XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2547
Onorevoli Colleghi! - Il 5 novembre 1992 è stata
emanata a Strasburgo la Carta europea delle lingue regionali o
minoritarie.
La Carta europea ha come scopo la protezione e la
promozione di tutte quelle minoranze linguistiche storiche e
regionali che hanno contribuito alla formazione del patrimonio
culturale e artistico dell'Europa e riconosce il diritto di
utilizzare tali lingue in ambiti amministrativi della vita
economica e sociale delle aree geografiche nelle quali le
stesse rappresentano il modo di esprimersi di un numero di
persone, giustificante l'adozione di speciali misure di
protezione e promozione. Il trattato enuncia obiettivi e
princìpi di massima cui le legislazioni dei vari Paesi debbono
aderire nel rispetto delle loro particolari minoranze.
Gli sconvolgimenti recenti che hanno attraversato ed
attraversano anche il nostro continente dimostrano che la
protezione delle minoranze nazionali è fattore indispensabile
per la stabilità, la sicurezza delle istituzioni democratiche
e la pace e dunque è intimamente legata allo spirito dello
scopo statutario del Consiglio d'Europa: cooperazione più
stretta tra gli Stati membri per salvaguardare e promuovere
gli ideali e i princìpi che ne costituiscono il patrimonio
comune. Per questi motivi, tale principio viene salvaguardato
non solo dall'articolo 6 della nostra Costituzione e da alcune
pronunce della Corte costituzionale - si veda fra tutte la n.
62 del 24 febbraio 1992 - ma anche dall'articolo 14 della
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo
e delle libertà fondamentali, fatta a Roma il 4 novembre 1950
e resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848. A ciò si
aggiunga la recente modifica dell'articolo 12 della
Costituzione, approvata dalla Camera dei deputati, che
introduce una tutela costituzionale per gli idiomi locali.
E' in tale quadro che si inserisce la ratio della
presente proposta di legge che intende ratificare e conferire
piena attuazione al contenuto della Carta europea, che assume
un carattere fondamentale, trattandosi di uno di quei pochi
strumenti di diritto internazionale che si occupa delle
minoranze nazionali. Il nostro Paese, infatti, non ha mai,
sino ad ora, ratificato il trattato già in vigore dal 1^ marzo
1998, mancando, in Italia, una specifica legislazione
riguardante le minoranze linguistiche.
Tale lacuna è stata finalmente colmata con l'entrata in
vigore della legge 15 dicembre 1999, n. 482.
Tale norma ha consentito all'Italia non solo di
sottoscrivere, il 27 giugno 2000, la Carta europea delle
lingue regionali o minoritarie, associandosi ad altri ventuno
Paesi firmatari, ma di aderire inoltre alla
convenzione-quadro, sempre nell'ambito del Consiglio d'Europa,
per la protezione delle minoranze nazionali, fatta a
Strasburgo il 1^ febbraio 1995 e resa esecutiva dalla legge 28
agosto 1997, n. 302. Senza una traduzione legislativa dei
princìpi della Convenzione, la stessa non poteva essere
applicabile direttamente nell'ordinamento interno. Visto
pertanto che anche l'Italia si è dotata di un corpo
legislativo proprio che garantisca le minoranze nazionali, si
tratta ora di renderlo esecutivo attraverso l'autorizzazione
parlamentare alla ratifica.
Ratificando la Carta europea delle lingue regionali o
minoritarie i Paesi firmatari si impegnano, tutti assieme, a
rispettare, con criteri comuni, le lingue regionali o
minoritarie, operando a livello europeo per il loro
potenziamento.
Per tali ragioni si sollecita una rapida approvazione
della presente proposta di legge.