XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2428
Onorevoli Colleghi! - L'acqua è patrimonio
dell'umanità. E' un bene comune e una risorsa naturale per
tutti. In quanto fonte di vita insostituibile per
l'ecosistema, è infatti un bene che appartiene a tutti gli
abitanti della terra e deve contribuire alla solidarietà fra i
cittadini, le comunità, le generazioni. A nessuno,
individualmente o come gruppo, è concesso di appropriarsene a
titolo di proprietà privata.
Fin dal 1993, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha
indicato nella giornata del 22 marzo di ogni anno la "Giornata
mondiale dell'acqua" proprio per ricordare l'enorme valore che
ha questa risorsa, e come da essa dipenda la salute
individuale e collettiva. Non esiste nulla che sia in grado di
sostituirla.
Il diritto ad essa appartiene all'etica di base di una
buona società e di una buona economia. Ne scaturisce che è
solo compito della società stessa nel suo complesso garantirne
il diritto di accesso, secondo il doppio principio di
corresponsabilità e di sussidiarietà, senza discriminazioni di
razza, sesso, religione, reddito o classe sociale.
La salute individuale e collettiva dipende dall'acqua e
l'agricoltura, l'industria e la vita domestica sono
profondamente legate ad essa. Il suo carattere
"insostituibile" significa che l'insieme di una comunità umana
- e di ogni suo membro - deve avere il diritto di accesso
all'acqua, e in particolare, all'acqua potabile, nella
quantità e qualità necessarie indispensabili alla vita e alle
attività economiche. Non ci può essere produzione di ricchezza
senza l'accesso all'acqua.
Essa appartiene più all'economia dei beni comuni e della
distribuzione della ricchezza che all'economia privata
dell'accumulazione individuale. Invece troppo spesso la
condivisione dell'acqua è all'origine delle cause di
ineguaglianze sociali. La civilizzazione deve riconoscere
l'accesso all'acqua come un diritto fondamentale,
inalienabile, individuale e collettivo. In diverse aree del
nostro Paese il diritto di accesso all'acqua potabile, è
drammaticamente ancora troppo limitato, sia sotto l'aspetto
qualitativo che quantitativo. Nel mondo più di 1,4 miliardi di
persone ossia il 25 per cento della popolazione mondiale non
ha accesso all'acqua potabile, e questo è oggi sinonimo di
lotta per la sopravvivenza.
Assicurare l'accesso all'acqua come bene pubblico e fonte
di vita insostituibile per ogni persona e ogni comunità è un
concetto che merita l'inserimento in norma di rango
costituzionale. E la Repubblica deve garantire l'accesso
all'acqua come diritto umano e sociale imprescrittibile.