XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2349
Onorevoli Colleghi! - Riteniamo necessario e urgente
risolvere un problema di vera e propria discriminazione che
interessa i pensionati dell'ex Ente poste italiane, andati in
pensione nel periodo compreso tra ottobre 1994 e lo stesso
mese del 1995 e che non hanno usufruito dei benefìci previsti
dai contratti nazionali di lavoro dei vari settori del
pubblico impiego. Tali contratti prevedono, infatti che i
miglioramenti vengano integralmente attribuiti a tutti i
lavoratori comunque collocati a riposo nell'arco della vigenza
contrattuale.
La disponibilità delle organizzazioni sindacali di
categoria ad escludere la cosiddetta "vigenza contrattuale"
per i per pensionati in oggetto va collocata nel clima
generale di quegli anni e nell'orientamento complessivo
assunto in una fase di rinnovo di molti contratti di lavoro
del settore pubblico.
Negli altri contratti similari stipulati la "vigenza
contrattuale" non venne esclusa e questo riguardò anche i
contratti dei postelegrafonici sottoscritti
successivamente.
A seguito di tutto ciò, venne discriminato dal vantaggio
di vedersi riconosciuti gli incrementi di stipendio concessi
in un periodo successivo alla cessazione del rapporto di
lavoro solo un numero limitato di postelegrafonici in
quiescenza e per un determinato arco temporale.
E' dunque necessario risolvere questa ingiusta
differenziazione sul terreno dei diritti, procedendo al
ricalcolo del trattamento di pensione, considerando anche gli
incrementi retributivi realizzati in epoca successiva alla
cessazione del rapporto di lavoro e nell'ambito dell'arco di
vigenza del contratto.
La spesa necessaria risulta essere modesta, come è stato
dimostrato da una verifica dal punto di vista finanziario già
attuata dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale
nel dicembre del 2000.
Già nella XIII legislatura il Governo aveva accolto un
ordine del giorno, in data 17 dicembre 2000, con cui si
impegnava a risolvere questa discriminazione.
Il Ministro delle comunicazioni Gasparri ha recentemente
riconosciuto la necessità di adottare misure analoghe tra
categorie diverse di lavoratori affermando che, qualora vi
fosse un problema di trattamento disomogeneo, sarebbe pronto a
sostenere l'operazione di equità anche per questi lavoratori.
Ciò risulta da una lettera inviata il 22 gennaio 2002 al
presidente dell'Associazione difesa pensionati
postelegrafonici.
Dare una soluzione alle legittime richieste di questi
pensionati significa anche porre su un piano di parità questi
con altri lavoratori e con altre categorie che vivono
situazioni analoghe.