straordinaria attenzione
ed emozione suscitata nel mondo, in Europa ed in Italia da
questo evento ha riacceso, in primo luogo in Umbria, un forte
dibattito attorno alla possibilità di reintrodurre nel nostro
calendario la giornata del 4 ottobre come festa nazionale
dedicata a San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia.
Decine di personalità della società civile, politica,
religiosa e culturale dell'Umbria hanno sollecitato la
reintroduzione della festa nazionale di San Francesco. Il
consiglio comunale d'Assisi ha deliberato all'unanimità in
questa direzione.
Non si tratta, soltanto, di ripristinare una festa della
nostra tradizione, ma di riproporla in termini nuovi, quale
vera e propria giornata della riconciliazione e dell'incontro
tra mondi e culture diverse.
In questa direzione un importante punto di riferimento può
essere rappresentato dalla approvazione della legge n. 211 del
2000 che ha istituito il "Giorno della memoria" in ricordo
dello sterminio e della persecuzione del popolo ebraico e dei
deputati militari e politici nei campi nazisti. Per questa
ragione la proposta di legge non si limita a riconoscere
(all'articolo 1) il 4 ottobre come giorno festivo, ma prevede
anche (articolo 2) che in tale data si svolgano una serie di
iniziative tese ad approfondire i diversi temi relativi alla
riconciliazione, intesa come ricerca della pace, della
giustizia sociale e della solidarietà, nonché alla
eliminazione di danni e scempi alla natura e al patrimonio
storico-artistico delle Nazioni.
Le stesse famiglie francescane di Assisi hanno
sottolineato come questa giornata dovrebbe essere
caratterizzata non solo dalla celebrazione, ma anche e
soprattutto dalla promozione di una miriade di iniziative di
solidarietà operosa nel segno della giustizia sociale e del
riequilibrio dei rapporti tra il nord ed il sud del mondo.
Il comune di Assisi in un suo documento sollecita,
giustamente, che nella giornata del 4 ottobre ci sia un
gemellaggio di iniziative tra l'Italia ed altre nazioni
dell'Unione europea.
In questo contesto, la giornata della riconciliazione
darebbe un significato universale alla Festa, unendo le
ragioni della tradizione, alle nuove ragioni che affondano
nello spirito dei tempi e nelle contraddizioni
contemporanee.
Qualora la proposta di riconoscere il 4 ottobre come
giorno festivo dovesse incontrare ostacoli, resterebbero
inalterate le ragioni per le quali si vuole dare vita ad una
vera e propria "Giornata della riconciliazione".