XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2404
Onorevoli Colleghi! - Nell'ambito della complessa
materia relativa agli usi civici la presente proposta di legge
intende affrontare un problema specifico che ha prodotto una
situazione distorta che sarebbe opportuno sanare.
La legge 16 giugno 1927, n. 1766, di conversione in legge
del regio decreto 22 maggio 1924, n. 751, del regio decreto 28
agosto 1924, n. 1484, e del regio decreto 16 maggio 1926, n.
895, all'articolo 9, disciplina la legittimazione
dell'acquisto delle quote dei demani comunali delle province
napoletane e siciliane nel quadro della normativa generale.
Nella realtà concreta si tratta di terreni che gli attuali
possessori hanno ritenuto che fossero diventati di loro
proprietà e che, inoltre, sono stati oggetto di normali atti
di compravendita, fino, in alcuni casi, ad essere stati
trasformati in aree fabbricabili.
E' una situazione diffusa nel Lazio e in tutto il
Mezzogiorno. Ha una particolare rilevanza nella zona nord
della Basilicata, soprattutto nei comuni di Venosa, di Banzi,
e poi in quelli limitrofi di Maschito, di Montemilone, di
Palazzo San Gervasio, di Lavello, di Pietragalla, eccetera.
In molti casi non è stato richiesto il pagamento del
canone dalla fine della seconda guerra mondiale o dalla caduta
del fascismo. Ora alcune amministrazioni comunali, hanno
richiesto il ripristino del pagamento del canone.
Si tratta di una situazione che crea disagio e
incomprensione tra le popolazioni, vista la presunzione di
proprietà vissuta da decenni dagli attuali possessori e le
norme che, se pur desuete, sono attualmente vigenti.
La presente proposta di legge propone una soluzione per
tale problema e consente il superamento di una situazione oggi
definibile a dir poco borbonica e sicuramente penalizzante per
migliaia di cittadini, soprattutto piccoli coltivatori.