XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2476
Onorevoli Colleghi! - E' in corso un lacerante scontro
tra maggioranza ed opposizione sulla necessità o meno di
sopprimere o di modificare l'articolo 18 della legge 20 maggio
1970, n. 300, come modificato dall'articolo 1 della legge 11
maggio 1990, n. 108.
Una parte importante del mondo sociale minaccia il ricorso
alla forma più estrema della contestazione, vale a dire allo
sciopero generale, nel caso di iniziativa soppressiva o
emendativa.
Forse però non tutti sanno che l'articolo 18 della legge
n. 300 del 1970, che prevede la non licenzialità dei
lavoratori delle imprese con più di 15 dipendenti se non per
giusta causa, non si applica a tutti i lavoratori.
La citata legge n. 108 del 1990, al secondo periodo del
comma 1, dell'articolo 4, espressamente recita: "La disciplina
di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300,
come modificato dall'articolo 1 della presente legge, non
trova applicazione nei confronti dei datori di lavoro non
imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di
natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di
religione o di culto".
Dunque, vi sono categorie di datori di lavoro che godono
di uno speciale trattamento; tra di esse le organizzazioni
sindacali, nonché quelle dei partiti.
Non è comprensibile alla massa dei cittadini il perché del
loro diverso trattamento. Sarebbe perciò opportuno che, prima
di iniziare ogni discussione intorno all'articolo 18, tutti i
lavoratori dipendenti, senza nessuna distinzione, siano posti
nella medesima posizione contrattuale nei confronti dei datori
di lavoro. Ciò ovviamente non vuol significare contestazione
della sentenza della Corte costituzionale 18-26 maggio 1995,
n. 193 (in Gazzetta Ufficiale 31 maggio 1995, n. 23,
Serie speciale) che ha dichiarato inammissibile la questione
di legittimità costituzionale dell'articolo 4 della legge n.
108 del 1990, in riferimento all'articolo 3 della
Costituzione.
Ed è interessante notare come proprio da una parte del
mondo sindacale in questi giorni venga avanzata analoga
proposta, probabilmente in maniera strumentale ed al solo fine
di bloccare ogni discussione sull'articolo 18, discussione che
al contrario con questa proposta di legge non si vuole
assolutamente bloccare, ma semmai rendere più ricca ed
articolata, come merita per la natura, direi, epocale del
tema.