XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2583
Onorevoli Colleghi! - La modifica, intervenuta nel
1999, della legge 21 marzo 1990, n. 53, che prevede quali
siano i soggetti abilitati ad autenticare le firme degli
elettori necessarie per la sottoscrizione delle liste
elettorali è stata incompleta. L'articolo 14 della stessa,
come modificato dalla legge 30 aprile 1999, n. 120, recita:
"Sono competenti ad eseguire le autenticazioni che non siano
attribuite esclusivamente ai notai e che siano previste (...)
dalla legge 25 maggio 1970, n 352, e successive modificazioni,
i notai, i giudici di pace, i cancellieri e i collaboratori
delle cancellerie delle Corti di appello, dei tribunali e
delle preture, i segretari delle procure della Repubblica, i
presidenti delle province, i sindaci, gli assessori comunali e
provinciali, i presidenti dei consigli comunali e provinciali"
(ma non i vicepresidenti che di norma fanno parte
dell'opposizione e che quindi proponiamo di inserire
nell'elenco) "i presidenti e i vicepresidenti dei consigli
circoscrizionali, i segretari comunali e provinciali e i
funzionari incaricati dal sindaco e dal presidente della
provincia (...)".
E' conosciuta a tutti la difficoltà che si incontra non
tanto nel raccogliere le firme, quanto nel trovare soggetti
disposti ad impiegare il proprio tempo per autenticarle. Il
tutto finisce per creare complicazioni burocratiche che danno
atto a un odioso distacco dei cittadini dalla politica. Con le
modifiche del 1999 non si è però estesa la prerogativa di
poter autenticare le firme anche ai consiglieri e agli
assessori regionali e ai parlamentari.
Proponiamo, quindi, con la presente proposta di legge di
ampliare il numero dei soggetti abilitati ad autenticare
includendo anche i consiglieri e gli assessori regionali e i
parlamentari. Il controllo dell'autenticità delle stesse,
oltretutto, è comunque lasciato, come previsto dalle leggi
elettorali, al vaglio indipendente della magistratura.
Estendendo il potere di autenticazione a tutti questi
nuovi soggetti si semplificano di gran lunga le operazioni di
presentazione delle candidature e si riducono i costi della
politica che alla fine graverebbero comunque sulle tasche dei
cittadini.