XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2585
Onorevoli Colleghi! - L'adozione del sistema
maggioritario, ha reso più urgente la modifica dell'articolo
66 della Costituzione che, per altro, anche durante la vigenza
delle leggi di tipo proporzionalistico era stato oggetto di
critica. In precedenza, tuttavia, il contenzioso elettorale si
traduceva rarissimamente in spostamenti di seggi tra un
partito e l'altro e per lo più si riduceva a conflitti tra
candidati del medesimo partito. Anche in quel caso, però, si
era sostanzialmente (ma inaccettabilmente) giunti ad una
prassi che trovava varie argomentazioni per giustificare quasi
sempre la permanenza del parlamentare in carica sulla base di
una logica di protezione reciproca degli eletti.
In astratto, vi sono due soluzioni possibili.
Da un lato, vi è il modello francese del 1958,
contemporaneo al passaggio al sistema maggioritario (che ha in
realtà un precedente nella Costituzione austriaca del 1920
adottata in regime proporzionale), che trasferisce
completamente il potere sull'organo di giustizia
costituzionale (articolo 59 della Costituzione della quinta
Repubblica). Dall'altro, vi è quello tedesco di tipo misto:
infatti il primo comma dell'articolo 41 della Legge
fondamentale tedesca affida il potere al Bundestag, ma
poi il secondo comma ammette il ricorso davanti al Tribunale
costituzionale; infine il terzo comma rinvia ad una legge
ordinaria applicativa.
Questo secondo modello, privilegiato per la sua
flessibilità e non meno garantista (la possibilità di appello
alla Corte retroagisce sulle decisioni del Parlamento,
imponendone il rigore giuridico) fu prescelto nei lavori della
Commissione parlamentare per le riforme costituzionali della
scorsa legislatura (articoli 84 e 134, primo comma, lettera
g), del testo del 4 novembre 1997).
Oggi, anche di fronte al delicato problema dei seggi
vacanti che si è proposto in questa legislatura, invitiamo i
parlamentari alla massima urgenza, evitando il ripetersi di
inevitabili fenomeni di interpretazioni partigiane del potere
di cui al vigente articolo 66 della Costituzione,
particolarmente laceranti in un quadro di democrazia
maggioritaria.